il totale Italia è +2% a valore e +2,6% a volume.

Il Traditional Grocery è in profondo rosso dopo due mesi disastrosi, anche quello con la ricorrenza a favore. Gli Ipermercati chiudono in negativo sebbene a volume abbiano limitato i danni (l’aumento di competitività sull’anno precedente non è comunque riuscita a portare in positivo i volumi che in ogni caso registrano a -1,7%), il canale Super chiude in positivo (+3,8% a valore e +4,4% a volume), il Libero Servizio chiude in negativo, a volume in misura consistente, ma il Discount esce dalla Pasqua con un positivo del +7,4% a valore e +11% a volume. Per il canale Drug i numeri si fanno da sogno, +15,4% a valore e +16,8% a volume.

Entrando nel dettaglio della moderna distribuzione si ha una lettura del mese di Aprile che è assolutamente negativa ma, alla lettura dei due mesi, lo scenario cambia e si ha la certezza che il Grocery rappresenta un grande ambito merceologico dove la GDO non si può dire sia in crisi nel corrente anno: il superamento della Pasqua ci regala una fotografia che mostra il format Ipermercati in negativo, come già riscontrato in precedenza. Il superstore oltre i 2500 mq è, invece, il formato in assoluto più performante con un +6,4% a valore e +6,7% a volume.

I formati più piccoli sono sempre in positivo oltre il +2%, con un incremento più accentuato dei volumi, come ad intendere che rispetto all’anno precedente si è lavorato per una maggiore aggressività nei prezzi. Molto bene il formato di prossimità (400-799) con un +4,7% a valore e +5,2% a volume.
Grocery nelle diverse aree Nielsen
Passiamo adesso ad analizzare le performance del grocery secondo le aree geografiche Nielsen. Tutte le aree ovviamente sono in negativo nel mese di Aprile, ma le aree 3 e 4 lo sono in una misura più consistente: l’area 4 perde il -15,3% a valore e -13,8% a volume, l’area 3 perde il -7,5% a valore ed il -8,5% a volume. Più contenute le perdite delle aree 1 e 2.

Nella lettura dei due mesi lo scenario che si presenta è, però, il seguente: le aree 2 e 3 risultano essere quelle che escono davvero vincitrici nel confronto con il 2017. L’area 4 è in un cono d’ombra dove i volumi escono in positivo ma con i valori che rimangono leggermente in negativo. L’area 1 conferma il valore negativo che rispetto ai dati generali risulta, però, attenuato.

Alla fine di Aprile i dati che emergono sono piuttosto chiari: il mercato non è sulla cresta dell’onda come lo scorso anno ma rispetto agli anni bui (sino al 2016) si sta vivendo un'altra esperienza di business. Esistono delle aree di difficoltà ma vanno circoscritte: da un lato si deve fare i conti con la crisi dell’area 1 che è oramai dichiarata; questa è tutt'altro che una bella notizia, si tratta della zona più importante del Paese in termini di presenza della GDO e di fatturato, ed il suo peso ponderato è in grado di sbilanciare verso il basso tutto il risultato nazionale.
Il Grocery, abbiamo appena visto, è in positivo salvo il canale Iper, quindi si tratta di circoscrivere il tema del rallentamento del fatturato sicuramente al no food, sebbene in termini generali il suo peso ponderato sia davvero limitato, ed anche ai freschi che, a questo punto, possono incidere nell’andamento generale. Beninteso non si parla di crisi delle vendite dei freschi, ma un certo riallineamento rispetto alla crescita che ha vissuto negli ultimi 18 mesi era assolutamente prevedibile.