Cibus: crisi, Marca Commerciale e polemiche al centro del dibattito del grande evento fieristico |
Commenta |
La settimana appena trascorsa ha vissuto un degli eventi più importanti dell’anno: alla fiera di Parma era di scena il Cibus, la più importante Fiera agroalimentare italiana, parlano i numeri per esprimere la grandezza dell’evento, circa 60.000 visitatori, presenti stelle dello sport come Fabio Cannavaro e Fabio Marchisio della Juventus, Melandri e Simoncelli in rappresentanza del motociclismo, Carolina Kostner per il pattinaggio, insomma un grande evento anche mediatico. La parola più pronunciata nell’ambito di tutta la manifestazione è stata “Crisi”. La Crisi al centro di ogni dibattito, di ogni ragionamento o valutazione. Non c’è dubbio che quest’anno i consumi si sono ridotti al minimo storico, almeno sino ad ora, e di conseguenza tutte le insegne hanno dovuto rivedere ed analizzare tutti i processi logistici per rivedere i loro costi di gestione. Mentre i consumi alimentari proseguono in calo, la grande distribuzione e l’industria alimentare discutono su chi ci rimette di più e restano lontane su come venire incontro alle esigenze low cost dei consumatori, a cominciare dall’utilizzo frequente delle promozioni avversato dall’industria. Le divergenze emergono …
Leggi il resto »



GDONews assieme al patner Mark Up, in anteprima, avevano pubblicato una interessante intervista di Luigi Rubinelli al Presidente di Centromarca Luigi Bordoni. Oggi, lo stesso Bordoni, attraverso un comunicato stampa, affonda un colpo roboante alla GDO italiana denunciandola di pagare male l’industria di marca. Il ritardo medio nei pagamenti è di 33 giorni, troppi secondo Centromarca, i tempi con cui le imprese della grande distribuzione italiana effettuano i pagamenti alle industrie di marca. Il 90% di queste ultime denuncia ritardi significativi: in pratica, rispetto a una condizione media contrattuale di 70 giorni, il pagamento effettivo avviene in 103 giorni. In Francia, per legge, i tempi di pagamento sono fissati in 60 giorni. Tra le azioni di contrasto al fenomeno, la meno usata è quella dell’addebito degli
L’intervista concessa da Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, a MARK UP (si veda il fascicolo n. 178, pagg. 12-14) ha aperto il dibattito sui rapporti industria-distribuzione. È stata ripresa e discussa anche da GDONEWS.it e approfondita da Giorgio Santambrogio (si veda MARK UP n. 177, pagg. 74). Proseguiamo dando la parola a Camillo De Berardinis, presidente di Adm, l’associazione che raggruppa tutti i retailer che operano in Italia.
Carissimo Andrea,
Egregio Direttore buongiorno,
Le tematiche portate a galla nell’intervista di Mark up sono attuali da almeno 15 anni. I premi fuori fattura, ovvero i famosi Premi Fine Anno, sono richieste che il Trade da sempre pone su tavolo della contrattazione ad ogni rinnovo contrattuale. Non è l’attuale crisi dei consumi che porta l’accento sul tema, da sempre si discute sull’opportunità o meno, dell’efficacia o meno ad elargire un contributo di fine anno sempre crescente. Semmai la crisi dovrebbe mettere in dubbio questo criterio, dovrebbe bloccarlo. Il premio di fine anno è spesso un contributo che dai 3-5 punti può arrivare a 50 punti su alcune categorie del comparto non alimentare (una assurdità). Premesso che l’unico attore che ci rimette 
