Il Libero Servizio potrebbe battere i discount? I numeri aiutano a capire

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Un esercito di punti vendita e migliaia di aziende: sono questi i paladini della GDO, i piccolo negozi di prossimità che durante l’emergenza COVID-19 hanno sostenuto i consumi alimentari degli italiani ed incrementato i fatturati (o attenuato le perdite) della filiera alimentare dalla produzione al consumatore finale.

Però, a solo un mese e mezzo dalla nuova normalità, il loro sacrificio sembra già dimenticato dai consumatori e sembra assottigliarsi sempre di più anche la speranza che queste migliaia di piccoli imprenditori conservavano: vedere una nuova vita per un formato che sembrava andare lentamente verso un binario morto.

Dal 2014 al 2019 hanno, infatti chiuso i battenti circa 1.500 punti vendita di prossimità, e 1.200 mila partite IVA. La battaglia dei prezzi e dell’efficienza, dominata dai discount in modo incontrastato, ha portato negli anni ad un cambio rilevante dell’offerta.

Questa è solo la superficie di un tema che non trova il perimetro del suo orizzonte e che non permette nemmeno a straordinarie aziende di statistica come Nielsen o IRI di avere certezze sui veri fatturati della GDO.

Per capire la dimensione del problema proviamo a dare vita ad un paragone applicabile alla poca conoscenza della vera GDO italiana, a questa somma di partite IVA. Si pensi, ad esempio, di voler dettagliare quanti alberi sono presenti in sud america e ci si trovi davanti a situazioni dove le singole città e paesi sono in grado di definire con buona precisione la numerica dentro i loro perimetri, ma nella foresta amazzonica non ci è mai entrato nessuno a numerarli.

Il libero servizio in Italia, nonostante qualcuno possa affermare il contrario, è questo: migliaia di Bilanci di aziende, migliaia di EBITDA e PROFIT margin che sono ogni anno a rischio e che vivono di margini che variano da Gruppo (insegna) a gruppo (insegna) e con listini che variano da centrale (o super centrale) a centrale.

In questo studio, ed in altri che affronteremo in nei prossimi mesi, racconteremo questa parte della GDO che si raggruppa sotto i Cedi e sotto le insegne, dove ognuna di esse possiede un’anima (e conti economici).

Chi pensa che il destino dei negozi di prossimità sia tristemente inevitabile oggi ha materiale su cui riflettere: il periodo del lockdown ha dimostrato che esistono ancora aspetti su cui si potrebbe ricominciare a lavorare, persino per contrastare con efficacia la forza dei discount, ma ciò che appare chiaro è che gli strumenti a disposizione di questi piccoli imprenditori sono insufficienti a mantenere un trend positivo se al di sopra di loro non si cambia qualcosa nelle strategie.

Con il supporto della nostra mappa della GDO abbiamo provato a delineare chi è questo esercito che rappresenta una parte numericamente rilevante della GDO, quante imprese sono rappresentate, a quali super centrali appartengono e come si differenziano nei numeri dai loro”carnefici”, ovvero i discount, ed infine abbiamo ipotizzato una strategia figlia dei numeri, che indicheremo in base agli eventi che abbiamo vissuto.

Il Libero Servizio in Italia pesa

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Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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