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Politica e champagne: elezioni e dimissioni influenzano i consumi

L’analisi del sociologo dei consumi Vanni Codeluppi. Due periodi a confronto: caduta del governo Berlusconi, 13 novembre 2011, Nielsen rileva vendite record di spumante e champagne nelle regioni “rosse” d’Italia. Marzo 2018, elezioni politiche: “Niente sarà più come prima, anche il modo di festeggiare cambierà”

Gli studi sul comportamento dei consumatori sono molteplici, da sempre chi si occupa di marketing e vendita si interroga su come agisce il cliente, su quali sono gli elementi e gli aspetti che lo spingono a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. Per avere una fotografia della società, spesso le indagini si focalizzano sul comportamento d’acquisto suddiviso per generazioni tracciando in modo empirico modelli di consumo che siano il più possibile attinenti alla realtà.

Negli ultimi anni, le nuove correnti di pensiero hanno poi fatto emergere un nuovo paradigma culturale, secondo il quale per il consumatore della società postmoderna l’acquisto di un bene non è più semplicemente un atto che soddisfa un bisogno materiale ma un’occasione in cui esprimere la propria personalità, partecipare attivamente alle trasformazioni della società e un modo per affermare la propria visione delle cose. Tutti aspetti che meritano un approfondimento, a maggior ragione se in vista ci sono le elezioni politiche del Paese, cioè un momento di grande pathos di appartenenza.

Ora, immaginiamo di mappare il voto degli italiani – a risultato acquisito – non solo attraverso le tradizionali proiezioni aggiornate in tempo reale regione per regione, seggio per seggio, ma utilizzando anche un “nuovo” metodo di misurazione basato proprio sull’andamento dei consumi. In modo tale da comprendere se ci sono e quali sono gli effetti post-elezioni sulle scelte di acquisto di un consumatore di centro-sinistra, centro-destra o del Movimento 5 Stelle.

In realtà, qualche anno fa un tentativo di questo tipo c’è stato. A testarlo è stata la Nielsen: 13 novembre 2011, Berlusconi sale al Quirinale per rimettere l’incarico da presidente del Consiglio. In quel giorno, l’istituto di ricerca registra le vendite in trend di spumante e champagne nelle diverse regioni, disegnando una mappa puntuale dell’opposizione che festeggia. A guidare la classifica sono Emilia-Romagna e Toscana, le regioni “rosse” d’Italia per tradizione politica, con un boom di vendite a volume di spumante e champagne rispettivamente del +27,7% e del +22,5%. Vendite che a valore segnano però una differenza: i toscani hanno comprato di meno ma speso di più, quasi 418 mila euro contro 355 mila degli emiliani.

Al terzo posto c’è la Lombardia che a volume registra +18,7% ma a valore supera di gran lunga la somma dei ricavi di Toscana ed Emilia Romagna, traguardando il milione di euro. Seguono Campania (+18% a volume, 90 mila euro), Trentino Alto-Adige (8,1%, 46 mila euro), Liguria (7,6%, 119 mila euro) e Piemonte (5,9%, 265 mila euro). Dietro i numeri, c’è però il tentativo di capire se e come determinati eventi, in quel caso le dimissioni di un governo, prossimamente magari le future elezioni politiche, possono influenzare i consumi nel nostro Paese. E’ possibile? “Penso che c’è sempre una connessione tra scelte comuni e contesto sociale.

Nel caso delle dimissioni di Berlusconi, l’euforia dipendeva però dall’atto conclusivo di un lungo percorso politico”, osserva il sociologo Vanni Codeluppi, autore di innumerevoli saggi sulla pubblicità e sui templi del consumo, docente all’università Iulm di Milano, esperto delle tecniche di persuasione che attingono al vasto serbatoio dei desideri collettivi.

Il 2011 sembra ormai un’eternità. Ora, in che direzione si muovono i nostri desideri? “Sono diversi rispetto al passato, anche il modo di festeggiare è diverso, perché è la cultura che è cambiata. Prendiamo il caso del Movimento 5 Stelle: oggi esprime in Italia più di altri partiti o movimenti politici la cosiddetta ideologia californiana, tipica della cultura americana, di stampo imprenditoriale e strettamente legata alla tecnologia”, sottolinea Codeluppi. E questo può avere un riflesso sui consumi? Che cosa vuole dire che se vincesse le elezioni il Movimento 5 Stelle i suoi elettori non brinderebbero? “Certo, però non eccessivamente – risponde il sociologo -. Per buona parte di loro non è una priorità, spendono quello che è necessario, hanno un’etica dei consumi. Diventa una priorità, invece, comunicare attraverso gli strumenti tecnologici con messaggi individuali la propria euforia”.

Secondo Codeluppi, il momento che stiamo vivendo è figlio di una sorta di “tribalizzazione” della politica: “Si è passati da una politica intesa come organizzazione dal basso di istanze sociali ad una politica basata sul ruolo carismatico del leader: da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Di Maio, ma più di tutti Macron – spiega -. In questo passaggio, però, la politica rischia di perdere il proprio ruolo all’interno della società perché il leader del post modernismo è un’icona che pretende di sostituirsi all’ideologia”.

In questa trasformazione, fa notare Codeluppi, la tecnologia gioca un ruolo da protagonista: “Oggi, ad esempio, i giovani non si identificano più con l’automobile, quando in passato era un segno di emancipazione. La cultura predominante è concentrata sul non possesso, sulla condivisione. Anche il download sta andando in crisi, e guarda caso pure Apple sta aggiornando le sue strategie di marketing. E’ evidente che questa rivoluzione ha cambiato anche il modo di fare politica, l’ultima vera ‘icona’ è stato Obama perché esprimeva una novità storica. Oggi, l’unica vera novità che ancora riesce a sorprendere il nostro immaginario è la tecnologia digitale”.

 

[via repubblica]

3 COMMENTI
  1. Pol

    Nielsen non fornisce dati quotidiani; al massimo settimanali… quindi questo articolo è una bufala !

    1. Dott. Andrea Meneghini

      Caro Lettore, comprendo che viviamo l’era delle fake news, però prima di emettere sentenze passate in giudicato senza il beneficio del dubbio e di prova contraria, inizi a verificare le fonti ed a porsi semplici e banali domande, faccia il supremo sforzo di non sentirsi preso in giro perchè tutto il mondo schifoso ce l’ha con lei.
      Intanto la fonte: se legge alla fine dell’articolo vede che è Repubblica. Per amor di Patria, Repubblica in effetti di fake news ne pubblica, lo riconosco serenamente, io non leggo più quel giornale da svariati anni e me ne guardo bene. Però è indubbio che il sodalizio tra Nielsen e Repubblica è serio e solido, lo dico senza vergogna. Quindi prima di dire Niesen fa e Nielsen dice, si domandi se la relazione che ha Nielsen con Repubblica (pubblicazioni settimanali di dati nelle pagine economiche del Lunedì) sia meno solida di quella che Lei ha con Nielsen. Le pare? Secondo Lei Repubblica, non il mostro della obiettività ma sicuramente azienda molto molto vicina a Nielsen, saprà bene cosa farà Nielsen non crede? Secondo Lei può scrivere sciocchezze di tal portata senza rischiare di compromettere un sodalizio così importante e serio?
      Infine Vanni Codeluppi, il professore di sociologia dei consumi, oggi ordinario presso la IULM di Milano ma storico professore della Università di Reggio e Modena.
      La mia generazione si è formata sui suoi libri.
      E secondo Lei Vanni Codeluppi si cimenta nel commentare fake news?? Dico siamo davvero alle favole degli asini che volano. Poi, per carità, Lei non ci vuole credere, liberissimo , chissenefrega, contento Lei….però tacciare noi prima e poi la catena delle aziende e professori emeriti di fake news, per piacere no. Misuri le sue credenze se si vuole rapportare alla società ed a questo microcosmo economico. Con amicizia. Andrea Meneghini

  2. Lorenzo

    Interessantissimo approfondimento del Prof. Codeluppi. L’esempio dell’automobile è lampante, non più possesso ma condivisione, e i dati di immatricolazione delle società a noleggio parlano chiaro. L’automobile non è più uno status symbol, ha ceduto al passo al telefonino, ma anch’esso sta mostrando i primi segni di cedimento…ci stiamo dirigendo verso un mondo totalmente diverso ma ancora non identificabile, come ci suggerisce tra le righe il professore, con la tecnologia a fare da apripista verso questa nuova avventura

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