lunedì 19 Gennaio 2026

Fratelli Arena il miglior Ebitda dell’area 4. Bene anche Maiora, Multicedi e Megamark. Eccoli tutti a confronto

La scorsa settimana, nella prima pubblicazione dell’analisi di benchmark dei Bilanci delle quattro migliori aziende dell’area 4, si è analizzata la parte alta del conto economico, ovvero i ricavi e la loro provenienza.

Da oggi si comincerà a mettere sotto verifica la parte più delicata del business, la gestione aziendale. Inizieremo con un confronto dei rispettivi margini, per passare successivamente alle voci di costo comprese nelle spese per servizi (i trasporti, la pubblicità, la logistica, etc), e ad andare in profondità soprattutto nella principale voce di costo, il personale, mettendo a confronto i risultati relativi alle loro produttività, alla numerica degli addetti, al rendimento dei dipendenti ed il loro trend, ed infine arriveremo alla valutazione ed al confronto degli Ebitda.

Nella verifica del margine commerciale delle quattro aziende va tenuto presente che non tutte hanno il medesimo modello di business, infatti due delle quattro aziende (Fratelli Arena e Maiora) operano sul mercato come veri e propri retailers, operativi nella gestione del magazzino e della erogazione dei suoi servizi da un lato, e soprattutto operativi nella vendita al consumatore, quindi titolari di negozi dal'altro. Multicedi e Megamark invece non hanno una relazione diretta con il consumatore finale, bensì sono una sorta di franchisor a supporto di soci ed affiliati (franchisee), titolari di negozi, che si rivolgono alla vendita al consumatore. I due modelli di business sono estremamente differenti e queste diversità appariranno evidenti nelle marginalità (margine commerciale) e nei costi del personale. Dopo un iniziale allontanamento, quando si tornerà all’ebitdar prima ed all’ebitda poi, i due modelli di business si ricongiungono ed il benchmark ritornerà uniforme.

Il Margine commerciale

Le aziende attive nel mass market retail hanno due principali voci di ricavi: quelle derivanti dalle vendite all’ingrosso (nei casi di Multicedi e Megamark in maniera esclusiva) ed anche al dettaglio (Maiora e Fratelli Arena), e quelle derivanti dai contributi promozionali dei fornitori. Ce ne sono anche altre (affitti, prestazioni varie) però si può dire che le due sopra descritte sono in assoluto le principali.

Prima constatazione, tra il margine commerciale puro ed il margine commerciale allargato non esiste grande differenza, e questo lascia adito ad una considerazione importante: i contributi dei fornitori non sono più una fonte di ricavo marginale, al contrario sono diventati una parte rilevante del core business. In passato, ed ancora oggi in diverse catene del mass market retail, la voce relativa ai contributi fuori fattura dei fornitori (di qualsiasi origine) erano sempre inseriti alla voce altri ricavi, oggi è invece sempre più frequente che questa importante voce di ricavo venga inserita nel fatturato aziendale (in questo benchmark in tutte e quattro le imprese), elevando di fatto la centralità di questi ricavi ad elemento essenziale del business. Ovviamente la serietà professionale e l’onestà intellettuale impone che nei Bilanci venga poi descritta, nelle note integrative, la distinzione tra i ricavi, perché quelli derivanti dalle vendite (ingrosso e dettaglio) devono caratterizzare il business e quindi devono essere debitamente valutati dal mercato.

Il margine commerciale è quindi determinato dalla somma del fatturato delle vendite ed il fatturato determinato dalle negoziazioni con i fornitori (ed anche in piccola parte da altre attività diversificate) meno il costo delle merci.

Nel caso di Maiora e Fratelli Arena il margine allargato oscilla tra il 22,19% ed il 23,37%, mentre nel caso di Megamark e Multicedi il margine oscilla tra il 8,93% ed il 9,82%.

Considerazioni: i margini allargati di Maiora e di Fratelli Arena sono inferiori rispetto a competitor similari che abbiamo esaminato in benchmark effettuati in altre aree del Paese, e questo ha un chiaro significato, ovvero una maggiore competitività presente all’interno dei territori del sud Italia, che si traduce anche in una maggiore pressione promozionale con conseguente abbassamento delle marginalità.

Pertanto: è assolutamente vero che l’Industria di Marca si comporta diversamente in Area 4 rispetto al resto del Paese, però è altrettanto vero che il Retailer di successo dell’area 4 (perché questi in benchmark di tali si tratta) collabora alla compressione della marginalità attraverso una diminuzione del proprio margine sui prodotti di marca ma anche attraverso un utilizzo della MDD che, rispetto al nord, trova minor ristoro.

Seconda Considerazione: le aziende Megamark e Multicedi, che sono indicativamente assimilabili a Conad come modello di business, in realtà svolgono l’attività con delle differenze sostanziali. Rispetto al leader di mercato prevedono un certo margine tra l’acquisto della merce e la vendita a soci ed affiliati, dall’altro equilibrano con una minor entità di ricavi derivante dalle altre prestazioni (ai soci oppure ai fornitori).

In buona sostanza, guardando la tabella che riporta il margine commerciale allargato in valore assoluto, è evidente come Multicedi e Megamark godano di una minore entità di ricavi rispetto alle altre due aziende per sopportare tutta la scala dei costi che ne derivano dalla loro produzione.

Da questi valori le aziende iniziano il loro mestiere rivolto ad ottimizzare le diverse voci di costo di struttura presenti a Bilancio.

I costi per servizi

All’interno di questa grande voce ne esistono molte più piccole ma sempre decisamente importanti, che vanno tenute in debita considerazione nell’esercizio dell’attività di retailer. La somma dei costi per servizi ha inciso il 5,9% per Megamark ed il 5,1% per Multicedi, quindi decisamente poco rispetto alla media della GDO. Invece Maiora ha portato a Bilancio un valore sul fatturato pari a 7,4% e la Fratelli Arena pari al 6,2%.

Non si può descrivere una migliore oppure peggiore del benchmark su questa voce di costo, però si può sicuramente dire che la Fratelli Arena tiene decisamente sotto controllo questi costi, così come Megamark.

La Fratelli Arena è cresciuta di fatturato nel 2018 ma la sua evoluzione ha saputo migliorare la produttività nei costi per i servizi in termini percentuali, infatti questi si sono ridotti dello 0,2% dal 2017 al 2018.

Anche il Gruppo Maiora ha saputo tenere in equilibrio la crescita nell’area dei costi per servizi, infatti l’evoluzione dei ricavi compiuta dal 2017 al 2018 non ha comportato una crescita più che proporzionale di questi. In altri Benchmark effettuati in altre aree si è, al contrario, notato che il costo della crescita ha appesantito questa parte del Bilancio e di solito le catene della distribuzione imputano un aumento più che proporzionale dei costi per servizi ai maggiori costi logistici, oppure energetici. In area 4 sia Maiora che Fratelli Arena hanno saputo compiere una crescita molto equilibrata.

Megamark è cresciuta molto in termini di fatturato dal 2017 al 2018 comportando il conseguente incremento dei costi per i servizi. Anche in questo caso l’incremento in valore assoluto non ha comportato un incremento in termini percentuali, ed analizzando le singole voci di costo è evidente che la crescita dei costi è passata principalmente per un notevole incremento dei costi logistici (+3,7 milioni di euro) e per un incremento delle campagne promozionali (+1,6 milioni di euro).

Anche Multicedi è stata protagonista di una importante crescita dal 2017 al 2018, ed anch’essa ha saputo essere virtuosa nella gestione del contenimento dei costi. Addirittura l’azienda campana ha saputo ridurre l’incidenza dei costi dei servizi dello 0,2% (come la Fratelli Arena) da un anno all’altro.

 

Il costo del Lavoro

Nella determinazione del margine commerciale si era verificata una forte diversificazione tra i due modelli di business presenti in questo benchmark: tra chi ha come core business la vendita al dettaglio (Fratelli Arena e Maiora) e chi ha come core business la vendite di merci e servizi a soci ed affiliati (Megamark e Multicedi). Nella voce del costo del lavoro si ha un’altra grande differenziazione che porterà alla verifica dei migliori modelli di business che rileveremo nella definizione dell’Ebitdar.

Chi svolge attività di vendita di merci e servizi a soci ed affiliati non ha, ovviamente, la necessità di appesantire la macchina aziendale, pertanto il costo del personale deve essere il più “leggero” possibile, come si è già studiato nelle pubblicazioni che abbiamo dedicato al modello Conad. E’ per tale ragione che il costo del lavoro di Megamark incide lo 0,7% del fatturato ed il costo del lavoro di Multicedi l’1,5%. Megamark si può considerare davvero un modello eccellente nel contenimento dei costi per dipendenti, infatti se si mettesse a confronto, non solo con Multicedi, ma anche con i Cedi di Conad, la sua prestazione ne uscirebbe tra le migliori. L’incidenza del costo del lavoro di Multicedi è molto buona ed in linea con questo modello di business. Anche le altre due aziende, Maiora e Fratelli Arena, si possono considerare eccellenti nel contenimento di questa voce di costo. Nei bechmark effettuati nelle aree 1,2 e 3 abbiamo visto altre aziende raggiungere, e talvolta superare, gli ottimi valori del 9,1% di Maiora e del 8,1% di Fratelli Arena, ma si tratta di eccellenze del mondo Retail nazionale. Si potrebbe già affermare che queste quattro aziende trovano in questi due passaggi, il costo dei servizi ed il costo del lavoro, il loro capolavoro distributivo. Nella tabella xxx si può notare come nel business di Multicedi e Megamark il fatturato per dipendente sia altissimo, in Megamark a livelli record, però nel modello di Maiora e F.lli Arena si nota una buona performance dell’azienda pugliese ed una ottima performance di quella siciliana.

Ebitdar ed Ebitda

Si è sempre sostenuto che nel mondo del retail si prende in miglior considerazione il valore dell’Ebitdar rispetto all’Ebit per la semplice ragione che questo valore permette di essere fuorviati dalle differenti strategie poste in essere dalle aziende nei metodi contrattuali nella gestione dei locali (negozi), ovvero se locazioni e leasing, oppure acquisti di immobili.

Ciò che è certo è che in questo benchmark gli Ebitdar maggiormente premianti sono quelli delle aziende che hanno come business la gestione diretta dei negozi (Maiora e Fratelli Arena), che chiudono entrambi con un valore percentuale pari al 6,1% del fatturato. La distanza rispetto alle altre due aziende è netta (ci mancano ancora i costi delle reti), infatti Multicedi chiude con un Ebitdar pari al 2,9%, mentre Megamark chiude con l’1,4%. Sono differenze notevoli però, come già scritto, in teoria gli unici costi di rete delle ultime due aziende dovrebbero essere solo quelle dei magazzini.

Nel conteggio dell’Ebitda si considera il valore che le aziende investono in affitti e noleggi e qui la distanza tra i due gruppi di aziende si fa netta: Maiora e Fratelli Arena portano a Bilancio un valore rilevante, pari al 3,2% il primo e 2,1% il secondo, mentre le altre due aziende presentano costi molto bassi: ciò determina un Ebitda pari al 1,2% per Megamark, 2,7% per Multicedi, 2,9% per Maiora e 4,1% per la Fratelli Arena.

Questi sono valori che, rispetto ad altri benchmark, possono apparire bassi nella media nazionale (non quello del Gruppo Arena) però il risultato viene determinato dagli investimenti immobiliari: se questi sono quasi assenti, allora si tratta di Ebitda nella media per Megamark, Maiora e Multicedi, altrimenti secondo l’entità degli investimenti questo valore positivo può scendere sino a diventare, in alcuni casi negativo.
La prossima settimana andremo ad analizzare proprio questi aspetti

 

 

 

 

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Dott. Giuseppe Di Napoli
Dott. Giuseppe Di Napolihttps://www.numeridivalore.it/
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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