La GDO continua a correre, un po meno

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Il prolungarsi dell’emergenza sta inevitabilmente portando a una situazione di “nuova normalità”. Le dispense sono ormai piene lungo tutto lo Stivale e restano così solo consumi superiori alla media del più recente passato, visto che tutti i pasti sono ormai consumati in casa.

Secondo le rilevazioni Nielsen, nella settimana dal 16 al 22 marzo, il giro d’affari della distribuzione moderna è cresciuto del 5,37% a livello nazionale, un valore che è circa la metà di quanto fatto registrare dall’inizio della crisi sanitaria. Ci sono forti discrepanze a livello geografico, dettate dal diverso andamento del contagio e dal momento in cui per la prima volta si è scatenata la prima corsa ai supermercati. Il Sud, che è partito per ultimo e su cui pesa il fattore delle decisioni prese dai singoli sindaci sull’apertura o meno dei mercati rionali o settimanali, continua a mostrare un progresso molto elevato (+8,27%); altrettanto fa il Nord-est (+8,89%), dove però è probabile che siano stati consumati i primi acquisti effettuati quasi un mese fa e si proceda ora ad accumulare nuove scorte. È invece decisamente più bassa la lettura del Nord-ovest (+4,22%) e lo è ancora di più quella del Centro (+2,30%), che si attesta su valori quasi “normali”.

Il progresso di marzo, che per ragioni statistiche è iniziato il 24 febbraio in concomitanza con i primi acquisti da panico, mostra ora un balzo dell’11,36%, con una punta massima del 18,53% al Sud e una minima dell’8,17% nel Nord-ovest. Nord-est e Centro marciano infine praticamente appaiati: il primo è cresciuto dell’11,99% e il secondo dell’11,26%. In tutto il 2020, infine, le vendite della Gdo sono aumentate del 5,53%.

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