domenica 8 Febbraio 2026

La battaglia tra discount e canale super è serrata. Con l’aiuto dell’inflazione il primo bimestre 2022 è positivo

Gli effetti ottici dell'inflazione si stanno rivelando ma, dentro un quadro di generale tensione, le vendite della GDO in questo difficilissimo 2022 stanno tenendo bene. Questo è la fotografia che ci consegna Nielsen per il secondo mese dell'anno. Un aspetto positivo è quello legato alla tenuta degli incrementi che avevano caratterizzato i primi quadrimestri dei due anni precedenti che, di fatto, sono confermati anche nel 2022, il temuto rimbalzo all'indietro non c'è stato pur trovandoci in condizioni sanitarie decisamente differenti.

Un altro aspetto da tenere presente è la battaglia a due tra discount e supermercati. Come si vede dal grafico sotto, il mese di febbraio è stato caratterizzato dagli incrementi di questi due di oltre il 3%, quindi oltre l'inflazione sui beni alimentari.

I formati di vendita che resistono all'avanzata inarrestabile dei discount sono quelli che hanno come target il vicinato ma con un assortimento completo e una buona organizzazione di servizio. Menzionare il supermercato come formato di successo è infatti un concetto da chiarire: Nielsen (ed il mercato in generale) considera supermercati tutti quei negozi le cui metrature passano da 400 a 2499  mq, un'estensione che non permette ragionevoli deduzioni.

Andamento dei formati di vendita nel mese di Febbraio 2022; Elaborazione GDONews su dati Nielsen

L'immediata prossimità, ovvero quei negozi che non oltrepassano i 1000 mq di area vendita nel mese di febbraio si sono difesi bene; la loro clientela li raggiunge a piedi (o quasi) e si affidano a loro almeno durante la spesa della settimana. Alcune insegne performano molto meglio di altre in questo contesto, soprattutto nel sud Italia.

Nel nord il formato vincente è il supermercato di grandi dimensioni, più vicino a 2000 mq, una soluzione che vince le grandi strutture per comodità di utilizzo e surclassa i discount per qualità dell'offerta. Nel grafico sotto, nelle vendite a rete costante, emerge un dato significativo: il forte calo dei

superstore. Ricordiamoci che questi negozi vengono conteggiati come Ipermercati da Nielsen e IRI, ma vivono sostanziali differenze tra loro. Tale calo a Febbraio è stato addirittura superiore a quello degli ipermercati oltre i 4500 mq.

Il bimestre 2022

Il recupero dei discount nel mese di febbraio li aiuta a superare uno stallo che da qualche mese preoccupava i protagonisti del settore. Il risultato bimestrale del formato di convenienza è positivo (+1,6%) ma se si considerano gli effetti inflattivi, decisamente più consistenti nel loro segmento, il risultato è da considerarsi negativo.

Bene il canale supermercati che crescono del +2,1%, mentre cala moltissimo il canale di ultra prossimità producendo un negativo pesante (-2,4%) e crescono debolmente i grandi formati.

I risultati a rete costante indicano una tenuta dei discount (se si considera l'inflazione sono tutti in negativo) e degli ipermercati (+1%). La verità è che quegli ipermercati che vengono ivi conteggiati sono quelli che non sono mai passati attraverso progetti di riorganizzazione con riduzione delle metrature di area vendita, quindi quelle poche strutture che funzionavano.

Infatti il grosso del canale ipermercati oggi aggiornato a superstore sta perdendo il -2,7%. Il libero servizio a rete costante ferma il collasso perchè nel conteggio di quelle strutture che sono rimaste aperte da oltre un anno, il risultato è più stabile.

 

La GDO può, in definitiva, sorridere tiepidamente; l'economia nazionale sta rallentando e sta crescendo l'inflazione; Confindustria ha recentemente aggiornato le stime della produzione industriale nazionale per questo 2022, che erano previste al +4% prima della guerra. Nelle loro peggiori previsioni la chiusura potrebbe attestarsi al +1,6% che, se si considera l'inflazione, sarebbe da ritenersi in negativo. Il mercato dell'alimentare, si sa, è sempre stato un'oasi rispetto agli altri. Le dinamiche che sta attraversando sono da valutarsi dentro un arco temporale molto lungo, che prescinde da Covid e guerra. La sostanza è quella descritta: crescita del format di convenienza, sofferenza dei piccoli negozi, buona tenuta dei supermercati che appartengono a catene di supermercati efficienti. Il resto è a rischio.

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