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	<title>GDO News &#187; Penny Market</title>
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		<title>Come tutti gli anni Altroconsumo ha fatto la radiografia alla GDO: ecco i risultati</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fare i conti in tasca agli italiani anche questa volta ci ha pensato Altroconsumo. E se andare alla ricerca del prezzo conveniente dopo aver tracciato una mappa degli hard discount nella vostra città può essere un duro lavoro, con l&#8217;indagine appena promossa dall&#8217;associazione dei consumatori la musica cambia. In un anno, è questo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fare i conti in tasca agli italiani anche questa volta ci ha pensato Altroconsumo. E se andare alla ricerca del prezzo conveniente dopo aver tracciato una mappa degli hard discount nella vostra città può essere un duro lavoro, con l&#8217;indagine appena promossa dall&#8217;associazione dei consumatori la musica cambia. In un anno, è questo quanto emerge, una famiglia media può arrivare a risparmiare fino a 2.000 euro se sceglie con accuratezza dove e cosa acquistare. Come sempre Altroconsumo ha usato due carrelli. Il primo riempito con prodotti di marca e freschi. Il secondo utilizzando solo prodotti di primo prezzo, intendendo i prodotti con il prezzo più basso esistente (prendendo in considerazione quindi anche gli hard discount). Oggetto del campionamento oltre 650 punti vendita delle maggiori città italiane (44 in tutto) per un totale di 122.000 prezzi rilevati. Una vera e propria &#8220;mappa del risparmio&#8221;.<br />
I Risultati:<br />
La città dove si può arrivare a risparmiare di più è Milano, dove i cittadini più attenti riescono ad alleggerire la loro spesa di ben duemila euro (1.937 euro per la precisione). Seguono al secondo posto Firenze (1.896 euro), Verona (1.532 euro), Bologna (1.451 euro), Roma (1.050 euro), Napoli (967 euro), Torino (878 euro), Bari (629 euro) e infine Genova (573 euro). Merito della concorrenza sfrenata tra mercati, ipermercati, supermercati e hard discount che ha dato lo &#8220;start&#8221; una vera e propria gara al ribasso su generi alimentari di prima necessità e articoli per l&#8217;igiene personale. Chi ne esce davvero vittorioso è l&#8217;Esselunga anche per i prodotti di marca. Se invece ci si butta sul &#8220;primo prezzo&#8221; è Penny a farla da padrona seguito da DiPiù (Dial) e Lidl. Per i prodotti di marca invece, Esselunga, è seguita a distanza da Simply Market (del gruppo Sma-Auchan) e Bennet. Scendendo fino al quinto posto, sempre per prodotti griffati, troviamo Ipercoop mentre al tredicesimo si posiziona la Coop. Le due cooperative però ridiscendono la china se si considerano prodotti non di marca (rispettivamente al 19esimo e 22esimo posto). Ma Altroconsumo non si è fermata ai supermercati ma ha redatto una vera e propria &#8220;black list&#8221; della convenienza. Chi ci è finito dentro? Gli spaghetti di Barilla, aumentati in un anno del 34%, Riso Scotti (+29%) e Penne De Cecco (+20%).</p>
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		<title>Penny Market cambia vestito: in Italia test per un nuovo format Discount</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 15:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penny Market]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rewe sta sperimentando in Italia un formato per i negozi discount Penny. I negozi offrono l&#8217;insegna Penny Market Ambiente, con una gamma più vasta di frutta e verdura e una nuova organizzazione del negozio. Il dettagliante afferma di voler creare un negozio dall&#8217;aspetto più simile a quello di un supermercato, ma che mantenga tuttavia i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rewe sta sperimentando in Italia un formato per i negozi discount Penny. I negozi offrono l&#8217;insegna Penny Market Ambiente, con una gamma più vasta di frutta e verdura e una nuova organizzazione del negozio. Il dettagliante afferma di voler creare un negozio dall&#8217;aspetto più simile a quello di un supermercato, ma che mantenga tuttavia i principi del discount, compresa la forte penetrazione del marchio del distributore e le dimensioni del catalogo.</p>
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