martedì 20 Gennaio 2026

Esselunga: la storia delle 4 Mercedes

Continua la pubblicazione a puntate del libro “ Esselunga: quale futuro? Analisi dei bilanci di Esselunga. Studio del miglior Retailer italiano visto dietro le quinte”  degli autori dott.Andrea Meneghini e dott.Giuseppe Di Napoli.

Con quella di Esselunga, infatti, continua la pubblicazione dei Libri di GDONews che da inizio anno esamina in profondità le performance dei Leader del mondo Retail portando a conoscenza dei più dello stato dell'essere economico-finanziario dei Player della GDO, esaminandone i Bilanci degli ultimi 5 anni e spiegano al lettore le strategie commerciali e la loro storia. A differenza dei precedenti Libri pubblicati, ogni settimana vengono pubblicati due capitoli del libro, uno per autore, che trattano temi molto diversi: Andrea Meneghini si occupa della parte storica e commerciale e Giuseppe Di Napoli della parte finanziaria. Gli articoli sono riservati ai soli abbonati alla rivista. A Dicembre verrà, invece, pubblicato il libro che, in aggiunta ai capitoli pubblicati su questo portale, sarà dotato anche di ulteriori grafici a supporto dei testi.

(articolo interamente leggibile con grafici a supporto per gli abbonati)

 

Parte Terza

 

Il capodanno 2003 in Esselunga fu festeggiato come tutti gli anni. Lavorando. C’era della tensione nell’aria perché il Bilancio del 2003, si sapeva, avrebbe sofferto rispetto ai precedenti anni, per aggiornamenti strategici: stando a quanto riportato sul sito di Giuseppe Caprotti (www.giuseppecaprotti.it)  infatti 36,4 milioni di euro di premi erano stati contabilizzati nel 2004 ma che, in realtà, erano relativi al 2003. Inoltre vi fu un’altra voce che fece impennare i conti del 2004, ovvero un provento straordinario di 23,9 milioni da “partecipazioni in imprese controllate” – sulla quale , sempre come scritto nel sito sopra citato, Giuseppe Caprotti chiese invano spiegazioni.

Il Settimanale L’Espresso scrive il 4 Giugno 2013, a firma di Luca Piana, “La svolta risale al 9 gennaio 2004. Giuseppe è amministratore delegato da un anno e mezzo. Ha cambiato alcuni manager. Ha aperto ai sindacati. Ha commesso l’errore di rilasciare un’intervista a un settimanale, che l’ha chiamato “Mr Esselunga”. La mattina viene convocata una riunione dei dirigenti nel quartier generale, alle porte di Milano. All’esterno sono parcheggiate quattro Mercedes nere. Ma la riunione non ci sarà: è solo una scusa per assicurarsi che tutti siano presenti. Bernardo chiama Giuseppe e gli comunica che tre dirigenti sono stati licenziati. Il motivo? Tutto è partito sei mesi prima con un report interno di cinque pagine, scritto da un manager della vecchia guardia, ricco di allusioni ma povero di riscontri oggettivi, dove vengono ventilati possibili favoritismi nei confronti di alcuni fornitori. Dalle finestre tutti osservano i tre fatti salire sulle auto nere, uno dopo l’altro. La quarta Mercedes resta vuota. Una scena da processo staliniano. Il giorno dopo Giuseppe va dal padre. «Gli chiedo se l’ultima automobile era per me. Mi risponde, ridendo: “Non ancora”. Dopo qualche settimana la sua segretaria mi suggerisce di prendermi una vacanza. Al rientro vengo parcheggiato in una società esterna. Continuo a chiedere chiarimenti ma non mi viene mai fornita alcuna prova di comportamenti disonesti da parte dei tre dirigenti. Poco dopo leggo sui giornali che mi ha tolto tutte le deleghe. Da allora non ho più messo piede in azienda», racconta.

La verità sulla vera causa dell’allontanamento del figlio Giuseppe non la saprà mai nessuno, e nemmeno è importante parlando di Esselunga, però questo è stato un evento che è destinato a lasciare, secondo lo scrivente, una ferita che ha portato e porterà ad un destino aziendale completamente diverso rispetto a quello che avrebbe avuto, se il passaggio generazionale si fosse compiuto senza traumi.

Bernado Caprotti è un genio assoluto nel mondo Retail nazionale ed internazionale, la sua storia e la sua azienda parlano per lui. Giuseppe, come abbiamo visto nei precedenti capitoli, è stato un altro genio, più moderno, meno imponente caratterialmente ma un eccezionale visionario e coraggioso in termini manageriali. Il destino si era preparato per regalare moltissimo ad una Famiglia, suddiviso equamente in due generazioni, ma la storia non ha voluto scrivere un epilogo troppo scontato per essere vero.

“Eravamo troppo diversi perché potesse trovare in me quel continuatore docile che avrebbe usato i suoi stessi metodi e fatto i suoi stessi errori. Ma era obbligato ad accettarmi. Ed era un’eccellente ragione per odiarmi”.

Da “Le memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

 

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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