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	<title>GDO News &#187; Pam</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Sigma Prime, e forse anche Conad e Pam interessate all&#8217;acquisto di Midal</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>
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		<category><![CDATA[Sigma]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovi scenari si rivelano nella vicenda legata alla crisi in cui versa il gruppo Midal Spa, un ex fiore all&#8217;occhiello del mondo Sidis. Sembra che il Gruppo Prime di Frosinone, legato all&#8217;insegna Sigma, sia interessato all&#8217;acquisizione dei PdV. Anche Conad con Pac 2000 e Pam mostrano interesse, secondo voci informate. Il fatto che vi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/midal2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3815" title="midal2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/midal2-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>Nuovi scenari si rivelano nella vicenda legata alla crisi in cui versa il gruppo Midal Spa, un ex fiore all&#8217;occhiello del mondo Sidis. Sembra che il Gruppo Prime di Frosinone, legato all&#8217;insegna Sigma, sia interessato all&#8217;acquisizione dei PdV. Anche Conad con Pac 2000 e Pam mostrano interesse, secondo voci informate. Il fatto che vi sia effettivo interesse da parte di quella DO che opera sulla zona significa che le locations delle strutture sono buone, come già si sapeva; questo rende ancora più oscura la ragione di questa debacle che sta affossando definitivamente il lavoro di più di 300 dipendenti, di un&#8217;insegna che mostra crepe su più fronti negli ultimi mesi e di una società storica come la Midal nel territorio. Sigma Prime è sin dall&#8217;inizio interessata ai PdV ma si è sempre detta preoccupata del &#8220;buco&#8221; che si è creato nei conti aziendali del gruppo Sidis, ma anche le strutture e le loro dimensioni sono in alcuni casi eccessive rispetto agli assortimenti che Sigma esprime nel territorio. <span id="more-3814"></span>Di sicuro, in caso di acquisizione, l&#8217;insegna Sigma troverebbe rinnovate ragioni di notorietà sul territorio. Come si è scritto anche Conad, con Pac 2000, e Pam sono molto interessate ai PdV del gruppo Midal. Tutte e due le insegne, in questo caso, sarebbero preparate, in termini di assortimento, a gestire tutti i format che esprimeva il gruppo di Latina. La videnda, in ogni caso, è ancora avvolta da troppi punti oscuri, pare che il cammino per la salvezza delle strutture si sia intrapreso ma che sia ancora abbastanza indietro per tranquillizzare i lavoratori. Ci si domanda: se sono tre le insegne coinvolte, perchè non &#8220;spezzettano&#8221; il pacchetto dei PdV e non se li dividono? e poi: che ruolo ha il fantomatico (a leggere i commenti dei lettori) Consorzio Alliance? Avvolti nel mistero, la cronaca ci racconta che in questi giorni si è compiuta la chiusura di &#8216;Gusto&#8217;, fiore all&#8217;occhiello della catena a Latina, e sugli altri punti vendita si offrono sconti sulla merce sino al 50% per poi procedere con assoluta certezza alla chiusura di tutte le strutture. Di sicuro quello che rimane oggi di una vicenda industriale tutta da capire sono i 355 operai in mobilità.</p>
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		<title>Comunicato ufficiale del Gruppo Pam in risposta ai reati tributari ascritti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 00:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pam]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nessuna contestazione istruttoria è stata formulata nei confronti del Gruppo Pam in termini di evasione tributaria. Il Gruppo non ha mai compiuto alcuna operazione economica men che legittima e tutte le operazioni sono sempre state correttamente riportate nei bilanci e nelle dichiarazioni fiscali delle società del gruppo. È principio noto e consolidato che illeciti eventualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1412" title="pam" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/11/pam.jpg" alt="" width="224" height="202" />&#8220;Nessuna contestazione istruttoria è stata formulata nei confronti del Gruppo Pam in termini di evasione tributaria. Il Gruppo non ha mai compiuto alcuna operazione economica men che legittima e tutte le operazioni sono sempre state correttamente riportate nei bilanci e nelle dichiarazioni fiscali delle società del gruppo. È principio noto e consolidato che illeciti eventualmente commessi da altri non debbano coinvolgere gli operatori in buona fede. La Società contesta integralmente le accuse ad essa rivolte ed è certa che la sua completa ed assoluta estraneità a quanto contestatole risulterà nelle sedi opportune, essendo assolutamente sereni sul fatto di aver operato, come sempre, nel pieno rispetto della legge&#8221;.  Con queste righe il Gruppo risponde alla diffusione <span id="more-1426"></span>massiva delle notizie relative ad una forte multa ad opera della GDF. Parole sicure, poco evasive. Sarà interessante verificare i fatti nei mesi a venire, nel frattempo Pam si libera anche degli obblighi di Intermedia (leggi articolo di questa settimana) per cercare una strada in autonomia nel mare della GDO italiana.</p>
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		<title>Pam: GDF contesta 680 milioni di euro di evasione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pam]]></category>

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		<description><![CDATA[Ventidue persone iscritte nel registro degli indagati, 680 milioni di costi inesistenti, 136 milioni di Iva dovuta, circa 200 milioni fra sanzioni e interessi. Queste le denuncie della Guardia di finanza nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine avviata dalla Procura di Padova e denominata &#8220;Big Screen&#8221;. Secondo gli investigatori delle fiamme gialle, la costola veneziana dell&#8217;inchiesta, battezzata operazione &#8220;Simpliciter&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1412 alignleft" title="pam" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/11/pam.jpg" alt="" width="224" height="202" />Ventidue persone iscritte nel registro degli indagati, 680 milioni di costi inesistenti, 136 milioni di Iva dovuta, circa 200 milioni fra sanzioni e interessi. Queste le denuncie della Guardia di finanza nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine avviata dalla Procura di Padova e denominata &#8220;Big Screen&#8221;. Secondo gli investigatori delle fiamme gialle, la costola veneziana dell&#8217;inchiesta, battezzata operazione &#8220;Simpliciter&#8221;, avrebbe permesso dopo mesi e mesi di accertamenti meticolosi e di riscontri di individuare il motore e di conseguenza il maggior beneficiario della megafrode &#8220;carosello&#8221;, sviluppata su decine di società fittizie, situate anche all&#8217;estero, create appositamente per emettere fatture su operazioni del tutto inesistenti, da imputare quindi in sede di calcolo del reddito quale imponibile soggetto a detrazione d&#8217;imposta ( sempre secondo la GDF).I reati contestati a vario titolo ruotano attorno all&#8217;associazione per delinquere finalizzata alla infedeltà della dichiarazione<span id="more-1411"></span> che prevede una pena fino a sei anni di reclusione ( sempre secondo la GDF).I controlli documentali eseguiti dai militari del Nucleo di polizia tributaria che in questi giorni hanno trasmesso gli atti all&#8217;autorità giudiziaria della Città del Santo hanno riguardato gli anni compresi fra il 2003 e il 2006. Fra i denunciati spiccano i nomi dei due rappresentanti legali del Gruppo Pam che si sono susseguiti nell&#8217;incarico nel lasso di tempo in questione: Giovanni Giol, 1929, nato a San Polo di Piave in provincia di Treviso e Arturo Bastianello, nato a Padova nel 1963, subentrato nel 2005 e tuttora in carica.Gli altri venti soggetti coinvolti &#8211; aretini, fiorentini, latinensi, napoletani e avellinesi &#8211; sono in gran parte le presunte &#8220;teste di legno&#8221;. Alcuni di loro sono domiciliati oltreconfine, utili a rendere più tortuosa la ricostruzione della filiera delle cosiddette &#8220;cartiere&#8221;, ovvero fabbriche di fatture false. Il raggio d&#8217;azione delle operazioni contestate, da quanto emerso, sarebbe esclusivamente quello della commercializzazione di ingenti quantità di cellulari e computer. In tale scenario il Gruppo Pam avrebbe rivestito il ruolo di &#8220;buffer&#8221; &#8211; vale a dire azienda filtro &#8211; comprando e vendendo nel ciclo di distribuzione dei prodotti dall&#8217;Italia all&#8217;estero, a società situate in Germania, Spagna, Inghilterra e Ungheria. Una vera e propria catena di Sant&#8217;Antonio a carattere fraudolento all&#8217;interno della quale l&#8217;impresa tedesca sarebbe la &#8220;cartiera madre&#8221;. La GDF sospetta un raggiro piuttosto raffinato che oltre a frodare il fisco, avrebbe permesso &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; di aggredire il mercato al dettaglio con prezzi decisamente competitivi, in quanto non gravati dall&#8217;Iva al momento dell&#8217;acquisto, e praticando quindi una concorrenza sleale nei confronti dei diretti competitor nazionali. Adesso la GDF ascrive questi reati fiscali e talvolta penali, però sarebbe meglio andarci piano, visto il passato poco glorioso del loro operato ( caso Valentino Rossi su tutti). Un conto è cosa chiedono, un altro è cosa realmente è stato sottratto alle regole dello Stato. Anche perché è poco credibile che un Gruppo alimentarista come PAM si deve rovinare per vendere cellulari e televisori con 20% dell&#8217;IVA in meno. Si vedrà.</p>
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		<title>L’opinione: Il discount come forma distributiva “sui generis” nell’offerta</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 00:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel numero precedente si è analizzato lo stato di negozio di vicinato che bisogna attribuire al Discount per una serie di ragioni che sono stato spiegate in forma approfondita. Al di là del ragionamento appena accennato bisogna fare una precisazione di fondo: Mentre per il format Supermercati esiste già uno standard di regole e concetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1382" title="superdiscount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/11/superdiscount.jpg" alt="" width="200" height="200" />Nel numero precedente si è analizzato lo stato di negozio di vicinato che bisogna attribuire al Discount per una serie di ragioni che sono stato spiegate in forma approfondita. Al di là del ragionamento appena accennato bisogna fare una precisazione di fondo: Mentre per il format Supermercati esiste già uno standard di regole e concetti che individuano di fatto la gestione assortimentale e strutturale dei pdv (si voglia intendere tutti gli studi di Category Management pubblicati, l&#8217;analisi della convivenza dei Brand, l&#8217;evoluzione delle attrezzature, etc.), per il Discount, format molto più giovane, esiste un evoluzione che è estremamente più &#8220;in itinere&#8221; rispetto ai format Supermercati ed Ipermercati. Questo concetto si può spiegare anche con esempi pratici: se si vuole individuare<span id="more-1380"></span> l&#8217;evoluzione massima del concetto di category in Europa nel format Supermercati, si può fare una visita nelle ultime aperture dei gruppi Tesco in Inghilterra e Albert Hejin in Olanda. Per il Discount è vero che esiste il modello Tedesco, però, rispetto al modello degli olandesi e degli inglesi nei supermercati, è molto meno esportabile in Italia; questo perché è proprio il consumatore italiano che sta facendo l&#8217;evoluzione più veloce in relazione a quel format, e quindi anche il modello tedesco andrebbe fortemente rivisto in chiave nazionale. Quindi non esistono schemi preconfezionati a cui attingere. Da qui si cerca di analizzare le attitudini al consumo, le evoluzioni della comunicazione dei discounter e dei loro layout. In questo periodo di avvicinamento alle feste natalizie si sta assistendo ad un fenomeno inusuale: nei volantini dei discount iniziano ad essere presenti prodotti che hanno battute di cassa difficilmente compatibili con le dimensioni delle strutture dei discount e soprattutto con l&#8217;organizzazione interna degli stessi: Lidl ha presentato a volantino (con tanto di supporto di pubblicità televisiva, tanto per non perdere il vizio) una tastiera della Yamaha a 99 euro, ed un caminetto elettrico a 79 euro. Eurospin, dal canto suo, presenta a volantino un Tv LCD 22&#8221; Normende a 179 euro. In&#8217;s del Gruppo PAM alla medesima cifra (179 euro) presenta in ultima pagina un Tv LCD 19&#8221; CDV; Penny Market, colosso tedesco, va oltre: attraverso una prenotazione presso il PdV vende un avveniristico Frigorifero a tre ante della Whirlpool a 1.199 euro con consegna a domicilio compresa nel prezzo. Guardando queste offerte, chi ha dei canoni nella testa, sulla base della propria cultura, si domanda com&#8217;è possibile che una struttura, che non è un Ipermercato con un reparto adibito a ciò, che non ha metrature ne assortimenti compatibili con questi prodotti e questi prezzi, che ha uno scontrino medio che non supera (media nazionale 2009) i 20 euro, venda prodotti con battute di cassa di tal genere e con complessità tecnologica per cui l&#8217;assistenza risulta un fattore determinante. Eppure tali prodotti sono esche da esibire in modo fiero nei volantini e che hanno un volume di vendita di assoluto riguardo, anche se a bassissimo margine. Com&#8217;è possibile tutto ciò? Qualche tempo fa si disquisiva, assieme ad un amico responsabile acquisti di una nota catena distributiva, del fenomeno discount e di quali assortimenti fossero necessari per incentivare le vendite in tal format; questo confronto nasceva da due distinte correnti di pensiero che esistono nel mondo del Discount: la prima è quella che vede il format in grado di vendere prodotti unbranded, a basso prezzo, a bassa battuta di cassa per attirare quel consumatore che è stanco, oppure più facile, impossibilitato ad un acquisto completo presso un supermercato. La seconda corrente di pensiero intravede nel discount una struttura di vendita di qualsiasi prodotto purché il prezzo sia fortemente competitivo. Ebbene questo responsabile acquisti mi disse &#8220;Io penso che un Discount possa vendere anche un Rolex se costa 500 euro&#8221;. Mi aveva colpito questo esempio, perché nel suo ragionamento il Discount è sinonimo esclusivo di convenienza assoluta, indipendentemente dalla battuta di cassa, indipendentemente dalla capacità di accompagnare la vendita da parte del format, indipendentemente dal prezzo del prodotto rispetto alla battuta di cassa dello scontrino medio. La bellezza del Discount è proprio questa, non esistono, ad oggi, regole precostituite nella generazione dell&#8217;offerta. E questi esempi oggi riportati, dei volantini attualmente in distribuzione, da un lato appoggiano e danno certezza all&#8217;affermazione del responsabile acquisti poc&#8217;anzi citato, dall&#8217;altro dimostrano come la comunicazione si rende fondamentale, strategica, funzionale al messaggio che si vuole dare al consumatore per avvicinarlo al discount: vieni da Noi a comprare un frigo &#8220;di marca&#8221;, o un televisore &#8220;di marca&#8221; (quindi la garanzia dell&#8217;investimento, che non può essere avvalorata dall&#8217;insegna discount, bensì dal Brand del prodotto in offerta) perché questo significa che come questo frigo o questo televisore costa poco rispetto ai prezzi nel mercato, lo stesso discorso vale per tutti gli altri prodotti. Il Discount, per nobilitarsi, trova anche questo sistema comunicativo.</p>
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		<title>Prodotti locali: Pam va a &#8220;Km Zero&#8221; nell&#8217;astigiano</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 12:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pam]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni è partita una interessante iniziativa dei Pam nell&#8217;astigiano volta a valorizzare la produzione agricola locale e l&#8217;aspetto ecologico della prossimità della produzione. &#8220;Km Zero&#8221; è infatti un marchio registrato da Coldiretti e proprio l&#8217;aspetto della provenienza dei prodotti agricoli messi in vendita dal supermercato Pam di Corso Torino ad Asti è l&#8217;aspetto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è partita una interessante iniziativa dei Pam nell&#8217;astigiano volta a valorizzare la produzione agricola locale e l&#8217;aspetto ecologico della prossimità della produzione.<br />
&#8220;Km Zero&#8221; è infatti un marchio registrato da Coldiretti e proprio l&#8217;aspetto della provenienza dei prodotti agricoli messi in vendita dal supermercato Pam di Corso Torino ad Asti è l&#8217;aspetto più significativo ed innovativo: oltre alla garanzia di provenienza e allo sviluppo dell&#8217;economia locale, si abbattono i costi di trasporto e si riduce l&#8217;inquinamento dell&#8217;ambiente.<br />
&#8220;Presenteremo il meglio delle produzioni tipiche &#8211; aveva spiegato Franco Gallo, presidente del Consorzio, e Luigi Franco, responsabile Economico Coldiretti Asti che ha seguito i rapporti con la dirigenza del supermercato -, tutti prodotti delle imprese agricole locali ottenuti dalle nostre terre e frutto della nostra tradizione. Gli astigiani potranno, ad esempio, trovare i gusti e l&#8217;alta qualità degli ortaggi della valle del Tanaro e del Belbo, in questo grande supermercato che accoglie ogni giorni migliaia di consumatori&#8221;. <br />
Sicuramente si tratta di una iniziativa molto localizzata per il momento, ma si sa che l&#8217;italiano ama i prodotti della sua terra. E chissa che un buon risultato delle vendite non porti Pam ad estendere questa iniziativa ad altre aree del Paese.</p>
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		<title>Rapporto Deloitte: 6 retailer italiani tra i migliori 250 del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 21:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno è stata presentata la classifica redatta da Deloitte che monitorizza i maggiori 250 retailer del mondo. Nello studio &#8220;2008 Global Powers of Retailing&#8221; Coop, Conad, Esselunga, Luxottica, Pam e Finiper mantengono grossomodo invariate le loro posizioni nella classifica: Coop Italia si piazza al 51esimo posto (-2 posizioni rispetto al 2007), Conad all&#8217;80esimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno è stata presentata la classifica redatta da Deloitte che monitorizza i maggiori 250 retailer del mondo. Nello studio &#8220;2008 Global Powers of Retailing&#8221; Coop, Conad, Esselunga, Luxottica, Pam e Finiper mantengono grossomodo invariate le loro posizioni nella classifica: Coop Italia si piazza al 51esimo posto (-2 posizioni rispetto al 2007), Conad all&#8217;80esimo (+19 posizioni), Esselunga al 124esimo (+ 8 posizioni), Luxottica al 162esimo (-4 posizioni), Gruppo Pam al 226esimo (-2 posizioni) e Finiper al 228esimo (+ 5 posizioni).<br />
Il dato interessante è l&#8217;ingresso in classifica, per la prima volta, di sei retailer cinesi e russi: il miglior cinese &#8211; Bailian Group &#8211; si è piazzato al 101 posto, mentre il miglior russo &#8211; X5 &#8211; al 191.<br />
Le vendite totali dei primi 250 retailer sono salite a 3,25 milioni di miliardi di dollari nel 2006, con un aumento dell&#8217;8% rispetto all&#8217;anno precedente.<br />
Secondo lo studio di Deloitte il profitto netto medio (basato su dati forniti da 187 retailer) è stato del 3,6%, con un leggero aumento rispetto al 3,5 % dell&#8217;anno precedente. Soltanto sette dei 187 retailer hanno riportato una perdita netta nel 2006, rispetto ai 15 sui 188 totali nel 2005.<br />
A dominare incontrastato da ormai 9 anni resta comunque Wal-Mart, che ha aumentato il suo vantaggio su Carrefour, seconda in classifica. La miglior performance è stata però quella di Tesco, che ha superato il gigante del mercato tedesco Metro e si è posizionata al 4 posto, segnando il primo importante cambiamento tra i primi 5 retailer dal 2003. Tesco è diventato così il secondo più grande retailer in Europa e sta guadagnando terreno su Carrefour.</p>
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		<title>Telefonia: il 2008 sarà all’insegna della concorrenza</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 18:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2007 ha visto l’ingresso nel mercato della telefonia mobile di Coop e Carrefour ed entro fine anno quello di Poste Italiane. Ma sarà il prossimo l’anno del boom di questo settore. <a href="http://www.mvnoforum.info/index.php/topic,463.0.html">I forum più informati</a> della rete ci guidano in questa analisi. Molti operatori di telefonia fissa e Voip si lanceranno nel mercato per contrastare le offerte “uniche” di Telecom e Vodafone (che ha appena comprato Tele2): si parla di BT, Albacom, Eutelia, Fastweb solo per nominarne alcuni. Altri outsider pare si stiano preparando a scendere in campo: Buffetti (probabilmente con un’offerta business), Aci e Autostrade, Rai e Mediaset, Virgin, ma anche Radio Dj, Messaggerie Musicali e Feltrinelli.<br />
Ad “insaporire” il tutto arriverà nel 2008 l’asta delle licenze WiMax, la rete senza fili a banda larga che permetterà chiamate voip praticamente ovunque.<br />
Anche la GDO ovviamente sarà in prima fila: inizierà Conad (appoggiata a Vodafone come Unomobile), si dice già da gennaio, ma sono molti i gruppi che stanno portando avanti progetti in questo settore: si parla di Auchan, Esselunga, Expert, Iper, Lidl, e Pam.<br />
Insomma una ventina di nuovi gestori! Certo i consumatori saranno un pò disorientati da tante offerte. Ed è tutto da vedere se l’alto livello di concorrenza porterà ad un calo dei prezzi, visto che tutti questi operatori virtuali rivenderanno solo traffico comprato all’ingrosso dai soliti quattro gestori (Tim, Vodafone, Wind e H3G). Dal nostro punto di vista (GDO) sarà molto interessante vedere di volta in volta quali saranno le strategie di marketing dei nuovi operatori MVNO.</p>
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		<title>Secondo Mediobanca in distribuzione perdono tutti posizioni, eccetto Esselunga</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 17:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio pubblicato da Mediobanca il 2006 ha visto tutte le imprese della grande distribuzione in Italia perdere posizioni a livello di fatturato con la sola eccezione di Esselunga, che è rimasta stabile. Come spiega il rapporto tra le principali società italiane è Esselunga la prima del settore in classifica, rimasta stabile al 23° posto con 4,9 miliardi di fatturato, mentre la seconda, Auchan Italia, perde 6 posizioni e va al 41° posto. Auchan, sottolineano gli esperti di Mediobanca, non presenta un bilancio consolidato, ma anche aggiungendo la controllata Sma (scesa dal 59° al 69° posto), il totale dei ricavi sarebbe di 4,8 miliardi, quindi inferiore ad Esselunga. Terza è Pam (2,6 miliardi) che perde 10 posizioni e va al 52° posto, mentre Bennet (1,4 mld) perde una posizione e la troviamo al 90°. La ricerca prende in considerazione solo le società che hanno messo a disposizione i propri bilanci, ricordano gli esperti di Mediobanca: non è infatti compresa la francese Carrefour, che è il primo operatore in Italia con ricavi per circa 7,7 miliardi. La principale cooperativa al consumo presente in Italia, Unicoop Firenze, non ha trasmesso il bilancio ma, con ricavi per 2,3 miliardi, si sarebbe piazzata al 63° posto (6 posizioni in meno rispetto al 2005), mentre la prima cooperativa ad aver trasmesso i dati è Coop Adriatica (1,77 mld) che scende dal 65° al 77° posto.</p>
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		<title>Gruppo Pam : Di prossima apertura 18 Hard Discount</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 17:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pam]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevamo detto dell’assemblea dei soci del gruppo Pam che ha approvato il bilancio 2006 con un fatturato consolidato di 2.655,7 milioni di euro. In detta assemblea si è anche determinato che dopo l&#8217;apertura a marzo 2007 di Roma Lunghezza, si provvederà ad ampliare il numero delle strutture del gruppo, infatti nell&#8217;esercizio in corso il piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevamo detto dell’<a href="http://www.gdonews.it/2007/05/consolidato_200.html">assemblea dei soci del gruppo Pam</a> che ha approvato il bilancio 2006 con un fatturato consolidato di 2.655,7 milioni di euro. In detta assemblea si è anche determinato che dopo l&#8217;apertura a marzo 2007 di Roma Lunghezza, si provvederà ad ampliare il numero delle strutture del gruppo, infatti nell&#8217;esercizio in corso il piano di sviluppo prevede l&#8217;apertura di due ipermercati, tre supermercati e ben 18 hard discount.</p>
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		<title>Consolidato 2006 Pam: Gruppo in leggera crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 17:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pam]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[«I primi mesi del 2007 &#8211; sostiene Arturo Bastianello (azionista e manager del gruppo) &#8211; non hanno fatto intravedere una ripresa dei consumi interni. Né ciò era avvenuto nel 2006. Al contrario, la stasi si traduce in una guerra tra i concorrenti condotta a suon di sconti e di promozioni, con conseguenze sui margini». Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«I primi mesi del 2007 &#8211; sostiene Arturo Bastianello (azionista e manager del gruppo) &#8211; non hanno fatto intravedere una ripresa dei consumi interni. Né ciò era avvenuto nel 2006. Al contrario, la stasi si traduce in una guerra tra i concorrenti condotta a suon di sconti e di promozioni, con conseguenze sui margini».<br />
Se questi sono i presupposti, i numeri che riflettono l’andamento dell’esercizio 2006 assumono una luce più favorevole. L’assemblea dei soci &#8211; vale a dire le famiglie Bastianello, Dina e Giol &#8211; ha approvato un bilancio che registra un fatturato consolidato di 2.656 milioni, in contrazione rispetto ai 2.724 milioni del 2005. La redditività evidenzia invece un miglioramento sensibile: il margine operativo lordo (Ebitda) è stato pari a 130,2 milioni (+7,5%), e il risultato operativo ha raggiunto i 62,6 milioni (+10,41%). «Sono risultati soddisfacenti &#8211; dice Bastianello &#8211; perché il gruppo ha saputo contrapporsi al momento non facile del mercato interno grazie a un giusto mix tra le sue insegne».<br />
Riguardo ai singoli segmenti, nel canale ipermercati la controllata Panorama ha registrato l’apertura dei nuovi siti di Castrette (Treviso) e Pistoia. Nel 2006 è continuata poi la crescita del canale supermercati, che con 556 punti vendita Pam ha fatto registrare un incremento del fatturato pari all’1,27% a 989 milioni. Nuove aperture anche nell’hard discount, quattordici, e ciò ha contribuito a un incremento del fatturato dell’8,83% a 421,8 milioni. Poi c’è il franchising, con il quale il Gruppo Pam si sta espandendo in regioni d’Italia nelle quali non intende entrare direttamente: in Calabria, Sicilia e Puglia sono partite partnership con catene locali, alle quali il Gruppo Pam fornisce insegne, lay out, soluzioni informatiche e logistiche.<br />
Per il 2007, del resto, Bastianello non prevede acquisizioni: «In Italia &#8211; dice &#8211; ormai c’è molto poco da comprare, da 2-3 anni non ci sono più aziende di taglia media che possano suscitare interesse». E così la formula della crescita interna, in questo caso focalizzata su Nord e Centro, rimane quella sperimentata con il centro commerciale di Roma Lunghezza, il più grande d’Italia con i suoi 136 mila metri quadri inaugurati a marzo.</p>
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