Editoriale: la prossimità e l’invasione di campo dei discount

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Quali sono i moderni supermercati di vicinato? Le tendenze attuali che si rivolgono a nuove aperture di supermercati con dimensioni uguali o superiori a 1500 mq trovano il consenso del consumatore? Come si è evoluto il concetto di prossimità? Qual è il ruolo della pressione promozionale nell’epoca della pandemia? A queste domande risponde oggi la puntata de “Il Supermercato delle idee”, il podcast di GDONews che oggi trova un gradito ritorno: il dott. Federico Cimini, manager e consulente nel mondo GDO.

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Queste riflessioni nascono in conseguenza delle tre pubblicazioni ( qui, qui e qui) che GDONews ha dedicato alle quote di mercato aggiornate a fine 2020 sul fatturato prodotto dai punti di vendita (LS+ supermercati+discount) nell’offerta di vicinato che hanno portato alla luce una serie di evidenze su cui vale la pena soffermarsi.

La prima è che oggi quando si menziona questo tipo di format si fa riferimento ad un’ampia offerta, ovvero quei negozi che vanno da 100 mq sino a 2499 mq, dentro i quali si mescolano indistintamente sia i formati della GDO tradizionale che i discount.

La seconda è che oggi il discount è, a pieno titolo, rappresenta la moderna prossimità che il consumatore valuta in alternativa al supermercato, quindi con una frequenza di acquisto sempre più simile.

La terza è che il mercato italiano è essenzialmente rappresentato da questi formati tutti i concorrenza tra loro, dedicando molti meno sforzi a quelli che oggi sono i moderni superstore, negozi che vanno da 2500 ad oltre 4000 mq, il cui raggio d’azione esautora violentemente gli sforzi degli ipermercati alla ricerca della loro sopravvivenza.

Chi lavora nel mass market retail dagli anni ’90 ha dovuto adeguare la sua cultura e le sue nozioni all’attualità, solo 20 anni fa i negozi di Prossimità erano quelli che oggi si inquadrano nei formati a Libero Servizio, piccoli negozi da 100 a 399 mq, i quali sino al 2019 erano contraddistinti da una forte diminuzione della loro numerica e da una debole ma continua erosione delle quote di mercato. Il 2020 è stato, invece, l’anno di gloria di questi piccolissimi formati, soprattutto nel periodo del lockdown.

I negozi da 400 sino ai 1000 mq, oggi considerati anch’essi di immediata prossimità, sino a qualche anno fa erano supermercati di dimensioni medio grandi: e pensare che nessun ufficio sviluppo dei principali discounters operanti in Italia prenderebbe oggi in considerazione aperture di tali dimensioni, troppo piccole per esprimere un’offerta completa nell’ambito dell’offerta di vicinato.

I negozi prediletti dai principali player del discount devono misurare intorno ai 1300-1500 metri quadrati, spesso ubicati nell’immediata periferia, questi sono i principali concorrenti dei negozi di prossimità che la moderna DO oppone ad essi: supermercati di vicinato così come quelli di 1500 – 2000 mq, anch’essi ubicati in posizioni simili a quelli menzionati.

Di qui un altro tema: oggi la battaglia per la conquista delle posizioni è quanto mai oggetto di dispute contrattuali tra catene del mass market in concorrenza tra loro, e quasi sempre se nella contesa appare un’insegna discount tra le quattro più importanti (Aldi, Eurospin, Lidl ed MD) che con ragionevole certezza se le aggiudica, grazie ad offerte economiche irraggiungibili dagli altri, per il godimento degli affittuari o venditori di immobili.

La nuova prossimità nella moderna distribuzione è anche quella rappresentata da negozi che misurano 2000 mq

In un interessante articolo pubblicato oggi su GDOnews, dedicato alle quote di mercato dei superstore e degli ipermercati alla fine del 2020, è emerso un dato significativo: se il mercato nazionale (LS+super+superstore+iper+discount) venisse suddiviso i 5 grandi categorie, (100-399 mq superette o LS, Supermercati da 400 a 999 mq, supermercati da 1000 a 2499 mq, superstore o mini iper da 2500 a 4499 mq, ed infine ipermercati oltre i 4500 mq) quella che raccoglie la maggior parte del fatturato è la 400 a 999 mq (36 miliardi circa), seguita da molto vicino dai supermercati da 1000 a 2499 mq (oltre 32 miliardi), tutti gli altri valgono meno della metà. In pratica i supermercati+discount valgono circa 68 miliardi. Se aggiungiamo la parte di prossimità di dimensioni più contenute (100-399) si arriva ad oltre 80 miliardi di euro.

Il grafico qui sopra è 1 dei 14 inseriti nell’articolo pubblicato su GDONews dedicato alle quote di mercato degli ipermercati e dei superstore, ed è il risultato di uno studio approfondito il cui metodo è già stato oggetto di spiegazione.

GDONews ha dedicato 3 pubblicazioni (qui, qui e qui) a questi formati di vendita indicando il fatturato realizzato nel 2020 con una metodologia di studio articolata con precione in un’apposita pubblicazione, indicando le quote di mercato delle centrali acquisti ed anche delle supercentrali sia a livello nazionale, che di area che regionali.

Oggi nella puntata de “Il supermercato delle idee”, il tema viene approfondito offrendo all’ascoltatore interessanti spunti di riflessione.

 

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