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Frutta e Verdura il terreno più difficile per la battaglia tra supermercati e discount. Cambio epocale delle abitudini di consumo

Per un consumatore di frutta e verdura entrare in un supermercato di prossimità oppure in un discount, in termini di assortimento, non fa più differenza. E’ vero che la IV e V gamma sono ancora meglio espresse nel canale supermercati, ma i prezzi sono rimasti più competitivi nel discount. La partita, quindi, si gioca sulla qualità. Per Superstore ed Ipermercati, ovviamente, il discorso è differente, ma che il formato di convenienza abbia preso di mira la prossimità e su questa stia costruendo un’offerta tailor made non è più un segreto.

Un tempo la distanza tra le due offerte era molto più netta ed il reparto pane e dolci, punto fermo della rivoluzione di tutti i player del discount, fece intendere che le differenze si stavano assottigliando. Decidere di “sacrificare” 100 metri quadrati di spazio di vendita per costruire una nuova offerta dedicata a pane e panificati è stato sicuramente coraggioso ed avveniristico, ma non tutti si sono resi conto che anche gli spazi di ortofrutta e macelleria nei negozi di convenienza sono profondamente cambiati.

I dati Nielsen pubblicati (qui e qui) hanno reso evidente come oggi il peso dei freschi dipenda molto dagli andamenti del formato di convenienza, e ci è stato spiegato che il reparto frutta e verdura non solo è strategico per il retailer, ma sono i discount ad essere diventati strategici per i fornitori del comparto.

Salvo Garipoli. Immagine freshplaza.it

Lo spiega in modo chiaro il Dott. Salvo Garipoli, direttore di SG Marketing Agroalimentare a GDONews: “Il discount cresce in maniera rilevante veicolando oltre il 15% dei volumi di ortofrutta in Italia. È un canale di acquisto che ha fatto della convenienza e del presidio dell’area dei freschissimi, ortofrutta in primis, in rapporto alla superficie di vendita disponibile, strumenti di riposizionamento del format.”

Un riposizionamento che ha spostato il baricentro dell’interesse dei consumatori. Se l’elemento differenziale tra i due formati si deve tradurre in un’offerta più profonda ed in un servizio più accurato, oggi questa forbice è totalmente annullata nel comparto. La partita si gioca sulla qualità intrinseca dell’assortimento e sui prezzi: e non è difficile pensare che possa essere il Discount a spuntarla.

Però non è solo merito di un format retail se il comparto sta incontrando il favore degli italiani. Prosegue il Dott. Garipoli: “Il tema del salutismo è uno degli elementi, insieme alla ricerca del gusto, che contribuiscono a sostenere il percorso di scelta, acquisto e consumo dei prodotti alimentari. L’ortofrutta ha beneficiato in maniera rilevante del proprio naturale vissuto salutistico, sostenendo così le vendite della categoria grazie al rinnovato appeal di prodotto e alle coerenti esperienze di valorizzazione attivate dal retail.” Insomma, se da un lato l’evoluzione dell’offerta di ortofrutta nel canale discount determina una crescita non solo del comparto, ma anche della competizione tra retailers in un terreno strategico, dall’altro lato esistono anche dinamiche di costume e di cambio delle abitudini che portano in primo piano un concetto: la strettissima vicinanza tra i prodotti della natura come frutta e verdura e rinnovato interesse verso questo tipo di alimentazione da parte di un consumatore sempre più sospettoso verso i prodotti industriali. Soprattutto le nuove generazioni stanno trasformando la cultura di approccio al cibo, spinti da una inarrestabile campagna mediatica e di opinione che trascina il mondo velocemente verso la sana alimentazione.

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