Despar italia presenta i nuovi vini siciliani Capo Trecuspi: una MDD sui vini è utile?

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La cantina Despar si arricchisce di dieci nuove etichette: cinque vini rossi e cinque bianchi che portano sullo scaffale il cuore della Sicilia. Le nuove proposte consolidano il progetto di filiera Despar nel settore enologico che punta alla valorizzazione delle eccellenze DOC e IGP dei territori italiani più vocati.

Una selezione di vini, a marchio Despar Capo Trecuspi, che si distingue per l’elevato livello qualitativo, la piacevolezza e la complessità dei sapori. Una gamma completa dall’anima mediterranea che trasmette l’emozioni della Sicilia, perfetta per un consumatore curioso o appassionato.

Dieci le proposte: per i vini rossi l’assortimento dei vini tipici Desparè composto dal Nerello Mascalese Sicilia DOC, il Frappato Terre Siciliane IGP, il Syrah Sicilia DOC, il Rosso Etna DOC, il Nero d’Avola Sicilia DOC Le proposte di vini bianchi invece comprendono: il Grillo Sicilia DOC, l’Insolia Sicilia DOC, il Catarratto Sicilia DOC ed il Carricante Terre Siciliane IGP.

L’iniziativa di Despar è curiosa perché si tratta di un assortimento di qualità che passa “dalla porta” della MDD che, in verità, nella GDO non rappresenta una quota significativa nella categoria, circa il 6%.

Quali sono i vantaggi e quali i rischi?

Il vantaggio di costruire un assortimento di vini tipici che non siano espressione di vendite distribuite su tutto il territorio nazionale, come ad esempio accade per il chianti oppure il prosecco, è quello di esimere i category dei vari Cedi dell’insegna da scelte difficili e rischiose; se la Centrale decide di scegliere quell’assortimento lo fa con l’assistenza delle sue aziende sul territorio, che conosceranno perfettamente la cantina fornitrice e ne avranno valutato la qualità intrinseca e di distribuzione. Un altro vantaggio, molto più evidente perché verso il consumatore, è la possibilità di arricchire l’offerta nazionale con 10 etichette di qualità. E’ chiaro che le etichette siciliane devono entrare in un contesto di offerta più vasto, in grado di riunire in un’unica offerta tutte le tipicità regionali, non solo quelle siciliane. In tale maniera si fidelizza il cliente verso un assortimento di alta qualità, uniforme, capace di massificare le vendite e di svolgere attività promozionali.

Quali sono invece i rischi?

Dietro una strategia nazionale rivolta alla costruzione di una cantina che comprenda vini con etichetta personalizzata deve esistere una forte unità di intenti. Tutti i Cedi Despar devono inserire in assortimento tutte le etichette create e “contrattualizzate” dalla sede, e questo deve essere sufficientemente amplio. In mancanza di unità di intenti il progetto potrebbe morire ancor prima di nascere. Cosa già accaduta in altre insegne. Un altro rischio è quello relativo all’impatto sul consumatore: non è certo che il consumatore veneto apprezzi questo tipo di vino e, pertanto, esiste il timore che venga inserito a scaffale ma non venga venduto. E se aziende del Nord, che hanno un peso rilevante nell’economia dei volumi, non sono in grado di rispondere alla richiesta il progetto potrebbe franare. La stessa Puglia e Campania, dove Despar ha un presidio importante, è terra con tipicità regionali molto solide nell’ambito del vino, ed il consumatore pugliese è molto affezionato ai prodotti della sua terra.

Insomma è una scommessa, quello di Despar è un percorso tortuoso, ma interessante.

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