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Conad-Auchan: una vicenda dai contorni ancora fumosi. Facciamo chiarezza

Le notizie comparse in questi giorni relativamente ad una alleanza tra il Gruppo Conad e il finanziere Raffaele Mincione prospettano un’alleanza che ha come obiettivo l’acquisizione di asset (immobiliari e commerciali) di Auchan in Italia, ma i dettagli sono ancora piuttosto fumosi.

Cosa sappiamo di certo
Secondo quanto risulta a Radiocor, “nelle scorse settimane è già stata costituita la società Bdc Italia, che vede Conad al 51% del capitale e Mincione (con la lussemburghese Pop 18 Sarl che appartiene al gruppo Wrm) al 49%. Nel consiglio della società, composto da quattro membri, figurano tra gli altri come presidente Francesco Pugliese (numero uno della Conad) e lo stesso Mincione, che dopo le avventure in banche (Bpm e Carige) e tlc (Retelit) ora rivolge la propria attenzione alla grande distribuzione con un focus sugli immobili. Il progetto, che ha come nome in codice «Montblanc», è già stato esaminato – seppure in fase preliminare – dal cda di Conad e ha nel mirino, tra gli altri, il dossier Auchan Italia, cioè i supermercati italiani che il gruppo francese Auchan punta a vendere.”

Conad è certamente sulla cresta dell’onda in questi anni, cresce costantemente e la quota di mercato nel 2018 l’ha portata ad un soffio dal realizzare il sorpasso di Coop (13% Conad e 14% Coop) e diventare il primo retailer italiano. Questo obiettivo è sicuramente in cima alla lista delle priorità di Francesco Pugliese, che infatti ha recentemente affermato “Crediamo, come Conad, che nel prossimo futuro i progetti di concentrazione si moltiplicheranno, e per questo vogliamo farci trovare pronti quando qualcuno alzerà la mano e si dichiarerà in vendita, per crescere soprattutto nel Nord Italia”, pur smentendo che esistano trattative con Auchan, ma attenzione, non perché Conad non sia interessata, ma perché “Per ora non mi risulta che Auchan Italia sia in vendita”.

Il finanziere Mincione sta invece orientando le sue attività verso il settore immobiliare retail, ed è quindi comprensibile il vantaggio reciproco che questa operazione porterà ai due protagonisti: la nuova società avrà in portafoglio immobili con rendite certe essendo parte di uno di più performanti e sani gruppi distributivi italiani, Conad potrà liberare risorse finanziarie per affrontare nuovi investimenti sullo sviluppo della rete.

Cosa c’entra Auchan?
Il gruppo francese da anni soffre in Italia a causa della crisi delle grandi superfici che ha portato fortissime perdite (-14,2% tra il 2013 ed il 2017), ed a livello internazionale la situazione non è migliore: Auchan Holding ha infatti registrato una perdita netta di 1,145 miliardi di euro nel 2018 (vedi articolo su Auchan Holding), appesantita in modo decisivo dal calo del business della distribuzione. Non è quindi azzardato pensare che Auchan sia interessata a cedere parte degli asset italiani fonte di perdite continue nonostante le numerose ristrutturazioni e mantenere quelli sani (la famiglia Mulliez controlla Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie). Ovviamente una operazione di cessione di queste proporzione non verrebbe pubblicizzata fino alla sua conclusione.

Cosa c’è di buono in Auchan per Conad
Questo è uno dei punti più delicati dell’ipotetica operazione Conad-Auchan: quale sarebbe realmente l’oggetto della trattativa? Auchan possiede al momento circa 730 supermercati tra diretti e affiliati e circa 50 ipermercati: l’intera rete è comunque un boccone piuttosto grosso anche per Conad, ma soprattutto ci chiediamo se è credibile, come scritto su varie testate nazionali, che il Gruppo francese sia interessato a cedere solo i supermercati a Conad mantenendo la proprietà degli iper che sono la fonte delle maggiori perdite?
La nostra risposta è no. Molto più verosimile è che, come varie fonti confermano in questi giorni a GDONews in via confidenziale, Auchan sia impegnata non in una ma in diverse trattative con l’intento di cedere l’intera rete a differenti competitor. Questa strategia sarebbe molto più coerente anche da un punto di vista geografico, essendo Conad interessata soprattutto allo sviluppo nel nord Italia e la rete Auchan sparsa su tutto il territorio.

Quello che è certo è che l’operazione Conad-Mincione è propedeutica e preannuncia un periodo di acquisizioni da parte di Conad ed il futuro probabile sorpasso di Coop.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

4 COMMENTI
  1. Lorenzo

    In un mio post di alcuni anni fa avevo commentato l’inizio della discesa negli inferi di Auchan, un’azienda allo sbando completo per quanto riguarda le strategie adottate. Da quello che so, Conad è interessata solamente a rilevare i pdv della rete Simply/IperSimply, mentre non sarebbe interessata a rilevare gli ipermercati. La mia idea è che Auchan voglia mantenere solamente gli ipermercati che performanti meglio qua in Italia

  2. Anna

    E i dipendenti che fine farebbero?

  3. Paola

    Sembra che siano stati acquisiti proprio gli Auchan.

  4. ALFREDO

    La situazione è veramente complessa. La cessione degli iper è la questione più spinosa, perché è inverosimile che Conad abbia la capacità di assorbire bestioni da 12/15.000m2, specie al sudItalia, strutture in perdita da anni, e sinceramente non credo che abbia nemmeno il know-how. Piuttosto sembrerebbe possibile una gestione diretta al centro-nord italia, seppur su superfici ridotte ed un ricorso al franchising o affiliazione ad sud (società come Sole365 in Campania, per dirne una). Questo, a mio parere rappresenterebbe il boccone amaro da mandare giù prima di arrivare alla parte più interessante e prelibata che sono gli Sma-Simply del nord Italia. Per i restanti supermercati del sud le trattative con aziende locali ben avviate sono già nella bocca di tutti da tempo.

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