solo i discount (+4,9% a valore e +3,7% a volume), hanno incrementato le loro vendite, tutti gli formati hanno invece perso ricavi. E’ rilevante il crollo del canale ipermercati >4.500 mq (-7,8% a valore e -9% a volume), sono invece meno evidenti le contrazioni degli altri formati che però segnalano qualche cambiamento, come ad esempio il libero servizio che perde circa il 3% sia a valore che a volume o il drug (-0,6% a valore e -3% a volume). Reggono le vendite nei canali supermercati (-0,5% a valore e -1,1% a volume) e nei superstore (-0,4% a valore e -0,9% a volume).
Le vendite del Grocery nel primo bimestre 2021
E’ ormai chiaro che il mese di gennaio dell’anno in corso abbia sostanzialmente “coperto” le prime falle del mese di febbraio. La “copertura” non ha portato effetti sul formato ipermercati>4.500 mq che si è contratto sia a valore (-4,9%) che a volume (-6,6%). I risultati positivi si riscontrano, invece, sugli altri formati ad iniziare dal discount, che ha fatto registrare la crescita più significativa (+9,8% a valore e +8,2% a volume) ed a seguire i supermercati (+6,1% a valore e +5,1% a volume). Il canale drugstore nella somma dei due mesi è anch’esso in positivo (+5,4% a valore e +2,1% a volume), così come i superstore che hanno incrementato in termini di ricavi del +4,4%. Il libero servizio, infine, ha chiuso il primo bimestre anch’egli in positivo, con un incremento pari del +2,5%.
Il Grocery nelle singole aree del paese
Il fatturato generato dalle vendite dei prodotti grocery in GDO nel mese di febbraio è stato inferiore a quello dello scorso anno (-0,6% a valore), però il dato negativo è decisamente migliore dal dato generale che include tutte le categorie merceologiche (-1,9%). Se si restringe l’ambito di analisi ai canali tradizionali (LS +Super +iper) la forbice differenziale è simile: la perdita subita dalle categorie del grocery (-1,3%) è inferiore al dato generale (-3,2%). Si è scritto a più riprese che questa contrazione sia stata molto influenzata dal deciso calo del nord ovest che perde circa 4 punti percentuali sia a valore che a volumi. C’è una certa stagnazione nel nord est sui volumi e un leggero incremento (+0,6%) a valore, determinato più che altro da variabili inflattive e lo stesso vale per il centro. Il sud è stata la migliore area del paese dove il mercato ha dato segnali di tenuta con crescite sia nei fatturati (+1,8%) che nei volumi (+0,5%).
La media degli scostamenti del primo bimestre sulle aree ci da due conferme. La prima è che il mese di febbraio non ha assolutamente annullato le performance del mese precedente e i dati sotto ne sono l’evidenza. La seconda conferma è che il nord ovest è l’area più sofferente e il sud quella più in salute. Nel dettaglio, il nord ovest incrementa ma poco (+1,5% a valore e +0,7% a volume) ed il sud incrementa con decisione (+7,6% a valore e +6,1% a volume). C’è anche da notare come nel nord est si rilevino ancora buone crescite (+6,4% a valore e +5,1% a volume) così come nel centro (+5,7% a valore e +4,2% a volume). In buona sostanza, nel primo bimestre, il mercato delle categorie del grocery porta ancora buoni incrementi (+4,8% a valore e +3,6% a volume) rispetto a quanto espresso nel pari periodo dello scorso anno.

Nell’analisi delle aree, è importante notare come l’area 1 abbia pesato nel mese di febbraio del 2021 per quasi un terzo del mercato e più precisamente del 32,6%. Le altre aree hanno più o meno equamente sviluppato il resto della distribuzione. L’area 2 ha inciso per il 22,2%, l’area 3 per il 24,1% e l’area 4 per il 21%.
