martedì 20 Gennaio 2026

Il sud Italia traina il fatturato della GDO ed i supermercati rispondono ai discount

La GDO, nonostante le tensioni inflattive e nonostante una generale preoccupazione dei consumatori per l'incremento del costo della vita, ha segnato un risultato straordinario nel primo mese dell'anno. In termini di fatturato ha sostanzialmente pareggiato il risultato del 2021 sebbene i volumi hanno segnato un valore leggermente negativo. Vale, però, la pena ricordare perchè consideriamo così positivo questo obiettivo: il primo mese del 2021 il fatturato aveva incrementato (totale Italia S+I+LS a rete corrente) del +6,2%, che diventava +7,5% se si consideravano anche discount e drugstore, ma in condizioni ambientali totalmente differenti rispetto a quest'anno, sono infatti ancora vivi i ricordi di un'Italia chiusa in casa a seconda dei colori del semaforo che nei primi quattro mesi dell'anno aveva mortificato tutto il mercato del "fuori casa".

Bisogna sottolineare che anche nel primo mese del 2022 confermiamo quanto già scritto negli ultimi mesi: ovvero che in un contesto generale molto positivo, il risultato del canale supermercati e quello dei discount + simile, ma nel realizzare prestazioni simili, di fatto i discount stanno rallentando la crescita sugli altri.

Entriamo nel dettaglio dei numeri e delle analisi: nel 2021 tutti i formati ad eccezione degli iper (-6,9%) gli altri formati avevano realizzato incrementi rilevanti, ricordiamoli: i discount il +12,4%, i supermercati il +10,6%, seguiti da superstore +7% ed anche il libero servizio +4,9%.

A gennaio 2022, in un quadro di mercato sostanzialmente in pareggio, il discount ha chiuso il fatturato a -1% quando i supermercati sono riusciti a mantenere il segno positivo (+0,6%), così come i superstore (+0,3%). Come capita oramai da diversi mesi il Libero Servizio ha faticato a mantenere i risultati del passato, segnando un -3,6%.

 

Il dato a valore negativo del discount ed in leggero positivo dei supermercati non deve trarre in inganno perchè è suoi volumi che si riscontra una sostanziale parità.

Il sud Italia si conferma in crescita netta: lo scorso anno aveva realizzato un incremento rilevante sul 2020 (+10,3%) confermato da un ulteriore segno positivo di quest'anno (+3,4%). La crescita del sud è dovuta ad una serie di concause: gli aiuti di Stato sicuramente influiscono sul risultato (Reddito di Cittadinanza), ma non si può non considerare una crescente competitività del mercato, un incremento della quota discount, la crescita delle quote di mercato della MdD, una solida omogeneizzazione del mercato oggi in mano ad operatori che, per la maggior parte, sono solidi finanziariamente e competitivi. Anche il centro Italia, dopo l'incremento del +8% dello scorso anno, ha confermato il risultato chiudendo il mese di gennaio 2022 con segno positivo (+0,3%). In leggera sofferenza l'area 1 (-1%) e deciso negativo per l'area 2 che ha chiuso con un negativo del -1,8%. Questo dato va però letto in funzione della prestazione del 2021 (+9,2%) che lascia intendere quanto sia cresciuta quest'area del paese negli ultimi anni.

 

In termini di categorie merceologiche, cresce l’LCC del +0,5% e il Freschissimo del +0,2% mentre il Non Food torna in terreno negativo, con un -2,8%.

 

Le categorie merceologiche: cresce l’LCC del +0,5% su un importante +9,3% dello scorso anno, e il Freschissimo del +0,2% (sul +6,4%) mentre il No Food che lo scorso anno era a +0,8%m torna in terreno negativo, con un -2,8%.

 

 

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