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Tassinari contro l'”ignoranza politica degli economisti di maniera” che osteggiano le liberalizzazioni

In occasione della tavola rotonda tenutasi alla Fiera della Marca di Bologna nei giorni scorsi, Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di Gestione Coop, ha mandato un messaggio chiaro a quella che definisce “ignoranza politica degli economisti di maniera” (qualcuno ci ha visto un riferimento a Confcommercio e Confesercenti) che bollano questa ondata di liberalizzazioni come provvedimenti a favore della gdo, ed in particolare delle Coop rosse, senza vedere quello che è evidente: le liberalizzazioni sono un potente strumento per favorire la ripresa economica.
Tassinari ha ricordato che l’Italia ha avuto un record di produttività nella cosiddetta “golden age”, primi in Europa con un PIL che cresceva a ritmi dell’7%, vantaggio perduto negli anni fino a relegarci oggi a fanalino di coda perché i paesi più evoluti, dal punto di vista economico, hanno si migliorato la produttività del settore industriale, ma l’hanno sviluppata molto di più nel settore dei servizi, che anche in Italia rappresenta il 60% del PIL e nel quale siamo in forte ritardo. Quindi, ha insistito Tassinari, il tema di liberalizzare l’economia del nostro paese per riprendere in termini di produttività l’elemento fondamentale per la crescita del nostro paese non è un favore alla grande distribuzione, ma è un riconoscimento del fatto che le politiche economiche devono sviluppare riforme profonde nel settore dei servizi per recuperare un gap ampliamente riconosciuto. In questo contesto, sottolinea Tassinari, si riconosce il ruolo che la distribuzione moderna può ricoprire nella ripresa economica. Fino ad oggi la distribuzione è stata trattata alla stregua della “Cenerentola” dell’economia italiana, messa sempre in secondo piano rispetto, per esempio, all’industria. Ma in questo 2012, prevede Tassinari, materie prime e costi generali genereranno un grave effetto inflattivo che si attesterà, come già nel 2011, intorno al 3-4%, che sommandosi all’aumento dell’iva del 2% rischia di essere un aggregato esplosivo per il potere d’acquisto delle famiglie, già falcidiato dalle manovre fiscali che si sono succedute negli ultimi tempi. E’ in questo contesto, secondo Tassinari, che la forte crescita della marca commerciale dimostra come la distribuzione da un lato, insieme ai propri partner, sia un grande volano anche per la ripresa dell’industria, e dall’altro favorisca i consumi mantenendo qualità e prezzi competitivi, che i consumatori premiano.
Nell’ambito dei farmaci, ricorda Tassinari, abbiamo dimostrato che la liberalizzazione ha generato un risparmio attorno al 20% per i consumatori, ha incrementato gli investimenti e ha aumentato l’occupazione qualificata dei giovani farmacisti, oltre 300 unita nella grande distribuzione ed oltre 6000 unità nelle parafarmacie. E’ evidente, per Tassinari, che aumentando il numero di questo tipo di liberalizzazioni si fa il bene del paese. E’ finito un ciclo, durato un trentennio, di crescita incessante dell’industria e della distribuzione: siamo di fronte ad uno scenario dove il consumo esasperato è finito e dove il consumo si farà più sobrio, intelligente e razionale, più rivolto alla qualità ed alla sostenibilità. La distribuzione deve, secondo Tassinari, cercare risposte a queste nuove richieste del consumatore, ed è chiaro che ci sarà un processo di selezione e che non si può più considerare la distribuzione come settore anticiclico. Questa è la sfida: interpretare, insieme ai partner industriali, le nuove tendenze ed essere capaci di coglierle. C’è bisogno di una nuova visione per uscire da questo momento difficile. La marca commerciale deve acquisire una sua reputazione dando fiducia al consumatore, distinguendo le insegne tra loro, creando un’alternativa alla marca industriale, che non sempre si preoccupa delle difficoltà del consumatore, specie le multinazionali, ma guarda alla propria redditività.

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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