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Il futuro di Conad è quattro Cedi: ecco tutti i numeri di ogni singola Cooperativa dal 2013 al 2017

Il modello Conad è vincente e si accinge ad esserlo ancor di più: la volontà di procedere ad una concentrazione dei Cedi va decisamente nella direzione della ottimizzazione e verso un processo di accorpamento che non determina solo saving sui costi, ma ancor di più unità di strategie sul mercato. La DO, peculiarità molto italiana, ha sempre trovato nella complessità della interpretazione dei territori la sua principale forza da opporre alle grandi organizzazioni internazionali del retail, ma dall’altro lato ha sempre incontrato il limite delle dimensioni, imprese locali nate come magazzini all’ingrosso che, nel tempo, si sono trasformate in centri di acquisto ed anche di servizi per i tanti associati o affiliati ad esse legate. Il problema storico di queste organizzazioni era la forte volontà di indipendenza ed di autonomia in virtù di una supposta differenza territoriale che solo l’imprenditore locale sapeva interpretare.

Conad Nazionale, la Centrale punto d’incontro delle cooperative locali, sotto la sapiente guida di Francesco Pugliese, nel tempo ha saputo “smussare” queste difficoltà ed ha creato un modello di Retail che, a cascata, distribuisce una scala delle competenze dall’alto verso il basso in maniera sincronica e sicuramente efficace.

Il risultato pratico sul territorio è palese: tutte le cooperative (oggi sette ma domani solo quattro) sono molto attive nella costruzione di un assortimento dove le singole categorie merceologiche sono strutturate con una MDD molto presente e ben ramificata. Le attività di Branding, tipiche dell’industria, sono state sviluppate nel tempo in maniera molto precisa da Conad che oggi fa tesoro di questa evoluzione.

Se vogliamo Conad è stata l’artefice dell'evoluzione del concetto di MDD che, di fatto, è passata dall’essere fonte di marginalità all'interno delle singole categorie a necessaria distinzione di marca in contrapposizione all’industria.

La capacità di Conad Nazionale, ed a cascata dei Cedi territoriali, di portare a una simile capillarità del prodotto a marchio, supportata da una imponente attività pubblicitaria con i “prezzi bassi e fissi” e con un utilizzo rilevante nelle singole attività promozionali provocando molta insofferenza da parte di tutta la filiera dal basso verso l’alto, alla fine è stata il vero motore che ha saputo costruire una forte identità.

Parallelamente la capacità della Centrale Nazionale di dare il fondamentale supporto ai Cedi territoriali per realizzare le opportune strategie rivolte alle varie ottimizzazioni ha determinato una forte crescita di quasi tutti e Cedi territoriali.

Proprio il principio della ottimizzazione delle attività, che premia chi meglio ha saputo gestire la cooperativa sino ad oggi, ha portato l’azienda al convincimento che tra i sette Cedi è opportuno creare delle attività di fusione tra coloro che operano in territori compatibili e che possano, di conseguenza, colmare i limiti degli uni con le peculiarità degli altri.

In questi giorni tanto si parla della nascita di Conad Nord Ovest, dalla fusione tra Nordiconad e Conad del Tirreno. Ma non sarà l’unica.

In verità il modello Conad è efficiente in tutto il Paese con Profit Margin interessanti salvo Conad Sicilia, che vive una leggera sofferenza.

In questa e nelle prossime pubblicazioni racconteremo ai lettori questo modello, un esempio di DO, portando alla luce sia le grandi differenze tra il modello DO e quello dei Discount e degli Iper, ed, alla fine, le grandi differenze che esistono tra i diversi Cedi di Conad.

Contenuti dell'articolo

Lo studio prosegue con una serie tabelle e grafici che mettono a confronto le cooperative del gruppo Conad. Lo studio approfondisce i dati relativi ai fatturati ed ai ricavi operativi. Il linguaggio utilizzato è volutamente semplice per dare massima conoscenza a tutte le funzioni manageriali, non solo a chi si occupa di finanza.

A chi può interessare questo articolo?

A tutti i fornitori che hanno o vogliono avere rapporti con queste aziende. A tutti i manager del mondo Retail per avere un riferimento preciso sugli andamenti delle tre aziende trattate. A tutti quelli che sono interessati ad accendere relazioni contrattuali con le medesime.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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