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Shampoo e bagnoschiuma, è il claim che influenza la scelta

Claim ed etichette influenzano i consumatori, a tal punto che parole come “avena”, “ialuronico”, “parabeni”, “karitè” sono in grado di far cadere la scelta di un cosmetico anziché di un altro, anche al supermercato.

E’ quanto emerge da un report dell’Osservatorio Imago di Nielsen, che ha esaminato i packaging di più di 11.000 articoli dedicati alla cura e all’igiene personale in vendita nella grande distribuzione.

Vero è che la tendenza a comprare questa tipologia di prodotti in super e ipermercati è in leggero calo. Nel periodo che va da giugno 2016 a giugno 2017 le vendite a valore nella gdo hanno mostrato un valore negativo, attestandosi a -0,5 per cento “nonostante l’innovazione portata a scaffale da produttori e retailer e nonostante i massicci investimenti in attivita? di comunicazione”, recita il report.

Al di là dei dati puramente numerici, l’analisi mostra però che sono packaging e claim in confezione a condizionare le decisioni di acquisto. Sono ben nove quelli più diffusi, alcuni già molto noti, altri più recenti, introdotti evidentemente per rispondere ai nuovi bisogno di consumo. E sono soprattutto questi che, cogliendo le nuove sensibilita? dei consumatori, sembrano incontrare il maggiore favore dei clienti.
Se infatti l’indicazione piu? diffusa in etichetta e? “dermatologicamente testato”, presente sul 21,4 per cento dei prodotti, il trend delle vendite in valore per i prodotti che riportano questa dicitura è sceso dell’1,3 per cento.

Continua invece a fare leva sui consumatori il claim “prodotto in Italia” , che compare sul 14,4 per cento del packaging, e mostra una performance di vendita positiva del 6,4 per cento. Ma, come accade per il settore alimentare ,è l’assenza o la presenza di ingredienti particolari ad attrarre maggiormente l’attenzione di chi si muove tra gli scaffali. Shampoo, bagnoschiuma, saponi e cosmetici “senza parabeni”, che ormai sono sull’8,9 per cento delle etichette hanno visto crescere il loro giro d’affari del 7,3 per cento, percentuale che sale all’11 per cento al Sud.

A registrare un’impennata delle vendite sono inoltre quelli che vantano determinati ingredienti, primi tra tutti l’avena (+39,1 per cento di vendite in valore), l’acido ialuronico (+19,8 per cento), l’argan (+5,4 per cento), il karité (4,5 per cento) anche se la loro quota sull’offerta complessiva non supera mai il 3 per cento.

Il richiamo alla salute e alla naturalità continua quindi a essere determinante e a influenzare le decisioni di acquisto, e secondo gli analisti Nielsen questo trend dimostra che il mondo alimentare e quello del cura persona sono molto vicini, anzi, che il primo incide sul secondo in maniera rilevante.

“L’esempio più significativo è quello degli ingredienti ‘double face’”, si legge nel report. Quegli ingredienti, cioè, che “vivono un momento di tale popolarità da essere presenti sia nei reparti alimentari sia sullo scaffale del cura persona. La fama positiva degli alimenti di cui si parla maggiormente grazie alle loro valenze salutistiche (come l’avena e le mandorle) e la loro immagine di prodotti naturali (e, dunque, genuini) li accompagna anche quando vengono utilizzati in creme per il corpo e shampoo”. Emblematico il caso dell’avena che, trainata dagli effetti anticolesterolo, e in virtù delle sue proprietà lenitive, registra un incremento del 39 per cento anche nel settore della cura persona. Un boom che ha le caratteristiche di un vero record al Sud dove la crescita registra +67,2 per cento.

 

[via repubblica]

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