I numeri della PL nel 2008: forte crescita con diverse sorprese |
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ITALIA: I NUMERI DEL 2008
Nell’ambito della interessantissima discussione che si sta sviluppando in queste settimane su GDONews riguardo ai nuovi equilibri tra PL e Marca, è interessante il quadro che esce dal quinto rapporto sulla PL (2007-2008), realizzato dal Comitato tecnico-scientifico di Marca e da IRI-Infoscan. La crescita della marca commerciale sia in volume sia nel numero delle referenze è molto forte in Italia, maggiore che in altri paesi europei (dove però il grosso della crescita c’è già stato), anche se con alcune significative eccezioni e comunque grosse disomogeneità tra i retailer.

Tra le diverse insegne, infatti, notiamo grosse differenze: se consideriamo, per esempio, i mercati del largo consumo confezionato (Lcc) troviamo oscillazioni …
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Il tema della penetrazione della Private Label nel mercato della Distribuzione italiana è attualissimo e va analizzato a dovere. Anche nei commenti dei nostri lettori si ravvisano, da un lato le tensioni nel verificare che il “vecchio cliente” oggi è diventato “agguerrito competitor”, dall’altro la soddisfazione di chi lavora in imprese il cui fatturato è oggi tenuto in piedi proprio dalla produzione per uno o più Distributori Alimentari. Si è parlato ampliamente dell’effetto che può aver avuto il cambio della moneta (Lira/Euro) prima e la crisi poi nell’adeguamento del consumatore italiano a quello europeo nell’accettare l’offerta di Private Label, e sempre si è giunti alla medesima conclusione: sicuramente sia l’effetto Euro che la crisi hanno avuto la loro influenza nei cambiamenti delle attitudini al consumo, ma non sono state le cause. Bisogna fare una necessaria
Le private label stanno aumentando le vendite. Probabilmente, a giudizio di MARK UP, non stanno intercettando tutta la domanda di convenienza nel settore alimentare, nonostante gli investimenti di marketing. Infatti crescono molto discount, mercati alimentari, vendite dirette. Uno degli ostacoli all’intercettamento risiede, forse, nella forte differenziazione della strategia di sviluppo delle private label da quella della rete, concentrandosi sulle PL, quasi fosse un’altra azienda, con altre logiche, altre funzioni, obiettivi. Così facendo, però, le private label non sono più organiche alle strategie di insegna e alla politica di brand. Oggi, crediamo, ci sono due/tre retailer che interpretano appieno un posizionamento delle private label in modo congruente al posizionamento di insegna: Coop, Esselunga e, per alcuni cedi, Conad. Pur con una storia
Pubblichiamo questa settimana una nuova analisi svolta dalla rivista “Altroconsumo” relativa al segmento detersivi. L’indagine, compiuta sempre “dalla parte del consumatore”, consapevolmente o meno tocca uno dei pilastri del category delle multinazionali. Infatti sulla detergenza si scontrano quotidianamente, in maniera orizzontale, i Big dell’industria di Marca, ed in maniera verticale le blasonate multinazionali della categoria e (in questo caso) la povera Grande Distribuzione. Ebbene, nessuno ci crederà, all’inizio nemmeno lo scrivente, ma le Private Label della GDO ne escono a testa altissima mettendo così in evidente imbarazzo i Brand blasonati.
