Inizia oggi l'analisi di una delle categorie più performanti della Grande Distribuzione: il Pet Food, una crescita che non conosce crisi e un trend di appassionati di animali sempre più attenti e consapevoli nell'acquisto dei prodotti. Avremo modo di approfondire il tema, nel frattempo due puntate con le notizie e i numeri più importanti del settore.
Buona lettura
Secondo Coldiretti un italiano su tre possiede in casa un animale, quasi 7 milioni di cani e 7,5 milioni di gatti, oltre a 40 milioni di altri animali da compagnia.
L’ultimo rapporto Assalco, sostiene che la spesa alimentare (nel mercato Italia) a loro dedicata abbia quasi raggiunto i
due miliardi, tenuto conto del mercato nel suo complesso e in tutti i canali di vendita. La crescita continua importante e inarrestabile, negli ultimi cinque anni è stata del 10%.
Assalco Infografica Mercato Italia
Nella Grande Distribuzione il giro d’affari è di circa 800 milioni con un trend del +5,4% a livello nazionale e una promozionalità media contenuta all’11%.
Gli alimenti gatto e cane rappresentano la quota principale con quasi 760 milioni di euro (fatturato della Distribuzione Organizzata che rappresenta il 76,6% del mercato totale Italia, 1 miliardo e 800 milioni, secondo Assalco, 66 miliardi a livello mondiale). Il solo gatto, sul totale Italia, risulta pari a 992 milioni di euro cioè il 55% del fatturato Pet Food. Il giro d'affari della GDO copre il 47,4% delle vendite totali.
Non vi sono particolari differenze tra le diverse aree, eccetto una maggiore proporzione tra cani e gatti nel Sud Italia.
Gli alimenti per gatto, rappresentano il 61% del totale vendite in GDO, per un valore di 470 milioni di euro.
A pesare maggiormente sul comparto è l’umido, ma assolutamente fisiologico visto il bilanciamento nell’alimentazione felina tra umido e secco. Nello specifico la suddivisione vede il 69% di umido, il 28% di secco e il rimanente 3% snack, bevande, altro.
Differenze tra le tipologie di alimenti per gatti è più visibile a livello area. Nel Nord Ovest è più alta la percentuale di umido rispetto alla media nazionale, mentre al sud è più bassa e vi è un maggior consumo di secco.
Nell’umido da segnalare la crescita costante della fascia Premium e la tendenza a passare nel tempo a prodotti ad elevata qualità, arricchiti e dedicati a diverse esigenze. Nota di cui supermercati e ipermercati dovrebbero tener conto per non perdere vendite a favore degli specializzati, i cui assortimenti sono, per loro natura, più ampi e comprensivi di un'offerta variegata.
Il trend di mercato è nel complesso in crescita, ma presenta alcune differenze tra le diverse aree, principalmente dovute all’allargamento degli assortimenti e di negozi dedicati, soprattutto al Sud.
La promozionalità è un po’ più elevata per questi prodotti e si attesta nella media nazionale al 16%, abbastanza omogeneamente in linea su tutto il territorio con le due estremità del Nord Est al 19% e un Centro e Sardegna al 13%.
Naturalmente non può mancare la Private Label in una categoria così importante, anche se detiene, nel complesso, solo il 17% di un mercato governato dalla marca, prima tra tutti Nestlé sia per umido sia nel secco, mentre in snack e bevande domina Mars.
Il marchio dell’insegna ha comunque performance interessanti, tenuto anche conto della mancata spinta pubblicitaria e nei rispettivi comparti registra il 19% del secco, il 16% nell’umido e il 4% in snack e bevande.
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E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.