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	<title>GDO News &#187; Unioncamere</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Marzo 2010: Istat registra un incremento della GDO</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 22:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vendite, secondo l&#8217;Istat, nel mese di Marzo dell&#8217;anno in corso, ha ottenuto un incremento del 2,9% registrato nel confronto con il mese di marzo 2009 : questo risultato si può scomporre per canale, così si nota che la Grande Distribuzione ha portato un suo incremento  del 4,4%  mentre le delle imprese operanti su piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="Vendite supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="200" height="141" />Le vendite, secondo l&#8217;Istat, nel mese di Marzo dell&#8217;anno in corso, ha ottenuto un incremento del 2,9% registrato nel confronto con il mese di marzo 2009 : questo risultato si può scomporre per canale, così si nota che la Grande Distribuzione ha portato un suo incremento  del 4,4%  mentre le delle imprese operanti su piccole superfici ha limitato il loro incremento al 2%.  Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato una crescita sia per i prodotti alimentari (+4,7%), sia per i prodotti non alimentari (+ 4%). Anche per le imprese operanti su piccole superfici vi sono state variazioni positive sia per le vendite di prodotti alimentari (+1,8%), sia per quelle di prodotti non alimentari (+1,9%). A marzo le imprese al dettaglio hanno dichiarato, in media, 27 giorni di apertura. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 28,1 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 26,3. Con riferimento alla dimensione delle<span id="more-1989"></span> imprese, a marzo il valore delle vendite e&#8217; aumentato, in termini tendenziali, dell&#8217;1,4% nelle imprese fino a 5 addetti, del 2,2% nelle imprese da 6 a 49 addetti e del 4,8% per le imprese con almeno 50 addetti. Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a marzo &#8211; informa l&#8217;Istat &#8211; tutti i gruppi hanno mostrato risultati positivi. Gli aumenti più significativi hanno riguardato i gruppi &#8220;giochi, giocattoli, sport e campeggio&#8221; (+6,4%) e &#8220;supporti magnetici, strumenti musicali&#8221; (+4,1%). Nel primo trimestre del 2010 le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato risultati differenziati per i diversi gruppi. La crescita tendenziale più ampia ha riguardato il gruppo &#8220;supporti magnetici, strumenti musicali&#8221; (+ 4,4%), mentre il calo più marcato è stato registrato dal gruppo &#8220;prodotti farmaceutici&#8221; (-1,6%). [Fonte Radiocor]</p>
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		<title>Vendite Flash Unioncamere: ultimo bimestre 2009 della GDO con numeri positivi</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 15:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultimo bimestre dello scorso anno gli italiani avevano ripreso ad acquistare con assiduita&#8217; nei supermercati. E non solo in quelli di nuova costruzione, ma anche in quelli sotto casa. Lo dimostra l&#8217;ultima rilevazione sulla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), contenuta in Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/vendite-supermercati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="Vendite supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="200" height="141" /></a>Nell’ultimo bimestre dello scorso anno gli italiani avevano ripreso ad acquistare con assiduita&#8217; nei supermercati. E non solo in quelli di nuova costruzione, ma anche in quelli sotto casa. Lo dimostra l&#8217;ultima rilevazione sulla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), contenuta in Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) nella GDO. Nell&#8217;ultimo bimestre 2009, i volumi di vendita sono ancora lievemente aumentati (+2,2%), proseguendo il cammino di risalita gia&#8217; registrato nel precedente bimestre, anche grazie al mantenimento di una politica<span id="more-1701"></span> di contenimento dei prezzi che le imprese della GDO hanno assicurato per tutta la seconda meta&#8217; dell&#8217;anno (-1,0% l&#8217;andamento nel VI bimestre). A beneficiarne, oltre che i consumatori, sono i fatturati (+1,2%) sia degli esercizi di nuova apertura, sia di quelli preesistenti, che vedono consolidarsi la ripresa delle vendite gia&#8217; avviata nel precedente bimestre. I prezzi dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) risulta in linea con quello del bimestre precedente (pari al -1% su base annua). Il risultato e&#8217; l&#8217;esito di un lieve rientro del calo del costo della spesa dei prodotti alimentari e del contemporaneo ampliamento della caduta dei listini non alimentari. Tra i prodotti alimentari, quelli del freddo segnano nel VI bimestre una riduzione della caduta del costo della spesa, che passa dal -3.7% anno su anno del periodo precedente al -1.8% dei mesi piu&#8217; recenti. I contributi piu&#8217; rilevanti rispetto a questa dinamica sono i rincari dei surgelati dolci, che vedono un aumento dei prezzi di oltre l&#8217;11%, delle pizze surgelate (+2.9%) e dei surgelati di pesce (+2.3%). Per la drogheria alimentare emerge nel bimestre una riduzione del costo della spesa pari al -2.7%, un decimo in meno rispetto al risultato del periodo precedente. In territorio negativo si ritrova l&#8217;andamento dei prezzi di prodotti come la pasta di semola (-9.4% anno su anno), l&#8217;olio extravergine di oliva (-6%) e il latte Uht (-4.8%), categorie merceologiche che comunque col passare dei mesi mostrano flessioni gradualmente meno intense. Il reparto del fresco e&#8217; quello che presenta la riduzione del costo della spesa piu&#8217; intenso, pari al -3.9% tendenziale, dal -4% del V bimestre. Fra i prodotti piu&#8217; rappresentativi del reparto che hanno contribuito alla flessione si trovano le mozzarelle (-3.8% tendenziale), lo yogurt funzionale (-5.2%) e il latte fresco (-6.5%). Importante in questi casi potrebbe essere stato il contributo delle promozioni commerciali proposte dalla distribuzione e premiate dai consumatori. A differenza dei reparti precedenti, le bevande registrano un incremento del costo della spesa di circa un punto percentuale.</p>
<p>Spiccano in questo caso i rincari dei vini liquorosi e dei distillati bianchi. Per quanto riguarda i reparti non alimentari, si riducono ulteriormente i prezzi dei prodotti per la cura della casa, la cui dinamica scende dal -0.1% del V bimestre al -1% del VI. In particolare, diminuisce il costo degli accessori da tavola usa e getta, dei prodotti per il trattamento del bucato e dei sacchetti e vaschette alimentari.</p>
<p>Non si puo&#8217; escludere per questi prodotti il prevalere di un effetto di concorrenza associato ad altri formati distributivi, come i discount, che spingono le catene della distribuzione a intensificare le politiche promozionali. Infine, per i prodotti della cura per la persona emerge una stabilizzazione dei prezzi, che variano anche nel VI bimestre del -0.1%. I rincari di saponi per la persona, fissativi e lame e rasoi da uomo tendono ad essere compensati dalla riduzione di prezzo di altri prodotti, come pannolini, deodoranti e bagno/doccia schiuma. Il Sud e&#8217; l&#8217;unica macro-ripartizione a segnare una riduzione del fatturato (-0,8%). Tra le regioni meridionali la forte riduzione registrata in Campania (-4.3%) e&#8217; compensata dall&#8217;andamento pari ma di segno opposto (+4.3%) della Sardegna.</p>
<p>La Sicilia e l&#8217;aggregato regionale Abruzzo e Molise mettono a segno una crescita del fatturato, rispettivamente dell&#8217;1.2% e del 3%. Nell&#8217;aggregato regionale Basilicata e Calabria il giro d&#8217;affari cade invece del -2.7% tendenziale. Al centro, in Umbria il valore delle vendite segna un calo del -1.1% su base annua. Toscana e Marche presentano un fatturato stabile rispetto ai risultati raggiunti nello stesso periodo dello scorso anno. Nel Lazio infine il giro d&#8217;affari complessivo segna un aumento del +1.9%. Nel Nord-Est spicca il risultato dell&#8217;Emilia Romagna che vede aumentare il valore delle vendite del 3% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Meno positivi gli esiti commerciali nelle altre due realta&#8217; dell&#8217;area. Il Veneto infatti evidenzia un fatturato stabile, con un modesta variazione dello 0.2% nel bimestre. In Trentino-Alto Adige invece la dinamica del fatturato assume un valore negativo e si porta al -0.8% su base annua. Infine al Nord-Ovest si rileva il risultato migliore per la Liguria, che mostra una crescita poco sotto i due punti percentuali. In Piemonte e Val d&#8217;Aosta la crescita e&#8217; meno intensa e si assesta a +1.6%. Infine la Lombardia vede aumentare il giro d&#8217;affari dello 0.7%.</p>
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		<title>Vendite Flash Unioncamere ultimo bimestre 2009: vento in poppa alle vendite con possibile 2010 un po’ più amaro</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 00:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tenendosi lontani dal banco surgelati (i cui prezzi sono in aumento) e puntando invece sull&#8217;acquisto, magari in promozione, di prodotti di ampio uso per gli appassionati della dieta mediterranea (pasta, olio extravergine d&#8217;oliva, mozzarelle), gli italiani hanno ripreso ad acquistare con assiduità nei supermercati. E non solo in quelli di nuova costruzione, ma anche in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-841 alignleft" title="vendite-supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="224" height="168" />Tenendosi lontani dal banco surgelati (i cui prezzi sono in aumento) e puntando invece sull&#8217;acquisto, magari in promozione, di prodotti di ampio uso per gli appassionati della dieta mediterranea (pasta, olio extravergine d&#8217;oliva, mozzarelle), gli italiani hanno ripreso ad acquistare con assiduità nei supermercati. E non solo in quelli di nuova costruzione, ma anche in quelli sotto casa. Lo dimostra l&#8217;ultima rilevazione sulla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), contenuta in Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) nella GDO. Nell&#8217;ultimo bimestre 2009, i volumi di vendita sono ancora lievemente aumentati (+2,2%), proseguendo il cammino di risalita già registrato nel precedente bimestre, anche grazie al mantenimento di una politica di contenimento dei prezzi che le imprese della GDO hanno assicurato per tutta la seconda meta&#8217; dell&#8217;anno (-1,0% l&#8217;andamento nel VI bimestre). A beneficiarne, oltre che i consumatori, sono i fatturati (+1,2%) sia degli esercizi di nuova apertura, sia di <span id="more-1655"></span>quelli preesistenti, che vedono consolidarsi la ripresa delle vendite già avviata nel precedente bimestre. I prezzi dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) risulta in linea con quello del bimestre precedente (pari al -1% su base annua). Il risultato e&#8217; l&#8217;esito di un lieve rientro del calo del costo della spesa dei prodotti alimentari e del contemporaneo ampliamento della caduta dei listini non alimentari. Tra i prodotti alimentari, quelli del freddo segnano nel VI bimestre una riduzione della caduta del costo della spesa, che passa dal -3.7% anno su anno del periodo precedente al -1.8% dei mesi più recenti. I contributi più rilevanti rispetto a questa dinamica sono i rincari dei surgelati dolci, che vedono un aumento dei prezzi di oltre l&#8217;11%, delle pizze surgelate (+2.9%) e dei surgelati di pesce (+2.3%). Per la drogheria alimentare emerge nel bimestre una riduzione del costo della spesa pari al -2.7%, un decimo in meno rispetto al risultato del periodo precedente. In territorio negativo si ritrova l&#8217;andamento dei prezzi di prodotti come la pasta di semola (-9.4% anno su anno), l&#8217;olio extravergine di oliva (-6%) e il latte Uht (-4.8%), categorie merceologiche che comunque col passare dei mesi mostrano flessioni gradualmente meno intense.<br />
Il reparto del fresco e&#8217; quello che presenta la riduzione del costo della spesa più intenso, pari al -3.9% tendenziale, dal -4% del V bimestre. Fra i prodotti più rappresentativi del reparto che hanno contribuito alla flessione si trovano le mozzarelle (-3.8% tendenziale), lo yogurt funzionale (-5.2%) e il latte fresco (-6.5%). Importante in questi casi potrebbe essere stato il contributo delle promozioni commerciali proposte dalla distribuzione e premiate dai consumatori. A differenza dei reparti precedenti, le bevande registrano un incremento del costo della spesa di circa un punto percentuale.<br />
Spiccano in questo caso i rincari dei vini liquorosi e dei distillati bianchi. Per quanto riguarda i reparti non alimentari, si riducono ulteriormente i prezzi dei prodotti per la cura della casa, la cui dinamica scende dal -0.1% del V bimestre al -1% del VI. In particolare, diminuisce il costo degli accessori da tavola usa e getta, dei prodotti per il trattamento del bucato e dei sacchetti e vaschette alimentari.<br />
Non si può escludere per questi prodotti il prevalere di un effetto di concorrenza associato ad altri formati distributivi, come i discount, che spingono le catene della distribuzione a intensificare le politiche promozionali. Infine, per i prodotti della cura per la persona emerge una stabilizzazione dei prezzi, che variano anche nel VI bimestre del -0.1%. I rincari di saponi per la persona, fissativi e lame e rasoi da uomo tendono ad essere compensati dalla riduzione di prezzo di altri prodotti, come pannolini, deodoranti e bagno/doccia schiuma. Il Sud e&#8217; l&#8217;unica macro-ripartizione a segnare una riduzione del fatturato (-0,8%). Tra le regioni meridionali la forte riduzione registrata in Campania (-4.3%) e&#8217; compensata dall&#8217;andamento pari ma di segno opposto (+4.3%) della Sardegna.<br />
La Sicilia e l&#8217;aggregato regionale Abruzzo e Molise mettono a segno una crescita del fatturato, rispettivamente dell&#8217;1.2% e del 3%. Nell&#8217;aggregato regionale Basilicata e Calabria il giro d&#8217;affari cade invece del -2.7% tendenziale. Al centro, in Umbria il valore delle vendite segna un calo del -1.1% su base annua. Toscana e Marche presentano un fatturato stabile rispetto ai risultati raggiunti nello stesso periodo dello scorso anno. Nel Lazio infine il giro d&#8217;affari complessivo segna un aumento del +1.9%. Nel Nord-Est spicca il risultato dell&#8217;Emilia Romagna che vede aumentare il valore delle vendite del 3% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Meno positivi gli esiti commerciali nelle altre due realta&#8217; dell&#8217;area. Il Veneto infatti evidenzia un fatturato stabile, con un modesta variazione dello 0.2% nel bimestre. In Trentino-Alto Adige invece la dinamica del fatturato assume un valore negativo e si porta al -0.8% su base annua. Infine al Nord-Ovest si rileva il risultato migliore per la Liguria, che mostra una crescita poco sotto i due punti percentuali. In Piemonte e Val d&#8217;Aosta la crescita e&#8217; meno intensa e si assesta a +1.6%. Infine la Lombardia vede aumentare il giro d&#8217;affari dello 0.7%. Resta da vedere quali, invero, saranno gli esiti delle vendite del primo bimestre 2010, che sembra non aiutino a portare la fiducia dei numeri sopra indicati. Insomma non si parla di ripresa come si auspicava alla fine dello scorso anno, questa tarderà a verificarsi stabilmente, dobbiamo semplicemente essere pronti a gioire ogni volta che il vento delle vendite inizia a soffiare un po’ di più senza illudersi troppo, così come non ci si deve disperare quando la calma inizia un’altra volta a farsi preoccupante. I cicli positivi e negativi saranno molteplici e repentini.</p>
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		<title>Dati delle vendite del IV bimestre 2009 di Unioncamere: ribassi per olio, pasta, latte e derivati</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno e gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del 2009 il trend positivo dei volumi di vendita nella grande distribuzione, grazie a una diminuzione dei prezzi particolarmente sostenuta nei comparti alimentari. Nel complesso, tali andamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-878" title="vendite" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg" alt="" width="200" height="141" />Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno e gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del 2009 il trend positivo dei volumi di vendita nella grande distribuzione, grazie a una diminuzione dei prezzi particolarmente sostenuta nei comparti alimentari. Nel complesso, tali andamenti hanno determinato un sensibile rallentamento nella crescita del fatturato della Grande Distribuzione Organizzata, che si attesta al +2.1% (il valore più basso da inizio anno).<br />
Più nel dettaglio, a luglio e agosto l&#8217;andamento del costo della spesa, già in rallentamento<span id="more-1371"></span> nei mesi precedenti, segna per la prima volta in quest&#8217;anno un valore negativo, con una flessione dei prezzi pari al -0.4% su base annua. Al contempo, le quantità vendute crescono nel bimestre ad un tasso del 2.5%. L&#8217;incremento dei volumi di vendita ha riguardato essenzialmente gli esercizi di nuovo insediamento (stabilmente sopra il 3% tendenziale), a fronte di una caduta &#8211; sia pur meno pronunciata &#8211; dei volumi intermediati dalla rete commerciale preesistente (-0.7%).</p>
<p><strong>Il costo della spesa per reparto</strong><br />
Come accennato, il IV bimestre segna il passaggio in territorio negativo della dinamica del costo della spesa relativo al complesso dei prodotti del Largo Consumo Confezionato. La flessione di circa mezzo punto percentuale è in buona misura legata al comparto dei beni alimentari (-0.8% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno) grazie alla normalizzazione dei prezzi rispetto ai forti rincari evidenziati nel corso del 2008. Le flessioni più ampie sono registrate dai prodotti del freddo, che risultano in calo del 3.2% tendenziale. Per il reparto del fresco la caduta dei prezzi è del 2.5%.<br />
All&#8217;interno dei reparti alimentari, le categorie di prodotti che hanno maggiormente contribuito alla flessione sono gelati in vaschetta, piatti surgelati pronti in meno di 10 minuti, gelati multipack, per quanto riguarda il reparto del freddo. Tra i prodotti freschi, le riduzioni di prezzo più rilevanti si hanno per yogurt funzionale, latte fresco e mozzarelle, ma si registrano flessioni ancor più consistenti per latte Uht, pasta di semola, olio extra-vergine di oliva. Le indicazioni più recenti evidenziano che la tendenza si sta estendendo anche ad altri prodotti, come la drogheria alimentare, i cui prezzi flettono dello 0.6% su base annua. Anche per le bevande si profila un percorso di rallentamento dei prezzi: contribuiscono alla decelerazione l&#8217;acqua non gassata, il vino Igt italiano e le bevande a base di frutta.<br />
Tra i reparti non alimentari è evidente il rallentamento rispetto al III bimestre. L&#8217;andamento del costo della spesa dei prodotti per la cura della casa passa dal 2.2% allo 0.5% annuo del periodo più recente, mentre risulta addirittura negativa la dinamica dei prezzi della cura della persona, che si porta al -0.3% rispetto all&#8217;1.2% del bimestre precedente.</p>
<p><strong>Andamento del fatturato per regione</strong><br />
Nel IV bimestre del 2009 si registra una sostanziale stabilità del giro d&#8217;affari complessivo della GDO, che si attesta all&#8217;1.5% tendenziale rispetto all&#8217;1.6% evidenziato nella prima metà dell&#8217;anno. Tale dinamica deriva tuttavia da un rallentamento del fatturato dei prodotti del LCC (+2.1% nel periodo luglio-agosto contro il +2.5% del primo semestre dell&#8217;anno), in gran parte bilanciato da una più contenuta flessione del valore delle vendite dei prodotti non alimentari (-1.3% rispetto a -2.4%).<br />
Il miglior risultato si ha al Centro, dove il fatturato aumenta a ritmi più intensi, con un tasso di crescita del 2.2%. In quest&#8217;area spicca il Lazio, che fa registrare il maggior dinamismo in termini di giro d&#8217;affari (+3.9%). All&#8217;opposto, sono il Sud e le Isole ad apparire più in affanno, con un tasso di incremento del fatturato più contenuto, che si assesta al 0.8%. Nel dettaglio, la Sardegna presenta un incremento del giro d&#8217;affari pari al 4.2%, il più elevato del bimestre, e in deciso miglioramento rispetto alla prima parte dell&#8217;anno. I reparti del LCC aumentano il valore delle vendite di quasi il 5% su base annua mentre gli altri reparti non alimentari subiscono un incremento dell&#8217;1.5%. L&#8217;aggregato regionale Basilicata e Calabria rappresenta invece l&#8217;unico caso di performance negativa nel bimestre, con un giro d&#8217;affari che si contrae del 3.6%. Infine, la Campania sembra stabilizzarsi intorno ai valori di fatturato dello scorso anno.<br />
Al Nord-ovest la Liguria si distingue per una variazione del fatturato pari al 3.7%, mentre una crescita inferiore si ha in Lombardia e nell&#8217;aggregato regionale Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, rispettivamente all&#8217;1.1% e 1.6% tendenziale. Infine, tra le regioni del Nord-est si passa dal 3.5% su base annua del Trentino Alto Adige, al 2.6% dell&#8217;Emilia Romagna, allo 0.2% del Veneto.</p>
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		<title>Dati delle vendite del II bimestre 2009 di Unioncamere: i consumi sono in leggera crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 22:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="Vendite supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="200" height="141" />Come vanno le vendite? Unioncamere nel suo solito rapporto ci fa notare le seguenti situazioni: in generale anche nel II bimestre 2009 si nota una lieve ripresa delle vendite (+2,5%) anche se meno accentuata rispetto al I bimestre (+2,8%), ma il dato interessante è determinato dall&#8217;incremento delle quantità acquistate, ovvero dalla performance dei volumi. Nel dettaglio l&#8217;andamento delle vendite del Largo Consumo Confezionato (che comprende i reparti drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) è determinato essenzialmente da una più contenuta dinamica dei prezzi, che nel bimestre crescono dell&#8217;1,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, oltre due punti in meno in confronto al dato medio del 2008 (+4,0%) e decisamente inferiore anche rispetto al I bimestre di quest&#8217;anno (+3.5%). A guadagnarci sono le famiglie consumatrici, che aumentano infatti le quantità acquistate dello 0,5%, in controtendenza rispetto al I bimestre (-0,7% la riduzione dei volumi del periodo). Malgrado l&#8217;incremento dei prezzi non evidenzi significative differenze nelle diverse aree geografiche, decisamente meno omogenea è la situazione sul versante dei volumi. Le famiglie meridionali, infatti, limitano le spese, tanto che l&#8217;indicatore dei volumi segna un -1,4% nel II bimestre del 2009. Le regioni meridionali che presentano le maggiori riduzioni delle vendite dei prodotti del Largo consumo confezionato sono la Basilicata e Calabria (-5,9%) e la Campania (-2,6%). Un segno meno accompagna anche i volumi della Sardegna (-0,8%) e della Puglia (-0,5%). Diversa la situazione in Abruzzo e Molise (+2,6%) e in Sicilia (+1,9%) che superano la media nazionale, anche se bisogna dire che l&#8217;isola sicula ha una numerica di PdV superiore in modo evidente rispetto all&#8217;anno passato. Forte la variabilità dei contesti regionali anche se si analizzano le vendite complessive della GDO. Emerge nuovamente la dualità sia tra Centro-Nord e Mezzogiorno sia all&#8217;interno della stessa area meridionale, nella quale convivono regioni che fanno registrare le più ampie perdite di fatturato (Basilicata e Calabria, con una flessione del -4.3%) e altre che mettono a segno guadagni superiori al 4% (Abruzzo e Molise). Nel Nord-est le performance spaziano dal +0.5% del Veneto al +4.5% del Trentino Alto Adige. Nord-ovest e Centro sono invece caratterizzati da una maggior vicinanza fra le dinamiche di fatturato delle regioni che le compongono. Unica eccezione è rappresentata, al Nord-ovest, dalla Lombardia, che non riesce a superare nel bimestre il +0.3% anche a causa della predominanza del format Iper che continua a sopravvivere in stato comatoso, mentre Liguria e il Piemonte e Valle d&#8217;Aosta mostrano un incremento del giro d&#8217;affari pari rispettivamente al 2.5% e 2.1%. Al Centro, infine, la dinamica delle vendite oscilla tra il +1.5% registrato in Toscana, dove l&#8217;incremento dei prezzi è meno significativo che altrove e il +3.8% del Lazio. La lieve ripresa dei consumi &#8220;alimenta le speranze che la fine del tunnel della crisi economica sia vicina &#8211; commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello &#8211; Va dato atto alla Grande distribuzione organizzata del ruolo di contenimento dell&#8217;inflazione svolto in questi mesi. Di sicuro, però &#8211; prosegue Dardanello &#8211; la cautela della famiglie meridionali suona come un campanello di allarme, perché rende evidente il dualismo della &#8216;ripartenza&#8217;, con un Nord e un Centro che danno primi segnali positivi ed un Mezzogiorno che fatica a tenere il passo&#8221;. Per questo il presidente di Unioncamere, è &#8220;quanto mai necessarie politiche di sostegno dei redditi e delle famiglie, soprattutto meridionali, per evitare che il divario tra le diverse aree del Paese si accentui ulteriormente&#8221;.</p>
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		<title>Unioncamere: vendite flash sui primi due mesi del 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 20:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[  Nei primi due mesi del 2009 è diminuito il volume degli acquisti effettuati dagli italiani nella grande distribuzione organizzata. Secondo quanto emerge da &#8220;Vendite Flash&#8221;, il bollettino del Centro Studi di Unioncamere, l&#8217;aumento del fatturato, pari al 3,3 per cento su base annua, è riconducibile unicamente alla dinamica dei prezzi, mentre i volumi di [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-878" title="vendite" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg" alt="" width="200" height="141" /></a></p>
<p>Nei primi due mesi del 2009 è diminuito il volume degli acquisti effettuati dagli italiani nella grande distribuzione organizzata. Secondo quanto emerge da &#8220;Vendite Flash&#8221;, il bollettino del Centro Studi di Unioncamere, l&#8217;aumento del fatturato, pari al 3,3 per cento su base annua, è riconducibile unicamente alla dinamica dei prezzi, mentre i volumi di vendita appaiono in flessione dello 0,2 per cento. Questo andamento interessa in particolare gli esercizi di più vecchio insediamento, la cui perdita di volumi, pari al 2,6 per cento su base annua, è bilanciata dalla variazione positiva registrata nelle nuove aperture, che aumentano del 2,4 per cento. Prosegue nel primo trimestre del 2009 la fase di graduale rientro dei costi della pesa per i prodotti del &#8220;largo consumo confezionato&#8221;, il cui aumento del 3,5 per cento è inferiore rispetto al 3,6 per cento del periodo precedente. In particolare registrano rallentamenti i prezzi dei prodotti alimentari, mentre aumenta il costo di bevande, prodotti surgelati e prodotti per la cura degli animali. Il 30% delle famiglie italiane ad inizio anno ha dichiarato di voler risparmiare riducendo i consumi per automobili, abbigliamento, turismo e tempo libero. Una quota inferiore, il 10,6%, ha invece manifestato la volontà di aumentare i propri acquisti. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto &#8220;Unioncamere 2009&#8243;, che sarà presentato a Roma il prossimo 7 maggio nell&#8217;ambito della settima giornata dell&#8217;Economia. Secondo il rapporto il contenimento delle spese interesserà meno il Nord-Ovest ed il Mezzogiorno, dove lo prevedono rispettivamente il 28,8 ed il 29,6 per cento delle famiglie. Più attenti alle spese, invece, nel Nord-Est e nel Centro, dove le famiglie votate al risparmio sono il 30,1 e il 31,7 per cento. Le famiglie hanno però modificato i loro comportamenti di acquisto. Tra l&#8217;inizio del 2008 e i primi mesi del 2009, il 21,6 % acquista più frequentemente che in passato presso supermercati, ipermercati e centri commerciali, ed un 14,9% si rivolge preferibilmente agli hard discount. Il Rapporto di Unioncamere intende raccontare l&#8217;economia reale dal punto di osservazione delle Camere di Commercio e, quest&#8217;anno in particolare, si concentra sui comportamenti che le imprese italiane stanno adottando per fronteggiare la crisi e per tornare competitive sui mercati internazionali, presentando dati inediti sulle prospettive occupazionali del paese, sugli scenari di crescita a livello regionale e provinciale, sui redditi delle famiglie e sul rilancio degli investimenti infrastrutturali.</p>
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		<title>Unioncamere: il primo trimestre del 2009 non inizia così male… anzi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 13:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei primi due mesi del 2009 è diminuito il volume degli acquisti effettuati dagli italiani nella grande distribuzione organizzata. Secondo quanto emerge da &#8220;Vendite Flash&#8221;, il bollettino del Centro studi di Unioncamere, l&#8217;Unione delle camere di commercio, l&#8217;aumento del fatturato, pari al 3,3 per cento su base annua, è riconducibile unicamente alla dinamica dei prezzi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/vendite-supermercati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-841" title="vendite-supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="224" height="168" /></a>Nei primi due mesi del 2009 è diminuito il volume degli acquisti effettuati dagli italiani nella grande distribuzione organizzata. Secondo quanto emerge da &#8220;Vendite Flash&#8221;, il bollettino del Centro studi di Unioncamere, l&#8217;Unione delle camere di commercio, l&#8217;aumento del fatturato, pari al 3,3 per cento su base annua, è riconducibile unicamente alla dinamica dei prezzi, mentre i volumi di vendita appaiono in flessione dello 0,2 per cento. Questo andamento interessa in particolare gli esercizi di più vecchio insediamento, la cui perdita di volumi, pari al 2,6 per cento su base annua, è bilanciata dalla variazione positiva registrata nelle nuove aperture, che aumentano del 2,4 per cento. Prosegue nel primo trimestre del 2009 la fase di graduale rientro dei costi della spesa per i prodotti del &#8220;Largo consumo confezionato&#8221;, il cui aumento del 3,5 per cento è inferiore rispetto al 3,6 per cento del periodo precedente. In particolare registrano rallentamenti i prezzi dei prodotti alimentari, mentre aumenta il costo di bevande, prodotto surgelati e prodotti per la cura degli animali.</p>
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		<title>Unioncamere : negativi i dati di novembre e dicembre 2008</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 23:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati le vendite nei supermercati e negli ipermercati confermano il calo dei consumi anche alimentari. Secondo l&#8217;indagine bimestrale novembre-dicembre 2008 effettuata da Unioncamere, sulla grande distribuzione organizzata, gli acquisti nei punti vendita sono scesi dell&#8217;0,2%, anche se i fatturati, complessivamente, hanno fatto registrare un aumento del 3,5 per cento. Frutto, però, spiegano, unicamente dell&#8217;aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati le vendite nei supermercati e negli ipermercati confermano il calo dei consumi anche alimentari. Secondo l&#8217;indagine bimestrale novembre-dicembre 2008 effettuata da Unioncamere, sulla grande distribuzione organizzata, gli acquisti nei punti vendita sono scesi dell&#8217;0,2%, anche se i fatturati, complessivamente, hanno fatto registrare un aumento del 3,5 per cento. Frutto, però, spiegano, unicamente dell&#8217;aumento dei prezzi dei prodotti (+3,7% rispetto allo stesso periodo 2007). Insomma, il tradizionale incremento delle spese di fine anno non è riuscito a dare vigore alle vendite di iper e supermercati, penalizzate, soprattutto, dall&#8217;incertezza sui tempi della ripresa economica che fa tenere chiuso il portafoglio della spesa alle famiglie italiane o, quanto meno, aperto, ma in modo molto oculato.<a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/vendite-supermercati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-635" title="vendite-supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/vendite-supermercati-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><br />
Tuttavia, secondo il rapporto Unioncamere, i fatturati reggono, anche se non mancano eccezioni, specie al Sud. Sardegna (-0,3%), Basilicata e Calabria (entrambe, –2%), fanno registrare i risultati peggiori. A differenza, invece, della Campania, che segnala il tasso di incremento del fatturato più elevato nel bimestre (pari al 5.3 per cento). Nel complesso, i risultati migliori li fa registrare il Trentino Alto Adige (6,2%), mentre le altre regioni del Nord-Est mostrano tassi di incremento inferiori. Nel Veneto, per esempio, l&#8217;andamento tendenziale è pari all&#8217;1,8%, mentre in Emilia Romagna arriva al 2,6 per cento. La Lombardia, poi, è la regione che registra la minor crescita dell&#8217;aggregato complessivo (+1,6%) del Nord-Ovest. Ma oltre alle performance, più o meno positive, degli esercizi commerciali una buona notizia per i consumatori c&#8217;è. L&#8217;aumento dei prezzi registrato nell&#8217;ultimo bimestre 2008 (+3,7%) è inferiore di un punto rispetto al valore registrato nel bimestre precedente (+4,7 per cento). A diminuire, soprattutto, i prezzi nei reparti alimentari (da +5.2% a +4.1 per cento). Anche se la drogheria mostra, ancora una volta, l&#8217;incremento più elevato, superiore al 6 per cento. Colpa, principalmente, degli aumenti dei prezzi della pasta di semola (+26,6%), degli oli di semi (+24,3%), delle barrette di cioccolato (+7,7%) e dei biscotti (+7,3 per cento). Non mancano, però, prodotti che registrano variazioni negative anche se, spesso, tale performance è più legata alle promozioni commerciali del periodo natalizio che a cali di prezzo veri e propri. In diminuzione, poi, anche i prodotti freschi, con un rallentamento dei prezzi che fa segnare, a fine 2008, +2,1%, rispetto al +4% di settembre-ottobre 2008. In particolare, il costo di prodotti come burro e latte, fra i più rappresentativi del gruppo e che per primi avevano segnato variazioni in aumento, registrano delle diminuzioni (rispettivamente del -3,5% e 0,9 per cento). La crescita dei prezzi delle bevande si mantiene, invece, sopra il 3% tendenziale, con la vetta toccata dal vino comune italiano, che sale oltre il 9 per cento.</p>
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		<title>Unioncamere: leggera contrazione a Luglio-Agosto e rincari considerevoli dei prezzi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[I prezzi &#8221;sempre più bollenti&#8221; hanno fatto scendere i consumi delle famiglie: per la prima volta dopo diversi anni, le vendite della Grande Distribuzione Organizzata hanno subito una flessione dello 0,3% tra luglio e agosto scorsi rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre il costo della spesa è aumentato del 4,8% con punte del 40% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi &#8221;sempre più bollenti&#8221; hanno fatto scendere i consumi delle famiglie: per la prima volta dopo diversi anni, le vendite della Grande Distribuzione Organizzata hanno subito una flessione dello 0,3% tra luglio e agosto scorsi rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre il costo della spesa è aumentato del 4,8% con punte del 40% per la pasta. E&#8217; quanto emerge dalla rilevazione Vendite Flash 4° Bimestre elaborata da Unioncamere. La contrazione delle vendite si fa sentire di più nel Nord-Ovest (-1%) e nel Mezzogiorno (-0,5%), dove peraltro i prezzi registrano un incremento maggiore che nelle altre regioni e per questo fatturati di iper e supermercati comunque tengono (+4,5%). L&#8217;alimentare ha registrato un aumento del costo della spesa del 5,7%. Tra le categorie di prodotti che registrano i maggiori aumenti negli ultimi 12 mesi, come ormai arcinoto, si ritrovano la pasta di semola (+40,1%), gli oli di semi (+37,4%) e i biscotti (7,6%). Altri aumenti rilevanti sono quelli relativi a latte Uht (+10,3%) e mozzarelle (+8,7%). Si contraggono, invece, i prezzi di vendita dei primi piatti pronti (-6,2%), dell&#8217;olio di oliva (-2,9%) e del bagno-doccia schiuma (-1,3%).</p>
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		<title>E’ ufficiale: inflazione e contrazione vendite i mali della GDO italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 15:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento GDO è in questi giorni di attualità anche nelle testate dei giornali e telegiornali nazionali. Il motivo è l&#8217;incremento dei prezzi e la stagnazione delle vendite tra maggio e giugno in iper e supermercati italiani. In effetti l&#8217;origine delle informazioni è la pubblicazione degli ultimi dati del bollettino del centro studi di Unioncamere dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento GDO è in questi giorni di attualità anche nelle testate dei giornali e telegiornali nazionali. Il motivo è l&#8217;incremento dei prezzi e la stagnazione delle vendite tra maggio e giugno in iper e supermercati italiani. In effetti l&#8217;origine delle informazioni è la pubblicazione degli ultimi dati del bollettino del centro studi di Unioncamere dedicato al monitoraggio bimestrale del giro d&#8217;affari della GrandeDistribuzione di tutta Italia. Il bollettino ci informa che c&#8217;è stata una stagnazione delle vendite, aumentate solo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La causa è il «sensibile» innalzamento dei prezzi alla produzione (superiore al 10% nel settore alimentare secondo gli ultimi dati Istat di giugno scorso) e dei costi di trasporto che, sugli scaffali dei supermercati, si sono tradotti in aumenti medi del +4,3%, trainati nel terzo bimestre da alcuni prodotti di base della nostra alimentazione, come pasta, mozzarella, burro, olio di semi e pelati per la salsa di pomodoro, tutti con aumenti a due cifre.<br />
L&#8217;effetto combinato dell&#8217;incremento dei prezzi e del calo delle vendite ha determinato un rallentamento della dinamica del fatturato della Gdo. L&#8217;analisi di Unioncamere ha preso in esame il costo della spesa per reparto: all&#8217;interno dell&#8217;aggregato dei prodotti del largo consumo confezionato (drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) sono gli alimentari a influenzare maggiormente la dinamica del bimestre. Per questo comparto i prezzi alla produzione si sono impennati a causa dell&#8217;aumento delle materie prime e, di conseguenza, il costo della spesa è cresciuto di oltre 5 punti percentuali anno su anno. Fra i reparti, «fresco e drogheria alimentare» si distinguono per l&#8217;entità dei rincari. Per questi comparti, infatti, i tassi di incremento si portano progressivamente su nuovi massimi da inizio anno. In particolare nel terzo bimestre il costo della spesa per la drogheria alimentare ha registrato un aumento del 6,3%; quello dei prodotti freschi ha raggiunto il 6,7%.<br />
Nel reparto del fresco, la crescita più consistente nel bimestre è stata quella del burro, della crescenza e delle mozzarelle di latte vaccino. Nel comparto della drogheria alimentare si segnalano gli incrementi di diverse tipologie di pasta di semola. Anche i prezzi nei restanti reparti alimentari si presentano in accelerazione, pur rimanendo su tassi tendenziali di crescita più vicini ai tre punti percentuali. Per le bevande gli aumenti sono ripresi dopo un periodo di stabilità, portandosi al +2,7% anno su anno. Per il freddo l&#8217;incremento dei prezzi rispetto ad inizio anno, quando si registrava un segno negativo della variazione tendenziale, ha raggiunto in questo bimestre il +3,1%. Il costo della spesa del reparto per la cura della casa è cresciuto dell&#8217;1,0% rispetto al III bimestre 2007. Gli articoli per la cura della persona (+1,1% anno su anno), evidenziano invece un crescente innalzamento nelle dinamiche dei prezzi dall&#8217;inizio del 2008.</p>
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