GDO News
Nessun commento

GDO che innova: Conad Adriatico avvia un grande processo di riorganizzazione, Conad nazionale sempre più leader

Con 13 miliardi di euro (più 4,9% rispetto all’anno precedente) di ricavi e 3.149 punti di vendita Conad è diventato Co-leader assieme a Coop, con una differenza: da un lato Coop ha lasciato che le periferie (in particolare Coop Alleanza 3.0) dominassero le strategie sul mercato, dall’altro Conad prosegue la sua corsa verso la costruzione di un modello di Retailer che sia all’avanguardia e soprattutto moderno in termini strutturali, dove le periferie sono da sempre molto importanti, sebbene siano guidate dal grande faro strategico della Centrale di Bologna che, tra l’altro, ha dichiarato per il triennio in essere (2018-2020) un piano di investimenti di 1.280 milioni di euro, in tutta risposta all’avanzata dei colossi del Discount. Dentro questo processo evolutivo è di grande rilievo il passo avanti organizzativo compiuto da Conad Adriatico: la cooperativa è presente in Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, oltrechè in Albania attraverso un partner locale. Nel tempo l’azienda, che oggi fattura oltre 1 miliardo di euro (+7% nel 2017) ha compiuto una grande crescita, ma talvolta po’ disordinata sul piano dell’articolazione societaria dato che nel passato controllava sei società e dove ciascuna si occupava di tutto: dalla gestione degli immobili alle licenze.

Ora le società sono diventate due. La prima è Thimos a cui fanno capo le licenze e le autorizzazioni a esercitare l’attività. La seconda si chiama Brick ed è l’immobiliare che possiede le mura dei negozi.

All’operazione Conad ha lavorato per quasi un anno. A rimettere ordine nel puzzle delle competenze societarie attraverso una fusione per incorporazione e cinque scissioni parziali proporzionali è stato un team dello studio legale tributario Fantozzi guidato dal partner Alessandro Catapano Minotti e coadiuvato dall’associato Vittorio Guidobono Cavalchini. L’obiettivo dell’operazione — che ha avuto inizio nella primavera 2017 ed esplica i suoi effetti civilistici dall’agosto 2018 — è stato l’abbattimento dei costi amministrativi e societari nonché l’ottimizzazione delle risorse tecniche, economiche e finanziarie e del personale. Un risultato ottenibile grazie alla razionalizzazione del modello di business (diviso tra settore strumentale, cioè affitto di rami di azienda commerciali; settore immobiliare; settore della gestione diretta dei supermarket).

Tagged with: ,
Dati dell'autore:
Ha scritto 821 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su