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Annata difficile per l’olio extra vergine: le vendite sono in picchiata. Sul mercato la soluzione alla fluttuazione dei prezzi e dei consumi

Il mercato dell’olio di oliva in Grande Distribuzione è in subbuglio. Una pressione promozionale alle stelle mortifica ancora di più le vendite dell’olio di produzione italiana, ma anche quello comunitario è in grande difficoltà.

In una categoria dove il vero leader è la Private Label negli anni si sono affermati marchi che il consumatore ha eletto come suo riferimento di acquisto, però ci sono due fattori che bisogna tenere molto presenti parlando dell’olio extra vergine di oliva: il primo, come detto, è la pressione promozionale, che oggi vale per le Grandi Marche intorno al 70% delle vendite. Il secondo il territorio, ogni area del Paese ha un suo riferimento di Brand che spesso prevale sui vari marchi presenti sugli scaffali.

Un altro concetto basilare quando si parla di olio di oliva è comprendere quale è la vera ed indispensabile caratteristica che devono possedere i leader di mercato. Sebbene più o meno tutti i principali player siano produttori, il fabbisogno nazionale è talmente alto in termini di vendite che la produzione italiana ne soddisfa una minima parte. Un dato su tutti: l’olio cosiddetto “comunitario”, ovvero acquistato all’interno dell’Unione Europea (principalmente Spagna e Grecia), produce un fatturato GDO (Super+Iper+LS fonte IRI) pari a 486 milioni di euro (AT Marzo 2019), quello a denominazione di origine protetta (nazionale italiano) vale poco più di 30 milioni di euro.

Questo dato aiuta moltissimo a comprendere con esattezza in cosa consista l’attività di produttore di olio orientato alla Grande Distribuzione: per essere tra i leader di mercato occorre sapere moto bene come commercializzare il prodotto (acquistare, imbottigliare e vendere).

Ne discende che per raggiungere uno status di protagonista del mercato, in grado di dare le dovute garanzie alla GDO, è necessario possedere alcune qualità distintive:

  • Avere una forza economica tale da acquistare sempre il miglior prodotto a miglior prezzo all’interno della UE.
  • Avere l’esperienza accumulata negli anni, o meglio ancora nelle generazioni, di saper fare “blend”, con un controllo della filiera che deve essere impeccabile in modo da produrre un olio che abbia sempre determinate caratteristiche nutrizionali ed organolettiche, tali da risultare qualitativamente costanti ed affidabili.

Quali sono allora quelle aziende “produttrici”, ma soprattutto distributrici, che sono in grado di comprare una qualità certificata al miglior prezzo in tutte le annate?

Una forza economica così rilevante la possiedono solo i leader di mercato, perché la differenza viene fatta dai volumi che si è in grado di acquistare preferibilmente in una unica soluzione. Oltre ai pochi leader anche un’altra azienda in Italia, che gode di una posizione di leadership in alcune Regioni del sud, possiede la forza economica per svolgere questo tipo di attività: è la Pantaleo Nicola Spa.

La storica azienda pugliese, fondata nel 1890, ma cresciuta molto dagli anni ’90 in poi, è uno dei più importanti esportatori nazionali nella categoria, ed ha costruito un know how straordinario sia grazie alla posizione di leadership che ha saputo conquistarsi in alcune Regioni d’Italia, come ad esempio in Sicilia, sia soprattutto alla capacità di saper essere un importante fornitore di catene retail nord americane e giapponesi, davvero molto rigide nel controllo dei capitolati e della capacità produttiva a qualità costante.

L’azienda Pantaleo è però anche un importante produttore di olio pugliese grazie a 150 ettari di terreno in cui sono coltivati oltre 2.000 olivi secolari della cultivar pugliese Ogliarola, alle quali si aggiungono ulteriori 13.500 storiche piante con differenti cultivar preesistenti come Coratina, Peranzana, Cima di Melfi, Leccino, Frantoio, Picholine. Recentemente sono andate in coltivazione super-intensiva 160 mila piante di Ogliana e Arbosana, il che porta la filiera della famiglia a lavorare 3.000 tonnellate di olive proprie per oltre 650.000 litri di olio extra vergine di oliva in coltivazione biologica all’anno.

In un’annata dove la produzione italiana di olio è stata insoddisfacente al punto di far salire molto i prezzi, l’azienda pugliese ha portato sul mercato una grande novità: un olio comunitario ma con una qualità di tipo premium.

 

“Con questo prodotto –spiega Nicola Pantaleo esponente della quarta generazione della famiglia – vogliamo portare sul mercato la miglior espressione della qualità della nostra azienda. In una stagione molto difficile per l’olio di alta fascia, noi proponiamo un prodotto che occupa la fascia del mainstream esprimendo però una eccelsa qualità. Bisogna sempre tenere presente infatti che nell’olio non tutto si risolve in una questione di origine: l’olio di oliva si produce in tutto il bacino del mediterraneo e non tutto l’olio italiano è di qualità solo perché è italiano. Per dare il giusto equilibrio al mercato abbia creato un prodotto con un’alta qualità costante senza risentire le altalene dei prezzi”.

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