<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GDO News &#187; Spagna</title>
	<atom:link href="http://www.gdonews.it/categorie/spagna/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gdonews.it</link>
	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 19:22:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Mercadona: i segreti per essere leader</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2011/06/mercadona-i-segreti-per-essere-leader.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2011/06/mercadona-i-segreti-per-essere-leader.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercadona]]></category>
		<category><![CDATA[Retailer Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=3057</guid>
		<description><![CDATA[Un esempio di come a volte più che parlare (mille incontri, dibattiti, governi, associazioni di categoria, leggi)  sia vincente la libera iniziativa anche di un solo retailer, ce lo da il gruppo spagnolo Mercadona, che sta affrontando in maniera lucida e con profitto il problema delle materie prime alimentari. Già nel 2008 Mercadona aveva lanciato un&#8217;iniziativa che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-699" title="mercadona" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/mercadona-300x222.jpg" alt="" width="240" height="178" />Un esempio di come a volte più che parlare (<a href="http://www.agi.it/food/notizie/201106132012-eco-rt10410-agricoltura_romano_a_gdo_nuova_fase_di_dialogo_costruttivo" target="_blank">mille incontri, dibattiti, governi, associazioni di categoria, leggi</a>)  sia vincente la libera iniziativa anche di un solo retailer, ce lo da il gruppo spagnolo Mercadona, che sta affrontando in maniera lucida e con profitto il problema delle materie prime alimentari.<br />
Già nel 2008 Mercadona aveva lanciato un&#8217;iniziativa che è stata uno vero e proprio shock per il settore retail spagnolo, nell&#8217;ambito della sua strategia di offrire il miglior prezzo ai consumatori, rivoluzionando il sistema di imballaggio, di trasporto e logistica per conseguire una riduzione dei costi e massimizzare la redditività dei lineari, migliorando la rotazione dei prodotti. Perseguendo tale obiettivo, il gruppo ha rimosso dagli scaffali<span id="more-3057"></span> più di 400 referenze di marca, 400 della propria marca commerciale e 200 di prodotti deperibili. Con questo provvedimento, l&#8217;azienda ha stabilizzato l’assortimento a circa 8.000 referenze ed oggi il fatturato del gruppo generato dalla propria marca commerciale è oggi pari a circa il 38%, contro il 62% dai brand.<br />
Inizialmente, questa scommessa su una maggiore quota dei propri marchi ha destato critiche da parte dei consumatori, costringendo qualche aggiustamento nella fornitura di prodotti di marca, una politica dettata dalla domanda. In totale, oltre 800 misure per tagliare i costi e mantenere i prezzi ai consumatori.<br />
Il risultato di questa operazione è stato stimato dal gruppo in un risparmio, per i 4,4 milioni clienti dei suoi supermercati, di circa 1.500 milioni di euro nel 2009 e 700 milioni nel 2010, senza incidere sul fatturato della società, che ha continuato a crescere arrivando ad un fatturato di 15.442 milioni nel 2010, mentre l&#8217;utile è salito a 398 milioni.<br />
Oggi, con la crisi che colpisce la domanda di beni di largo consumo <span style="text-decoration: underline;">e la rinuncia del gruppo alla politica delle offerte</span>, Mercadona ha dato un nuovo giro di vite alla sua strategia di risparmi sui costi. Il percorso scelto è stato la proposta ai propri fornitori intermedi della cosiddetta “strategia dei di girasoli” chiedendo forniture stabili nei volumi e nei prezzi delle materie prime alla fonte, possibilmente in Spagna, così come vicino ai suoi centri di trasformazione.<br />
Mercadona non è certo una ONG o un bravo ragazzo. Non regala nulla al produttore alla fonte o l&#8217;industria di trasformazione. La sua strategia per il mantenimento della fiducia dei consumatori e per proseguire nella crescita in volume e profitti è basata sul perseguimento del massimo risparmio sui costi, dal lineare al produttore di materie prime, attraverso l&#8217;industria.<br />
&#8220;La nostra politica di prezzi bassi&#8221;, segnalano fonti del gruppo, &#8220;non può essere toppo dipendente dalle fluttuazioni dei prezzi di mercato, che in alcuni casi sono giustificati, ma altre volte non hanno ragioni oggettive. Con questa iniziativa pretendiamo che la politica applicata ai nostri fornitori del settore alimentare sia trasferita ai produttori in origine.&#8221; Questa politica, che ha già iniziato a dare i suoi frutti nel settore agricolo, sarà applicata anche nel settore della pesca.<br />
Prezzi elevati e la volatilità delle previsioni sono state le due note che hanno caratterizzato negli ultimi anni il comportamento delle materie prime alimentari. Anche se ad oggi non ha raggiunto i livelli della crisi alimentare del 2008, le proiezioni indicano che in futuro continuerà la tendenza al rialzo, dovuta principalmente all&#8217;aumento della domanda dei paesi emergenti ed alla debole crescita dell’offerta, limitata dalla scarsità delle aree di produzione.<br />
Di fronte alle aspettative e alle domande che si aprono nel settore delle materie prime, in futuro, un obiettivo primario di questo programma è quello di evitare l&#8217;attuale volatilità dei prezzi, in alcuni casi dovuta fattori climatici, ma in altri semplicemente a causa di speculazioni da parte di quei soggetti che stanno al margine della produzione. Da questo punto di vista, Mercadona procede <span style="text-decoration: underline;">stimolando i fornitori intermedi a sviluppare una politica di contratti direttamente con agricoltori e allevatori</span>, per fornire sicurezza ad entrambe le parti.<br />
Un secondo obiettivo di questa politica è quello di promuovere, sempre attraverso i fornitori intermedi, una maggiore specializzazione nella produzione agricola. Partendo da un contratto che garantisce all’agricoltore la vendita della propria produzione e all’intermediario continuità della fornitura e prezzo stabile (in sostanza garantendo a tutti la redditività) si finisce col produrre una maggiore efficienza nei costi che si riflette su tutta la filiera.<br />
Un terzo obiettivo di questa strategia è quello di produrre in Spagna tutto ciò che richiede l&#8217;industria di trasformazione e, in ultima analisi, i consumatori. Ci sono materie prime per l&#8217;industria alimentare la cui qualità non è di primaria importanza, di conseguenza, le importazioni sono necessarie. Con questo piano si vuole colmare questo vuoto e coltivare a livello nazionale anche prodotti, richiesta dai consumatori, che oggi non sono coltivati in Spagna. Questo scenario ha già promosso la nuova produzione di colture tropicali e di prodotti ortofrutticoli.<br />
Infine, con lo stesso obiettivo di ridurre i costi, nell’ambito del trasporto il piano prevede che l’approvvigionamento di materie prime sia più vicino possibile alle imprese di trasformazione, partendo dal punto di vista che un km di trasporto via camion costa 1,20 €.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2011/06/mercadona-i-segreti-per-essere-leader.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spagna: i tempi di crisi portano a forti ribassi di prezzi</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/04/spagna-i-tempi-di-crisi-portano-a-forti-ribassi-di-prezzi.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2010/04/spagna-i-tempi-di-crisi-portano-a-forti-ribassi-di-prezzi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 22:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1772</guid>
		<description><![CDATA[In un Paese fortemente segnato dalla crisi economica, si parla addirittura di un possibile collasso economico successivo a quello in atto in Grecia, con un tasso di disoccupazione intorno al 17% con punte del 25% nelle regioni del Sud, la Grande Distribuzione del Paese iberico sta correndo ai ripari. Il Discount è in forte crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-841" title="supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/vendite-supermercati-300x225.jpg" alt="" width="180" height="135" />In un Paese fortemente segnato dalla crisi economica, si parla addirittura di un possibile collasso economico successivo a quello in atto in Grecia, con un tasso di disoccupazione intorno al 17% con punte del 25% nelle regioni del Sud, la Grande Distribuzione del Paese iberico sta correndo ai ripari. Il Discount è in forte crescita (al contrario di Francia ed Italia) ed i gruppi più titolati (Mercadona e Carrefour) si fanno la guerra a colpi di ribassi dei prezzi. L’Osservatorio dei Prezzi del Ministero dell’Industria e Commercio ha pubblicato uno studio che rivela che Mercadona, Leader di mercato, ha abbassato i prezzi del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2009, e sono scesi di un 2,4% rispetto al trimestre precedente riuscendo a mantenerli come i più bassi a livello nazionale. I suoi inseguitori, Alcampo, Carrefour e Carrefour Express hanno praticato abbassamenti ancor più rilevanti ma senza arrivare ai livelli di Mercadona. Insomma la politica dei margini sta subendo delle strozzature straordinarie per mantere le quote di mercato. La situazione è davvero infelice<span id="more-1772"></span> e non si prevedono tempi migliori a breve termine. Un&#8217;altra pubblicazione spagnola relativa al mondo della GDO ha evidenziato che sette catene posseggono il 70% di tutta la distribuzione alimentare su tutti i formati, e questi gruppi sono: Mercadona, Carrefour, Alcampo,El Corte Ingles, Dia, Lidl ed Eroski. Tale concentrazione, si legge nella nota pubblicata dalla OCU (Organizzazione dei Consumatori), da un potere di negoziazione enorme in mano ai suddetti Gruppi alimentari che, di conseguenza, nelle trattative relative alla somministrazione di prodotti a marca commerciale possono mettere in difficoltà di sopravvivenza i fornitori, soprattutto quelli provenienti da Pesi in via di sviluppo. Infatti i fornitori di prodotti alimentari a marca commerciale dei gruppi spagnoli sono spessissimo provenienti dall’America Latina. La catena che meglio si comporta con detti fornitori, sempre secondo l&#8217;informazione emergente dalla nota, è Alcampo. Il Corriere della Sera ha pubblicato, infine, una classifica europea relativa ai giorni medi di pagamento delle fatture (sia Pubblica Amministrazione che Privato) e la Spagna è il fanalino di coda europeo infatti i pagamenti vengono effettuati a 139 giorni ( contro i 128 dell’Italia) dalla data di emissione con 15 giorni medi di ritardo dalla data di scadenza (30 l’Italia). Il sistema non ha subito scossoni o rallentamenti successivi alla crisi ma sicuramente nemmeno la Spagna rappresenta una eccellenza in questo ambito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2010/04/spagna-i-tempi-di-crisi-portano-a-forti-ribassi-di-prezzi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Private Label in Italia: matura ma non troppo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/07/la-private-label-in-italia-matura-ma-non-troppo.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2009/07/la-private-label-in-italia-matura-ma-non-troppo.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 20:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label VS Marca]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1174</guid>
		<description><![CDATA[Il tema della penetrazione della Private Label nel mercato della Distribuzione italiana è attualissimo e va analizzato a dovere. Anche nei commenti dei nostri lettori si ravvisano, da un lato le tensioni nel verificare che il &#8220;vecchio cliente&#8221; oggi è diventato &#8220;agguerrito competitor&#8221;, dall&#8217;altro la soddisfazione di chi lavora in imprese il cui fatturato è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-719" title="Meneghini" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/andre.jpg" alt="" width="145" height="145" />Il tema della penetrazione della Private Label nel mercato della Distribuzione italiana è attualissimo e va analizzato a dovere. Anche nei commenti dei nostri lettori si ravvisano, da un lato le tensioni nel verificare che il &#8220;vecchio cliente&#8221; oggi è diventato &#8220;agguerrito competitor&#8221;, dall&#8217;altro la soddisfazione di chi lavora in imprese il cui fatturato è oggi tenuto in piedi proprio dalla produzione per uno o più Distributori Alimentari. Si è parlato ampliamente dell&#8217;effetto che può aver avuto il cambio della moneta (Lira/Euro) prima e la crisi poi nell&#8217;adeguamento del consumatore italiano a quello europeo nell&#8217;accettare l&#8217;offerta di Private Label, e sempre si è giunti alla medesima conclusione: sicuramente sia l&#8217;effetto Euro che la crisi hanno avuto la loro influenza nei cambiamenti delle attitudini al consumo, ma non sono state le cause. Bisogna fare una necessaria<span id="more-1174"></span> considerazione iniziale: allo Start Up la Private Label nel nostro Paese è spesso stata presentata dai Distributori in una forma distorta, ovvero come prodotto da considerarsi di primo prezzo nel mix assortimentale dell&#8217;offerta. Qualche nostro lettore ha fatto, con ragione, in un post una simile considerazione, ed in effetti  la Private Label non ha e non ha avuto questa esclusiva caratteristica in nessuna parte del mondo. L&#8217;evoluzione, ma prima ancora della domanda (del consumatore), soprattutto dell&#8217;offerta (del trade) ha fatto da volano alla crescita esponenziale della Private Label. Questa evoluzione ha portato ad una logica maturazione del consumatore che ha sua volta si è sentito così rassicurato e più deciso nell&#8217;attivare le medesime logiche di acquisto della Private Label anche per l&#8217;offerta Discount; un binomio solido e particolare ma illuminante di una strategia di successo: quello di farsi portatori di Brand (nel caso del format Discount si parla soprattutto di marchi di fantasia esclusivi) e quindi di analisi di capitolati in partnership con l&#8217;industria. Questo è il punto, il cambiamento concettuale della struttura dell&#8217;offerta, la cui origine risiede nel cambio delle struttura funzionale del management del Trade, cioè il passaggio da una filosofia di mero acquisto ad una di category management da un lato, e parallelamente lo sviluppo intenso dei format di grandi superfici a sostegno della conquista di quote di mercato, assieme al passaggio dai format medio piccoli con assortimenti essenziali a spazi medio grandi con assortimenti più profondi, hanno dato vita a nuove idee di affermazione del Brand d&#8217;insegna. La Private Label è infatti uno dei mezzi con cui il Retailer vuole conquistare un rapporto di fiducia esclusivo con il consumatore, che non è più fatto solo di cortesia e convenienza, ma anche di analisi di tendenze al consumo, analisi e concezione di offerta di prodotti di qualità a prezzi convenienti grazie all&#8217;apporto dell&#8217;industria (il copacker spesso è appartenente alla piccola e media impresa) che trasferisce il know-how necessario sui prodotti oggetto dell&#8217;offerta. La Marca Commerciale è quindi un indispensabile strumento di comunicazione, una comunicazione fattiva, che si sostanzia nell&#8217;offerta esclusiva di prodotti che devono trovare il gradimento del consumatore e quindi un rapporto di inevitabile relazione fiduciaria ed esclusiva. I dati procurati dal rapporto sulla PL (2007-2008), realizzato dal Comitato tecnico-scientifico di Marca e da IRI-Infoscan (vedi  GDONews questa settimana) ci danno una fotografia confortante dello stato dell&#8217;essere: la Marca Privata, nonostante la differenza strutturale della GDO nostrana rispetto a quella europea, cresce cercando di adeguarsi agli standard dei Paesi più maturi a livello di distribuzione alimentare ( oggi vediamo che si è attestata al 12,2% del fatturato totale GDO Italia), infatti è pur vero che la Private Label nel Regno Unito ha una quota di mercato superiore al 30,5 % ma la concentrazione delle insegne è molto più profonda rispetto al nostro Paese (78% contro il 55% dell&#8217;Italia), stesso discorso vale per la Spagna, che ha una quota di Private Label pari al 30% ma le prime 5 insegne superano il 60% , ed il 40% del 60% è costituito dalle insegne Francesi. Proprio in Francia i formati e la concentrazione permettono da diverso tempo un profondo sviluppo della Marca Commerciale (26% di quota). L&#8217;Italia sta facendo passi da gigante, grazie ai francesi che portano il loro 30% di quota sia sul versante Carrefour che su quello Auchan, però grazie anche alla Private Label di Coop Italia che a fine anno 2008 ha raggiunto la quota del 25,2%, a Conad Leclerc che ha superato il 15% lo scorso anno e quest&#8217;anno ha in mente l&#8217;offerta sui  layout di circa mille referenze nel non food a marchio d&#8217;insegna. Insomma tutto ciò denota come la Grande Distribuzione italiana ha poco da invidiare ai francesi e spagnoli. Diverso è invece il discorso per la Germania e il Regno Unito. La prima non ha una quota di mercato determinante se si considera la Marca Commerciale in senso stretto (12,7%) , ma questa esclude l&#8217;offerta dei Brand di fantasia esclusivi dei Discounter, altrimenti la quota crescerebbe immediatamente al 30% , infatti non vi sono dubbi nel considerare il consumatore tedesco un prototipo del consumatore moderno. Il Regno Unito rappresenta invero lo specchio di quello che saranno tra qualche anno le Private Label europee e mondiali. Nell&#8217;isola britannica il Retailer sviluppa una costruzione piramidale degli assortimenti a Brand d&#8217;insegna (Tesco docet) dove il concetto chiave viene espresso  attraverso una costruzione di assortimento di Private Label che abbia in se le declinazioni good-better-best ( buona-migliore-ottima), ovvero chiudendo il cerchio della scala delle categorie indipendentemente dalle Marche Industriali. Per capire la maturità del mercato inglese è sufficiente ricordare che davanti all&#8217;avanzare incessante del Discount tedesco nella propria terra nel corso dello scorso anno, che noi di GDONews abbiamo sempre tempestivamente documentato, Tesco  nel periodo settembre 2008 &#8211; febbraio 2009 ha attivato una nuova linea a marchio d&#8217;insegna Discount , denominata &#8220;Tesco Value&#8221; , perlopiù vestita di bianco, con circa 450 referenze solo nei primi mesi di start up. Pare che complessivamente, in un solo semestre, le vendite della nuova linea abbiano raggiunto, secondo quanto riferito dal Ceo Terry Leahy, un livello di incassi superiore al giro d&#8217;affari di Aldi Uk (a 2,9% di quota di mercato a metà aprile 2009, in rapida crescita). Il che equivale a poco meno del 10% del fatturato del leader. Il successo discount di Tesco, confermato dalla probabile apertura in Scozia di un Tesco Discount Store, andrà ora contestualizzato in ottica di sostenibilità e strategia di bilancio. Però questo è il punto: la Private Label, una volta matura nel suo rapporto con il consumatore, ha un potere comunicativo tale da richiamare a sé i consumatori nomadi riconquistando le eventuali quote perdute. In quest&#8217;ottica chiudo il mio pensiero riproponendo la domanda fatta da Luigi Rubinelli, direttore del nostro partner Mark up (vedi GDONews questa settimana): la Private label è in errore? Può fare di più?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2009/07/la-private-label-in-italia-matura-ma-non-troppo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spagna: guerra a chi sconta di più</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/04/spagna-guerra-a-chi-sconta-di-piu.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2009/04/spagna-guerra-a-chi-sconta-di-piu.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 13:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=826</guid>
		<description><![CDATA[Per combattere la crisi le catene della GDO di Spagna hanno deciso (come d&#8217;altra parte si sta facendo in tutto il mondo) di abbassare i prezzi di vendita. Nel dettaglio al principio del mese di Marzo il Gruppo Carrefour Spagna ha deciso di abbattere i prezzi al pubblico del 25%. E&#8217; un attacco frontale ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/mercadona2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-838" title="mercadona2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/04/mercadona2.jpg" alt="" width="309" height="196" /></a>Per combattere la crisi le catene della GDO di Spagna hanno deciso (come d&#8217;altra parte si sta facendo in tutto il mondo) di abbassare i prezzi di vendita. Nel dettaglio al principio del mese di Marzo il Gruppo Carrefour Spagna ha deciso di abbattere i prezzi al pubblico del 25%. E&#8217; un attacco frontale ai concorrenti ed al consumatore, si tratta del più grande abbassamento di prezzi della storia della distribuzione spagnola, con l&#8217;obbiettivo di dare un risparmio medio di 500 euro a famiglia per ogni anno. A ruota anche gli altri Gruppi concorrenti si sono impegnati in questo forte taglio di marginalità. Ad oggi sembra che chi pratica i prezzi più bassi della penisola iberica sia proprio Mercadona, assieme ad Alcampo (Auchan) e la catena El Arbol secondo un analisi dell&#8217;Osservatorio Prezzi del &#8221; Comercio Minorista&#8221;, in uno studio riferito al primo trimestre del 2009. Al quarto posto si è posizionato, in questa particolare classifica, il Gruppo Maxi-Dia (sempre Carrefour), seguito da Carrefour (inteso come canale Iper), Supersol ed Eroski (la Coop spagnola). El Corte Ingles, invece, è, e probabilmente vuole rimanere, la più cara delle catene con i brand Hipercor e Supercor.  L&#8217;osservatorio prezzi rileva che la differenza prezzi tra catene può arrivare sino ad un 70% nel comparto frutta, del 60% nel pesce e 40% nella carne.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2009/04/spagna-guerra-a-chi-sconta-di-piu.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Crisi in Europa: La Spagna</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/03/la-crisi-in-europa-la-spagna.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2009/03/la-crisi-in-europa-la-spagna.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 15:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercadona]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=696</guid>
		<description><![CDATA[La catena di supermercati Mercadona ha in previsione di eliminare altre 1200 referenze dai suoi lineari per proseguire il suo piano di risparmio destinato al consumatore posto in essere da circa quattro mesi, da quando, cioè, ad ottobre l’azienda ha posto in essere una profonda revisione di circa 9000 referenze. Di queste il 10% sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-700" title="bandiera_spagna2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/bandiera_spagna2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La catena di supermercati Mercadona ha in previsione di eliminare altre 1200 referenze dai suoi lineari per proseguire il suo piano di risparmio destinato al consumatore posto in essere da circa quattro mesi, da quando, cioè, ad ottobre l’azienda ha posto in essere una profonda revisione di circa 9000 referenze. Di queste il 10% sono prodotti a marca commerciale i cui prezzi sono stati mediamente abbassati di circa il 15%. I prodotti branded sono stati, invero, abbassati di un 10% laddove possibile, ma soprattutto sono stati delistati. Questa mossa ha scatenato immediati movimenti in seno agli altri competitors che hanno acceso una vera e propria guerra. Lidl, che condivide con Mercadona lo stesso prototipo di consumatore, ha posto in essere una nuova strategia commerciale ed ha così deciso di potenziare il referenzia mento dei prodotti di marca, e come strategia di vendita conseguente vengono posti cartelli in area vendita con la scritta “ prezzo più basso” sopra i prodotti di marca di prezzi al pubblico davvero sorprendenti in momenti promozionali. Detto questo appare davvero curioso ciò che sta succedendo in terra iberica: da un lato, nell’ambito dell’assortimento, il discount va sempre più assomigliando al discount nel rafforzamento della propria marca commerciale, viceversa il discount al supermercato, addirittura l’hard discount sta cambiando veste. Carrefour, dal canto suo, in questi giorni ha chiarito che non andrà ad eliminazione dei prodotti a marca industriale (Branded). <img class="alignright size-thumbnail wp-image-699" title="mercadona" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/mercadona-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Li lasciamo un attimo solo in questo periodo, ha detto il direttore generale di Carrefour Spagna Noel Prioux, prima del direttivo di settore. Inoltre ha aggiunto che l’intenzione è quella di sviluppare la nostra marca commerciale, però vogliamo ed abbiamo bisogno della vostra marca. , ha poi concluso che per mantenersi nel mercato entrambi, noi e voi, dobbiamo essere competitivi nei prezzi. Senza mai fare i nomi dei conpetitors, Prioux si allontanava chiaramente dalla politica di Mercadona rivolta a rititrare circa 800 referenze per abbassare i prezzi introducendo ed aumentando la propria marca commerciale. Inoltre sembra che la catena francese ha inviato una mail a 900.000 clienti possessori di Carta “Carrefour Pass” con la possibilità per questi di beneficiare di promozioni straordinarie su prodotti, alcuni dei quali, delistati proprio da Mercadona.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2009/03/la-crisi-in-europa-la-spagna.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spagna: Mercadona leader di fatturato anche nell’anno 2007</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2008/07/spagna-mercadona-leader-di-fatturato-anche-nell%e2%80%99anno-2007.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2008/07/spagna-mercadona-leader-di-fatturato-anche-nell%e2%80%99anno-2007.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 00:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auchan]]></category>
		<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[El Corte Ingles]]></category>
		<category><![CDATA[Mercadona]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2008/07/spagna-mercadona-leader-di-fatturato-anche-nell%e2%80%99anno-2007.html</guid>
		<description><![CDATA[La catena di Supermercati Mercadona, oggi ai vertici delle cronache per il suo interessamento ad Esselunga, è leader per il secondo anno consecutivo della distribuzione alimentare spagnola in termini di fatturato, infatti le vendite hanno raggiunto la considerevole cifra di 12.984 milioni di euro. Il volume generale del fatturato ottenuto dalla GDO spagnola nel 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La catena di Supermercati Mercadona, oggi ai vertici delle cronache per il suo interessamento ad Esselunga, è leader per il secondo anno consecutivo della distribuzione alimentare spagnola in termini di fatturato, infatti le vendite hanno raggiunto la considerevole cifra di 12.984 milioni di euro. Il volume generale del fatturato ottenuto dalla GDO spagnola nel 2007 è stato di 74.617 milioni di euro attraverso la vendita di 15.880 PdV di proprietà, 13.850 franchising e solo 658 Cash and Carry. In Spagna, come in Francia, si una forte concentrazione della distribuzione alimentare, basti pensare che il 61,3% del volume d&#8217;affari è ottenuto da 5 catene: il 20,3% da tutto il Gruppo Carrefour (dal discount DIA all&#8217;Iper), Mercadona con il 17,4%, Gruppo Eroski al 10,24 %, El Corte Ingles (con Hipercor) al 6,76% e Alcampo e Sabeco (Auchan) al 6,56%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2008/07/spagna-mercadona-leader-di-fatturato-anche-nell%e2%80%99anno-2007.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spagna: Carrefour aumenta del 40% il servizio finanziario di invio denaro per gli stranieri</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2008/03/spagna-carrefour-aumenta-del-40-il-servizio-finanziario-di-invio-denaro-per-gli-stranieri.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2008/03/spagna-carrefour-aumenta-del-40-il-servizio-finanziario-di-invio-denaro-per-gli-stranieri.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 19:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2008/03/spagna-carrefour-aumenta-del-40-il-servizio-finanziario-di-invio-denaro-per-gli-stranieri.html</guid>
		<description><![CDATA[Il fenomeno immigratorio ha in se aspetti economici di rilievo, infatti il business delle rimesse verso i Paesi di origine è di assoluta rilevanza. Carrefour in Francia e Spagna presenta a fianco alle casse un buon numero di utilities assolutamente strategiche agli obbiettivi dell’aumento del “traffico” dei consumatori. Una di queste è appunto la gestione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno immigratorio ha in se aspetti economici di rilievo, infatti il business delle rimesse verso i Paesi di origine è di assoluta rilevanza. Carrefour in Francia e Spagna presenta a fianco alle casse un buon numero di utilities assolutamente strategiche agli obbiettivi dell’aumento del “traffico” dei consumatori. Una di queste è appunto la gestione di servizi finanziari con offerte vantaggiose su una buona parte dei pacchetti. Una di queste attiene alle rimesse all’estero, servizio di assoluta importanza per gli stranieri immigrati in terra iberica. Ma è un grande business anche in Italia. Ebbene, il servizio in questione, nell’anno 2007, ha avuto un tale successo da essere descritto con enfasi in una rivista di settore, di cui vi traduciamo alcuni stralci: “[..] Il servizio di invio di denaro all’estero, che Carrefour presta attraverso le sue filiali Finanza e Assicurazioni, ha chiuso il 2007 con un incremento del numero dei trasferimenti del 40% rispetto al 2006, per arrivare ad un fatturato di 38 milioni di euro, come ha spiegato lo stesso Gruppo in un comunicato. Ad oggi questo servizio è prestato solo negli Ipermercati, ma verrà esteso anche ai format più piccoli (già 3 supermercati lo hanno a disposizione). Questo servizio &#8211; ricorda il comunicato &#8211; permette agli stranieri di inviare denaro nel proprio Paese senza avere la disponibilità di un conto corrente bancario. Il serivizio si può utilizzare in un totale di 170 Peasi e più di 170.000 uffici di tutto il mondo. Le destinazioni più abituali delle rimesse inviate dalla Spagna sono Romania, Colombia, Perù, Ecuador, Argentina, Brasile, Bulgaria, Marocco e Senegal”. Anche da noi sarebbe una grande opportunità per creare un traffico, soprattutto per i format del Discount.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2008/03/spagna-carrefour-aumenta-del-40-il-servizio-finanziario-di-invio-denaro-per-gli-stranieri.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vendite GDO Spagna: Mercadona si conferma Leader</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2007/07/vendite-gdo-spa.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2007/07/vendite-gdo-spa.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 15:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercadona]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2007/07/vendite-gdo-spagna-mercadona-si-conferma-leader.html</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo il gruppo Mercadona di conferma leader di fatturato nella penisola iberica. Ed anche quest’anno è seguito a ruota dal colosso francese Carrefour. Secondo “El Anuario de Distribucion 2007 – 2008” il mercato spagnolo vale, alla fine del 2006, 67,103 milioni di euro con un incremento sul 2005 del 5%, un numero impressionante rispetto alla stagnazione, che abbiamo proprio su questo numero evidenziato, del nostro Paese. Il 60% di questo fatturato è ottenuto dalle prime 5 cinque catene, ovvero: Mercadona, Carrefour, Erosi, El Corte Ingles e Auchan. Quindi anche la Spagna, come la Francia, vive di forti concentrazioni di mercato ottenute soprattutto da grandi catene con grandi superfici.  Nello specifico Mercadona è leader con 11,286 milioni di euro e 1050 PdV all’attivo. Mercadona non ha Ipermercati rifiutando questo format per sua conformazione, anzi come Esselunga in Italia predilige il Superstore, format che gli spagnoli stanno fortemente rivalutando. Subito alle spalle si trova, come detto, il gruppo Carrefour con 9,133 milioni di euro, ma se si va a sommare anche il fatturato dei suoi discount ( insegna DIA) la leadership spetterebbe a loro con un totale di 12,988 milioni di euro. In termini di numerica Punti Vendita Carrefour non ha pari, questo evidenzia l’ottima qualità di redditività per metro lineare del gruppo valenciano Mercadona. Al terzo posto troviamo Erosi che ha , invece, sviluppato un fatturato di 6,415 milioni di euro rimanendo lontano alle spalle dei due gruppi, e davanti a El corte Ingles ( comprensivo del gruppo alimentare Hipercor) ( 4,793 milioni di euro) ed a Auchan- Alcampo (4,763 milioni di euro).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2007/07/vendite-gdo-spa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spagna: La catena Andalusa di supermercati “DANI” si conferma come la più economica del paese dove fare la spesa</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2007/05/spagna_la_caten.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2007/05/spagna_la_caten.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 16:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2007/05/spagna-la-catena-andalusa-di-supermercati-%e2%80%9cdani%e2%80%9d-si-conferma-come-la-piu-economica-del-paese-dove-fare-la-spesa.html</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno la leadership della convenienza spetta alla piccola catena di Supermercati Andalusa DANI. Secondo lo studio eseguito come tutti gli anni da OCU.(più o meno il nostro Altroconsumo) che ha inventariato 87.000 prezzi in 762 magazzini di 54 città del paese. Secondo tale studio appena pubblicato Alcampo (Auchan) figura la più conveniente in 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno la leadership della convenienza spetta alla piccola catena di Supermercati Andalusa DANI. Secondo lo studio eseguito come tutti gli anni da OCU.(più o meno il nostro Altroconsumo) che ha inventariato 87.000 prezzi in 762 magazzini di 54 città del paese. Secondo tale studio appena pubblicato Alcampo (Auchan) figura la più conveniente in 16 città, poi figura “Sabeco” come più conveniente in sei città ed infine “Mercadona”. Su scala nazionale figurano come le più convenienti Carrefour e Eroski.<br />
Altra curiosità: nelle isole Canarie i prodotti di marca ( a parità di carrello) costano mediamente il 13% in più.<br />
Altra curiosità: le città con porto di mare vendono mediamente il pesce ad un prezzo più alto rispetto alle città dell’entroterra.<br />
A Madrid facendo la spesa nel supermercato più economico si possono risparmiare quasi 1600 € annui, al contrario in alcune piccole città (Cuenca e Ciudad Real) il differenziale non supera i 140 € di risparmio annui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2007/05/spagna_la_caten.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“El Corte Ingles” sbarca in Italia</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2006/11/el_corte_ingles.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2006/11/el_corte_ingles.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 23:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[El Corte Ingles]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2006/11/%e2%80%9cel-corte-ingles%e2%80%9d-sbarca-in-italia.html</guid>
		<description><![CDATA[El Corte Ingles con un fatturato di quasi 16 miliardi di euro il gruppo spagnolo è leader nei grandi magazzini. Da piccola sartoria nel cuore di Madrid a leader tra i grandi magazzini europei in attesa di farsi conoscere al grande pubblico italiano. E&#8217; la storia della costante ascesa economica del gruppo spagnolo El Corte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>El Corte Ingles con un fatturato di quasi 16 miliardi di euro il gruppo spagnolo è leader nei grandi magazzini.<br />
Da piccola sartoria nel cuore di Madrid a leader tra i grandi magazzini europei in attesa di farsi conoscere al grande pubblico italiano. E&#8217; la storia della costante ascesa economica del gruppo spagnolo El Corte Ingles, catena di distribuzione già numero uno nel settore in tutta la Spagna che ha raggiunto la vetta della classifica tra i grandi magazzini anche a livello europeo. Il tutto grazie a un fatturato che nel 2005 ha registrato un incremento dell&#8217; 8,5%, con un volume di affari di 15.855 milioni di euro, come reso noto un paio di mesi fa dal suo presidente, Isidoro Alvarez, durante l&#8217;assemblea generale degli azionisti.<br />
Il gruppo nato in Spagna nel 1934 dalla volontà di Ramon Areces, è così riuscito a scavalcare tutti i suoi omologhi europei, tra i quali il rivale tedesco Karstadtquelle, che lo scorso anno ha raggiunto un volume di affari di 15.845 milioni di euro, l&#8217;inglese Marks&#038;Spencer, che ha incrementato il suo fatturato di 1,1% e i famosi magazzini parigini Galeries Lafayette, che hanno registrato un aumento pari allo 0,7%. Ancora più in fondo nella classifica dei grandi del commercio europeo altre firme classiche, come Harrod&#8217;s o Selfridges, celebri ormai più per il proprio tradizionale prestigio che per le loro vendite, che nel 2005 non si sono neanche avvicinate ai mille milioni di fatturato.<br />
A El Corte Ingles va inoltre il merito di aver conquistato la prima posizione in Europa nonostante la sua diffusione molto limitata. Nel Vecchio continente è infatti presente solamente in Spagna (con circa 80 stabilimenti), in Portogallo (con 2 stabilimenti) ed in Francia ma limitatamente al mercato del turismo attraverso le sue agenzie di viaggi. Una situazione destinata a cambiare rapidamente, come affermato da Alvarez, che ha sottolineato la volontà di aprire nuovi centri in Italia.<br />
In Europa esistono diverse firme di distribuzione maggiori de El Corte Ingles, ma si tratta di gruppi concentrati esclusivamente sul settore alimentare o con strutture diverse da quella del grande magazzino, come Carrefour, Metro o Auchan. Diversa la realtà dei grandi magazzini a livello mondiale, nell&#8217;ambito del quale El Corte Ingles si colloca in terza posizione, dopo i due gruppi statunitensi Sears Holdings (frutto della fusione di Sears e KMart, che ha fatturato nel 2005 38.378,1 milioni di euro) e Federated Department Stores (con un fatturato di 17.492,2 milioni di euro), che controlla catene come Macy&#8217;s e Bloomingdale&#8217;s. Però El Corte Ingles attraverso stores con insegna “Hipercor” ha superato anche la barriera che la separava dai colossi alimentari, infatti hanno iniziato a rivolgersi da diverso tempo anche al mercato della distribuzione alimentare con un certo successo; così capita spesso di vedere alla periferie delle grandi città dei grandi centri commerciali “El Corte Ingles” con accanto il brand “Hipercor”: entrando in queste strutture si rimarrà affascinati dallo straordinario assortimento dello storico marchio sino ad arrivare ad un entrata, all’interno dell’area vendita, che introduce alla parte alimentare come avevamo raccontato nell’articolo uscito in data <a href="http://www.gdonews.it/2006/05/el_corte_ingles.html">1 Maggio</a>.<br />
L’Italia, tra l’altro, non è l’unico Paese europeo inserito nel piano di sviluppo della società, che ha allo studio anche altre aperture nel Vecchio Continente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2006/11/el_corte_ingles.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

