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Fine agosto registra una nuova frenata per la Gdo

Il calo della di fiducia dei consumatori italiani risulta particolarmente evidente dai dati di vendita della Gdo. Dopo un agosto poco convincente, il mese di settembre è iniziato con un pesante calo: dal 27 agosto al 2 settembre, la prima settimana statistica del mese, la diminuzione delle vendite è stata nell’ordine del 2,22% a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2017.

Tutte e quattro le macro-aree messe in cui Nielsen ha suddiviso il territorio italiano hanno accusato una perdita, ma la situazione è decisamente peggiore nel Centro-Sud rispetto al Settentrione. Il Centro ha infatti lasciato per strada il 3,53%, seguito dal Sud (-2,90%). Il Nord-est ha invece limitato il calo allo 0,74%, mentre il Nord-ovest deve fare i conti con un rosso dell’1,88%. A livello nazionale la perdita da inizio anno si è riportata vicina all’importante soglia psicologica del punto percentuale (-0,94%).

Dal 1 gennaio ben tre macro-aree su quattro hanno una perdita nell’ordine del punto percentuale o superiore. Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia lasciano per strada l’1,37%, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna l’1% e Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia lo 0,96%. Si salvano solo Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia che, dopo aver quasi raggiunto il traguardo dell’azzeramento delle perdite nella lettura precedente, sono leggermente scivolate indietro (-0,09%).
Nuova, brutta battuta d’arresto per la Gdo.

Nuova, brutta battuta dâ??arresto per la Gdo

 

[Di Marco Frojo via Repubblica]

 

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Q COMMENTO
  1. Angelo Murazzani

    buongiorno
    “il calo della fiducia del consumatore”, non è che il consumatore non abbia fiducia, il problema è che versa in grossa difficoltà economica. Si pensi a quale spesa si deve sostenere per mandare i figli a scuola, ho letto una vignetta su un giornale dove il marito diceva alla moglie “ma questo importo è per l’iscrizione o dobbiamo acquistare l’università?, fa sorridere, ma è anche molto realistica.
    il consumatore spende meno e poca importanza hanno le marche e quello che gli rimane lo riversa nei discount.

    cordiali saluti

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