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	<title>GDO News &#187; Istat</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>ISTAT: le vendite di Dicembre confermano un staticità assoluta</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mese di Dicembre è sempre un momento di festa e di spesa per gli italiani e la Grande Distribuzione spera sempre di fare affari d’oro in questo periodo. Ebbene in generale, secondo l’Istat, le vendite non sono andate così male infatti alcuni i settori della grande distribuzione sono rilevate comunque variazioni positive. In particolare si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat-300x113.gif" alt="" width="210" height="79" />Il mese di Dicembre è sempre un momento di festa e di spesa per gli italiani e la Grande Distribuzione spera sempre di fare affari d’oro in questo periodo. Ebbene in generale, secondo l’Istat, le vendite non sono andate così male infatti alcuni i settori della grande distribuzione sono rilevate comunque variazioni positive. In particolare si registrano aumenti sostenuti per foto, ottica ed elettrodomestici; il periodo natalizio si sa è propizio per queste categorie ed evidentemente l’industria del settore ha lavorato bene in termini di comunicazione. In generale il dato finale grezzo indica che le vendite al dettaglio a dicembre 2010 sono aumentate dello 0,2% rispetto a novembre e dello 0,4% rispetto a dicembre 2009. Su base congiunturale, fa notare l&#8217;Istituto di statistica, nell&#8217;ultimo trimestre, sulla base dei dati destagionalizzati, si registra una variazione nulla, quindi un sostanziale stallo delle vendite. Nel 2010, le vendite sono aumentate mediamente dello 0,2% rispetto al 2009, sintesi di un aumento dello 0,3% delle vendite di beni non alimentari e di una diminuzione<span id="more-2682"></span> di pari percentuale di quelle di prodotti alimentari. In termini congiunturali (al netto della stagionalità), sia le une, sia le altre, hanno registrato variazioni positive, rispettivamente +0,3% e +0,1% rispetto a dicembre 2009, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,3% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,5%.<br />
Per quanto riguarda le vendite di prodotti non alimentari, a dicembre 2010 i risultati sono stati molto diversi per i vari gruppi di prodotti, passando dal +2,5% fatto registrare da quello Supporti magnetici e strumenti musicali al -1%  del gruppo Dotazioni per l&#8217;informatica, telecomunicazioni e telefonia, che ha subito la diminuzione maggiore. Confrontando la media del 2010 e quella relativa all?anno precedente, sono stati i gruppi Foto ottica e pellicole, +2,2%, ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori, +1,9%, a conseguire i risultati migliori, mentre il calo più significativo ha riguardato il gruppo Dotazioni per l&#8217;informatica,  telecomunicazioni e telefonia, -1,1%. Guardando alla dimensione del punto vendita, si è assistito ad un calo dello 0,4% per i piccoli negozi ed ad una crescita della grande distribuzione dello 0,7%. Passando alla dimensione delle imprese, a dicembre il valore delle vendite è diminuito, in termini tendenziali, dello 0,2% nelle imprese fino a 5 addetti, mentre è aumentato dello 0,2% nelle imprese da 6 a 49 addetti e dell&#8217;1% nelle imprese con almeno 50 addetti. In termini di giornate di apertura, a dicembre 2010 le imprese al dettaglio hanno dichiarato, in media, 27,5 giorni di apertura, mentre gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 28,8 giorni e quelli delle imprese operanti su piccole superfici per 26,8 giorni. Rispetto allo stesso periodo del 2009, il numero di giorni di apertura è aumentato dello 0,7% per le imprese della grande distribuzione e dello 0,3% per le imprese operanti su piccole superfici.</p>
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		<title>Dati ISTAT: La GDO sostiene un mercato in difficoltà</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Istat qualche giorno fa comunicato le vendite al dettaglio nei primi undici mesi del 2010 ed analizzando questi il mercato della GDO ne esce moderatamente ottimista. Su base annua, in generale, le cifre sono rimaste sostanzialmente invariate, ovvero quasi ferme, (+0,1 per cento), ma la cosa che può invero preoccupare è che le vendite dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat-300x113.gif" alt="" width="180" height="68" />Istat qualche giorno fa comunicato le vendite al dettaglio nei primi undici mesi del 2010 ed analizzando questi il mercato della GDO ne esce moderatamente ottimista.<br />
Su base annua, in generale, le cifre sono rimaste sostanzialmente invariate, ovvero quasi ferme, (+0,1 per cento), ma la cosa che può invero preoccupare è che le vendite dei prodotti alimentari sono scese (-0,4 per cento), mentre quelle dei prodotti non alimentari sono cresciute (+0,3 per cento), ma il dato, attenzione,non è riferito al non food della GDO.<br />
Il dato annuo relativo ai primi undici mesi del 2010<span id="more-2613"></span> è però la sintesi di un aumento dello 0,8 per cento per le imprese della grande distribuzione e di una diminuzione dello 0,3 per cento per le imprese operanti su piccole superfici, un inezia se si considerano i vari aumenti di listini.<br />
Inoltre, l’Istat fa sapere che, guadando ai prodotti non alimentari, nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-novembre 2009, le vendite dei diversi gruppi hanno mostrato risultati piuttosto eterogenei: in particolare, l’aumento più sostenuto ha riguardato il gruppo Fotoottica e pellicole (+2,3 per cento), mentre il calo più ampio ha interessato, ma oramai è una costante della categoria, il gruppo Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-1,1 per cento).<br />
Le vendite al dettaglio a novembre, fa sapere l’istituto, sono calate dello 0,3 per cento rispetto a ottobre, mentre sono aumentate dell’1 per cento (dato grezzo) rispetto a novembre 2009. Sulla riduzione mensile pesa sopratutto la performance del comparto alimentare, in calo dello 0,5 per cento.<br />
Sul piano congiunturale anche il non alimentare è stato, comunque, negativo (-0,2 per cento). Su base annua, invece, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dell’1 per cento e quelle di prodotti non alimentari dello 0,9 per cento.<br />
Guardando alla forma distributiva, spiega sempre l’Istat, l’aumento dell’1 per cento registrato nel confronto con il mese di novembre 2009 per il totale delle vendite, deriva da una variazione positiva dell’1,5 per cento delle vendite della grande distribuzione e da un incremento dello 0,6 per cento delle vendite delle imprese operanti su piccole superfici in particolare, con riferimento alla grande distribuzione, su base annua le vendite degli esercizi non specializzati sono aumentate dell’1,4 per cento e quelle degli esercizi specializzati del 2 per cento, in un anno.<br />
Tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare la variazione positiva più ampia ha riguardato i discount (+2,6 per cento) e questa notizia si può considerare una mezza sorpresa dati i numeri in sofferenza di molti protagonisti della categoria.<br />
Questi dati positivi relativi alla GDO arrivano,è bene ricordare, in un momento dove il processo di sviluppo della GDO ha subito un rallentamento percentuale rispetto al passato recente.</p>
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		<title>Gli italiani credono nella ripresa (ISTAT), ma la spesa cala (CIA)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 21:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ sicuramente vero che i dati sulla ripresa economica sono contrastanti, ma le famiglie italiane, secondo i recenti dati ISTAT pubblicati nel report trimestrale “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”, non nascondono un cauto ottimismo. Nel secondo trimestre dell’anno le famiglie hanno aumentato i loro consumi dello 0,6% rispetto al periodo gennaio-marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-635" title="vendite-supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="204" height="149" />E’ sicuramente vero che i dati sulla ripresa economica sono contrastanti, ma le famiglie italiane, secondo i recenti dati ISTAT pubblicati nel report trimestrale “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”, non nascondono un cauto ottimismo. Nel secondo trimestre dell’anno le famiglie hanno aumentato i loro consumi dello 0,6% rispetto al periodo gennaio-marzo e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2009, anche grazie a un leggero aumento medio dei redditi dello 0,9% in tre mesi (+0,8 rispetto al 2009).<br />
Il discorso cambia e di molto se si analizza il potere d’acquisto: depurando questi dati dall’inflazione ci accorgiamo che l’aumento del potere d’acquisto è solo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed addirittura negativo dello 0,7% rispetto al 2009. L’aumento dei consumi quindi, più che a un aumento dei redditi, è da imputare al minore risparmio sceso dell’1,2% rispetto al secondo trimestre 2009, anche se rispetto al primo trimestre 2010 registra un aumento dello 0,3%.<br />
In questo quadro le abitudini dei consumatori continuano a cambiare, nel trend che vede<span id="more-2363"></span> il budget della spesa in calo (-3% nei primi sei mesi del 2010) e il menu delle famiglie adattarsi alle nuove necessità.<br />
Secondo una ricerca della CIA (Confederazione italiana agricoltori) presentata in questi giorni, “il 41,4% degli italiani ha ridotto gli acquisti di frutta e verdura, il 37% quelli del pane e il 38,5% quelli di carne bovina”. Al nord il 32% delle famiglie ha ridotto gli acquisti alimentari, il 39% ha ridotto le voci pane e pesce. Al centro il 37% ha tagliato i consumi, in particolare il 38% ha ridotto la voce pane, il 46% il pesce, il 42% la carne bovina. Al sud si arriva al 51% delle famiglie che comprano meno, con il 38% che ha ridotto il pane e il 56% la carne bovina.<br />
In definitiva la ricerca conferma il trend in atto da anni che non accenna a diminuire: la famiglia italiana acquista con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative più convenienti, si rincorrono le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si trovano a prezzo più basso come i discount, si guarda con interesse a sconti e offerte. Si punta, quindi, al prezzo più basso. E così l’indice degli acquisti domestici resta al palo.</p>
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		<title>Istat: gennaio e febbraio negativi</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa sempre più leggero il carrello della spesa alimentare. I consumi alimentari sono scesi, in quantità, nei primi due mesi del 2010, dell&#8217;1,2% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, proseguendo il trend del 2009 quando si è avuta una contrazione, in volume, dell&#8217;1,8% e in valore dell&#8217;1,3%. E&#8217; il commento ai dati Istat sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat-300x113.gif" alt="" width="240" height="90" />Si fa sempre più leggero il carrello della spesa alimentare. I consumi alimentari sono scesi, in quantità, nei primi due mesi del 2010, dell&#8217;1,2% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, proseguendo il trend del 2009 quando si è avuta una contrazione, in volume, dell&#8217;1,8% e in valore dell&#8217;1,3%. E&#8217; il commento ai dati Istat sulle vendite al dettaglio di febbraio della Cia-Confederazione italiana agricoltori che precisa come calino, in particolare, i consumi di pane, carne bovina, vino, olio d&#8217;oliva, agrumi, primi patti surgelati, salumi Dop.<br />
&#8220;Quattro famiglie su dieci &#8211; aggiunge la Cia in una nota &#8211; sono state costrette nel 2009 a tagliare gli acquisti, mentre il 60%, tra rinunce e necessità, ha dovuto cambiare il menù e il 35% ha optato per prodotti di qualità inferiore&#8221;. Inoltre<span id="more-1850"></span>, sono cambiate le abitudini di acquisto: &#8220;si è accentuata la rincorsa alle promozioni ed è stato un &#8216;boom&#8217; degli acquisti in punti vendita dove i prezzi sono più bassi&#8221;.<br />
L&#8217;Istat ha infatti comunicato che le vendite al dettaglio a febbraio sono diminuite dello 0,4% su base annua, mentre hanno segnato un incremento dello 0,1% su base mensile. In particolare le vendite di prodotti alimentari a febbraio hanno registrato una flessione dell&#8217;1,3% rispetto a febbraio 2009 e un aumento dello 0,3% rispetto a gennaio 2010; le vendite di prodotti non alimentari sono invece aumentate dello 0,1% su base annua mentre sono rimaste invariate su base mensile. Nell&#8217;ultimo trimestre (dicembre 2009-febbraio 2010) le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel bimestre gennaio-febbraio 2010, invece, la flessione è stata dell&#8217;1,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il calo tendenziale delle vendite registrato a febbraio deriva da un aumento dell&#8217;1,3% delle vendite della grande distribuzione e da una flessione dell&#8217;1,5% di quelle delle imprese operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione, in particolare, sono diminuite le vendite di prodotti alimentari (-0,4%) mentre sono aumentate quelle di non alimentari (+2,7%). Nelle imprese su piccole superfici le vendite invece sono state negative sia per gli alimentari (-2,9%) che per i non alimentari (-1,1%). Tra le diverse tipologie di imprese della grande distribuzione la crescita più ampia ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza non alimentare (+3,8%), mentre l&#8217;unica diminuzione ha riguardato i discount di alimentari (-0,3%). Per quanto riguarda la dimensione delle imprese, l&#8217;unico aumento è stato registrato da quelle con almeno 50 addetti (+1,6%). Tra i prodotti non alimentari si sono avuti andamenti molto differenziati per i vari gruppi merceologici. Gli aumenti più significativi hanno riguardato supporti magnetici è strumenti musicali (+5,7%), foto-ottica e pellicole (+3,4%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (+3,3%); le flessioni più marcate si sono avute per l&#8217;utensileria per la casa e ferramenta e i prodotti farmaceutici (rispettivamente -1,7% e -1,5%). A febbraio le imprese al dettaglio hanno dichiarato in media 24,8 giorni di apertura, come nel febbraio 2009.</p>
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		<title>Vendite Novembre secondo l’ISTAT: un mese complicato con il lancio del Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Un comunicato dell&#8217;ISTAT registra una leggere flessione delle vendite su tutti i settori del mercato alimentare, compresa la Grande Distribuzione che ha segnato un -1,2%. In particolare le vendite hanno registrato diminuzioni sia per i prodotti alimentari (-1,9%), sia per i prodotti non alimentari (-0,6%). Analogamente, nelle imprese operanti su piccole superfici, le vendite di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Un comunicato dell&#8217;ISTAT registra una leggere flessione delle vendite su tutti i settori del mercato alimentare, compresa la Grande Distribuzione che ha segnato un -1,2%. In particolare le vendite hanno registrato diminuzioni sia per i prodotti alimentari (-1,9%), sia per i prodotti non alimentari (-0,6%). Analogamente, nelle imprese operanti su piccole superfici, le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno segnato variazioni tendenziali negative (rispettivamente -1,4 e -1,5%). A novembre tutte le tipologie di imprese<span id="more-1614"></span> della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con l&#8217;eccezione degli esercizi specializzati a prevalenza non alimentare, che hanno registrato un aumento del 4,5%, ma diciamo che &#8220;l&#8217;effetto Natale&#8221; era già in atto. La flessione piu&#8217; marcata ha riguardato i discount di alimentari (-3,2%), e questo è un segnale da tenere segnatamente in considerazione. Bisognerebbe dedicare una seria riflessione a questo tema, ma sicuramente l&#8217;evoluzione del Discount è arrivata ad un punto di svolta, ovvero ad un punto dove è necessario creare delle condizioni capaci di solidificare ed aumentare il gradimento nei confronti dello Store. Tornando ai dati, con riferimento alla dimensione delle imprese, il valore delle vendite ha registrato diminuzioni tendenziali dello 0,8% in quelle fino a 5 addetti, dell&#8217;1,7% in quelle da 6 a 49 addetti e dell&#8217;1,4% in quelle con almeno 50 addetti. Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari i diversi gruppi di prodotti hanno segnato risultati eterogenei. Le variazioni positive piu&#8217; significative hanno riguardato i gruppi Elettrodomestici, radio, tv e registratori e Foto ottica e pellicole (rispettivamente +9,2 e +5,3%) per via di quell&#8217;effetto Natale di cui si parlava poc&#8217;anzi, al contrario, le flessioni piu&#8217; ampie sono state registrate per i gruppi Calzature, articoli in cuoio e da viaggio e Generi casalinghi durevoli e non durevoli (rispettivamente -4,7 e -3,2%), ed è proprio di questi giorni la notizia di un supporto da parte del Governo al settore. Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 26,1.<br />
Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 27,6 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 25,2. Rispetto allo stesso mese del 2008 si sono rilevati aumenti di 0,3 giorni di apertura per le imprese della grande distribuzione e di 0,2 giorni per le imprese operanti su piccole superfici. Insomma il quadro relazionato dall&#8217;ISTAT è un quadro difficile, ma dove l&#8217;impegno e la competitività possono dare un contributo al miglioramento dei numeri.</p>
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		<title>ISTAT: a settembre vendite al dettaglio calano, gli iper crescono</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/12/istat-a-settembre-vendite-al-dettaglio-calano.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 00:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vendite di prodotti alimentari e le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato diminuzioni, rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1% in termini congiunturali. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo luglio-settembre) l&#8217;indice del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo le vendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Le vendite di prodotti alimentari e le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato diminuzioni, rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1% in termini congiunturali. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo luglio-settembre) l&#8217;indice del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno registrato variazioni congiunturali negative pari, rispettivamente, a -0,6 e -0,5%. Gli indicatori<span id="more-1421"></span> si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. <strong>Nel confronto con il mese di settembre del 2008, il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione dell&#8217;1,6%, con variazioni negative sia per le vendite di prodotti alimentari, sia per quelle di prodotti non alimentari (rispettivamente -1,4 e -1,7%)</strong>. La diminuzione registrata per il totale delle vendite deriva da<strong> </strong><strong>flessioni dello 0,1% per le vendite della grande distribuzione e del 2,5% per quelle delle imprese operanti su piccole superfici</strong>. Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato un calo contenuto sia per i prodotti alimentari (-0,1%), sia per i prodotti non alimentari (-0,2%). Per quanto riguarda le imprese operanti su piccole superfici, le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno segnato variazioni tendenziali negative, rispettivamente, del 3,4 e del 2,3%. Nel periodo gennaio-settembre del 2009 il valore del totale delle vendite è diminuito in termini tendenziali del 2,1%: le vendite della grande distribuzione hanno registrato una flessione dello 0,4%, quelle delle imprese operanti su piccole superfici del 3,2%. Con riferimento allo stesso periodo, le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dell&#8217;1,7% e quelle di prodotti non alimentari del 2,2%. <strong>Nel mese di settembre 2009 tutte le tipologie di imprese della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con la sola eccezione degli ipermercati, per i quali si e&#8217; registrata una variazione tendenziale positiva dello 0,3%</strong>. La flessione piu&#8217; significativa ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza non alimentare (-1,3%).<br />
Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 26,5. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 27,7 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 25,7. Rispetto allo stesso mese del 2008 si e&#8217; rilevato un aumento di 0,2 giorni di apertura per le imprese della grande distribuzione e una variazione nulla per le imprese operanti su piccole superfici</p>
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		<title>ISTAT: vendite IV bimestre segnate dalla deflazione</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Luglio e Agosto (vendite IV bimestre) sono stati mesi confortanti per le vendite ed i consumi nella Grande Distribuzione. Rappresentano i mesi della deflazione (Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno) e sembrerebbe che gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Luglio e Agosto (vendite IV bimestre) sono stati mesi confortanti per le vendite ed i consumi nella Grande Distribuzione. Rappresentano i mesi della deflazione (Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno) e sembrerebbe che gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del 2009 il trend positivo dei volumi di vendita nella grande distribuzione, grazie a una diminuzione dei prezzi particolarmente sostenuta nei comparti alimentari. Nel complesso,<span id="more-1346"></span> tali andamenti hanno determinato un sensibile rallentamento nella crescita del fatturato della Grande Distribuzione Organizzata, che si attesta al +2.1% (il valore più basso da inizio anno), ma che da fiducia perché da coniugare proprio con i volumi in incremento.<br />
Questi i dati di sintesi rilevati da Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato nella GDO.<br />
Più nel dettaglio, nel bimestre in analisi, l&#8217;andamento del costo della spesa, già in rallentamento nei mesi precedenti, segna per la prima volta in quest&#8217;anno un valore negativo, con una flessione dei prezzi pari al -0.4% su base annua. Al contempo, le quantità vendute crescono nel bimestre ad un tasso del 2.5%. L&#8217;incremento dei volumi di vendita ha riguardato essenzialmente gli esercizi di nuovo insediamento (stabilmente sopra il 3% tendenziale), a fronte di una caduta &#8211; sia pur meno pronunciata &#8211; dei volumi intermediati dalla rete commerciale preesistente ( quella omogenea con l&#8217;anno precedente  -0.7%). Come accennato, il IV bimestre segna il passaggio in territorio negativo della dinamica del costo della spesa relativo al complesso dei prodotti del Largo Consumo Confezionato. La flessione di circa mezzo punto percentuale è in buona misura legata al comparto dei beni alimentari (-0.8% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno) grazie alla normalizzazione dei prezzi rispetto ai forti rincari evidenziati nel corso del 2008. Le flessioni più ampie sono registrate dai prodotti del freddo, che risultano in calo del 3.2% tendenziale. Per il reparto del fresco la caduta dei prezzi è del 2.5%. All&#8217;interno dei reparti alimentari, le categorie di prodotti che hanno maggiormente contribuito alla flessione sono gelati in vaschetta, piatti surgelati pronti in meno di 10 minuti, gelati multipack, per quanto riguarda il reparto del freddo. Tra i prodotti freschi, le riduzioni di prezzo più rilevanti si hanno per yogurt funzionale, latte fresco e mozzarelle, ma si registrano flessioni ancor più consistenti per latte Uht, pasta di semola, olio extra-vergine di oliva. Le indicazioni più recenti evidenziano che la tendenza si sta estendendo anche ad altri prodotti, come la drogheria alimentare, i cui prezzi flettono dello 0.6% su base annua. Anche per le bevande si profila un percorso di rallentamento dei prezzi: contribuiscono alla decelerazione l&#8217;acqua non gassata, il vino Igt italiano e le bevande a base di frutta. Tra i reparti non alimentari è evidente il rallentamento rispetto al III bimestre. L&#8217;andamento del costo della spesa dei prodotti per la cura della casa passa dal 2.2% allo 0.5% annuo del periodo più recente, mentre risulta addirittura negativa la dinamica dei prezzi della cura della persona, che si porta al -0.3% rispetto all&#8217;1.2% del bimestre precedente. Nel IV bimestre del 2009 si registra una sostanziale stabilità del giro d&#8217;affari complessivo della GDO, che si attesta all&#8217;1.5% tendenziale rispetto all&#8217;1.6% evidenziato nella prima metà dell&#8217;anno. Tale dinamica deriva tuttavia da un rallentamento del fatturato dei prodotti del LCC (+2.1% nel periodo luglio-agosto contro il +2.5% del primo semestre dell&#8217;anno), in gran parte bilanciato da una più contenuta flessione del valore delle vendite dei prodotti non alimentari (-1.3% rispetto a -2.4%). Il miglior risultato si ha al Centro, dove il fatturato aumenta a ritmi più intensi, con un tasso di crescita del 2.2%. In quest&#8217;area spicca il Lazio, che fa registrare il maggior dinamismo in termini di giro d&#8217;affari (+3.9%). All&#8217;opposto, sono il Sud e le Isole ad apparire più in affanno, con un tasso di incremento del fatturato più contenuto, che si assesta al 0.8%. Nel dettaglio, la Sardegna presenta un incremento del giro d&#8217;affari pari al 4.2%, il più elevato del bimestre, e in deciso miglioramento rispetto alla prima parte dell&#8217;anno. I reparti del LCC aumentano il valore delle vendite di quasi il 5% su base annua mentre gli altri reparti non alimentari subiscono un incremento dell&#8217;1.5%. L&#8217;aggregato regionale Basilicata e Calabria rappresenta invece l&#8217;unico caso di performance negativa nel bimestre, con un giro d&#8217;affari che si contrae del -3.6%. Infine, la Campania sembra stabilizzarsi intorno ai valori di fatturato dello scorso anno.<br />
Al Nord-ovest la Liguria si distingue per una variazione del fatturato pari al 3.7%, mentre una crescita inferiore si ha in Lombardia e nell&#8217;aggregato regionale Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, rispettivamente all&#8217;1.1% e 1.6% tendenziale. Infine, tra le regioni del Nord-est si passa dal 3.5% su base annua del Trentino Alto Adige, al 2.6% dell&#8217;Emilia Romagna, allo 0.2% del Veneto.</p>
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		<title>ISTAT: Il calo esiste, ma per la GDO è contenuto</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 21:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Le vendite al dettaglio nel mese di luglio sono calate dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto al luglio 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che anche per le vendite di prodotti alimentari e non alimentari si è registrato un calo congiunturale dello 0,4%. Il calo su base annua è il maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" /></a>Le vendite al dettaglio nel mese di luglio sono calate dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto al luglio 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che anche per le vendite di prodotti alimentari e non alimentari si è registrato un calo congiunturale dello 0,4%. Il calo su base annua è il maggiore da marzo (-4,5%). Su base tendenziale la flessione per gli alimentari è del 2,1% mentre per i non alimentari è del 2,8 per cento. Nella media degli ultimi tre mesi l&#8217;indice del valore totale delle vendite al dettaglio ha segnato una variazione negativa dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo, sia le vendite di alimentari<span id="more-1296"></span> che quelle di non alimentari hanno registrato una variazione congiunturale trimestrale negativa, rispettivamente dello 0,6% e dello 0,4%. Nei primi 7 mesi dell&#8217;anno le vendite sono scese del 2,1% tendenziale (alimentari -1,7%, non alimentari -2,3%). Le vendite nella grande distribuzione su base annua sono calate dello 0,8% mentre nelle imprese operanti su piccole superfici del 3,7%. «Il dato è particolarmente sfavorevole per la piccola distribuzione &#8211; sottolineano dall&#8217;Istat &#8211; ma anche per la grande distribuzione c&#8217;è un calo contenuto». Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato variazioni negative sia per i prodotti alimentari (-1,2%) sia per i non alimentari (-0,6%); anche nelle imprese operanti su piccole superfici entrambi le componenti sono in calo (-3,6% per gli alimentari e -3,7% per i non alimentari). Nei primi 7 mesi del 2009, le vendite nella grande distribuzione hanno registrato una variazione negativa dello 0,2% e quelle delle imprese operanti su piccole superfici del 3,3%. Nello stesso periodo, le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dell&#8217;1,7% e quelle di prodotti non alimentari del 2,3%.<br />
A luglio 2009, tutte le tipologie della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con l&#8217;eccezione degli esercizi specializzati (+1,9%). Le flessioni più significative hanno riguardato gli ipermercati (-2,1%) e i discount di alimentari (-1,3%). Le vendite hanno registrato flessioni del 4,3% nelle imprese fino a 5 addetti, del 3,1% nelle imprese da 6 a 49 addetti e dello 0,7% nelle imprese con almeno 50 addetti. Tra i non alimentari, a luglio tutti i gruppi di prodotti hanno registrato variazioni tendenziali negative. Le flessioni più grandi riguardano i farmaceutici (-4,4%), calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-4%) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,9%). La riduzione più contenuta é stata registrata dal gruppo foto-ottica e pellicole (-0,5%). Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 27,2 giorni (28,3 giorni la grande distribuzione e 26,5 le imprese operanti su piccole superfici). Rispetto al luglio 2008 si é registrato un aumento di 0,1 giorni per entrambe le tipologie di impresa.</p>
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		<title>Calo vertiginoso del fatturato dell’industria italiana: GDO isola felice</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la GDO cresce di circa il 3%, per l&#8217;industria italiana si registra un calo davvero rilevante e preoccupante: ad aprile il fatturato dell&#8217;industria italiana è crollato del 22,2% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Lo annuncia l&#8217;Istat. Negativa anche la variazione degli ordinativi con un calo del 32,2%. Per quanto riguarda la variazione su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1059" title="industria" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/industria.jpg" alt="" width="200" height="200" />Mentre la GDO cresce di circa il 3%, per l&#8217;industria italiana si registra un calo davvero rilevante e preoccupante: ad aprile il fatturato dell&#8217;industria italiana è crollato del 22,2% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Lo annuncia l&#8217;Istat. Negativa anche la variazione degli ordinativi con un calo del 32,2%. Per quanto riguarda la variazione su marzo 2009, il fatturato ha registrato una variazione pari a zero, mentre gli ordini sono calati del 3,7% .<br />
Nel dettaglio l&#8217;indice del fatturato in un anno è diminuito in termini tendenziali del 33,6% per i beni intermedi, del 29,6% per l&#8217;energia, del 14,1% per i beni strumentali e del 10,4% per i beni di consumo (meno 16,5% per quelli durevoli e meno 9% per quelli non durevoli).<br />
L&#8217;industria dell&#8217;auto registra un crolla vertiginoso sul mercato estero con la domanda a -44,5%. Gli ordini registrano una variazione complessiva di -20,2%. Segno meno anche per il fatturato: -5,5% quello nazionale, -58,1% quello estero; -31,1% il fatturato complessivo.<br />
Pochi settori segnano un risultato positivo. Va bene l&#8217;estrazione di minerali da cave e minierie (+ 6%) e l&#8217;industria farmaceutica la cui produzione di medicinali è cresciuta dell&#8217;1,8%, ed appunto la Grande Distribuzione.</p>
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		<title>Dati ISTAT Novembre 2008: la GDO tiene</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 22:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commercio italiano ha vissuto il mese di Novembre in grande sofferenza, infatti si è registrato un crollo delle vendite al dettaglio: il calo, rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, è del 3%, una media tra il -1,3% dei consumi di beni alimentari e del -4% dei non alimentari. Su base mensile, cioè nel confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commercio italiano ha vissuto il mese di Novembre in grande sofferenza, infatti si è registrato un crollo delle vendite al dettaglio: il calo, rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, è del 3%, una media tra il -1,3% dei consumi di beni alimentari e del -4% dei non alimentari. Su base mensile, cioè nel confronto con ottobre 2008, il calo è stato dello 0,2%. Nei primi 11 mesi del 2008 le vendite sono calate complessivamente dello 0,5%.<br />
In sofferenza maggiore i piccoli negozi: su base annua le imprese che operano su piccole superfici arretrano infatti del 4,3%, mentre per le piccole imprese, cioè quelle con pochi addetti (fino a due), il calo è del 4,8%.<br />
A differenza degli altri mesi, però, arretra anche la grande distribuzione, sia pure in misura contenuta: -0,8% sul novembre 2008. Tutte le forme di grande distribuzione hanno registrato variazioni negative: l&#8217;unico risultato positivo riguarda le vendite dei prodotti alimentari negli ipermercati, cresciute dello 0,3%, mentre le vendite complessive degli ipermercati scendono dello 0,2%. In calo le vendite anche nei supermercati (-0,8%), negli hard discount (-1,4%), nei grandi magazzini (-2,5%).<br />
Riguardo ai prodotti, a novembre tutti i non alimentari hanno messo a segno flessioni. Anche sotto il profilo territoriale il calo è stato generalizzato, con le diminuzioni più forti nel Sud e Isole (-3,6%) e quella più contenuta al Nord Ovest (-1,9%).</p>
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