venerdì 13 Febbraio 2026

Discount vs Supermercati e Grande Industria. Ecco come sta cambiando la GDO

La pressione promozionale è stato lo strumento attraverso cui la Grande Industria ha cercato di mantenere i fatturati che venivano sviluppati negli anni precedenti. Va detto, ad onore del vero, che la Grande Distribuzione ha vissuto come un “toccasana” questa iniziativa dell'industria che, a cascata, ha indotto anche la piccola e media ad uno sforzo ulteriore, in termini di marginalità, per rimanere appetibili nelle vendite nei confronti del consumatore e del retailer, mantenendo una solida distanza tra i leaders e loro.

Questa strategia nel decennio appena trascorso aveva prodotto effettivamente alcuni effetti: primo su tutti una debole crescita della MDD che, vedendosi aggredita sulla competitività dei prezzi dai leaders di categoria, diminuiva la sua attrattiva. Dall’altro lato un altro effetto inevitabile è stato quello di rendere il consumatore dipendente da questa strategia, e quindi molto fedele al prezzo e sempre meno all’insegna. Questo fenomeno, nella larga e stretta Italia, è stato più rilevante in alcune aree del Paese rispetto ad altre, però di certo ha modificato la metodologia del lavoro della GDO

perché alla base si è prodotta una alterazione della relazione tra Insegna e consumatore.

Nel 2019 si è vissuto, per la prima volta, una inversione di tendenza e questa pubblicazione è rivolta ad accendere un importante “alert” su un fenomeno in atto che potrebbe destabilizzare le strategie di molti Retailers nei prossimi anni.

Con l’aiuto dei dati forniti da Nielsen e da noi elaborati verrà spiegata qual è la tendenza della pressione promozionale nelle categorie del Grocery nell’anno appena trascorso rispetto al precedente, ed ancor più qual'è l'andamento in ogni format di vendita, infine messa in luce una importante singolarità che, se sommata ad altri eventi in atto e che verranno sotto menzionati, potrebbero provocare una accelerazione di un processo degenerativo per alcuni formati di vendita.

La tabella ed il grafico sotto esposti spiegano chiaramente cosa è successo lo scorso anno: la pressione promozionale nel grocery è in calo. E’ tutto sommato una buona notizia, significa che il consumatore ha sempre meno bisogno di “stimolanti” per effettuare gli acquisti alimentari, si sente più tranquillo, meno ossessionato dalla povertà, e permette al Mass Market, ma forse anche alle piccole e medie imprese fornitrici, di respirare un poco e recuperare un poco di margine.

 

 

E’ un fatto incontrovertibile che la diminuzione è stata registrata a livello nazionale nella risultanza del totale Italia (quindi Super+Iper+LS+Discount+Drugstore), passando dal 26,9% del 2018 al 26,4 del 2019, un decremento dello 0,5%.

La singolarità sta nel fatto che la forbice tra il 2019 ed il 2018 aumenta se lo scostamento viene registrato restringendo l’area a Super+Iper+LS, passando allo 0,7%.

 

Ma come: non dovrebbe essere il contrario?

In teoria la grande categoria del Grocery dovrebbe esprimere grande forza a livello promozionale attraverso la spinta della Grande Industria, che si trova tutta concentrata nelle varie categorie, che grazie alla sua aggressività sarebbe capace di limitare la potenza dell’offerta dei Discount. Questo schema ha funzionato per alcuni anni: la Grande Industria ha sempre pensato che la fuga del fatturato verso il canale di convenienza sarebbe stato una fuga dal suo fatturato perché fondamentalmente è esclusa dall’offerta del Discount (almeno nella sua centralità).

La verità è invece un’altra: è il Discount che tiene alta la pressione promozionale della sua offerta e non il contrario, infatti alla fine di Novembre, quindi con la campagna del Natale esclusa, la pressione promozionale del format di convenienza sale.

Quindi: nonostante esista una differenza oggettiva, in termini di competitività, tra l’offerta dei supermercati e quella dei discount, questi ultimi hanno la seria intenzione di non diminuire la loro competitività.

Nel 2018 la sua pressione promozionale era pari al 14,5% (grocery), e nel 2019 è passata al 15%.

Si noti che nel canale Ipermercati, che continua ad essere l’offerta dove il fatturato ottenuto dalle promozioni è il più alto (34,5%) è sceso solo dello 0,2%, quindi di una entità poco percettibile. Non è così per il formato superstore dove la diminuzione è stata più consistente (-0,7%).

In definitiva l’oggettiva diminuzione della pressione promozionale è un fatto assolutamente positivo, ma va rilevato che è palese come anche questo strumento strategico del Retailer sia decisamente utilizzato dal discount, mettendo in difficoltà la concorrenza.

Nelle prossime settimane pubblicheremo le quote di mercato della GDO ed anche del format Discount, e ci si renderà conto di come la sua crescita sia oramai arrivata ad un livello tale che è assai prevedibile superi addirittura il 20% di quota di mercato nazionale già da quest’anno.

L'ARTICOLO COMPLETO, I RELATIVI GRAFICI, IMMAGINI ED ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI PREMIUM E PREMIUM PLUS.

SEI GIA' ABBONATO? ACCEDI QUI
.

Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!

Ultime Notizie