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	<title>GDO News</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Si chiama AICUBE</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella settimana in cui avevamo anticipato la notizia è arrivata la conferma attraverso un comunicato stampa: Interdis e Pam – Panorama hanno siglato un accordo strategico della durata di 5 anni. Non si tratta propriamente di una mera Supercentrale, afferma Arturo Bastianello Presidente del Gruppo Pam che spiega nel comunicato “L’accordo con Interdis nasce dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella settimana in cui avevamo anticipato la notizia è arrivata la conferma attraverso un comunicato stampa: Interdis e Pam – Panorama hanno siglato un accordo strategico della durata di 5 anni. Non si tratta propriamente di una mera Supercentrale, afferma Arturo Bastianello Presidente del Gruppo Pam che spiega nel comunicato “L’accordo con Interdis nasce dalla considerazione che il futuro non è più nelle supercentrali d’acquisto dove l’unico obiettivo era la mera somma di fatturati, ma dalla consapevolezza che solo la creazione di una piattaforma comune per la condivisione di know-how, di esperienze e di best practices può portare reale valore aggiunto al nostro cliente, le cui aspettative ed esigenze evolvono con sempre maggiore velocità. Aicube nasce per questo.” Ecco il nome: AICUBE!!</p>
<p>rete complessiva : 2100 tra supermercati, ipermercati e superette</p>
<p>area geografica coperta: tutto il territorio nazionale</p>
<p>superficie di vendita : 1.007.261 mq</p>
<p>fatturato al consumo : 5,7 miliardi di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiere di Parma ( Cibus) e Koelnmesse ( Anuga) insieme per creare la più grande Fiera Alimentare al mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso di una conferenza stampa tenutasi qualche giorno fa a Colonia (Germania), all’interno del Salone del dolciario “ISM” è stata annunciata l’alleanza strategica tra Koelnmesse (organizzatrice della più grande fiera alimentare del mondo, Anuga) e Fiere di Parma insieme a Federalimentare/Confindustria (Federazione italiana delle industria alimentari), questi ultimi co-organizzatori di Cibus, la più grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/02/anuga.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5034" title="anuga" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/02/anuga.jpg" alt="" width="224" height="81" /></a>Nel corso di una conferenza stampa tenutasi qualche giorno fa a Colonia (Germania), all’interno del Salone del dolciario “ISM” è stata annunciata l’alleanza strategica tra Koelnmesse (organizzatrice della più grande fiera alimentare del mondo, Anuga) e Fiere di Parma insieme a Federalimentare/Confindustria (Federazione italiana delle industria alimentari), questi ultimi co-organizzatori di Cibus, la più grande esposizione di prodotti made in italy al mondo. “L’alleanza di Koelnmesse con Fiere Di Parma e Federalimentare è rilevante – ha dichiarato Peter Grothues, Vice Presidente Food Tech &amp; Enviroment della Koelnmesse – perché consente di coordinare nuovi progetti fieristici all’estero creando una piattaforma abilitante per aprirsi a nuovi mercati quali l’Asia ed il Medio Oriente”. “Abbiamo già lanciato una prima, nuova iniziativa con il supporto di Federalimentare e di Fiere di parma, chiamata ‘Gusto Italia’ – ha dichiarato Thomas Rosolia, Ceo di Koelnmesse Italia. Questo nuovo progetto consentirà alle aziende alimentari italiane di esporre a Colonia, in Germania, dal 24 al 26 giugno 2012, in una vetrina espositiva totalmente italiana che si rivolgerà ad un target specializzato ed altamente selezionato di buyers provenienti da Paesi di lingua tedesca”.All’accordo triangolare partecipa Federalimentare, che vede in questo accordo l’occasione per fortificare, promuovere ed incentivare il food made in Italy a livello internazionale, che nel 2011 ha raggiunto 127 miliardi di euro di fatturato e 24 miliardi di euro di esportazione, come ha sottolineato Annibale Pancrazio, Vice Presidente di Federalimentare, nel suo intervento alla conferenza stampa di Colonia: “L’alleanza tra le due manifestazioni fieristiche europee del settore alimentare, Cibus ed Anuga, mira a costituire un punto di riferimento unico ed autorevole per la promozione, a livello internazionale, delle aziende del settore. Questa collaborazione vuole e deve essere un sinonimo di garanzia per le aspettative delle imprese alimentari italiane e le esigenze dei buyer stranieri che troveranno nelle partecipazioni a marchio congiunto CIBUS e ANUGA tutta l’eccellenza dell’industria alimentare italiana e la lunga esperienza di due marchi ormai storici che, finalmente, mettono a sistema le reciproche competenze”. Gli obiettivi dell’intesa tra Koelnmesse, Fiere di Parma e Federalimentare sono stati illustrati da Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma: “Essendo entrambe soggetti leader, ma non concorrenziali per calendario e posizionamento, Cibus e Anuga con il contributo di Federalimentare non solo si confermeranno gli appuntamenti di riferimento rispettivamente negli anni pari e in quelli dispari, ma aiuteranno le imprese alimentari italiane a selezionare e gestire le proprie partecipazioni fieristiche anche nei paesi emergenti. Da un lato abbiamo, infatti, costituito una cabina di regia per gestire, prima, durante e dopo le nostre rispettive fiere, relazioni e appuntamenti con i buyers dei diversi paesi obiettivo del Food Made in Italy: Germania ed Europa dell’Est, Giappone, USA e ASIA. Dall’altro, proprio nella prospettiva a breve del nuovo grande mercato unico del Sud Est Asiatico (ASEAN), stiamo lavorando insieme per una grande collettiva firmata Anuga&amp;Cibus al Thaifex,la fiera alimentare in Thailandia evento leader dell’Area, nel maggio 2013”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La GDO nel sociale: la fondazione Megamark</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Supermercati]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Megamark, in collaborazione con i supermercati A&#38;O, Dok, Famila e Iperfamila, ha bandito un concorso, con il patrocinio di Regione Puglia e assessorato al Welfare, finalizzato a sostenere iniziative di responsabilità sociale da realizzare in Puglia nel 2012. Nello specifico, ha stanziato centomila euro per finanziare uno o più progetti di portata regionale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/02/fondazione-megamark.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5030" title="fondazione megamark" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/02/fondazione-megamark.jpg" alt="" width="147" height="68" /></a>La Fondazione Megamark, in collaborazione con i supermercati A&amp;O, Dok, Famila e Iperfamila, ha bandito un concorso, con il patrocinio di Regione Puglia e assessorato al Welfare, finalizzato a sostenere iniziative di responsabilità sociale da realizzare in Puglia nel 2012. Nello specifico, ha stanziato centomila euro per finanziare uno o più progetti di portata regionale, provinciale o comunale. Il bando di concorso, denominato “orizzonti Solidali” è rivolto ad associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale e Onlus pugliesi che potranno presentare, entro il prossimo 29 febbraio, progetti in uno dei quattro ambiti di intervento previsti: 1) assistenza sociale, con iniziative a sostegno di persone in condizione di disagio; 2) sanità, con progetti di assistenza sussidiaria delle strutture sanitarie pubbliche; 3) ambiente, con programmi di educazione e informazione ambientale, sviluppo sostenibile e arredo urbano; 4) cultura, con attività volte a favorire la promozione dell’arte e della cultura soprattutto nei confronti di pubblici appartenenti a contesti socioculturali emarginati.</p>
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		<title>Despar: Alco, Cannillo, Viale, Gicap ed Ergon entrano ufficialmente</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>

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		<description><![CDATA[Come GDONews aveva anticipato lunedì, Despar Servizi oggi annuncia l’ingresso nel Consorzio delle società L’Alco, Cannillo, Viale, Gicap, Ergon e porta così il suo fatturato complessivo a 5,4 miliardi di euro (+ 20%), i punti vendita a 2.000 (+21 %) e la presenza territoriale ad espandersi in Lombardia (L’Alco), Puglia (Cannillo), Piemonte (Viale), Sicilia (Ergon e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-2669" title="despar_logo" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/02/despar_logo.jpg" alt="" width="275" height="177" />Come <a href="http://www.gdonews.it/2012/01/interdis-e-pam-accordo-la-nuova-despar-leader-in-meridione.html">GDONews aveva anticipato lunedì</a>, Despar Servizi oggi annuncia l’ingresso nel Consorzio delle società L’Alco, Cannillo, Viale, Gicap, Ergon e porta così il suo fatturato complessivo a 5,4 miliardi di euro (+ 20%), i punti vendita a 2.000 (+21 %) e la presenza territoriale ad espandersi in Lombardia (L’Alco), Puglia (Cannillo), Piemonte (Viale), Sicilia (Ergon e Gicap).   Antonino Gatto, presidente di Despar Italia e Despar Servizi, commenta: “Diamo il benvenuto ai nuovi soci che entrano in una realtà di grande rilievo: l’Italia occupa una posizione di primo piano all’interno di Spar International, la più grande catena di distribuzione alimentare con oltre 12.000 punti vendita in 34 paesi tra Europa, Africa, Asia e Australia. Il nostro Paese è al secondo posto per fatturato, per numero di punti vendita e per superficie in metri quadri. Questo successo è dovuto alla consolidata validità delle politiche di sviluppo nazionali. Il nostro Gruppo rappresenta la 6° realtà della GDO italiana e, sotto un unico marchio, abbiamo costruito e rafforzato negli anni questa posizione. Siamo cresciuti grazie ad accordi esclusivi e politiche di promozione di carattere nazionale allineate alle sensibilità ed opportunità locali. I nuovi ingressi vanno proprio in questa direzione di sviluppo di realtà locali di successo. In un mercato che mostra segnali di contrazione, come quello della GDO in Italia, la scelta strategica di Despar è stata anche nel 2011 quella di puntare sugli elementi di grande concretezza nella relazione con i clienti: il punto vendita ed i prodotti”.</div>
<div>“Oggi la nostra realtà è diventata un punto di riferimento ed un’opportunità interessante per piccoli e medi gruppi radicati sul proprio territorio di origine e che vogliono fare un ulteriore salto di qualità &#8211; aggiunge Gianluca di Venanzo, Direttore Generale di Despar Servizi e Procuratore di Despar Italia &#8211; Despar vuol dire servizi a valore aggiunto ma anche e soprattutto una forte attenzione agli elementi più importanti della relazione con i clienti. Abbiamo infatti lavorato sui punti vendita, con format innovativi, sui prodotti, con un’offerta private label veramente di ottima qualità a prezzo contenuto, e sulla comunicazione valoriale al consumatore”.  “Oltre al nostro ingresso in Despar Servizi, con quest’operazione per noi molto importante, avviamo un cambio di insegna e presto i nostri 50 punti vendita saranno a tutti gli effetti parte del mondo Despar – sono le parole di Giacomo Conter, proprietario di L’Alco – Con questa scelta rafforziamo la nostra politica commerciale, facendo leva sulla grande struttura di acquisto e di servizio di un gruppo come Despar e ci avviciniamo ancora di più alle esigenze e richieste dei nostri clienti”.  Con questi nuovi ingressi, oltre alla tradizionale gamma dei format dei punti vendita ?negozi di prossimità, supermercati, ipermercati – Despar incrementa (passando da 14 a 23) la presenza nel canale Cash &amp; Carry, un segmento di mercato in crescita.</div>
<div>Come abbiamo scritto questi ingressi in Despar portano nuova linfa al Gruppo che rafforza la sua presenza specialmente al Sud e danno lustro ad una delle insegne storiche del nostro Paese.</div>
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		<title>Sisa risponde alla crisi dei consumi con la pubblicità Televisiva: oggi incontra Gerry Scotty</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>

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		<description><![CDATA[In un comunicato stampa la Sisa comunica che “oggi, lunedì 30 gennaio, Gerry Scotti incontrerà SISA negli studi di Mediaset per la realizzazione di sette nuove telepromozioni dedicate a “1+1”, l’eccezionale offerta che permette, acquistando uno dei prodotti a marchio SISA inclusi nel panel della promozione, di riceverne un secondo in omaggio. Con questo nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/sisa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5003" title="sisa" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/sisa.jpg" alt="" width="136" height="192" /></a>In un comunicato stampa la Sisa comunica che “oggi, lunedì 30 gennaio, Gerry Scotti incontrerà SISA negli studi di Mediaset per la realizzazione di sette nuove telepromozioni dedicate a “1+1”, l’eccezionale offerta che permette, acquistando uno dei prodotti a marchio SISA inclusi nel panel della promozione, di riceverne un secondo in omaggio. Con questo nuovo appuntamento, continua l’esperienza televisiva di SISA: i video annunci in preparazione saranno infatti trasmessi a febbraio nel programma “The Money Drop” di Canale 5, il preserale delle 18.50 condotto dal noto presentatore. Le telepromozioni di “1+1” saranno ambientate nell’ormai familiare “Casa di Gerry”, dove il conduttore descriverà tutta la qualità dei prodotti a marchio SISA e darà risalto a un’offerta “speciale” in vendita contemporaneamente alla telepromozione che, come spiegherà il celebre padrone di casa, stravolgerà le regole della matematica.” La linea di SISA è quindi molto chiara: rilanciare con decisione alla crisi dei consumi attraverso la comunicazione televisiva nazionale. Un atto di coraggio che premia l’insegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Francesco Pugliese, Conad Leclerc: “ E’ possibile superare le Coop”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il Corriere Economia in edicola oggi la sfida tra Coop e Conad per la leadership è aperta. Il piano industriale per i prossimi tre anni di Conad per lo sviluppo prevede un investimento di 770 milioni di euro con un incremento della rete di supermercati di 260 unità sia attraverso acquisizioni sia attraverso nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/pugliese.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4998" title="pugliese" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/pugliese.jpg" alt="" width="161" height="161" /></a>Secondo il Corriere Economia in edicola oggi la sfida tra Coop e Conad per la leadership è aperta. Il piano industriale per i prossimi tre anni di Conad per lo sviluppo prevede un investimento di 770 milioni di euro con un incremento della rete di supermercati di 260 unità sia attraverso acquisizioni sia attraverso nuove aperture. La considerazione del Corriere nasce dal fatto che negli ultimi 5 anni la quota di mercato di Conad è cresciuta del 5,8% arrivando ad un fatturato di 10,2 miliardi contro un incremento di Coop del 2,6% con un fatturato di 13 miliardi. “ Se il nostro passo continuerà ad essere il doppio delle Coop raggiungerle è possibile” ha affermato Francesco Pugliese, Direttore Generale di Conad. La crisi sta coinvolgendo molte insegne, la differenza la fanno quelle che saranno riuscite a rivoluzionare logistica, struttura dei costi e punti di vendita. “ La Grande Distribuzione è in difficoltà per carenza dei margini – spiega ancora Pugliese – e perché è inefficiente. La media dei costi in Europa è del 26%, mentre da noi è del 28%, per questo i Grandi Gruppi Stranieri riescono ad offrire prezzi più bassi del 5%. Ma nela media c’è chi sta al 22% come Esselunga e chi sta al 35%. – ha poi aggiunto &#8211; Prima i guadagni si facevano con lo sviluppo, oggi invece la rete è satura ed i guadagni vanno conquistati sui punti di vendita.” Attraverso una omogeneizzazione degli assortimenti ( taglio del 20% dei brand presenti sugli scaffali) e lo sviluppo della marca commerciale ( incremento a due cifre nell’ultimo anno) che arriva al 20% del fatturato complessivo. Ed in attesa delle liberalizzazioni, situazione che vedrebbe Conad già preparatissima ed in vantaggio rispetto alla concorrenza, la vera sfida sarà la conquista del mercato dei carburanti.</p>
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		<title>Schleker: un dissesto annunciato. E’ fuga degli affiliati in Germania</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dissesto di Schlecker non incontra grandi spiegazioni, non è facile comprendere come sia stato possibile arrivare ad una situazione finanziaria di tal genere per un gruppo così grande, com’è stato possibile non correggere in tempo una situazione debitoria di tali dimensioni? Il format che presidia il Gruppo è e sarà sempre vincente, e l’esaltazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/tienda-Schlecker.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4988" title="tienda-Schlecker" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/tienda-Schlecker.jpg" alt="" width="179" height="134" /></a>Il dissesto di Schlecker non incontra grandi spiegazioni, non è facile comprendere come sia stato possibile arrivare ad una situazione finanziaria di tal genere per un gruppo così grande, com’è stato possibile non correggere in tempo una situazione debitoria di tali dimensioni?</p>
<p>Il format che presidia il Gruppo è e sarà sempre vincente, e l’esaltazione della prossimità, la vendita dell’essenziale sotto casa, il classico Convenience Store. Se si trattasse di catena di Ipermercati la sorpresa, per capirci, sarebbe inferiore, si parlerebbe di un format in crisi il cui cambio implicherebbe costi e cambi di strategie non proponibili. Venticinque anni fa la catena “7eleven” passò di mano dagli americani ai giapponesi per una forte crisi che scosse il Gruppo, si trattava di Convenience Store anche il quel caso, ma il motivo del dissesto era stato di tipo finanziario per speculazioni in Borsa, non aveva a che fare con la gestione caratteristica. Qui la situazione è differente. In ogni caso la mossa della dichiarazione di insolvenza per ottenere aiuti dallo Stato e rimanere a galla segue le notizie che si rincorrono da tempo: quella di un Gruppo in cui bilanci, negli ultimi anni, non sono in linea con le aspettative del management e della famiglia proprietaria. La stampa tedesca non ha mai risparmiato da critiche la catena per le condizioni di lavoro al limite del consentito dalla legge con paghe estremamente basse. Lo scorso anno aveva accusato una flessione delle vendite per un totale di 650 milioni di euro, circa un -10% sull’anno precedente. I fornitori, alla dichiarazione di “stato di insolvenza”, pare abbiano sospeso le forniture. Il Gruppo, a seguito della dichiarazione resa con un comunicato a mezzo stampa il 20 Gennaio, si è poi preoccupato di chiarire che il piano di salvataggio è in atto ed ha chiesto ai fornitori un accordo per uscire da una situazione di stallo. Intanto centinaia di affiliati al Gruppo stanno bussando le porte all’acerrimo rivale di Schleker, la catena di drogherie Rossman. Anche in Italia potrebbe verificarsi una migrazione a favore di alcuni Retailers, tra cui Acqua e Sapone.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;agroalimentare si pagherà a 60 giorni. E&#8217; la fine di un&#8217;epoca</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il recente decreto Cresci-Italia ha decisamente inciso in un settore strategico per la GDO, l&#8217;agroalimentare, dettando regole che modificheranno i rapporti tra produttori e retailer. L’art. 62, infatti, disciplina in maniera estremamente dettagliata le relazioni commerciali attinenti alla cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. Nell’obiettivo di pareggiare il rapporto tra parti contrattuali che il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2956" title="ortofrutta" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/ortofrutta.jpg" alt="" width="239" height="160" />Il recente decreto Cresci-Italia ha decisamente inciso in un settore strategico per la GDO, l&#8217;agroalimentare, dettando regole che modificheranno i rapporti tra produttori e retailer. L’art. 62, infatti, disciplina in maniera estremamente dettagliata le relazioni commerciali attinenti alla cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. Nell’obiettivo di pareggiare il rapporto tra parti contrattuali che il governo presume su posizioni diverse (grande distribuzione da un lato, e produttori dall’altro) le misure prevedono un riequilibrio tra gli agricoltori e la grande distribuzione. In particolare è stato introdotto l&#8217;obbligo di contratto scritto per tutti i passaggi dal campo alla tavola al fine di evitare che gli operatori impongano di fatto delle transazioni non scritte dove si rinvia il fissaggio del prezzo o del pagamento. Ed è qui la vera rivoluzione: &#8220;da adesso – ha spiegato il ministro &#8211; cambia la disciplina dei termini di pagamento. Negli ultimi anni i soggetti forti tendevano ad allungare di mesi e mesi i pagamenti mettendo in difficoltà agricoltori e imprese di trasformazione. Ora abbiamo fissato il termine di pagamento a 30 giorni per le merci deperibili e a 60 giorni per i prodotti trasformati. Inoltre abbiamo individuato sanzioni per pratiche sleali che imponevano comportamenti extra rispetto ai contratti. Ci sono troppe zone di opacità nella filiera – ha incalzato &#8211; abbiamo bisogno di più trasparenza.&#8221;.<br />
Un altro punto chiave del decreto prevede una forte semplificazione burocratica per i produttori che intendono vendere al dettaglio che con una sola comunicazione potranno avviare l&#8217;attività di vendita diretta dei propri prodotti. Grazie a queste novità, ha commentato il ministro Catania, &#8220;faciliteremo agli agricoltori l’avvio delle attività di vendita diretta, anche fuori dall’azienda agricola, dopo il semplice invio di una comunicazione di inizio attività e semplificheremo i controlli sulle imprese. Con questi provvedimenti compiamo oggi un nuovo passo per rendere più competitivo l’agroalimentare italiano.”<br />
Quello che sorprende è che un provvedimento varato al fine di stimolare la crescita economica tramite liberalizzazioni preveda una rigida e dettagliata disciplina contrattuale. Certo è che le pressioni dei produttori hanno avuto esito nella stesura delle norme, e sicuramente la parte riguardante i tempi di pagamento può essere accolta positivamente, anche se bisognerà vedere nella pratica quanto sarà applicata: la norma non può certo modificare la natura dei rapporti di forza in gioco e spesso quelle che appaiono come condizioni di squilibrio sono l’unico modo per consentire la stipula del contratto, e che quindi chi rischia di farne le spese non saranno tanto le parti contrattualmente “forti”, quanto proprio quelle deboli, che non potranno più avvalersi di forme di flessibilità negoziale finora diffuse per poter comunque concludere l’accordo.<br />
Cosa succederà adesso? Come si comporteranno i produttori? Cercheranno di non perdere l&#8217;occasione o, in una fase cosi critica di mercato, cercheranno ancora accordi &#8220;flessibili&#8221; per mantenere i clienti? La vera domanda è: basta una legge per cambiare abitudini cosi radicate che sono ormai parte integrante delle pianificazioni finanziarie dei gruppi?</p>
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		<title>Mercadona e l’Italia. C’azzecca?</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Le voci secondo cui il gruppo Mercadona sta arrivando in Italia girano da diversi anni, ad ondate, soprattutto accomunate ad una improbabile cessione di Esselunga, ma in questi giorni sembrano prendere una dimensione piu&#8217; vicina alla realta&#8217; e questa volta non vengono accostate ad Esselunga, si parla di acquisizione di un gruppetto con una trentina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/haciendado2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4955" title="haciendado2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/haciendado2.jpg" alt="" width="196" height="114" /></a>Le voci secondo cui il gruppo Mercadona sta arrivando in Italia girano da diversi anni, ad ondate, soprattutto accomunate ad una improbabile cessione di Esselunga, ma in questi giorni sembrano prendere una dimensione piu&#8217; vicina alla realta&#8217; e questa volta non vengono accostate ad Esselunga, si parla di acquisizione di un gruppetto con una trentina di punti di vendita. Sempre secondo alcune fonti ( tra cui anche Dagospia oltre che ad articoli apparsi su El Pais) il gruppo di Valencia sarebbe intenzionato ad aprirsi uno spiraglio nel mercato italiano per capire se può essere affrontato con serietà. Ma noi ci domandiamo: avrebbe successo in Italia l’offerta di Mercadona? E chi sarebbe insidiato dal suo tipo di offerta? Mercadona è un esempio di Retail che poggia sulla massimizzazione delle diverse economie di scala, dalla scelta dei fornitori ( grande concentrazione) ai trasporti; Mercadona ha fatto un suo must del giusto corollario secondo cui la merce deve percorrere il minor tragitto possibile da dove nasce a dove viene venduta. La sua forza deriva dalla fiducia che il consumatore spagnolo ha definitivamente riposto sull’insegna e sull’offerta a marchio d’insegna: tutto ciò che è a marchio Haciendado ( latticini, surgelati, etc.) piuttosto che Stylius ( cura persona) trova la fiducia di 40 milioni di consumatori spagnoli, le Grandi Marche non sono assolutamente protagoniste. Il prezzo, vero every day low price, assieme ad una qualità adeguata al consumatore spagnolo, sono i veri driver del successo del Gruppo di patron Juan Roig. Ma siamo sicuri che il consumatore italiano sia come quello spagnolo? Siamo sicuri che Haciendado e Stylius troveranno il medesimo successo in Italia alla stessa stregua che in Spagna? Noi di GDONews abbiamo alcuni dubbi. Secondo i dati italiani di mercato le insegne che crescono negli ultimi anni sono Conad, Famila oltre ad Agorà ed Esselunga ovvero quelle insegne che hanno nell’offerta dei freschi, della gastronomia e della carne i loro fiori all’occhiello.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/stylius.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4956" title="stylius" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/stylius.jpg" alt="" width="180" height="101" /></a>La cucina italiana è differente da quella spagnola è molto più locale ed i prodotti protagonisti della tavola sono differenti. Mercadona assomiglia, paradossalmente, più al modello Eurospin, ovvero al Discount italiano di qualità. E’ essenziale nelle ambientazioni, i prodotti a marchio ( di fantasia) dominano gli assortimenti e probabilmente superano Eurospin in qualità. Di fatto chi deve preoccuparsi dell’arrivo di Mercadona è in mondo Discount, perché noi abbiamo saputo suddividere nel tempo le due offerte e farle maturare: da un lato quella considerata vincente, dei supermercati dove l’offerta della gastronomia, del pane fresco e della carne è essenziale per il successo della prossimità, poi si è sviluppata l’offerta del discount, che è diversa rispetto al resto del mondo nel medesimo format, anche rispetto al Discount spagnolo, molto più “hard” del nostro. Così Mercadona, che in Spagna è considerato come il Retailer perfetto nel format di prossimità, in Italia assumerebbe le sembianze del miglior discounter, sempre che non decida di arrivare qui creando nuove regole più adatte ai nostri modelli di consumo.</p>
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		<title>Conad fa il pieno: acquisiti Billa e Lombardini. Gli Ipermercati Leclerc passano a 42 unità</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’acquisizione di Billa ( non tutta la rete) è la volta, definitiva, dell’acquisizione di Lombardini nel nord Italia. Pare che dall’accordo siano rimasti esclusi gli Ipermercati che così rimarrebbero sul groppone del gruppo di Dalmine, in ogni caso gli Ipermercati già acquisiti da Lombardini in Sardegna si vanno ad aggiungere a quello ad insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/conad.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4960" title="conad" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2012/01/conad.jpg" alt="" width="197" height="92" /></a>Dopo l’acquisizione di Billa ( non tutta la rete) è la volta, definitiva, dell’acquisizione di Lombardini nel nord Italia. Pare che dall’accordo siano rimasti esclusi gli Ipermercati che così rimarrebbero sul groppone del gruppo di Dalmine, in ogni caso gli Ipermercati già acquisiti da Lombardini in Sardegna si vanno ad aggiungere a quello ad insegna Billa ed in tutto diventano 42 punti vendita Leclerc. Francesco Pugliese, direttore Generale di Conad Leclerc, in una recente dichiarazione era stato chiaro: cresceremo nelle aree 1 e 2. Nell’area 1 il processo si è già compiuto, nell’area 3 anche, siamo in attesa di vedere in area 2 che cosa succederà. La crescita del Gruppo bolognese, compiuta da un lato attraverso le ottime performance di sell out, si completa con processi acquisitori che completano la strategia. Il terreno è minato, il Gruppo Lombardini e quello Billa non erano delle eccellenze nell’offerta ed i loro supermercati non erano considerati dei punti vendita con location straordinarie. Pare che Conad non abbia comprato proprio a buon mercato tutte queste strutture, evidentemente è convinta della propria forza. Sarà curioso vedere all’opera l’insegna su territori dove Esselunga è leader di mercato.</p>
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