GDO News
1 commento

Fermento in GDO provocato dalle voci su Auchan: la DO sta iniziando a dialogare per nuove alleanze

La storia della filosofia ha, nel corso dei secoli, delineato ed evoluto il concetto che gira attorno alla relazione tra la causa e l’effetto, dove sostanzialmente il primo fenomeno (causa) genera il secondo (effetto).

Ebbene questo principio basilare non va mai dimenticato perché l’esperienza (anche professionale) insegna che ad una azione ne succede una successiva, oppure molteplici successive: è il caso delle voci, oramai insistenti, che stanno intorno alla querelle della vendita di Auchan a Conad.

Vediamo di descrivere cause ed effetti in ordine conseguenziale: la prima causa, generante una serie di effetti a catena, è la difficoltà del Gruppo Auchan nella grande distribuzione italiana, certificata dalle nostre pubblicazioni che, in maniera dettagliata (vedi qua, poi vedi qua, poi vedi qua), hanno evidenziato quali sono le criticità dell’azienda.

Il primo effetto è stato quello di animare il mercato intorno al tema della possibile acquisizione della rete dell’azienda. E’ infatti certo che esistono nella GDO dialoghi continui tra chi è interessato a comprare e chi è interessato a vendere; ed attenzione, non è detto che tutto il pacchetto Auchan sia destinato a Conad. Nel caso in cui Auchan decidesse davvero di vendere è possibile che, in alcuni territori, vi siano altre aziende retail di successo, sulla cresta dell’onda ed in crescita, che siano disposte ad investire per acquisire un pezzo della rete della multinazionale francese.

Il secondo effetto è quello di provocare molta preoccupazione nelle aziende che oggi hanno un rapporto contrattuale con Auchan. Non dimentichiamoci, lo abbiamo letto nelle pubblicazioni di GDONews, che Auchan è impegnato in diversi fronti sul mercato italiano: da un lato sicuramente il core business delle vendite al dettaglio dei suoi ipermercati e supermercati, ma sono fonte di business anche le attività di franchising così come quelle commerciali di tipo contrattuale che storicamente uniscono la multinazionale a CRAI, poi a C3, ed infine a D.iT.

In Italia i contratti forti sono quelli delle supercentrali, nei quali sono presenti aziende con quote di mercato importanti nel panorama distributivo: Carrefour e Pam all’interno della supercentrale Aicube alimentano e danno forza anche ai contratti del Gruppo Vegè. Conad e Finiper (due grandi protagonisti) si presentano assieme. La centrale Auchan SMA negoziava con l’industria assieme alle centrali CRAI e C3, un tempo vi era anche Sisa, oggi sotto il grande cappello D.iT (quindi Sigma).

In termini di Master Franchisee esistono poi storiche relazioni con i gruppi 3A di Asti, Sgaramella in Puglia, Cedi Etruria in Toscana, tutti gruppi di una certa rilevanza.

Tutte queste aziende sino ad oggi, per una ragione (contratti) o per l’altra (insegna, MDD), avevano un legame molto stretto con l’azienda francese al punto che una sua uscita dal mercato provocherebbe loro non pochi problemi, e si vedono obbligate a verificare e valutare eventuali soluzioni sul mercato.

I Contratti

CRAI si è già mossa: ha creato una centrale acquisti (Gruppo Levante) riunendo in essa anche il Gruppo D.iT (Sigma, Coal e Sisa), ad oggi ufficialmente sotto Auchan, ma di fatto creata per vivere di vita propria. C3 sarà sicuramente corteggiata da molte Centrali Acquisti. Questo mercato è sempre stato molto mobile perché le relazioni tra imprese della GDO non sempre sono facili. Una Centrale migrando porta con sé i contratti storici, pertanto vi è sempre una certa attenzione ai confronti che si generano da tali spostamenti. Nella fattispecie C3 parte dal contratto Auchan e cercherà di verificare sul mercato se ne esistono di migliorativi. D.iT è oggi sotto Auchan e sino allo scorso anno, e da molto tempo, viveva uno storico accordo commerciale con Coop Italia.

Se Auchan non uscirà dal mercato è probabile che tutti gli attori menzionati manterranno lo status quo delle cose. Al contrario, in caso di sua uscita, le domande che la business community si pone sono sono diverse: qual è la reale forza di mercato del Gruppo Levante? Quali ulteriori imprese retail potranno catalizzare la sua offerta? Vi saranno altre supercentrali con cui il Gruppo Levante sta dialogando? Tutte domande logiche ed ammissibili che interessano l’industria solo per comprendere quale comportamento commerciale adottare.

L’insegna SMA ed affini

La vera notizia è quella che i masterfranchisee, oggi legati ad Auchan, stanno guardando con interesse a tutto il mercato. E’ un dato di fatto che le quote della GDO siano oramai consolidate da molto tempo in quanto le migrazioni di aziende, da una insegna all’altra, sono sempre meno frequenti per una serie di ragioni: la prima e principale è che le imprese retail attive sono sempre meno rispetto al passato, per effetto della selezione che si sta consumando. La seconda ragione è che le centrali nazionali (quasi tutte) sono sempre di più entità in grado di dare diversi servizi, oltre agli acquisti, che arrivano direttamente ai consumatori: le attività di marketing, le attività promozionali nazionali, la private label, etc.

E’ sempre esistito un mercato B2B delle imprese retail al cui interno le centrali (proprietarie di insegne) si sono mosse per accrescere le proprie quote di mercato, ma da tempo questo mercato vive a fasi alterne: dorme per anni a causa della mancanza di materiale su cui lavorare (ovvero aziende disposte a cambiare insegna, MDD, etc) e poi si sveglia di colpo al verificarsi di un evento. Oggi l’evento sono le voci su Auchan. Ditro le quinte le imprese fino ad oggi legate ad Auchan in termini di masterfranchisee sono molto corteggiate da tutti, ma anche in questo caso vale la regole detta sopra: nel caso in cui le voci rimanessero tali lo status quo prevarrebbe. E’ un mercato troppo difficile per affrontare la tempesta dei cambi di strategie.

 

 

Tagged with: ,
Dati dell'autore:
Ha scritto 862 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

Q COMMENTO
  1. Francesco

    Bell’articolo. Ben fatto e comprensibile. Avrei gradito anche un parallelismo con l’altro colosso della GDO italiana, la Coop. Come si muove la Coop in base a questi movimenti di mercato delle altre forze della GDO.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su