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La guerra delle aperture festive divide la Gdo: Coop e Conad su posizioni opposte

Coop decide di appoggiare la linea grillina sulle 12 chiusure obbligatorie l’anno. Ma Cooperative Dettaglianti Ancd/Conad e Federdistribuzione partono all’attacco: “Un grave danno al settore e ai consumatori”

La querelle tiene banco da tempo, ma ora la compagine di chi è a favore e chi è contro sta assumendo nuove identità. Sulla questione delle aperture festive e domenicali dei punti vendita, Coop ha deciso di appoggiare la linea grillina. “Condividiamo quanto già proposto dal vice presidente Di Maio, chiedendo che vengano introdotte 12 chiusure obbligatorie ogni anno. Siamo per una nuova regolamentazione che superi la liberalizzazione”, ha precisato Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop alla presentazione del bilancio economico sociale 2017 di Coop. Bassi ha spiegato come ci siano già stati due contatti con il governo, durante i quali il sistema cooperativo ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni: una lettera inviata il 22 giugno al vicepremier Luigi Di Maio e una seconda, del 13 luglio, indirizzata al sottosegretario al Mise, Claudio Cominardi. “Ci auguriamo che riprenda l’iter della legge che è rimasta ferma nella scorsa legislatura al Senato”. E che prevede che durante l’anno gli esercizi rispettino le 12 chiusure, con 6 di flessibilità dell’esercente.

La spiegazione: “Vogliamo che ci sia un equilibrio tra i diritti del lavoro e le esigenze del consumatore”, prosegue Bassi. Commenta il presidente di Coop, Marco Pedroni, che “più aperture non hanno fatto particolarmente bene ai bilanci: quella che si è riscontrata è stata una redistribuzione delle vendite”.

Breve passo indietro. Nel 2011, quando a Palazzo Chigi c’era Mario Monti e ministro dello Sviluppo economico era Corrado Passera, è stata emanata una norma contenuta nel decreto “Salva Italia”, che liberalizza gli orari di apertura dei negozi. E che è tuttora vigente. Il Ddl 1629 a firma Michele dell’Orco (M5S), approvato alla Camera nel 2014 e mai approvato al Senato, ne propone una revisione, prevedendo 12 chiusure festive l’anno con possibilità di derogare per il singolo esercente a 6 giornate previa segnalazione al Comune competente per territorio. Le forze che vorrebbero circoscrivere le aperture fanno riferimento a questo disegno di legge, che vorrebbero venisse ripreso.

Dopo l’annuncio di Di Maio e la reazione di Coop, gli schieramenti si sono riposizionati. L’associazione nazionale Cooperative Dettaglianti Ancd/Conad ha espresso in una nota la sua netta contrarietà. “Fare un passo indietro rispetto a quanto già stabilito dalle norme in vigore, proprio in un momento in cui la distribuzione organizzata subisce la concorrenza sleale dell’e-commerce, significherebbe mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e privare i cittadini di un servizio prezioso”. Poi l’invito al governo “a riflettere su questo tema, ascoltando tutti i soggetti coinvolti”. Anche Federdistribuzione è contro: “19,5 milioni di persone acquistano la domenica, 12 milioni nella sola Distribuzione Moderna Organizzata: per questo gradimento dei consumatori siamo favorevoli all’attuale normativa sulle aperture domenicali e festive. Riteniamo infatti siano un vero servizio per i cittadini, che ne avrebbero un danno se si dovesse tornare indietro dopo oltre 6 anni di liberalizzazione”, spiegano in un comunicato.

[via Repubblica]

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