Centromarca denuncia: Industria di marca pagata con ritardi inaccettabili dalla Grande Distribuzione |
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GDONews assieme al patner Mark Up, in anteprima, avevano pubblicato una interessante intervista di Luigi Rubinelli al Presidente di Centromarca Luigi Bordoni. Oggi, lo stesso Bordoni, attraverso un comunicato stampa, affonda un colpo roboante alla GDO italiana denunciandola di pagare male l’industria di marca. Il ritardo medio nei pagamenti è di 33 giorni, troppi secondo Centromarca, i tempi con cui le imprese della grande distribuzione italiana effettuano i pagamenti alle industrie di marca. Il 90% di queste ultime denuncia ritardi significativi: in pratica, rispetto a una condizione media contrattuale di 70 giorni, il pagamento effettivo avviene in 103 giorni. In Francia, per legge, i tempi di pagamento sono fissati in 60 giorni. Tra le azioni di contrasto al fenomeno, la meno usata è quella dell’addebito degli …
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L’intervista concessa da Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, a MARK UP (si veda il fascicolo n. 178, pagg. 12-14) ha aperto il dibattito sui rapporti industria-distribuzione. È stata ripresa e discussa anche da GDONEWS.it e approfondita da Giorgio Santambrogio (si veda MARK UP n. 177, pagg. 74). Proseguiamo dando la parola a Camillo De Berardinis, presidente di Adm, l’associazione che raggruppa tutti i retailer che operano in Italia.

Carissimo Andrea,
Egregio Direttore buongiorno,
Le tematiche portate a galla nell’intervista di Mark up sono attuali da almeno 15 anni. I premi fuori fattura, ovvero i famosi Premi Fine Anno, sono richieste che il Trade da sempre pone su tavolo della contrattazione ad ogni rinnovo contrattuale. Non è l’attuale crisi dei consumi che porta l’accento sul tema, da sempre si discute sull’opportunità o meno, dell’efficacia o meno ad elargire un contributo di fine anno sempre crescente. Semmai la crisi dovrebbe mettere in dubbio questo criterio, dovrebbe bloccarlo. Il premio di fine anno è spesso un contributo che dai 3-5 punti può arrivare a 50 punti su alcune categorie del comparto non alimentare (una assurdità). Premesso che l’unico attore che ci rimette