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Coop Alleanza 3.0: i perché di un bilancio in rosso ed il peso delle operazioni immobiliari

I numeri di un’annata complicata sono stati comunicati ai soci di Coop Alleanza 3.0 nei giorni scorsi dal presidente Adriano Turrini, che ha anche spiegato le ragioni delle perdite quantificate il 36,7 milioni di euro.  Un grande peso hanno avuto certamente gli investimenti per 180 milioni che sono stati destinati all’apertura di nuovi negozi, a interventi di ristrutturazione e al lancio di servizi innovativi. Un insieme di progetti «avviati in tempi rapidissimi che nell’immediato ha generato diseconomie superiori alle previsioni», ha chiarito Turrini.

Il “feudo delle coop” non è più quello di una volta e la concorrenza più aggressiva subita nelle piazze storiche della cooperativa hanno pesato sul ridimensionamento delle vendite, ridotte complessivamente a 4,1 miliardi. Le difficoltà potrebbero proseguire anche quest’anno anche se, assicura il presidente, ci si aspetta «una netta inversione» nelle vendite. Lo scorso febbraio è stata avviata una revisione del piano industriale, mentre la cooperativa sta lavorando a una riforma del proprio statuto sociale. Nel 2017 hanno sofferto anche le librerie Coop e le televisioni che fanno capo a Tr-Media (perdita di esercizio di 650mila euro). Notizie positive invece dalla controllata Robintur e dall’erogazione di carburante. «Abbiamo affrontato lunghe e complesse ristrutturazioni dei negozi – spiega Turrini – e rinnovato gli assortimenti per rispondere ai nuovi bisogni di soci e clienti».

La cessione degli immobili

La ristrutturazione e riorganizzazione conseguenza della nascita di Alleanza 3.0, fusione di diverse cooperative, ha dato luogo anche a operazioni di riallocazione del patrimonio immobiliare a due fondi, interamente detenute dalla Cooperativa: il Fondo Retail Partnership (RP) gestito da BNP Paribas Real Estate SGR, iscritto a bilancio per un valore di 222 milioni di euro, che ora detiene 12 Ipermercati e 40 supermercati, ed il Fondo immobiliare chiuso Urania gestito da Serenissima SGR, iscritto a bilancio per un valore di 85 milioni di euro.

Queste operazioni hanno inciso ovviamente sul bilancio 2017 trattandosi di vendite per 246 milioni di euro, come precisato nella bozza di bilancio Coop Alleanza 3.0, in discussione nelle varie assemblee. Tali vendite, pagate con quote degli stessi fondi, hanno generato una plusvalenza in bilancio di 96 milioni di euro, anche questi riconosciuti in titoli. Senza tali operazioni, comunque strategiche per una serie di vantaggi fiscali, il bilancio di Coop Alleanza 3.0 avrebbe subito una perdita di oltre 130 milioni di euro.

Situazione patrimoniale ed il prestito sociale

Il patrimonio di Coop Alleanza 3.0 ammonta a 2.358 milioni, ma tra i debiti più importanti vi è il prestito sociale per 3.916 milioni (peraltro calato di 400 milioni rispetto al 2016), ben superiore al patrimonio netto della società, che risulta appesantita da diverse gestioni tra cui quella immobiliare e finanziaria.

Il nodo del prestito sociale rimane quindi centrale per Coop Alleanza 3.0. Il prestito sociale, infatti, è soggetto a diversi vincoli come per esempio quello di non poter esse immobilizzato per più del 30% in attrezzature, impianti, partecipazioni in società non quotate su mercati regolamentati e immobili. L’operazione delle cessioni immobiliari quindi, non solo ha generato plusvalenze migliorando il risultato economico per 96 milioni, ma ha soprattutto consentito di migliorare gli indici per il mantenimento del prestito sociale trasformando gli immobili in titoli quotati. Va infatti ricordato che sulla Legge di Bilancio 2018 sono state apportate modifiche alla regolazione del prestito sociale delle cooperative. In base alle nuove norme il prestito sociale può essere impiegato soltanto per operazioni strettamente funzionali al perseguimento degli scopi istituzionali e quindi le coop non possono più essere enti di gestione del risparmio. Questo sta a significare che nell’ambito della cooperativa l’area finanziaria, alimentata dai prestiti sociali, deve avere soltanto una funzione accessoria e strumentale alla propria attività istituzionale. Viene inoltre data cogenza di legge al limite massimo per il prestito sociale, pari a tre volte il patrimonio netto, che era stato introdotto nel 2016 da deliberazione della Banca d’Italia ma che non aveva modo di sanzionare eventuali violazioni. Restrizioni che Coop conosce bene e che saprà rispettare a dovere. Le operazioni nell’ultimo Bilancio di Coop Alleanza 3.0 vanno in questa direzione.

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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