sabato 17 Gennaio 2026

Avanza il canale discount nei freschi: i formati tradizionali vanno perdendo certezze. Analisi dei dati Nielsen a supporto

Nella lettura dei dati di mercato della Grande Distribuzione si è soliti affermare che il 2019 è l’anno dei freschi. Effettivamente le crescite che il comparto registra sono molto positive, più del grocery, e quindi si etichetta uno status quo che è il riassunto delle dinamiche di fatturato che stanno coinvolgendo il mercato.

Dentro questa affermazione, però, è necessario entrare per comprendere davvero cosa sta succedendo nei diversi formati e nei diversi territori.

Prima constatazione: sarà pure l’anno dei freschi ma anche il grocery sta crescendo, e lo fa con una diminuzione della pressione promozionale. Il Grocery, per definizione, è il terreno dove si cimentano le grandi multinazionali, le quali nei loro mercati sono leader da diversi anni e per tale ragione, non essendo così presenti nel formato più aggressivo, il Discount, reagiscono abbassando la forbice differenziale tra prezzi della MDD del discount ed il prezzo delle marche leader.

Seconda constatazione: i freschi sono, da sempre, il terreno dove i formati tradizionali (Super+Iper+LS) hanno costruito la loro strategia in risposta all’attacco perpetrato dai discount.

Eppure, dalla lettura dei dati (grafico 1) emergono alcune singolarità che vale la pena riportare: nel mese di settembre nei freschi il formato che più è cresciuto è proprio il discount (+8,7%) ed i superstore (+3,8%).

Dalla lettura dei dati generali delle vendite Totale Italia si è visto che la crescita sia dei discount che dei superstore è generata, per la maggior parte, dallo sviluppo ed infatti questi risultati suddivisi per grandi categorie sono riportati a rete corrente. Oggi si scopre che la crescita dei discount è sicuramente generata dallo sviluppo della loro rete ma dentro questo, oggi, un ruolo fondamentale lo assume proprio l’offerta freschi che i nuovi format propongono al consumatore. Sembra ottimo il dato del canale supermercati che a settembre ha generato una crescita del 2,4%, sappiamo infatti che a rete corrente è praticamente stazionario.

Invece osservando l’evoluzione del comparto in tutto il 2019, da gennaio a settembre nel grafico 2, la crescita del discount è ancor più netta (+9,8%) così come è importante quella dei superstore (+3,6%) a conferma delle politiche che vengono applicate a queste espressioni dell’offerta retail. Dentro i freschi (grafico 4) le categorie che portano in alto le vendite sono quelle della macelleria (+4,4% nei nove mesi di vendite) e frutta e verdura (+3,7%). Ciò non toglie che tutte crescono con decisione (pane e dolci 3,4%, pescheria 3,4%, salumeria 3,2% e formaggi 2,4%). Il mese di settembre (grafico 3) ha aiutato tutte queste media a crescere, basti pensare che i formaggi sono cresciuti del 4%, pane e dolci del 3,9%, la salumeria del 3,8%, la macelleria del 3,7%. Chi soffre un poco è la gastronomia (-2,6% nei nove mesi gennaio/settembre e +0,7% a settembre).

In questo contesto, al interno della categoria freschi (grafici 5 e 6), la frutta e verdura produce il 29,6% del fatturato, la macelleria il 21,7% ed i formaggi il 17,1%.

 

Nella distribuzione del fatturato per formato si nota che il discount sviluppa il 19% del totale, in linea con quelle che sono le sue quote di mercato, il canale supermercati il 43%, i superstore sino a 4499 mq il 14%, gli ipermercati l’11% ed il Libero Servizio il 13% (grafici 7 e 8).

Pur con qualche minima differenza si tratta di un’equa suddivisione di quote a conferma della suddivisione delle vendite totale Italia, cosa che porta ad una sola conclusione: quello che in passato veniva considerato l’elemento differenziale tra supermercati, superstore, ipermercati e discount era proprio l’espressione dell’offerta dei freschi, ossia quella dove le emozioni dominano il processo di acquisto. Ma se il discount ad oggi ha colmato questo gap (quote vendite freschi e quote vendite totale Italia alla pari) ciò significa che i formati tradizionali devono trovare ulteriori armi per distinguersi, cercando nei freschi di prevalere in ogni caso sulla qualità e sull’ampiezza di assortimento, in caso contrario la bilancia potrebbe cambiare orientamento portando all’offerta di convenienza una posizione di assoluto vantaggio.

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