GDO News
Nessun commento

Birra, agli italiani piace bionda, speciale e italiana

Nel 2017 l’importazione di birre straniere è crollata: il numero dei prodotti in arrivo dai due dei principali paesi esportatori, Germania e Inghilterra, ha subito un calo rispettivamente del 79 e del 31 per cento.

Niente birra straniera, siamo italiani. La “bionda” consumata nei nostri confini è sempre più made in Italy, e sempre più spesso artigianale. Viene acquistata nei microbirrifici o nei pub, ma anche nei grandi supermercati, dove le vendite sono triplicate.

Stando agli ultimi dati diffusi da Coldiretti, che ha elaborato le informazioni dell’Istat relative al commercio estero, nel 2017 l’importazione di birre straniere è letteralmente crollata, e il numero dei prodotti in arrivo dai due dei principali paesi esportatori, Germania e Inghilterra, ha subito un calo rispettivamente del 79 e del 31 per cento.

Una flessione che risulta ancora più evidente se si osservano i dati del mercato interno. Lo scorso anno il consumo di birra tra gli italiani è aumentato del 10,6 per cento e la “bionda” rappresenta ormai il 6,3 per cento del comparto delle bevande in volumi e il 16,3 per cento di quello in valore. Secondo l’Istat il boccale piace a quasi 1 italiano su 2, e la media di consumo pro capite è di 31,5 litri all’anno.

Il vero fenomeno degli ultimi anni, però, riguarda soprattutto la tipologia dei prodotti acquistati, sempre più ricercati. In una filiera che vale complessivamente circa 6 miliardi di euro, Coldiretti stima che la produzione attuale di birra artigianale sia arrivata in 50 milioni di litri, mentre i microbirrifici artigianali sono passati dai 113 del 2008 ai 718 del 2017, con un incremento di oltre il 535 per cento in dieci anni. Negli ultimi anni, inoltre, la produzione Made in Italy si è molto diversificata, tanto che oggi il mercato è in grado di offrire diverse tipologie di prodotto, che vanno dalla birra aromatizzata alla canapa, a quella pugliese al carciofo giallo, passando per quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso.

Molti di questi prodotti non vengono solo consumati fuori, ma finiscono sulle tavole degli italiani per essere bevute durante i pasti o comunque in casa. Tanto che l’offerta delle “speciali” ha visto un boom anche nei canali della grande distribuzione , dove secondo l’Osservatorio delle birre artigianali il giro di affari è passato dai 10,8 milioni di euro del 2014 ai 32,6 del 2017.

 

[via repubblica]

 

Tagged with:

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su