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Agricole dell’UE: previsto l’aumento di consumi di formaggi e carne di pollo

Ci sarà una maggiore domanda di prodotti lattiero-caseari europei tradizionali come il formaggio per le esportazioni, dato che la popolazione mondiale ed il reddito aumenteranno. Per quanto riguarda il mercato della carne UE, si prevede che quello del pollame sarà l’unico mercato in crescita. Questi sono stati i risultati chiave dell’EU agricultural outlook pubblicato il 7 dicembre 2018, che include osservazioni sulla performance prevista dei mercati agricoli europei dal 2018 al 2030.

Ci si aspetta che la domanda di prodotti lattiero-caseari salga, dunque, in seguito ad un aumento sia della popolazione che del reddito. Il commercio globale relativo a questo settore aumenterà tuttavia ad un ritmo molto più lento rispetto allo scorso decennio, con l’UE e la Nuova Zelanda che domineranno il mercato. Entro il 2030, l’UE potrebbe coprire quasi il 35% della domanda globale. Questo varrà maggiormente per prodotti a valore aggiunto come i prodotti biologici o quelli con indicazioni geografiche protette.

Aumento medio annuo del commercio mondiale di prodotti lattiero-caseari (milioni di t di equivalente latte)

Si prevede, inoltre, che le esportazioni dell’UE di formaggio, burro, latte scremato in polvere, latte intero in polvere e siero di latte in polvere cresceranno in media di circa 330.000 tonnellate di equivalente latte all’anno. Per quanto riguarda il mercato dell’UE, occorrerebbero circa 900.000 t di latte in più all’anno per soddisfare la crescita della domanda per i prodotti lattiero-caseari tradizionali, principalmente formaggi. Per contro, il consumo europeo di latte liquido dovrebbe continuare a diminuire.

La produzione di latte nell’UE dovrebbe registrare un modesto aumento nel periodo 2018-2030, pari allo 0,8% all’anno in media. La produzione stimata nel 2018 è di 167 milioni di tonnellate e dovrebbe raggiungere 182 milioni entro il 2030. Infine, la produzione di latte dovrebbe aumentare del 17% rispetto a quella del 2017, entro il 2030. Tuttavia, procederà ad un ritmo più lento rispetto ai decenni precedenti a causa dei vincoli ambientali.

Le campagne che promuovono una minore assunzione di prodotti lattiero-caseari a causa del loro impatto sull’ambiente e sul clima, nonché un aumento dei claim per l’intolleranza al lattosio, avranno un’influenza al ribasso sul consumo di questi prodotti. Tuttavia, il consumo crescente di alimenti convenienti come pasti pronti, hamburger e alimenti surgelati si tradurrà in un maggiore uso di ingredienti caseari, ad esempio, formaggi.

Mercato delle carni

Nel periodo 2018-2030, il mercato europeo delle carni sarà influenzato da cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, potenziale di esportazione, redditività e manodopera e cambiamenti nel settore lattiero-caseario. Complessivamente, il consumo di carne nell’UE diminuirà, passando da 69,3 kg pro capite nel 2018 a 68,7 kg nel 2030. Sarà caratterizzato da una minore disponibilità, anche se con importazioni più elevate, ma sarà anche influenzato dalla preferenza per una minore assunzione di carne e dei suoi sostituti.

Inoltre, i consumatori dell’UE sceglieranno di consumare carni diverse. Ad esempio, si prevede un calo del consumo di carne di maiale e manzo, mentre il pollo sarà sempre più scelto. Anche il consumo di carne di pecora dovrebbe aumentare, grazie alla diversificazione delle diete a base di carne e ai cambiamenti nella struttura demografica dell’UE.

A partire dalla fine del 2013, la produzione di carne bovina dell’UE si è ripresa arrivando ad un aumento dell’1,6% nel 2018 (8,2 milioni di tonnellate). Tuttavia, si prevede che la produzione diminuirà di nuovo, a causa di una diminuzione del numero di capi, bassa redditività e domanda in calo. Anche la concorrenza sul mercato globale sarà forte, determinando dapprima un calo dei prezzi per la prima metà del periodo di previsione e poi una stabilizzazione nella seconda metà.

Per quanto riguarda la carne di pecora e di capra, grazie al miglioramento dei rendimenti per i produttori, al mantenimento del sostegno accoppiato e alla sostenuta domanda interna, si verificherà un aumento della produzione durante il periodo 2018-2030. Raggiungerà quindi le 950.000 t nel 2030, rispetto alle 903.000 t del 2018. Il prezzo UE si stabilizzerà a un livello superiore rispetto al periodo 2010-2017.

Il consumo di carne suina nell’UE diminuirà di 32,5 kg pro capite del 2018 a 31,7 kg nel 2030. Questo calo sarà compensato dalle esportazioni, con la domanda mondiale di importazioni che continuerà a crescere ad un tasso dello 0,7% all’anno durante il 2018-2030. La maggior parte delle esportazioni saranno effettuate verso la Cina, nonostante la forte concorrenza degli Stati Uniti e del Brasile.

Consumo UE pro capite per tipo di carne (kg pro capite)

Come è già stato detto precedentemente, quella di pollo è l’unica carne che vedrà un forte aumento della produzione e del consumo in UE. Rispetto ad altre carni, gode di vantaggi come l’accessibilità economica, l’assenza di restrizioni religiose, un’immagine sana, emissioni di gas serra limitate, costi di produzione inferiori e investimenti richiesti minori. Entro il 2030, la produzione dell’UE dovrebbe raggiungere 15,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 14,2 milioni di tonnellate del 2018. Anche la domanda globale aumenterà, sostenendo l’aumento delle esportazioni dell’UE, grazie alla valorizzazione di diversi tagli di carne di pollame e varie destinazioni.

 

[fonte: ruminantia – Commissione Europea]

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