GDO News
19 Commenti

Liberalizzazione orari apertura/1: un Paese troppo vecchio per comprenderle

Forse si è fatto troppo chiasso attorno alla parola “ Liberalizzazioni” e probabilmente il Governo, volendo entrare in un colpo solo, o quasi, su tutti i settori, ha contribuito a fare un po’ di confusione attorno all’argomento. Non entreremo nel merito delle polemiche che stanno divampando in alcuni settori professionali (taxi e albi professionali) ed in questo articolo nemmeno nelle altre liberalizzazioni che possono interessare la GDO, però è necessario fare una riflessione ulteriore sulla liberalizzazione degli orari, anche in conseguenza degli spaventosi episodi che hanno visto in Veneto (regione che dovrebbe comprendere meglio di altre come fare impresa) multare punti di vendita che hanno voluto tenere aperto oltre gli orari tradizionali seguendo l’onda delle norme appena approvate dal Governo (ma non dalla loro regione).

Il tema della liberalizzazione degli orari pare che spaventi un pò tutti, soprattutto il piccolo dettagliante che si vede annichilito dai giganti della distribuzione che, a loro dire, sfrutteranno il loro potere, soprattutto economico, per aprire senza regole tutto il giorno e tutti i giorni, e proprio per questo alcune Regioni hanno messo il loro filtro alla riforma governativa non autorizzando le aperture selvagge. E’ bene spiegare che nei Paesi con economie più avanzate (Inghilterra, Stati Uniti per citarne solo alcuni) l’orario libero dei negozi è una regola acquisita e palese, ma non solo in quelli, nella maggior parte dei Paesi nel mondo non esistono problemi di sorta sul tema. E con questo? Si vuole dire che la grande distribuzione annulla tutto il resto del mercato, che tutto ciò e’ inevitabile e bisogna stare zitti? No assolutamente, Prendiamo l’esempio di “ 7 eleven”: sono tutti negozi affiliati di proprietà di piccoli imprenditori che si legano a quell’insegna e da quella hanno in assortimento una serie di referenze con la libertà di venderne altre senza vincoli, risultato: piccoli punti di vendita rionali che hanno come fiore all’occhiello il mangiare take away (spesso preparato in loco) e prodotti a marchio di insegna, piccoli imprenditori che hanno facilmente trovato una loro dimensione. Ma attenzione, chi non si vuole affiliare, il negozio al dettaglio che ha sempre vissuto in autonomia, lontano dalle logiche del franchising, ha la possibilità di adeguare il proprio lavoro alle reali esigenze dei cittadini di quel territorio dove opera commercialmente: chi lo ha detto che dopo le 19,30 nessuno ha più bisogno di nulla? E’ una colossale sciocchezza imporre orari di apertura e di chiusura, Confcommercio sta sbagliando direzione, non capisce che una “deregulation” in tal senso aumenterebbe le capacità di specializzazione imprenditoriale, ha fatto bene Federdistribuzione ad allontanarsi da quella confederazione. Passiamo a capire se è vero che chi lavora nella Grande Distribuzione potrà solo avere degli svantaggi da questa situazione in termini sindacali. Intanto è bene ricordare che qualche tempo fa avevamo raccontato il caso di Wal Mart e delle altre catene Retail degli Stati Uniti che il giorno del “Black Friday” avevano deciso di aprire a mezzanotte del giorno del ringraziamento per accelerare sulle vendite natalizie, anzi proprio Wal Mart aveva esagerato spingendo l’orario di apertura alle 22 del giorno stesso del ringraziamento. Che significa? Che loro sono degli schiavi e noi dei ricchi privilegiati e quindi possiamo permetterci di non interpretare in quel modo il mercato? Significa solo che il mondo sta cambiando e se non lo vogliamo capire faremo una brutta fine. Significa che non si arriverà mai all’esempio appena citato, perché siamo profondamente diversi dagli americani, ma ciò non toglie che le regole attuali sono obsolete. In un altro articolo abbiamo raccontato degli orari di Sansbury’s a Londra, che sono modulati a seconda dei giorni della settimana, dove ovviamente è compresa la domenica, e ciò perché le abitudini (e le esigenze) dei consumatori cambiano a seconda delle abitudini giornaliere, e le necessità cambiano se si va a fare la spesa il sabato, o il venerdì o nei gironi feriali della settimana. In definitiva questi esempi vogliono arrivare ad un concetto: la liberalizzazione degli orari è semplicemente la possibilita per chi fa commercio di aggiungere al suo operato un elemento che possa dare alla sua attivita’ una ulteriore differenziazione rispetto alle offerte presenti sul mercato, e questo allo scopo di individuare nuove occasioni di vendita.

Dati dell'autore:
Ha scritto 815 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

19 COMMENTI
  1. rilevatore

    Tutto chiaro, apriremo anche gli uffici pubblici alla domenica pomeriggio ? Anagrafe, ULSS,ospedali , ambulatori, etc etc e le Poste e le banche ? Ed inoltre, in provincia di Bolzano, come facciamo, che già adesso chiudono alle ore 12.00 del sabato per riaprire il lunedì ? Siamo sicuri che in Inghilterra i negozi siano aperti oltre le 18.00 ?

    1. Carlo

      Rilevatore ha ragione! Io supermercato devo stare aperto sempre perchè la gente deve fare la spesa quando gli è più comodo, mentre se devo andare al comune, in banca o all’INPS, devo rispettare i loro ridicoli orari del tipo “9-12”! Va bene il discorso liberalizzazioni, ma almeno i giorni segnati in rosso sul calendario, devono essere rispettati. Trovo profondamente ingiusto strappare i dipendenti di un negozio dalle loro famiglie e dalla vita sociale per esaudire i sogni di gloria di questi giganti della GDO. Qualcuno dirà: “ma ci sono i turni!”, certo! E che turni! Dove lavoro io siamo aperti da luglio tutte le domeniche (quindi un giorno in più) e non hanno assunto nessuno perchè costa troppo! Si fa prima a “spremere” i dipendenti presenti e a farli lavorare un giorno in più! Meditate quindi! C’è anche da dire che la domenica c’è davvero poca gente che fa la spesa, anche perchè non ci sono arrivi di merce e spesso gli scaffali sono mezzi vuoti, in paricolare quelli delle promozioni. Inoltre i prodotti freschi sono tutti avanzi di cio’ che è rimasto in cella da sabato. Quindi, per farla breve, si offre al cliente un negozio poco rifornito e sguarnito di personale con evidenti situazioni di disservizio.

  2. Max

    Un paese troppo vecchio per comprenderlo?Con tutto il rispetto ma chi ha scritto l’articola manca di realismo e di concetti economici di base.

  3. aldo

    Probabilmente leggo le cose male io, ma io non capisco tutta questa discussione, mi spiego, il governo libera l’apertura degli orari dei negozi, cioè saranno i negozianti a decidere, mica è un obbligo.

    Se uno per x motivi non ha interesse ad aprire alla Domenica, di notte, al mattino, lo potrà fare.

    Se poi apre ed i clienti non ci vanno chiude.

    D’altronde nel resto delle imprese, ognuno fa l’orario di lavoro che crede o no?

  4. Max

    X Aldo : la aperture domenicali le possono fare solo le grandi catene.Le aperture a 360 gradi sono
    a vantaggio esclusivo delle multinazionali ed a discapito della piccola impresa.
    Inoltre con una societa’-farwest non si andra’ avanti, occorrono regole.

  5. rilevatore

    Ma l’unica spinta allo sviluppo deve venire dal commercio ? A me sembra che il resto dell’Italia abbia servizi di 60 anni fa…

  6. KMean

    Non sono italiano, e non so se capisco bene, ma l’ora di chiusura non e alla libera scelta del imprenditore?

  7. Ernesto

    La questione della liberalizzazione è relativa e va in base ai punti di vista e interessi.
    Un privato che gestisce un piccolo supermercato di vicinato, dal lunedì al sabato, deve fare almeno 80 ore settimanali se non fa il continuato …. figuriamoci se dovesse allungare gli orari!
    Per una multinazionale invece che ha molti dipendenti la liberalizzazione degli orari potrebbe essere senza dubbio una possibilità di sfruttare al meglio il personale…. E’ evidente che la liberalizzazione favorirà solo i grandi in grado di sfruttare la manodopera!

  8. Ultimoprezzo.com

    Anche noi di Ultimoprezzo, che da anni segnaliamo le aperture domenicali e straordinarie di tutta Italia sul nostro sito (e siamo, ormia, uno dei punti di riferimento per molti consumatori), abbiamo notato quanto caotica sia diventata la situazione in queste ultime settimane.

    Portiamo la testimoniaza di catene come Bennet e Auchan che di domenica prevedono di tenere aperti quasi tutti i loro punti vendita, Il Gigante che annuncia ufficialmente l’apertura di tutti i supermercati e superstore ogni domenica a tempo indeterminato, mentre Esselunga, dopo una domenica di stop totale, è tornata alla “normalità”, con una manciata di store aperti domenica e il resto chiusi.

    Anche se confidiamo che presto si farà chiarezza, al momento tutto procede a vista, con differenze spesso gigantesche anche nelle stesse zone, con la conseguenza che anche a distanza di pochi chilometri ci si può trovare di fronte ad un’area commerciale aperta totalmente come qualunque giorno feriale e, a pochi metri, un’altra con le serrande completamente abbassate.

  9. aldo

    Max, ma nelle località turistiche in cui i negozi sono quasi sempre aperte alla domenica, ci sono solo centri commerciali?

    Poi se la gente non ci va a comprare alla domenica dove è il problema?

  10. Dott. Andrea Meneghini
    Dott. Andrea Meneghini

    Sapevo che il mio articolo avrebbe creato discussione e forti opposizioni alle mie idee. Andiamo per ordine:
    Per Rilevatore:https://www.gdonews.it/2011/09/idee-per-superare-la-crisi-gli-orari-di-sainsbury%E2%80%99s.html in questo articolo avevamo parlato degli orari di Sainsbury’s. Avete letto il commento del nostro simpatico lettore straniero? All’estero, Nord america, Sud america, Asia è normale pensare esattamente come ha pensato il nostro lettore. Il lettore Max ritiene tutto ciò inconcepibile e valuta parziale il mio ragionamento, però io sono convinto, al contrario di lui, che abbiamo vissuto nell’oro sino ad oggi ( tutta l’Europa ha vissuto nell’oro) ed è arrivato il momento di fare un cambio epocale. Quelle società ( BRIC ad esempio) che sono oggi competitive e ci stanno superando lo stanno facendo con armi e mezzi a noi sconosciuti. Se ci arrocchiamo nei diritti acquisiti dai lavoratori o dalle nostre idee nel corso degli ultimi 50 anni la nostra morte economica ci accoglierà a braccia aperte.

  11. operatore

    sono un opreratore della gdo (affiliato 1 pdv)con 22 anni di esperienza
    noi pultroppo con l’arrivo dei centri commerciali e dei grossi gruppi della gdo nella nostra zona sono anni che facciamo sia l’orario continuato che le aperture domenicali
    e dati alla mano abbiamo avuto solo un aumento dei costi (personale,logistica, energia)e riduzzione dei nostri margini che oggi sono all’osso senza nessun incremento delle vendtite pultroppo posso solo dire una cosa cosi facendo il governo fara in modo che i piccoli chiudano solo a favore dei grossi gruppi che sfruttano il personale e smantellando l’intero sistema locale del commercio.

  12. Mauro

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Carlo e da operatore…

  13. gianni

    I consumi non aumenteranno con l’estensione degli orari, ma si sposteranno dal commercio “debole” a quello “forte” e non è certo il consumismo la risposta giusta alla crisi.
    Lo shopping domenicale non è un bene assoluto, un elemento di liberazione dell’uomo che finalmente può consumare quando vuole, come invece qualcuno ci vuole far credere.
    Ma se fare shopping è un servizio essenziale da garantire 365 giorni all’anno, allora per servizio devono essere aperti anche gli uffici pubblici, le banche, la posta, i medici di base.
    Invito poi chi dice che i lavoratori del commercio possono comunque riposare in giorno diverso dalla domenica, a provare a fare il proprio riposo settimanale di lunedì anziché la domenica (giorno in cui tutti i suoi affetti sono in festa), e sentire poi che ne pensa.
    Si rispetti anche chi non vuole scimmiottare l’american-life e il fast-life, ma che vuole uno stile di vita più lento, più adeguato ai tempi dell’uomo e delle relazioni sociali.
    È poiché la crisi in atto è la conseguenza di questo sistema consumistico e decadente di valori, ritengo che nelle domeniche e nelle feste si devono “consumare” soprattutto i beni relazionali tra le persone, prima ancora che quelli materiali.

  14. mario

    unicoop fi ha organizzato la terza domenica di ogni mese visite culturali nelle localita delle sette province in cui opera meno consumismo e piu cultura forse ci faranno uscire da questa crisi di sistema un esempio barilla prevede nei prossimi sei mesicali di vendita nel settore pastine biscotti e affini del 35% da fonte sindacale

  15. frodo

    sarà l’ennesima buona scusa per fare un pò di cassa integrazione ad ufo……imparerà la prox volta ann scaricare sul pubblico le assurdità combinate in campo finaziario e nn …..i miei clienti ancora ricordano con orroreil 2007-2008 con i prezzi quasi raddoppiati…….ora vada a afre lo splendido…..io da allora nn ho mai + acquistato barilla……e continuerò così

  16. emanuele

    ma nessuno di questi economisti parla del disagio dei dipendenti e delle loro famiglie? si parla tanto di educazione da impartire ai propri figli da parte dei genitori e si obbliga questi ultimi a stare fuori da casa il sabato e la domenica: e quando li vedono i figli? tutto per andare ad acquistare generi di non prima necessità (ad esclusione dei farmaci) mentre altri servizi indispensabili chiudono alle 13 ed il sabato e la domenica.
    Si vuole liberalizzare l’orario? è indispensabile assumere dipendenti, fare turni che permettano e garantiscono una corretta vita socio-famigliare a tutti (es. 2 week-end a casa e 2 al lavoro): ma ovviamente visto che sono costi aggiuntivi non è una strada percorribile. Vorrei che approva tale manovra mi spiegasse come si fa a seguire i propri figli il sabato e la domenica se si è costretti a lavorare tutto il girono. chi è cocnorde con questa manovra è sicuramente qualcuno che non vive sulla propria pelle i disagi che questa riforma sta creando

  17. Francesco

    Secondo me, e non sono nè ero piccolo commerciante, la GDO è un cancro che viene fatto proliferare per motivi di pastette con i Comuni su ICI e oneri di urbanizzazione, speculazione fondiaria, sostanzialmente, che fa comodo allo Stato perché trasforma il dettagliante che fa di tutto per restare un po’ in ombra rispetto al fisco con un semischiavo dipendente con le trattenute in busta paga. Ed è l’emblema di un mondo disgustoso:-macchina-lavoro-casa-supermercato-produci-consuma-crepa.Senza contare l’Italia che presentiamo ai turisti: capannoni-villette-centri commerciali e tangenziali e Centri cittadini abbandonati al degrado. Ma all’estensore sembrerà una meravigliosa e desiderabile modernità.

  18. laura

    Lavoro da 22 anni nella GDO e penso che la liberalizzazione serva solo a fomentare odio verso chi ti obbliga a lavorare gratuitamente di domenica mentre la tua famiglia e’ a casa che ti aspetta…Gratuitamente perche’ x non pagarti gli straordinari,ti costringono a scalare le ore durante la settimana per arrivare alle famose 38 ore compresa la domenica…chiedo a voi—e’ giusto???E questo doveva essere l’anno della famiglia!!!provate a spiegare ai vs figli perche’ la mamma deve lavorare anche la domenica…..

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su