La GDO e le Grandi Marche industriali non sanno più dialogare: la Z Generation ha già deciso quale format scegliere?

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La GDO ed i marchi industriali non sono più alleati, anzi negli ultimi anni la loro sinergia è sempre più in crisi, al punto da generare confusione nei consumatori, agevolando la crescita dei marchi privati dei discount ed in generale di tutte le private labels.

Tali difficoltà rischiano di aggravarsi ulteriormente nel prossimo futuro se si considerano i risultati di una recente pubblicazione di un’importante indagine realizzata da Istituto Piepoli, con il patrocinio di grandi industrie come Enel e Ferrovie dello Stato ed anche di aziende della GDO come il gruppo VèGè.

L’indagine ha coinvolto migliaia di giovani suddivisi in due fasce d’età: dai 13 ai 20 anni, e quella dai 21 sino ai 27 anni.

I risultati dello studio sono sorprendenti e mostrano un radicale cambio della mentalità dei consumatori giovani rispetto a quelli più maturi.

Poco meno della metà afferma di seguire le mode, non sono troppo propensi ad acquistare brand premium, però acquistano prodotti che sono espressione della loro personalità, in grado di gratificarli, danno molta importanza alle recensioni lette su internet, considerano fondamentale il rapporto qualità-prezzo e cercano prodotti sostenibili per l’ambiente.

Queste certezze non si sposano con la schizofrenia determinata dalla cattiva relazione tra industria alla disperata ricerca della creazione del valore, e la distribuzione che con le promozioni lo mette a repentaglio.

La ragione di questa distanza siderale è l’intensa competitività orizzontale del mass market retail che obbliga i player ad intervenire sulla leva prezzo (una delle 4P del marketing delle imprese industriali) talvolta andando sottocosto per conquistare consumatori, ma provocando aspettative differenti sugli stessi.

I giovani di oggi, soprattutto quelli della fascia 21-27 anni tra pochissimi anni saranno i consumatori “big spenders” e questa interessante indagine di Istituto Piepoli lascia pensare che i formati tradizionali devono invertire la rotta se non vogliono perdere quote di mercato e, al contempo, lascia comprendere che le strategie dei discount, organizzati, moderni, attenti alle nuove tendenze, siano più adeguate soprattutto se rivolte a queste generazioni.

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Mario Gasbarrino e Antonio Cellie martedì si confronteranno questi temi, e lo faranno partendo dal loro osservatorio: il primo è un noto manager della GDO, attuale Amministratore delegato di Decò Italia, e convinto assertore della necessità di stabilire un rapporto chiaro tra distribuzione e consumatore. Il secondo, oltre ad essere Amministratore Delegato di Fiere Parma Cibus, è un noto consulente strategico di diverse aziende, medie e grandi, di produzione alimentare, nelle diverse categorie merceologiche.

Il loro confronto sarà quanto di più interessante per comprendere prima di tutto se le parti in causa hanno coscienza di ciò che sta accadendo, ma soprattutto sarà loro cura, durante il confronto, stabilire come cambiare le proprie modalità di interrelazione con i clienti giovani alla luce degli interessanti insights emersi dalla ricerca di Istituto Piepoli. “È in gioco il futuro dell’intero sistema, non la vittoria di una delle due parti (che nel frattempo sono diventate almeno 3)” ha puntualizzato sui social Mario Gasbarrino, in occasione della presentazione dell’evento.

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