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Fiducia divergente dopo il voto: in calo le imprese, in crescita le famiglie

iù ottimismo tra i consumatori, fiducia in calo tra le imprese. I dati Istat di marzo, che alla luce del periodo di rilevazione colgono appieno gli effetti del voto politico, evidenziano un andamento divergente, anche se le oscillazioni restano comunque contenute.

Dal lato delle famiglie l’indice lievita di quasi due punti a quota 117,5, per trovare un valore più alto occorre tornare a gennaio 2016. Il progresso riguarda tutte le variabili: la componente economica e quella futura salgono, rispettivamente, da 140,1 a 141,9 e da 119,8 a 121,1; la componente personale e quella corrente confermano la crescita degli ultimi mesi, passando, rispettivamente, da 108,0 a 109,3 e da 113,0 a 115,1. Più in dettaglio, la crescita della componente economica riflette un miglioramento dei giudizi sulla situazione economica del paese e un ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione. Per quanto riguarda la situazione personale – sottolinea l’Istat – l’evoluzione positiva dell’indice è caratterizzata dal miglioramento dei giudizi e delle aspettative sulla situazione economica familiare nonché da un aumento del numero di coloro che ritengono opportuno risparmiare sia nel momento attuale sia in futuro.

Opposto il trend delle imprese, che mediamente nei sondaggi precedenti il voto temevano soprattutto l’assenza di una chiara maggioranza di Governo, esito confermato dalle urne. L’indice cede oltre due punti e si porta a quota 106, ancora superiore tuttavia ai minimi recenti, (105,4), toccati lo scorso gennaio.

A?peggiorare sono manifattura e servizi, stabile il commercio al dettaglio, in crescita le costruzioni.

In ambito manifatturiero a cedere terreno sono soprattutto i giudizi sugli ordini, quasi ferme invece le attese sulla produzione. In controtendenza il comparto dei beni strumentali, quello direttamente coinvolto dal piano Industria 4.0, che vede la fiducia lievitare di due decimali, grazie in particolare ad un balzo in avanti delle attese di produzione, output che si “scarica a terra” dopo la massa di commesse raccolta nel corso del 2017.

 

[via ilsole24ore]

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