nel corso dello scorso l’anno ha vissuto un andamento che a valore ha superato le prestazioni del 2017 anche confortata da una inflazione che è corsa in aiuto ai fatturati. I volumi, invece, hanno avuto una generica flessione per la maggior parte dell’anno.

L’ultimo quadrimestre è stato positivo rispetto al periodo estivo ed alla prima parte dell’anno ed ha permesso un recupero nel confronto con il 2017, solo il mese di dicembre è stato negativo per tutte le Regioni. Valle D’Aosta e Liguria sono le Regioni che si sono espresse meglio, sebbene anche Lombardia e Piemonte hanno dato vivacità alle prestazioni.

L’area 2 è stata la migliore di tutte per tutto lo scorso anno: non ha praticamente avuto momenti di sofferenza, nemmeno nel periodo estivo e sia a volume che a valore ha espresso ricavi superiori allo scorso anno. Nel dettaglio delle Regioni le ottime prestazioni di Veneto, il cui peso nell’area è rilevante, Trentino e Friuli sono state sufficienti a tenere sotto controllo la depressione di fatturato occorsa in Emilia Romagna. Una delle ragioni possibili di questa crisi può essere imputata alle prestazioni del leader di mercato nel territorio, Coop Alleanza 3.0, che soprattutto nel canale Iper ha perso decisamente fatturato.

L’area 3 è stata protagonista di una forte stagnazione determinata dalla difficoltà di ripetere le prestazioni che nel 2017 l’hanno vista crescere in maniera molto decisa rispetto al 2016. Tale difficoltà si è tradotta in una strisciante stagnazione delle prestazioni sempre leggermente al di sotto di quelle registrate nel 2017. Solo l’autunno si è dimostrato più vivace, come del resto in tutti gli altri territori.

Nel dettaglio delle Regioni gli andamenti non sono così coincidenti: la Sardegna continua il suo stato di crisi dei consumi che, in parte, vengono recuperati dal canale Discount, di fatto tutto il quarto quadrimestre è stato caratterizzato da un costante decremento rispetto al 2017. Anche la Toscana ha vissuto un quadrimestre di sofferenza piuttosto marcato, e questo dato risulta meno spiegabile, soprattutto per la qualità degli attori sul territorio.

Le altre Regioni del Centro Italia (Umbria, Marche e Abruzzo) hanno invece vissuto l’ultimo quadrimestre con risultati superiori alle prestazioni compiute nel 2017, incluso il periodo del Natale.


L’area 4 ha avuto una storia nel 2018 molto simile a quella dell’area 3: entrambe hanno vissuto un 2017 molto positivo, quasi entusiastico, e ripetere crescite su quelle già compiute nell’anno precedente sarebbe stato difficile. Di certo la situazione economica generale del Paese, che di fatto è in lieve recessione, si riflette anche nel mass market, ed in questo quadro ripetere le prestazioni positive era improbabile.

Come si evince dal grafico 9 qui sopra l’anno 2018 è stato per l’area 4 sempre inferiore alle prestazioni del 2017, salvo gli ultimi due mesi: da ottobre si è iniziato a registrata un cambio di andamento che si è confermato a Novembre ed ha tenuto a Dicembre.

Nel dettaglio delle Regioni solo Calabria e Campania hanno trovato nel loro cammino terreno per prestazioni positive nell’ultimo quadrimestre. La Puglia ha sofferto nel rimanere sopra lo zero mentre la Sicilia dopo mesi di sofferenze in estate ed a settembre ha trovato la forza per tornare su livelli positivi rispetto al 2017.
E’ chiaro che si tratta di una analisi che si limita al Grocery, però è bene ricordare che questa parte della categoria è, prima di tutto, quella meglio “sorvegliata” da Nielsen, quindi molto affidabile nei risultati pubblicati, ed inoltre è il terreno dove la collaborazione tra industria (brand) e retail è più netta, quindi è un metro di paragone molto apprezzabile per valutare gli andamenti.
L’ultima parte dell’anno è stata decisamente diversa dalla prima: è vero che, al contrario, nel 2017 proprio dall’autunno in poi si era registrato un leggero calo delle eccellenti prestazioni, però la fine del 2018 è un ottimo augurio per questo inizio del 2019 che, se tutto procede secondo gli andamenti ed i comportamenti dei fatturati degli ultimi due anni, dovrebbe portare al retail almeno due mesi di crescita sull’anno passato, per poi procedere alla sfida della ricorrenza della Pasqua.