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Crac Coopca: Banca d’Italia tra le parti civili

Lo scorso Ottobre i vertici della cooperativa Coopca sono stati rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta, distrazione semplice, esercizio abusivo dell’attività bancaria e truffa. Il processo è vicino e inizierà per 16 di loro l’11 marzo prossimo. A 95 persone invece è stata riconosciuta la possibilità di costituirsi parte civile contro la coop. Molti sono assistiti dall’avvocato Gianberto Zilli di Udine: “Sembrava impossibile che si potesse andare avanti con l’imputazione per truffa a carico degli ex amministratori e invece… E’ sicuramente significativa la costituzione di parte civile di Banca d’Italia che avvalla un’altra ipotesi di reato avanzata in sede di indagini: l’ esercizio abusivo dell’attività bancaria”.

Il riferimento dell’avvocato è a Banca d’Italia che come un socio normale si è costituita parte civile perché la coop friulana, per come ha esercitato la raccolta del prestito dai soci (i famosi libretti coop), si sarebbe comportata come una banca, attività che non potrebbe svolgere.

Dalla vendita del patrimonio della cooperativa (il cui marchio è per forza di cose perso) si sono recuperati 34 milioni di euro che però sono finiti a coprire i creditori privilegiati e i prestatori chirografari, facendo rimanere a secco i soci, con i loro 27 milioni prestati, ma anche buona parte dei fornitori.

L’estate scorsa sul fronte civile invece la lamentata omissione, l’inadeguatezza, l’insufficienza o l’intempestività delle attività di vigilanza e di revisione degli organismi di controllo non è stata ritenuta sufficiente a integrare i presupposti per la citazione in giudizio di tali enti. Per questo motivo non sono stati citati come responsabili di quanto accaduto la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (grazie all’autonomia locale la Regione, a differenza degli altri enti locali, sovrintende un autonomo organismo di controllo sulle cooperative), Legacoop del Friuli Venezia Giulia, Confcooperative FVG, L’Associazione regionale Agc e Uecoop FVG.

 

[di Antonio Amorosi via affaritaliani.it]

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  1. Ezio Alberto Raber

    Ma chi sostiene che il Marchio Coopca e Perso?
    Per caso il Sindaco di Verona?

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