venerdì 6 Febbraio 2026

Iperal, Tigros, Basko, Poli e Rossetto: punti di forza e di debolezza derivanti dal loro confronto

Agorà Network è partner di Selex in ESD ed è un'organizzazione differente rispetto a questa, non solo perchè è composta da un numero inferiore di soci, tutti localizzati nel nord del paese, ma anche perchè sono pochi e tutti assimilabili nei loro modelli di business. Agorà Network infatti è formata da quattro imprese socie: il Gruppo Sogegross, il Gruppo Poli, Iperal e Tigros (25% di quota ciascuna), ed ognuna possiede un posto all’interno del CdA (4 consiglieri) con una Presidenza a rotazione; attualmente è Maurizio Gattiglia di Sogegross il Presidente. E' molto importante l'acquisizione compiuta da Agorà del gruppo Rossetto Trade, in seno al consorzio da gennaio di quest’anno, uscito dalla Centrale C3 dopo oltre due decenni.

Come si è scritto questo è un consorzio dove le aziende sono piuttosto omogenee, tutte si rivolgono al mercato con punti di vendita di proprietà, in una relazione diretta con il consumatore finale e con logiche di business (costi, ricavi) simili.

Solo il Gruppo Sogegross, che opera sul territorio con due imprese, di cui è controllante al 100%, in una prevede anche la formula dell’affiliazione (Nume Srl).

Nell'analizzare i bilanci abbiamo voluto considerare tutte le società che operano direttamente sul mercato con punti di vendita di proprietà, per dare una lettura più uniforme possibile: di conseguenza al posto del gruppo Sogegross sono stati analizzati i bilanci delle controllate Basko Spa e Nume Srl, mentre per il Gruppo Poli sono stati presi in considerazione quelli di Billig Spa, Orvea Spa e Supermercati Poli Spa, tutte sue controllate.

Come sempre la pubblicazione mette a confronto i principali indicatori: dopo aver scritto dei ricavi degli ultimi 5 anni e del margine commerciale del 2019, oggi si entrerà nel merito dei costi: quelli per i servizi (logistica, trasporti, marketing, etc), il costo del lavoro sino ad arrivare alla qualità della gestione caratteristica, escluso il costo della rete, con l'EBITDAR. Il confronto è sempre molto utile per comprendere le aree di miglioramento di ognuna di esse e le rispettive differenze strategiche. Giova ricordare che tutti i bilanci da cui vengono realizzati gli studi sono visibili nella nostra sezione strumenti per i manager, ed all'interno con la web app del benchmark on line è possibile mettere a confronto tutte le imprese della GDO per un massimo di 10 e scaricare il relativo PDF. La web app ed i bilanci sono usufruibili dai nostri abbonati PREMIUM.

Costi per servizi

Nella GDO questi sono tutti quei costi variabili come le spese energetiche, i trasporti, in determinati casi anche i costi logistici, le spese di marketing (quindi principalmente produzione e distribuzione dei volantini), i costi del cosiddetto facility management, ma anche le consulenze e tanti altri necessari per il buon andamento del business.

La media prodotta dalle imprese in esame è stata pari al 8,15%, un valore inferiore alla media registrata dai gruppi di Selex (9,25%). Il risultato è ottenuto da un’ampia forbice che passa da un valore molto basso presente nel bilancio di Rossetto Trade (5,97%) sino al 10,27% di Basko.

Il costo del lavoro

Questo indicatore è di più semplice lettura del precedente perché non si tratta di una somma di costi indiscriminata: il personale rappresenta la principale voce di costo del retailer ed è l’ambito dove ogni azienda si deve maggiormente concentrare per ottimizzare e produrre margini positivi.

Nell’analisi dedicata al gruppo Selex la suddivisione in cluster delle sue imprese associate era necessaria per una miglior omogeneità delle attività di benchmark proprio perché questo indicatore, così importante, incontra sostanziali differenze secondo il modello di business applicato. Nella fattispecie il gruppo Agorà è, invece, piuttosto omogeneo, pertanto l’analisi è uniforme su tutte le imprese considerate.

La media delle imprese di Agorà considerate in questo benchmark è pari al 11,04%, molto diverso da quello delle imprese di Selex che si possono considerare simili come modello di business (che avevamo descritto come appartenenti al cluster numero 1), il quale era pari al 14,30%.

E' necessario un chiarimento: nella GDO italiana le imprese che svolgono la loro attività con negozi diretti presentano un’incidenza media più vicina ai valori di Selex che a quella di Agorà, ma non è possibile giudicare in modo così asettico questo valore. Il personale si deve rapportare ai negozi ed alle loro dimensioni: è scontato che quelli di maggiori dimensioni abbiano necessità differenti.

Gli ipermercati hanno necessità di un numero elevato di lavoratori e la depressione dei ricavi di quel canale è stato ed è il principale problema, in pratica rispetto al passato si è verificata una lievitazione dei costi abbinata ad una perenne riduzione dei ricavi. Tornando alla nostra analisi, le imprese di Agorà presidiano principalmente il mercato della prossimità: la loro rete, infatti, è composta (Fonte: sito internet Agorà Network) da 15 ipermercati, 51 superstore tra i 1.500 ed i 2.500 mq, 99 supermercati tra gli 800 ed i 1.500 mq, 73 punti vendita tra i 400 e gli 800 mq e 40 superette (oltre a grandi magazzini, discount e C+C).

Insomma questo per spiegare che non è possibile citare il dato medio di Agorà e metterlo a confronto con Selex, le strutture delle aziende sono differenti.

Ebitdar

L’indicatore dell’Ebitdar è l’unico da considerare nel mass market retail in sostituzione dell’Ebitda, perchè è l'unico in grado di definire senza equivoci l’andamento della gestione caratteristica in un determinato periodo e che, prima ancora della verifica dei costi di medio periodo (gli affitti nella GDO sono contratti piuttosto lunghi e decisamente vincolanti), permette di verificare la qualità del lavoro di un’azienda. L’Ebitdar medio delle aziende appartenenti alla Centrale Agorà Network è del 8,52%, superiore a quello di Selex che era pari al 7,11% per le aziende con negozi di proprietà (cluster 1) ed al 7,91% per quelle che operano con gestione mista (anche con affiliazione) sul mercato.

Nel dettaglio Iperal ha un EBITDAR del 11,39%, davvero molto alto, tra i migliori in Italia, le aziende del Gruppo Poli presentano tutte un valore praticamente uguale (8,56% Supermercati Poli, 8,65% Billig e 8,53% Orvea) in media con questo benchmark, quello di Tigros supera il 9%, Rossetto 8,02%, Nume 7,14% e Basko Spa 6,18%.

 

 

 

 

 

 

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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