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Gdo, R&S Mediobanca: in Italia imprese piccole e offerta elevata

Nella Gdo l’Italia resta un paese con aspetti contraddittori: bassa grandezza di superfici, solo l’1,4% degli esercizi, mentre il libero servizio arriva a coprire quasi il 50% del totale. Offerta complessiva elevata, pari a 289 mq ogni mille abitanti, alle spalle della Germania. E bassa concentrazione, con i primi cinque operatori del settore che rappresentano poco oltre il 50% del mercato contro incidenze dal 60% all’80% in Spagna, Germania, Francia e UK.

In questo contesto, alcune insegne “italiane” più di altre si distinguono per redditività ed efficienza. E’ il caso della catena veronese di supermercati Eurospin che fa margini industriali superiori a quelli del colosso americano Wal-Mart. La milanese Esselunga che si conferma ai vertici mondiali per efficienza. E la cooperativa Conad che aggancia in testa alla classifica del giro d’affari la consorella Coop e la batte in termini di redditività, evidenziandone il momento non facile in termini di conti.

Il quadro emerge dall’ultimo rapporto del Centro Studi R&S Mediobanca, che prende a campione i 10 maggiori gruppi italiani e stranieri della grande distribuzione. Per la prima volta, l’indagine di quest’anno include anche le insegne di Conad e Selex, coprendo così oltre il 70% del mercato nazionale della Gdo alimentare. Resta fuori dall’analisi il gruppo Veggé (5,9 miliardi di fatturato nel 2016).
Dallo studio si evince che dal 2012 al 2016 il fatturato aggregato del comparto è passato da 60,4 a 65,1 miliardi di euro (+7,9%). Il record della crescita spetta ai discount: Lidl Italia (+46,2%) ed Eurospin Italia (+34,1%). Seguiti da Selex (+18,7%), Conad (+13,6%), Esselunga (+11,4%) e Iper-Unes (+5,9%). Mentre perdono terreno le cooperative a marchio Coop (-2%), il gruppo Pam (-6,1%), Carrefour (-4,6%) e soprattutto Auchan-SMA (-21,2%).

Sono numeri, quelli di Mediobanca, che restituiscono uno spaccato della grande distribuzione italiana tutto sommato in linea con il trend registrato nel 2016 (+2,2% sul 2015). Anche in questo periodo – sebbene i risultati di alcuni gruppi risultino molto diversi fra loro per via di dati che aggregano le diverse attività dell’insegna – le performance migliori portano il nome di Lidl Italia (+8%) ed Eurospin (+6,8%) che si piazzano davanti ad Esselunga (+4,4%), Selex (+4%), Iper-Unes (+3%), Conad (+1,9%) e Coop (+0,2%). Segnano il passo – ancora una volta – Auchan-SMA (-3,3%), Carrefour (-0,9%) e Pam (-1,9%).

Nella classifica di Mediobanca il primato per fatturato nella Gdo è sempre nelle mani di Coop che nel 2016 subisce però lo “storico” aggancio da parte di Conad: la rete vendita dei due gruppi cooperativi, di dimensioni equivalenti, si attesta ciascuna intorno a 12,4 miliardi di ricavi al lordo di Iva. Al terzo posto si colloca Selex con oltre 10,3 miliardi, anch’essa al lordo di Iva. Al quarto c’è Esselunga con 4,4 miliardi, che però resta il primo operatore individuale con vendite nette pari a 7,5 miliardi. Seguono a ruota Carrefour a 4,9 miliardi, che precede di poco Eurospin a 4,7 miliardi. E Lidl Italia a 4 miliardi che raggiunge gli stessi livelli di Auchan-SMA, la quale accusa una forte riduzione rispetto ai 5,1 miliardi del 2012. Più contenuta la dimensione di Iper-Unes (2,6 miliardi) e del gruppo Pam (oltre 2,3 miliardi).

Nel rapporto di quest’anno, però, uno degli elementi di novità più rilevanti è il confronto fra i due big del mondo LegaCoop, ovvero Coop e Conad. Finora il marchio della margherita non era stato incluso nell’analisi di R&S per un motivo tecnico. Conad associa i proprietari dei supermarket, spesso società che operano all’ingrosso. Questo significa che i bilanci delle diverse entità non sono comparabili sotto tutti gli aspetti a quelli delle normali catene di supermercati. La tendenza fotografata dai numeri, però, è così netta da rendere credibili le conclusioni che se ne possono trarre. La differenza più appariscente tra i due marchi è quella della redditività.

Nei cinque anni esaminati, l’aggregato delle Coop cumula profitti per 90 milioni di euro, rispetto ai 796 milioni realizzati da Conad nello stesso periodo. Sono risultati differenti non solo nelle dimensioni ma anche nel modo in cui sono stati originati.

Conad ha registrato infatti un margine industriale positivo di 931 milioni, sempre considerando i dati dal 2012 al 2016, mentre Coop a livello industriale ha perso 130 milioni. Quest’ultima, però, ha registrato anche poste finanziarie molto importanti, che le derivano dalla gestione delle risorse del prestito soci. I proventi finanziari hanno raggiunto nel quinquennio la considerevole cifra di 1.405 milioni di euro, che però è stata in misura rilevante impattata dalle svalutazioni finanziarie, pari a 1.006 milioni di euro.

Per quanto riguarda le quote di mercato dei maggiori operatori nella Gdo, Mediobanca conferma che nel 2016 rimangono immutate ma il numero dei punti vendita si contrae dell’1,2%. La riduzione è dovuta principalmente agli ipermercati sopra i 4.500 mq (-7,7%), compensata solo parzialmente dall’aumento dei superstore tra 2.500 e 4.499 mq (+7%), che risultano i format più performanti, e dei discount (+1,5%), che rappresentano il 17% della Gdo. Al suo interno i tre principali operatori, Eurospin, Lidl Italia e MD Discount coprono il 50% della rete; Eurospin si conferma numero uno, con una quota del 32,7%.

Allargando l’analisi al contesto internazionale, lo studio di Mediobanca riporta che il gruppo Wal Mart è di gran lunga il maggiore al mondo con un fatturato 2016 pari a 456,6 miliardi di euro, grosso modo il Pil della Svezia, davanti alla connazionale Kroger (109,4 miliardi), alla francese Carrefour (76,6 miliardi), all’altra statunitense Target (65,9 miliardi), alla britannica Tesco (65,3 miliardi) e all’olandese Ahold Delhaize (62,3 miliardi). I maggiori operatori della Gdo italiana, Coop e Conad, perdono invece posizioni (e non di poco) nella classifica generale.

Per quanto riguarda, la graduatoria dell’efficienza – misurata in termini di vendite per mq di superficie e circoscritta al perimetro nazionale, visto che i gruppi a proprietà italiana non hanno presenza all’estero – Esselunga con 16.000 euro/mq si conferma come il gruppo “internazionalmente” più efficiente, davanti Ahold Delhaize (13.050 euro/mq), Woolworths (10.960 euro/mq), Tesco (10.870 euro/mq) e Mercadona (8.180 euro/mq). Coop (6.730 euro/mq) e Conad (5.810 euro/mq) si posizionano relativamente bene, superando ampiamente la cooperativa tedesca Rewe (4.470 euro/mq).

Nel confronto internazionale, Esselunga figura nelle posizioni di vertice anche per redditività industriale (6%), piazzandosi dietro a Seven & I (7,8%) e Target (7,2%). Bene anche Eurospin (6%) e Lidl (3,7%). Mentre le attività italiane dei gruppi francesi – Carrefour (-0,5%) e Auchan (-3,7%) – producono margini negativi non in linea con le performance internazionali della casa madre. Ultimo dato: il Roi, l’indice di redditività del capitale investito. Anche qui Eurospin, Lidl ed Esselunga compaiono ancora una volta tra i “top performer” internazionali, a ridosso dei maggiori gruppi statunitensi che spuntano i più alti rendimenti sul capitale investito. Gruppo Pam e le Coop invece risultano attardate nel confronto internazionale. Così come le attività italiane dei big francesi che confermano indicatori negativi.

 

[via repubblica]

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