Nella prima metà del mese di febbraio Istituto Piepoli ha condotto un sondaggio d’opinione sul settore del bakery salato. L’indagine è stata svolta su un campione di 500 casi rappresentativo della popolazione italiana secondo le variabili di genere, età, area geografica e ampiezza del comune di residenza.

Lo studio ha avuto l’obiettivo di individuare eventuali cambiamenti nelle abitudini di consumo del pane e dei prodotti da forno salati e di rilevare delle possibili tendenze future di acquisto. L’indagine è inoltre servita per capire quali siano i brand che gli italiani associano maggiormente al bakery salato .

La prima informazione emersa dall’indagine riguarda la percentuale di italiani che consuma pane fresco o pane sfuso, sia di panetteria sia del supermercato, che risulta essere pari a 82% (percentuale che sale fino all’87% nel sud Italia). È invece pari al 10% della popolazione la quota di coloro che non mangiano pane fresco, ma consumano dei sostitutivi come il pane confezionato/a lunga conservazione, crackers, taralli, e così via. Quanti, infine, affermano di non consumare mai prodotti del segmento del bakery salato sono l’8% del campione.

Riguardo ai cambiamenti nelle abitudini alimentari degli italiani negli ultimi 12 mesi, la ricerca ha messo in luce un calo del consumo di pane “tradizionale” (-2%). È emerso che sono in particolare le donne ad aver ridotto l’utilizzo del pane nell’ultimo anno (-6%). All’opposto, in base a quanto dichiarato dagli intervistati, il consumo di pane confezionato e dei prodotti sostitutivi è in crescita di 4 punti percentuali (saldo tra coloro che affermano di aver aumentato il proprio consumo di questi prodotti e quanti lo hanno ridotto). Questi dati sono con buona probabilità imputabili all’emergenza coronavirus e ai ripetuti periodi di restrizioni e lockdown dell’ultimo anno, che hanno indotto molti consumatori a orientare le proprie scelte di acquisto verso prodotti a lunga conservazione, nell’ottica di avere in casa una dispensa ben fornita di scorte alimentari.

Per quanto concerne il trend futuro del mercato del bakery salato, è stato chiesto agli intervistati di provare a ipotizzare come potrebbe variare nei prossimi anni il loro consumo dei prodotti di questa categoria merceologica. L’83% del campione ha dichiarato che manterrà intatte le proprie abitudini di consumo, il 12% ridurrà invece la presenza di pane e prodotti affini nella propria dieta, mentre il 5% l’aumenterà. Il saldo tra coloro che incrementeranno il consumo di questi beni alimentari e quanti pensano che lo ridurranno è quindi pari a -7%. Possiamo supporre che questo trend negativo sia in parte dovuto al fatto che i consumatori immaginino, per il prossimo futuro, un ritorno a un consumo dei prodotti del bakery salato in linea con quello precedente all’emergenza Covid-19. Sicuramente l’evoluzione di questo mercato andrà monitorata nei prossimi mesi.

Lo studio ha poi focalizzato l’attenzione sulle caratteristiche di pane e sostitutivi a cui i consumatori fanno maggiormente attenzione durante l’atto d’acquisto. Il 42% degli intervistati ha affermato di porre sempre attenzione alla tipologia di farina utilizzata nella lavorazione dei prodotti (si tratta principalmente di donne, 48%, contro 36% degli uomini), mentre il 41% lo fa qualche volta oppure raramente. Esiste anche una fetta del campione, pari al 17%, che non si sofferma mai sul tipo di materia prima impiegata nella lavorazione del pane e dei sostitutivi del pane.

Oltre alla tipologia di farina impiegata nel processo di trasformazione del prodotto, un altro aspetto molto importante per i consumatori è la provenienza delle materie prime utilizzate: il 50% dei rispondenti ritiene fondamentale che queste siano d’origine 100% italiana. Per i consumatori è inoltre rilevante che pane e sostitutivi siano “biologici” (32%) e fatti con farine integrali (27%). Il “senza glutine” interessa invece in maniera marcata al 14% del campione.

Relativamente alle tendenze future di consumo, crescerà la richiesta di prodotti realizzati con materie prime 100% italiane. Il saldo tra coloro che immaginano di incrementare il proprio consumo di prodotti 100% italiani e quanti invece pensano che lo ridurranno è pari a +22%, quindi il “made in Italy” sarà ancora a lungo un aspetto su cui puntare. Anche l’interesse verso pane e sostitutivi “biologici” continuerà a crescere (saldo tra “penso che aumenterò il consumo” e “penso che ridurrò il consumo” pari a +20%), in accordo con la sempre maggiore sensibilità degli italiani verso i concetti di “sostenibilità” e alimentazione sana. In futuro potranno inoltre aumentare i consumi di prodotti realizzati con farine integrali (saldo tra “penso che aumenterò il consumo” e “penso che ridurrò il consumo” pari a +10%) e potrebbe ulteriormente incrementare la richiesta di bakery salato “senza glutine” (+3%), in linea con la crescente attenzione dei consumatori verso gli alimenti “free from”.

In sintesi, quello che il sondaggio ci suggerisce è che le tendenze di consumo appena descritte, e peraltro già osservate negli ultimi anni, potrebbero ulteriormente rinforzarsi nel prossimo futuro.

L’indagine ha poi avuto l’obiettivo di verificare come gli italiani percepiscono i prodotti del bakery salato. Pane e sostitutivi sono considerati innanzitutto alimenti particolarmente gustosi (82% degli intervistati), ma anche piuttosto calorici (75%). È invece pari al 69% la percentuale di rispondenti che ritiene questi prodotti sani e genuini.

Infine, per comprendere quali siano i brand maggiormente associati alla category del pane e dei suoi sostitutivi, è stato chiesto agli intervistati di indicare spontaneamente fino a un massimo di tre marchi. I risultati ottenuti sono molto chiari: Mulino Bianco è risultato di gran lunga il marchio più citato, indicato da ben il 40% del campione. Da sottolineare il fatto che le marche del supermercato hanno ottenuto complessivamente l’8% delle citazioni, andandosi a posizionare al terzo posto di questa speciale classifica, dietro a Barilla (13% delle citazioni).