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Grocery: un 2018 di crisi per il sud Italia. Bene il Drug Store ed i Discount a livello nazionale. La GDO deve ripensare all’offerta in alcuni settori

Il settore grocery nei primi cinque mesi del 2018 non rispecchia esattamente gli andamenti della Grande Distribuzione, ed in questo articolo ne esamineremo i contesti.

Come i managers del mondo retail sanno perfettamente, quest’area del fatturato è quella dove il dualismo multinazionali e retailers è più forte, ed è quella dove la pressione promozionale si fa intensa limitando i margini dei distributori. Vale circa il 50% del fatturato totale GDO, forse qualcosa meno, ed è sintomatico per verificare l’influenza dei grandi Brand sul consumatore.

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Intanto va menzionato il grande successo del formato Drugstore che sta vivendo un anno meraviglioso, con numeri molto rilevanti di incremento sul 2017 (buono anch’esso) e che confermano la bontà del lavoro che i protagonisti stanno compiendo sul territorio ed anche quanto il consumatore italiano si rivolga a questo formato per gli acquisti di cura casa e cura persona. (grafico 1 linea blu).

La crescita media sul 2017 è del +8,8% (vedi grafico 3) a conferma di quanto detto poc’anzi, e questo dato deve far riflettere seriamente la GDO: è molto probabile che la medesima debba ripensare l’offerta, essendo un comparto dominato dalle multinazionali le scelte del consumatore sono dirette verso quelle referenze che si incrociano in entrambi i formati, ma quello specialistico offre più profondità di assortimento e prezzi più competitivi a scaffale. Questo provoca una contrazione dei margini della GDO che riesce a fare sell out solo in promozione generando una “produttività” per metro quadrato assolutamente insufficiente.

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Altra menzione merita il Discount: in questo tipo di offerta l’incidenza del Grocery è più rilevante rispetto al canale tradizionale, ed un dato positivo come quello che sta producendo il format indica come questo stia crescendo nelle aspettative del consumatore. La quota di mercato dei Discount in certe regioni d’Italia sta arrivando al 30%, soprattutto nel sud Italia e probabilmente separare nelle analisi questa offerta da quelle Super+Iper ha poco senso. Con tutta probabilità ai cali degli Ipermercati e dei Super può corrispondere una crescita del canale di convenienza. (grafico 1).

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Passando alla situazione dei Supermercati ed Ipermercati le novità sono che la prestazione generale negativa non è propriamente quella che rispecchia il grocery che, invece, in alcuni formati “tiene”. La perdita sul 2017, nel pari periodo, nel format Ipermercati è del

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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