GDO News
Nessun commento

La crisi dell’elettronica di consumo nei negozi fisici, la milanese Galimberti (Euronics) chiede il concordato

La crisi dell’elettronica di consumo fa un’altra “vittima”. La catena milanese Galimberti, aderente all’insegna Euronics, ha chiesto al Tribunale fallimentare di Milano di accedere al concordato preventivo in continuità. E oggi si definiscono meglio i contorni dell’ennesima crisi aziendale che ha colpito il settore negli ultimi anni.
Sostanzialmente una stasi del mercato, con volumi fermi e parziale trasferimento delle vendite sul canale online: ciò determina una forte erosione dei margini che mette a dura prova la resistenza di tutti i player.

Recentemente anche il gruppo Castoldi ha chiesto il concordato in continuità. Castoldi aderisce alla centrale di acquisto Euronics Italia che conta su dieci aziende. Ma la crisi di Galimberti e Castoldi non ha nulla a che fare con l’andamento delle altre 8 aziende aderenti al gruppo di acquisto Euronics Italia.

La rete
Galimberti controlla un network nel Nord Italia di 28 punti vendita con 528 addetti. Nel 2016 ha realizzato vendite lorde per 215 milioni. 236 l’esercizio precedente. I debiti ammontavano a 65,6 milioni.
A gennaio 2018 la società segnalava un patrimonio negativo di 42,3 milioni, ma il bilancio del 2016 è stato approvato solo nell’ottobre del 2017 per l’impossibilità da parte dell’advisor EY di esprimere un giudizio. Galimberti aveva però aderito all’invito dell’advisor sottoscrivendo un versamento in conto capitale di 900mila euro a parziale riduzione delle perdite, la revisione del prezzo di vendita di una partecipazione e vari altri aggiustamenti.

Stop agli affidamenti
Nelle more dell’approvazione del bilancio 2016, si chiudevano gli altri canali: la società di assicurazione del credito, in attesa del bilancio 2016, aveva ridotto gli affidamenti alla catena milanese e, dopo l’approvazione del bilancio, li ha azzerati del tutto. L’azienda li stima in una cinquantina di milioni. Ciò ha probabilmente pregiudicato ogni tentativo di rilancio.

Da qui il tentativo della Galimberti di assicurare la continuità aziendale, ma sotto l’ombrello protettivo del concordato in continuità, al riparo cioè delle esecuzione dei creditori.

Rilancio possibile
Quante le possibilità di rilancio della catena commerciale? La stessa Galimberti ammette che il futuro del business è grigio (volumi stabili e ulteriore erosione dei margini), ma “lo stato di crisi è reversibile”. Lo scorso 5 febbraio ha quindi chiesto al Tribunale fallimentare di Milano 120 giorni di tempo per raggiungere un accordo di ristrutturazione del debito e presentare un piano di rilancio.

 

[via ilsole24ore]

Tagged with:

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su