venerdì 13 Febbraio 2026

Prodotti da Ricorrenza: analisi di mercato e trend (1° parte)

Appena concluso, il Natale fa parlare ancora di sé in merito al suo andamento.
Inizia oggi la prima di quattro puntate sulla Categoria delle Ricorrenze, vedremo il mercato Italia nel suo complesso e per macro-aree, per cogliere le differenze e opportunità di rinnovo, miglioramento e quant’altro possa incentivare le vendite. Lo spaccato per festività (Natale, Epifania, Carnevale e Pasqua), incidenze principali delle sub-categorie, il peso delle singole tipolo

gie di prodotto e infine uno sguardo alla Marca del Distributore in confronto alla Marca Industriale.

Mentre attendiamo gli ultimi dati definitivi, possiamo anticipare che il Natale, iniziato in sordina, ha avuto un’accelerazione nell’ultima settimana prenatalizia e a seguire in vista del fine anno.
Complici pranzi e feste in famiglia, tra acquisti per le preparazioni e gli acquisti per i regali (sempre più frequentemente gourmet)  possiamo chiudere il bilancio in positivo soprattutto per tutti quei nuovi format che si sono dedicati alle eccellenze, facendo aumentare ancora il gap con il classico negozio dal classico assortimento.
Certo non si tornerà presto ai tempi d’oro del Natale pre-crisi, ma l’andamento positivo trainato dai nuovi format, è un chiaro segnale su cui lavorare attivamente in quest’anno appena cominciato.

Ma quanto vale il mercato delle ricorrenze?
Il giro d’affari italiano supera i 650 milioni di euro con un trend in crescita e una promozionalità media del 28%.

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Il Natale è la parte più importante, se consideriamo anche l’Epifania e il Carnevale (che pesano insieme un 5%), si raggiunge quasi il 57% del valore totale.

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Non tutte le regioni presentano i medesimi valori, per esempio nel Nord Ovest il solo Natale già pesa per il 56% mentre al Sud solo per il 45,4%. Per la Pasqua s’inverte l’incidenza con un picco al Sud del 51,5% e per contro nel Nord Ovest solo il 37%.

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In generale l’incidenza delle ricorrenze (nel totale) incide differentemente nelle macro-aree, fanalino di coda il Nord Est con un timido 20%.

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Focalizzando l’attenzione sul solo Natale, il Panettone pesa – in GDO totale Italia - per il 23,3% del fatturato, il Pandoro il 16,8% e insieme, con più del 40% del fatturato, arrivano a 150 milioni, 87 milioni il primo e più di 62 il secondo.

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Nei soli dolci da forno il panettone è preferito, rispetto al pandoro, sia nel totale Italia sia nelle singole macro-aree, ad eccezione del sud dove pesano in maniera identica evidenziando un gradimento a pari merito.
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Analizzando le preferenze dei consumatori per tipologia di prodotto, possiamo dire che queste sono rivolte al Panettone tradizionale con più del 56% delle preferenze e più di 48 milioni di fatturato sviluppato nella Grande Distribuzione.
A seguire il senza canditi 23,1% e ultimo, in preferenze, il ricoperto e farciti vari: 20,8%.

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Anche nel Pandoro la preferenza va al tipo tradizionale con l’80% di incidenza e 50 milioni di fatturato sviluppato in GDO nell’intero territorio.

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continua ...

 

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Diana Scanferla
Diana Scanferla
E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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