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Vino e Gdo: crescono i prodotti top, calano bottiglioni e brick

Salgono le vendite di spumanti, crescono quelle per le denominazioni di origine e i vini del territorio, scendono i consumi bottiglioni di 2 litri e vini in brick: quando si tratta di scegliere una bottiglia sono qualità e regionalità a influenzare le preferenze degli italiani. Secondo la ricerca elaborata per Vinitaly dall’istituto Iri sui consumi nella grande distribuzione, nel 2017 gli italiani hanno comprato nei punti vendita della gdo 648 milioni di litri di prodotto, per un valore di 1 miliardo e 849 mila milioni di euro, dato che conferma scaffali di super e ipermercati il principale luogo di acquisto per vini e spumanti.

Le bottiglie con denominazione di origine hanno registrato nell’anno passato un incremento del 2 per cento, raggiungendo i 280 milioni di litri venduti (il 32 per cento del totale). In aumento le vendite anche per spumanti e champagne: nel 2017 una bottiglia su dieci acquistata nel largo consumo apparteneva a questa categoria, per un totale di 68 milioni di litri e un aumento del 4,9 per cento sull’anno precedente. Altre due sorprese arrivano da il rosato frizzante, che cresce del 3,9 per cento, e da vino e spumante biologico, che superano i 4 milioni di litri venduti.

I campioni assoluti di vendite restano i rossi Lambrusco, Chianti e Montepulciano d’Abruzzo, ma le ultime tendenze portano verso i bianchi. Tra questi hanno registrato aumenti a doppia cifra il Grillo (Sicilia), l’Ortrugo (Emilia Romagna), la Ribolla (Friuli Venezia Giulia), il Cortese (Piemonte), la Passerina (Marche), il Pecorino (Abruzzo/Marche), la Falanghina (Campania). Quanto ai rossi, le tipologie che segnano gli incrementi più sostenuti sono Primitivo (Puglia), la Valpolicella Ripasso (Veneto), il Chianti Classico (Toscana), e il Cannonau (Sardegna).

“I consumatori mostrano di apprezzare le novità, accogliendo favorevolmente le proposte delle cantine – ha spiegato Virgilio Romano, Business Insight Director di Iri e coordinatore della ricerca – I vini emergenti si fanno apprezzare per posizionamenti di prezzo non bassi (oltre la metà superiore a 4 euro) e questo è un aspetto positivo perché dimostra la disponibilità del consumatore a premiare novità e valore”.

A conferma di questa tendenza c’è il dato dei “bottiglioni” (fino a 2 litri) che perdono un ulteriore 2,5 per cento, mentre i brick registrano una flessione dello 0,6 per cento, mentre è in crescita del 5,4 per cento, pur restando ancora nicchia, il vino formato “bag in box”, lo sfuso nei maxicontenitori da 3 o 5 litri.

 

[via repubblica]

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