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	<title>GDO News &#187; Tesco</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Tesco inaugura le vendite tramite realtà aumentata</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 22:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In sei città inglesi Tesco sta sperimentando un’evoluzione dello smart packaging mediando sull’interazione con una proposta in augmented reality dello specialista Kishino. Come funziona il sistema? Al momento il consumatore deve stampare un marcatore Ar sulla propria stampante o usare la ClubCard che deve essere tenuta davanti a una webcam. In futuro la proposta in Ar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4336" title="tesco-ar" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/tesco-ar.png" alt="" width="240" height="154" />In sei città inglesi Tesco sta sperimentando un’evoluzione dello smart packaging mediando sull’interazione con una proposta in augmented reality dello specialista Kishino. Come funziona il sistema? Al momento il consumatore deve stampare un marcatore Ar sulla propria stampante o usare la ClubCard che deve essere tenuta davanti a una webcam. In futuro la proposta in Ar sarà integrata su tutti i cataloghi promozionali. Una volta selezionato il prodotto, il sistema riconosce il codice e immediatamente fa partire la rappresentazione virtuale dell’oggetto su cui si vuole sapere di più. La shopping experience in versione augmented al momento è limited edition: per 10 confezioni di Lego diverse, una serie di Dvd e qualche videogioco. Certo il retailer gioca facile, iniziando a portare nei suoi punti vendita uno smart packaging che già esiste e che ha già un suo pubblico. Lego investe da anni su nuovi concept di imballo, che permettano ai consumatori di immaginarsi in 3D i modellini di mattoncini, a loro modo precursori del pixel. E così fanno alcune società specializzate nell’offerta di soluzioni di entertainment.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/S5QDRoxuHtk" frameborder="0" width="490" height="310"></iframe></p>
<p>&#8220;Grazie all’Ar – dice un portavoce ufficiale – siamo in grado di offrire una rappresentzione realistica e animata di come sono i prodotti all’interno delle confezioni. I consumatori possono interagire con i prodotti e vederne caratteristiche e funzionalità come se i prodotti fossero esposti realmente&#8221;. In questo modo, oltre a solleticare la user experience, si cerca di trovare una strada per evitare il danneggiamento delle confezioni: spesso infatti, la gente per capire com’è fatto un prodotto manomette in malo modo l’imballo compromettendo la vendita. Oppure non compra online perchè non può sondare con mano.<br />
Nelle intenzioni di Tesco, dunque, la volontà di mostrare anche quegli articoli che non si possono esporre, grazie a una modellazione tridimensionale e le tecniche di realtà aumentata.<br />
&#8220;Aiuterà la gente a scegliere più rapidamente anche articoli complessi come i televisori – dicono i responsabili della sperimentazione . L’augmented reality aiuta a dare una percezione più completa e meno effimera dell’immagine sulle confezioni, rendendo più veloce anche l’e-commerce. Il 3D contribuisce a rafforzare una decisione all’acquisto che viene fatta in assoluta autonomia&#8221;.</p>
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		<title>Nei supermercati Tesco è viatato annotarsi i prezzi dei prodotti!</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Patrick Collinson è un giornalista del britannico Guardian che stava conducendo una propria ricerca sui prezzi praticati all&#8217;interno della catena di supermercati Tesco. Mentre si aggirava tra gli scaffali annotandosi i prezzi dei vari prodotti, una guardia giurata gli si è avvicinata intimandogli di smetterla, perché quanto stava facendo era «illegale». «È illegale annotarsi delle cose e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="tesco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/tesco.jpg" alt="" width="204" height="153" />Patrick Collinson è un giornalista del britannico Guardian che stava conducendo una propria ricerca sui prezzi praticati all&#8217;interno della catena di supermercati Tesco. Mentre si aggirava tra gli scaffali annotandosi i prezzi dei vari prodotti, una guardia giurata gli si è avvicinata intimandogli di smetterla, perché quanto stava facendo era «illegale». «È illegale annotarsi delle cose e non si possono nemmeno scattare fotografie. Se vuole controllare i prezzi, porti l&#8217;acquisto alla cassa e lo paghi. Troverà il prezzo sullo scontrino» ha spiegato l&#8217;addetto alla sicurezza, indicando l&#8217;uscita al giornalista.<br />
Mentre discuteva con la guardia è apparso un manager, il quale ha rettificato: certo segnarsi i prezzi non è illegale in senso stretto, ma è contrario alla policy interna del supermercato. Prima di venire cacciato, Collinson è riuscito a fare qualche conto scoprendo, per esempio, che l&#8217;acqua Tesco venduta in confezione da quattro bottiglie costa più della stessa acqua venduta in confezione da tre identiche bottiglie. È una cosa che si scopre più facilmente con<span id="more-3637"></span> matita e taccuino, e che ha spinto il giornalista del Guardian a chiedersi se i prezzi del supermercato siano tanto buoni quanto Tesco afferma, e su che base siano formulate certe &#8220;offerte&#8221;.<br />
In ogni caso, Collinson non ha intenzione di demordere: «La prossima volta dirò i prezzi ad alta voce nel telefonino, che ha un registratore. Nota per chi scrive la policy di Tesco: vietare ai clienti di parlare al telefono».</p>
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		<title>Warren Buffett investe in Tesco</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 21:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Retailer Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Warren Buffett, numero uno di Berkshire Hathaway e uno degli uomini più ricchi del mondo, ha aumentato la propria partecipazione nel colosso britannico delle vendite al dettaglio Tesco. Come riporta il Wall Street Journal, Berkshire ha comprato 34 milioni di titoli, valutati 120 milioni di sterline (185,5 milioni di dollari), incrementando la propria quota dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3692" title="Buffett" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/Buffett.jpg" alt="" width="208" height="155" />Warren Buffett, numero uno di Berkshire Hathaway e uno degli uomini più ricchi del mondo, ha aumentato la propria partecipazione nel colosso britannico delle vendite al dettaglio Tesco. Come riporta il Wall Street Journal, Berkshire ha comprato 34 milioni di titoli, valutati 120 milioni di sterline (185,5 milioni di dollari), incrementando la propria quota dal 3,21 al 3,64%.<br />
Tesco, che si prepara a pubblicare i conti del primo semestre sotto la guida del nuovo amministratore delegato Philip Clarke, è presente anche negli Stati Uniti con 175 punti vendita, concentrati soprattutto in California.<br />
Berkshire è il terzo maggiore investitore della società britannica, dopo la private equity americana Blackrock (al 5,5%) e<span id="more-3691"></span> il colosso britannico dei servizi finanziari Legal and General Investment Management (al 4,01%).</p>
<p>[via America24]</p>
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		<title>Tesco getta la spugna in Giappone: vende tutto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tesco venderà le sue attività in Giappone. &#8220;Avendo compiuto numerosi sforzi in Giappone ci siamo resi conto che non avremmo potuto mettere a segno grandi successi nel Paese&#8221;, ha motivato il Chief Executive Officer Philip Clarke. Il gruppo ha riferito che condurrà nei prossimi mesi un processo di vendita formale. L&#8217;attività in Giappone è la minore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3646" title="tescojp" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/tescojp.jpg" alt="" width="216" height="142" />Tesco venderà le sue attività in Giappone. &#8220;Avendo compiuto numerosi sforzi in Giappone ci siamo resi conto che non avremmo potuto mettere a segno grandi successi nel Paese&#8221;, ha motivato il Chief Executive Officer Philip Clarke. Il gruppo ha riferito che condurrà nei prossimi mesi un processo di vendita formale. L&#8217;attività in Giappone è la minore tra le altre internazionali di Tesco, ha spiegato il gruppo, che gestisce 129 punti vendita minori nell&#8217;area circostante Tokyo. Clarke ha aggiunto che la società è interessata a espandere le sue attività maggiori in Asia, che le offrono un buon ritorno e che sono in continua crescita.<br />
L&#8217;annuncio di Tesco circa l&#8217;intenzione di cedere le attività in Giappone potrebbe costituire il primo passo verso un approccio più realistico nei confronti delle attività oltreoceano.<br />
Tesco ha ammesso di non essere riuscita a conseguire i progressi sperati in Giappone e di voler pertanto<span id="more-3645"></span> abbandonare il mercato del Paese. Questa motivazione è interessante soprattutto se si prende in considerazione il fatto che anche le attività del gruppo negli Usa non assistono a un forte sviluppo.<br />
Secondo Shore Capital l&#8217;annuncio di Tesco circa la cessione delle attività in Giappone è rilevante dal &#8220;punto di vista simbolico e direzionale&#8221;. &#8220;La decisione dovrebbe dare al gruppo il messaggio che il Ceo Philip Clarke cercherà di creare un modello di crescita sostenibile e bilanciato&#8221;, spiega Shore, che accoglie favorevolmente la notizia, pur non considerandola più di tanto una sorpresa. L&#8217;impatto finanziario del ritiro dal Paese dovrebbe essere minimo.</p>
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		<title>Tesco da il nome ad una legge inglese ed inserisce in assortimento&#8230; l&#8217;avvocato</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Accedere ai servizi legali deve essere facile come comprare una scatola di fagioli». Le parole di Bridget Prentice, sottosegretario alla Giustizia britannico, stanno diventando qualcosa di più che un augurio. Da quest&#8217;anno in Gran Bretagna entrano in vigore due misure del Legal service act del 2007, legge conosciuta come &#8220;Tesco law&#8221; che prende il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="tesco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/tesco.jpg" alt="" width="204" height="153" />«Accedere ai servizi legali deve essere facile come comprare una scatola di fagioli». Le parole di Bridget Prentice, sottosegretario alla Giustizia britannico, stanno diventando qualcosa di più che un augurio. Da quest&#8217;anno in Gran Bretagna entrano in vigore due misure del Legal service act del 2007, legge conosciuta come &#8220;Tesco law&#8221; che prende il nome dal colosso dei supermercati e liberalizza il mercato dei servizi legali. Da gennaio anche chi non è avvocato &#8211; quindi un&#8217;impresa &#8211; potrà comprare fino al 25% delle azioni di uno studio legale. E diventa operativo<span id="more-2886"></span> il Legal Services Board, organismo insediatosi nel 2008 che avrà il compito di regolare gli aspetti di un mondo che comprende 108mila solicitor, 15mila barrister, 14mila soggetti abilitati a operazioni come i passaggi di proprietà. Un settore da 23 miliardi di sterline all&#8217;anno.<br />
Così nel 2011 i supermercati potrebbero avere un corner con l&#8217;avvocato-dipendente: latte e preventivo, piatto pronto e parcella, curry e risarcimento danni. Una rivoluzione che la stampa inglese ha ribattezzato Big Bang. Nella pratica però la Tesco law si sta applicando (e facendo digerire) a poco a poco. Che la sensibilità degli avvocati sia uguale un po&#8217; in tutti i posti e l&#8217;accostamento ai fagioli non piaccia neanche nei fori inglesi si capisce dalla cautela con cui David Edmonds, presidente del Legal Services Board, attenua lo slogan della laburista in un&#8217;intervista al Times: «Si tratta di aver più varietà e più scelta», i clienti devono sapere cosa stanno pagando e per cosa: «Devono insomma vedere cosa c&#8217;è dentro la scatola di fagioli». Il cavallo di Troia normativo si chiama struttura di business alternativa (Abs) che permette agli avvocati di offrire servizi legali e non e alle imprese di diventare proprietari di studi che offrono servizi legali. Ai livelli di grandi law firm, il Big Bang è già iniziato: negli ultimi mesi fondi di private equity e fondi pensione hanno dichiarato di voler investire nei grandi studi londinesi.<br />
In Italia &#8211; dove si sta votando la riforma dell&#8217;ordinamento forense che va nella direzione opposta alle liberalizzazioni Bersani 2006 &#8211; si guarda tutto questo da lontano. A dicembre una ventina di managing partner e qualche avvocato ha partecipato a un incontro organizzato dal network legalmarketing.it. Pochi intimi hanno ascoltato le evoluzioni della Tesco Law spiegate da Jonathan Ames, a lungo direttore della rivista di settore Law Gazette. «A caldo abbiamo commentato che siamo molto distanti dal Regno Unito &#8211; dice Leonardo de Leva, direttore marketing dello studio Santa Maria -. A freddo penso che queste novità potrebbero avere effetti anche in Italia: se gli studi anglosassoni hanno nuovi investitori avranno più risorse e potranno aumentare la concorrenza anche qui».</p>
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		<title>Tesco cerca personale in Slovacchia per i supermercati inglesi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla tanto di disoccupazione in Europa e capita che Tesco, a caccia di personale per i propri supermercati in Gran Bretagna, cerchi anche sul continente, perché afferma di non riuscire sempre a coprire i posti vacanti con forza lavoro locale. Lo scrive il quotidiano London Evening Standard. La società, alle indiscrezioni che sta facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1368" title="tesco-self" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/11/tesco-self-300x218.jpg" alt="" width="180" height="131" />Si parla tanto di disoccupazione in Europa e capita che Tesco, a caccia di personale per i propri supermercati in Gran Bretagna, cerchi anche sul continente, perché afferma di non riuscire sempre a coprire i posti vacanti con forza lavoro locale. Lo scrive il quotidiano London Evening Standard. La società, alle indiscrezioni che sta facendo recruitment anche in Slovacchia, Paese dove i salari sono meno di un quinto, avrebbe negato qualsiasi insinuazione di voler cercare manodopera a basso costo, affermando che tutti i nuovi assunti – britannici o no – sono pagati con lo stesso salario.<br />
Tesco offrirebbe tra i bonus anche un aiuto per fare i documenti e l’alloggio, oltre a 12 settimane di formazione per preparare i lavoratori che parlano l’inglese nel Regno Unito a lavorare nei propri negozi. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che «in Tesco cerchiamo sempre di assumere personale dalle comunità locali. Ma, nonostante una campagna di assunzione intensa e la pubblicità data alla cosa, non riusciamo sempre coprire i posti vacanti quindi dobbiamo ampliare la nostra ricerca. È molto più costoso per noi assumere altrove in Europa il personale per il Regno Unito, e questo è un altro motivo per cui lo facciamo solo come ultima risorsa».<br />
In ogni caso, conclude il London Evening Standard, le cifre ufficiali del mese scorso hanno mostrato<span id="more-2731"></span> che la disoccupazione nel Regno Unito è salita di altre 44.000 persone senza lavoro negli ultimi tre mesi del 2010, arrivando a poco meno di 2,5 milioni di disoccupati. I posti vacanti e messi in offerta in Slovacchia sono a Londra, dove la disoccupazione locale è del 6,3%. La catena cerca almeno 238 dipendenti per coprire posizioni in tutta la capitale. La disoccupazione in Slovacchia, nel frattempo, è ferma ad un tasso superiore al 14%, e non accenna per il momento a voler scendere tanto presto.</p>
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		<title>Tesco, terzo trimestre meglio delle attese grazie all&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 21:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le attività internazionali continuano a trainare la performance commerciale del Gruppo britannico, che ha chiuso il terzo trimestre con vendite migliori delle attese. Il colosso inglese della grande distribuzione ha infatti registrato un aumento dell&#8217;8,2% delle vendite del terzo trimestre, comprese quelle di benzina, con la crescita delle sue attività all&#8217;estero, in particolare in Asia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-868" title="tesco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/tesco-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" />Le attività internazionali continuano a trainare la performance commerciale del Gruppo britannico, che ha chiuso il terzo trimestre con vendite migliori delle attese. Il colosso inglese della grande distribuzione ha infatti registrato un aumento dell&#8217;8,2% delle vendite del terzo trimestre, comprese quelle di benzina, con la crescita delle sue attività all&#8217;estero, in particolare in Asia.<br />
La terza azienda al mondo dopo la statunitense Wal-Mart e la francese Carrefour ha visto le vendite internazionali crescere del 15,2% nelle 13 settimane al 27 novembre, spinte dalla forte crescita in Asia, mentre la crescita delle vendite nel Regno Unito è pari al 4,9%, un livello inferiore al +5,3% registrato nel secondo trimestre, comunque numeri di tutto rispetto nell&#8217;attuale contesto economico. Le attività britanniche di Tesco generano due terzi delle vendite e la maggior parte dei suoi profitti e nel terzo trimestre hanno registrato vendite comparabili, comprensive dell&#8217;Iva, ma senza il contributo della commercializzazione dei carburanti, in crescita dell&#8217;1,5% nel terzo trimestre dopo il +1,3% del secondo e il +1,1% del primo.<br />
Il Cfo Laurie Mcilwee ha affermato che la società ha chiuso il terzo trimestre<span id="more-2548"></span> con una crescita delle vendite comparabili, che comprende l&#8217;Iva, ma esclude il combustibile, del 3% e si aspetta nel quarto trimestre una crescita delle vendite same-store in linea con il terzo trimestre. Il Ceo Terry Leahy ha precisato che &#8220;via via che il ritmo di ripresa economica globale aumenta, la nostra strategia su larga scala, combinata con la nostra costante attenzione sui risparmi di produttività, ci permette di mantenere la crescita in modo sostenibile e profittevole&#8221;.</p>
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		<title>Tesco: ritirare la spesa come al fastfood</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 21:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Tesco ha lanciato il suo primo test nazionale sul servizio di drive-thru, riservato a quei consumatori impegnati che vogliono la loro spesa già raccolta e confezionata, ma che non hanno il tempo di aspettare la consegna a casa. Proposto dal team di Tesco.com, il servizio consente ai clienti di caricare la spesa al proprio supermercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="tesco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/tesco.jpg" alt="" width="199" height="134" />Tesco ha lanciato il suo primo test nazionale sul servizio di drive-thru, riservato a quei consumatori impegnati che vogliono la loro spesa già raccolta e confezionata, ma che non hanno il tempo di aspettare la consegna a casa. Proposto dal team di Tesco.com, il servizio consente ai clienti di caricare la spesa al proprio supermercato senza scendere dalla macchina.<br />
“Questo servizio sarà particolarmente apprezzato dalle molte mamme che si trovano a dover accompagnare i figli a scuola e a gestire le loro attività –spiega Laura Wade-Gery, ceo di Tesco.com e Tesco Direct- ma anche da altri target, come i giovani professionisti che possono fermarsi a ritirare la spesa quando tornano a casa o in qualsiasi altro momento”. Il trial è collegato al pdv Tesco Extra Store di Baldock (Hertfordshire) e, se i risultati</p>
<p><span id="more-2434"></span> saranno positivi, potrebbe venire esteso in ulteriori aree.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2436     aligncenter" title="tesco dt1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/10/tesco-dt1-300x193.jpg" alt="" width="384" height="249" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-2437  aligncenter" title="tesco dt2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/10/tesco-dt2-300x165.jpg" alt="" width="385" height="281" /></p>
<p style="text-align: left;">Ecco come funziona: i clienti ordinano i loro acquisti, come al solito sul sito Tesco.com, scegliendo l&#8217;opzione &#8220;Click and Collect&#8221; e prenotando uno slot di ritiro di due ore; all&#8217;interno di questa finestra temporale essi possono ritirare la spesa in qualsiasi momento. Un’apposita area coperta del parcheggio attende i clienti: una volta consegnato allo staff il proprio codice dal finestrino dell’auto, il personale stiva la spesa direttamente nel bagagliaio.<br />
Per il servizio di picking e packing viene applicata una tariffa flat di 2 sterline, invece della tariffa scalare applicata per il servizio di consegna a domicilio per ordini via Internet, che parte da 3 sterline. Il costo del servizio viene aggiunto direttamente sullo scontrino in fase di ordering, così il cliente non deve pagare nulla al momento del ritiro.<br />
Se dopo il test l’iniziativa verrà estesa, Tesco studierà come adattare in futuro i propri punti di vendita per rendere lo shopping drive-thru un servizio di carattere permanente.<br />
Insomma Tesco sempre innovativa. Chissa che qualche gruppo italiano non prenda ispirazione.</p>
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		<title>Tesco e il Viagra a metà prezzo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 22:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Rischia di scoppiare una vera e propria “guerra del Viagra” in Inghilterra, complice la decisione di Tesco di mettere in vendita dal 27 settembre in 300 farmacie in altrettanti punti vendita sparsi in tutto il paese, la “pillolina miracolosa” per l’impotenza maschile a metà prezzo: ovvero, 52 sterline (quasi 62 euro) per 8 pasticche blu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="tesco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/tesco.jpg" alt="" width="204" height="153" />Rischia di scoppiare una vera e propria “guerra del Viagra” in Inghilterra, complice la decisione di Tesco di mettere in vendita dal 27 settembre in 300 farmacie in altrettanti punti vendita sparsi in tutto il paese, la “pillolina miracolosa” per l’impotenza maschile a metà prezzo: ovvero, 52 sterline (quasi 62 euro) per 8 pasticche blu contro le 55 sterline (pari a 65,5 euro) per la confezione da 4 che si pagano, invece, abitualmente da Boots, catena leader in Gran Bretagna nel settore farmacie e bellezza, che da un anno vende direttamente il Viagra senza ricetta medica (il rimedio si trova anche online, in siti non meglio certificati che pubblicizzano anche il “viagra generico”, ovvero senza l’indicazione del nome commerciale e che in Italia sarà in vendita dal 2013).<br />
In pratica, da oggi, i clienti che andranno a fare la spesa nel popolare supermercato inglese (il primo a vendere il farmaco anti impotenza sui propri scaffali), potranno aggiungere nel carrello anche una confezione di Viagra e pagarla direttamente alla cassa, come fosse<span id="more-2328"></span> una confezione di birra o un barattolo di ketchup. «Tesco fornirà il prodotto al costo più basso per coloro che, per svariati motivi, non hanno una ricetta privata del loro medico – ha spiegato al londinese Daily Mail Shona Scott, direttore commerciale dei servizi farmaceutici della catena &#8211; . Fino a questo momento, solo Boots offriva una simile possibilità, anche se te la faceva pagare 55 sterline per sole 4 pillole».<br />
A quanto pare, i farmacisti di Tesco sarebbero già stati catechizzati su come aiutare gli uomini potenzialmente idonei per il Viagra (ovvero, quelli di età compresa fra i 45 e i 60 anni) che dovranno completare un questionario e farsi misurare la pressione arteriosa, il diabete e il colesterolo prima di assicurarsi il prezioso carico blu: nel caso, infatti, venissero riscontrati livelli anomali di tali valori, il farmacista può rifiutare la vendita del farmaco al soggetto in questione ed invitarlo a rivolgersi al suo medico di fiducia.<br />
In Italia, invece, il Viagra è acquistabile solo in farmacia e con la ricetta. «Sarebbe davvero inopportuno che venisse omologato ai prodotti da banco – ha spiegato il professor Pierpaolo Graziotti, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas, sul sito Humanitas Salute – perché capita spesso che il medico richieda un’apposita visita andrologica prima di prescrivere il prodotto. A mio parere, spetta soprattutto al medico di famiglia valutare se sia il caso oppure no di dare il farmaco, perché nessuno meglio di lui conosce la persona e la situazione nel suo complesso».</p>
<p>[Via Il Corriere]</p>
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		<title>Carrefour: dismissioni in Asia e risultati 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 19:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Carrefour ha da pochi giorni iniziato l’asta, che si concluderà a fine anno, per gli asset messi in vendita in Tailandia, Malesia e Singapore, che constano di circa 61 strutture di vendita. L’operazione dovrebbe portare nelle casse del colosso francese circa un miliardo di dollari. Lo riferiscono fonti vicine alla vicenda, citate dal Wall Street [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-844" title="carrefour" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/carrefour-300x201.jpg" alt="" width="240" height="161" />Carrefour ha da pochi giorni iniziato l’asta, che si concluderà a fine anno, per gli asset messi in vendita in Tailandia, Malesia e Singapore, che constano di circa 61 strutture di vendita. L’operazione dovrebbe portare nelle casse del colosso francese circa un miliardo di dollari. Lo riferiscono fonti vicine alla vicenda, citate dal Wall Street Journal. Tra i pretendenti figurano la francese Casino Sa, l&#8217;asiatica Dairy Farm International Holdings e soprattutto la britannica Tesco che mira a consolidare la sua presenza in Asia. Tesco, infatti, è già presente sia in Tailandia (13% di quota di mercato) e in Malesia (10% di quota di mercato).<br />
L’intenzione di Carrefour non è comunque quella di abbandonare i mercati emergenti asiatici.<br />
Il gruppo francese aprirà il suo primo outlet in India per novembre a Nuova Delhi e, al pari della statunitense Wal-Mart, mira a vendere direttamente nel subcontinente ma la normativa locale è molto restrittiva riguardo agli ipermercati di <span id="more-2246"></span>compagnie straniere, salvo quelli di prodotti monomarca. La legge indiana intende infatti tutelare i piccoli commercianti e le botteghe a conduzione familiare. Non avrà quindi vita facile.<br />
In Cina Carrefour ha fatto causa alla catena cinese Anhui Jiale per violazione della concorrenza. La Anhui Jiale avrebbe usurpato il marchio di Carrefour avendo illegalmente usato il logo “Jialefu”, versione cinese di “Carrefour”. Il tribunale ha accettato l&#8217;esposto e il processo, iniziato il 18 agosto, è tuttora in corso. Carrefour ha chiesto alla Corte di ordinare alla Jiale di cambiare il logo e pagare a Carrefour 6 ilioni di yuan come risarcimento danni.<br />
Per quanto riguarda la situazione finanziaria generale, la catena francese è tornata in attivo archiviando il primo semestre con un utile netto di 82 milioni di euro. Nello stesso periodo dell&#8217;anno scorso Carrefour aveva accusato una perdita netta di 54 milioni. Il risultato è però inferiore alle attese degli analisti, che avevano messo in conto un utile di 292 milioni di euro. Il fatturato è cresciuto del 6% a 43,73 miliardi di euro.</p>
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