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	<title>GDO News &#187; Istat</title>
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	<description>GDO News - novita&#039;, gossip, interviste e analisi sulla GDO Italiana.</description>
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		<title>Istat: gennaio e febbraio negativi</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa sempre più leggero il carrello della spesa alimentare. I consumi alimentari sono scesi, in quantità, nei primi due mesi del 2010, dell&#8217;1,2% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, proseguendo il trend del 2009 quando si è avuta una contrazione, in volume, dell&#8217;1,8% e in valore dell&#8217;1,3%. E&#8217; il commento ai dati Istat sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat-300x113.gif" alt="" width="240" height="90" />Si fa sempre più leggero il carrello della spesa alimentare. I consumi alimentari sono scesi, in quantità, nei primi due mesi del 2010, dell&#8217;1,2% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, proseguendo il trend del 2009 quando si è avuta una contrazione, in volume, dell&#8217;1,8% e in valore dell&#8217;1,3%. E&#8217; il commento ai dati Istat sulle vendite al dettaglio di febbraio della Cia-Confederazione italiana agricoltori che precisa come calino, in particolare, i consumi di pane, carne bovina, vino, olio d&#8217;oliva, agrumi, primi patti surgelati, salumi Dop.<br />
&#8220;Quattro famiglie su dieci &#8211; aggiunge la Cia in una nota &#8211; sono state costrette nel 2009 a tagliare gli acquisti, mentre il 60%, tra rinunce e necessità, ha dovuto cambiare il menù e il 35% ha optato per prodotti di qualità inferiore&#8221;. Inoltre<span id="more-1850"></span>, sono cambiate le abitudini di acquisto: &#8220;si è accentuata la rincorsa alle promozioni ed è stato un &#8216;boom&#8217; degli acquisti in punti vendita dove i prezzi sono più bassi&#8221;.<br />
L&#8217;Istat ha infatti comunicato che le vendite al dettaglio a febbraio sono diminuite dello 0,4% su base annua, mentre hanno segnato un incremento dello 0,1% su base mensile. In particolare le vendite di prodotti alimentari a febbraio hanno registrato una flessione dell&#8217;1,3% rispetto a febbraio 2009 e un aumento dello 0,3% rispetto a gennaio 2010; le vendite di prodotti non alimentari sono invece aumentate dello 0,1% su base annua mentre sono rimaste invariate su base mensile. Nell&#8217;ultimo trimestre (dicembre 2009-febbraio 2010) le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel bimestre gennaio-febbraio 2010, invece, la flessione è stata dell&#8217;1,4% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il calo tendenziale delle vendite registrato a febbraio deriva da un aumento dell&#8217;1,3% delle vendite della grande distribuzione e da una flessione dell&#8217;1,5% di quelle delle imprese operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione, in particolare, sono diminuite le vendite di prodotti alimentari (-0,4%) mentre sono aumentate quelle di non alimentari (+2,7%). Nelle imprese su piccole superfici le vendite invece sono state negative sia per gli alimentari (-2,9%) che per i non alimentari (-1,1%). Tra le diverse tipologie di imprese della grande distribuzione la crescita più ampia ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza non alimentare (+3,8%), mentre l&#8217;unica diminuzione ha riguardato i discount di alimentari (-0,3%). Per quanto riguarda la dimensione delle imprese, l&#8217;unico aumento è stato registrato da quelle con almeno 50 addetti (+1,6%). Tra i prodotti non alimentari si sono avuti andamenti molto differenziati per i vari gruppi merceologici. Gli aumenti più significativi hanno riguardato supporti magnetici è strumenti musicali (+5,7%), foto-ottica e pellicole (+3,4%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (+3,3%); le flessioni più marcate si sono avute per l&#8217;utensileria per la casa e ferramenta e i prodotti farmaceutici (rispettivamente -1,7% e -1,5%). A febbraio le imprese al dettaglio hanno dichiarato in media 24,8 giorni di apertura, come nel febbraio 2009.</p>
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		<title>Vendite Novembre secondo l’ISTAT: un mese complicato con il lancio del Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Un comunicato dell&#8217;ISTAT registra una leggere flessione delle vendite su tutti i settori del mercato alimentare, compresa la Grande Distribuzione che ha segnato un -1,2%. In particolare le vendite hanno registrato diminuzioni sia per i prodotti alimentari (-1,9%), sia per i prodotti non alimentari (-0,6%). Analogamente, nelle imprese operanti su piccole superfici, le vendite di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Un comunicato dell&#8217;ISTAT registra una leggere flessione delle vendite su tutti i settori del mercato alimentare, compresa la Grande Distribuzione che ha segnato un -1,2%. In particolare le vendite hanno registrato diminuzioni sia per i prodotti alimentari (-1,9%), sia per i prodotti non alimentari (-0,6%). Analogamente, nelle imprese operanti su piccole superfici, le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno segnato variazioni tendenziali negative (rispettivamente -1,4 e -1,5%). A novembre tutte le tipologie di imprese<span id="more-1614"></span> della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con l&#8217;eccezione degli esercizi specializzati a prevalenza non alimentare, che hanno registrato un aumento del 4,5%, ma diciamo che &#8220;l&#8217;effetto Natale&#8221; era già in atto. La flessione piu&#8217; marcata ha riguardato i discount di alimentari (-3,2%), e questo è un segnale da tenere segnatamente in considerazione. Bisognerebbe dedicare una seria riflessione a questo tema, ma sicuramente l&#8217;evoluzione del Discount è arrivata ad un punto di svolta, ovvero ad un punto dove è necessario creare delle condizioni capaci di solidificare ed aumentare il gradimento nei confronti dello Store. Tornando ai dati, con riferimento alla dimensione delle imprese, il valore delle vendite ha registrato diminuzioni tendenziali dello 0,8% in quelle fino a 5 addetti, dell&#8217;1,7% in quelle da 6 a 49 addetti e dell&#8217;1,4% in quelle con almeno 50 addetti. Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari i diversi gruppi di prodotti hanno segnato risultati eterogenei. Le variazioni positive piu&#8217; significative hanno riguardato i gruppi Elettrodomestici, radio, tv e registratori e Foto ottica e pellicole (rispettivamente +9,2 e +5,3%) per via di quell&#8217;effetto Natale di cui si parlava poc&#8217;anzi, al contrario, le flessioni piu&#8217; ampie sono state registrate per i gruppi Calzature, articoli in cuoio e da viaggio e Generi casalinghi durevoli e non durevoli (rispettivamente -4,7 e -3,2%), ed è proprio di questi giorni la notizia di un supporto da parte del Governo al settore. Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 26,1.<br />
Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 27,6 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 25,2. Rispetto allo stesso mese del 2008 si sono rilevati aumenti di 0,3 giorni di apertura per le imprese della grande distribuzione e di 0,2 giorni per le imprese operanti su piccole superfici. Insomma il quadro relazionato dall&#8217;ISTAT è un quadro difficile, ma dove l&#8217;impegno e la competitività possono dare un contributo al miglioramento dei numeri.</p>
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		<title>ISTAT: a settembre vendite al dettaglio calano, gli iper crescono</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 00:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vendite di prodotti alimentari e le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato diminuzioni, rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1% in termini congiunturali. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo luglio-settembre) l&#8217;indice del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo le vendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Le vendite di prodotti alimentari e le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato diminuzioni, rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1% in termini congiunturali. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo luglio-settembre) l&#8217;indice del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno registrato variazioni congiunturali negative pari, rispettivamente, a -0,6 e -0,5%. Gli indicatori<span id="more-1421"></span> si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano, quindi, la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. <strong>Nel confronto con il mese di settembre del 2008, il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione dell&#8217;1,6%, con variazioni negative sia per le vendite di prodotti alimentari, sia per quelle di prodotti non alimentari (rispettivamente -1,4 e -1,7%)</strong>. La diminuzione registrata per il totale delle vendite deriva da<strong> </strong><strong>flessioni dello 0,1% per le vendite della grande distribuzione e del 2,5% per quelle delle imprese operanti su piccole superfici</strong>. Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato un calo contenuto sia per i prodotti alimentari (-0,1%), sia per i prodotti non alimentari (-0,2%). Per quanto riguarda le imprese operanti su piccole superfici, le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno segnato variazioni tendenziali negative, rispettivamente, del 3,4 e del 2,3%. Nel periodo gennaio-settembre del 2009 il valore del totale delle vendite è diminuito in termini tendenziali del 2,1%: le vendite della grande distribuzione hanno registrato una flessione dello 0,4%, quelle delle imprese operanti su piccole superfici del 3,2%. Con riferimento allo stesso periodo, le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dell&#8217;1,7% e quelle di prodotti non alimentari del 2,2%. <strong>Nel mese di settembre 2009 tutte le tipologie di imprese della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con la sola eccezione degli ipermercati, per i quali si e&#8217; registrata una variazione tendenziale positiva dello 0,3%</strong>. La flessione piu&#8217; significativa ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza non alimentare (-1,3%).<br />
Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 26,5. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti, in media, per 27,7 giorni e le imprese operanti su piccole superfici per 25,7. Rispetto allo stesso mese del 2008 si e&#8217; rilevato un aumento di 0,2 giorni di apertura per le imprese della grande distribuzione e una variazione nulla per le imprese operanti su piccole superfici</p>
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		<title>ISTAT: vendite IV bimestre segnate dalla deflazione</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Luglio e Agosto (vendite IV bimestre) sono stati mesi confortanti per le vendite ed i consumi nella Grande Distribuzione. Rappresentano i mesi della deflazione (Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno) e sembrerebbe che gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" />Luglio e Agosto (vendite IV bimestre) sono stati mesi confortanti per le vendite ed i consumi nella Grande Distribuzione. Rappresentano i mesi della deflazione (Olio, pasta, latte, mozzarella, yogurt e gelati confezionati costano meno) e sembrerebbe che gli italiani ne approfittano, sostenendo le vendite nei super e ipermercati. Prosegue così, anche nel IV bimestre del 2009 il trend positivo dei volumi di vendita nella grande distribuzione, grazie a una diminuzione dei prezzi particolarmente sostenuta nei comparti alimentari. Nel complesso,<span id="more-1346"></span> tali andamenti hanno determinato un sensibile rallentamento nella crescita del fatturato della Grande Distribuzione Organizzata, che si attesta al +2.1% (il valore più basso da inizio anno), ma che da fiducia perché da coniugare proprio con i volumi in incremento.<br />
Questi i dati di sintesi rilevati da Vendite Flash, il bollettino bimestrale di Unioncamere sulle dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato nella GDO.<br />
Più nel dettaglio, nel bimestre in analisi, l&#8217;andamento del costo della spesa, già in rallentamento nei mesi precedenti, segna per la prima volta in quest&#8217;anno un valore negativo, con una flessione dei prezzi pari al -0.4% su base annua. Al contempo, le quantità vendute crescono nel bimestre ad un tasso del 2.5%. L&#8217;incremento dei volumi di vendita ha riguardato essenzialmente gli esercizi di nuovo insediamento (stabilmente sopra il 3% tendenziale), a fronte di una caduta &#8211; sia pur meno pronunciata &#8211; dei volumi intermediati dalla rete commerciale preesistente ( quella omogenea con l&#8217;anno precedente  -0.7%). Come accennato, il IV bimestre segna il passaggio in territorio negativo della dinamica del costo della spesa relativo al complesso dei prodotti del Largo Consumo Confezionato. La flessione di circa mezzo punto percentuale è in buona misura legata al comparto dei beni alimentari (-0.8% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno) grazie alla normalizzazione dei prezzi rispetto ai forti rincari evidenziati nel corso del 2008. Le flessioni più ampie sono registrate dai prodotti del freddo, che risultano in calo del 3.2% tendenziale. Per il reparto del fresco la caduta dei prezzi è del 2.5%. All&#8217;interno dei reparti alimentari, le categorie di prodotti che hanno maggiormente contribuito alla flessione sono gelati in vaschetta, piatti surgelati pronti in meno di 10 minuti, gelati multipack, per quanto riguarda il reparto del freddo. Tra i prodotti freschi, le riduzioni di prezzo più rilevanti si hanno per yogurt funzionale, latte fresco e mozzarelle, ma si registrano flessioni ancor più consistenti per latte Uht, pasta di semola, olio extra-vergine di oliva. Le indicazioni più recenti evidenziano che la tendenza si sta estendendo anche ad altri prodotti, come la drogheria alimentare, i cui prezzi flettono dello 0.6% su base annua. Anche per le bevande si profila un percorso di rallentamento dei prezzi: contribuiscono alla decelerazione l&#8217;acqua non gassata, il vino Igt italiano e le bevande a base di frutta. Tra i reparti non alimentari è evidente il rallentamento rispetto al III bimestre. L&#8217;andamento del costo della spesa dei prodotti per la cura della casa passa dal 2.2% allo 0.5% annuo del periodo più recente, mentre risulta addirittura negativa la dinamica dei prezzi della cura della persona, che si porta al -0.3% rispetto all&#8217;1.2% del bimestre precedente. Nel IV bimestre del 2009 si registra una sostanziale stabilità del giro d&#8217;affari complessivo della GDO, che si attesta all&#8217;1.5% tendenziale rispetto all&#8217;1.6% evidenziato nella prima metà dell&#8217;anno. Tale dinamica deriva tuttavia da un rallentamento del fatturato dei prodotti del LCC (+2.1% nel periodo luglio-agosto contro il +2.5% del primo semestre dell&#8217;anno), in gran parte bilanciato da una più contenuta flessione del valore delle vendite dei prodotti non alimentari (-1.3% rispetto a -2.4%). Il miglior risultato si ha al Centro, dove il fatturato aumenta a ritmi più intensi, con un tasso di crescita del 2.2%. In quest&#8217;area spicca il Lazio, che fa registrare il maggior dinamismo in termini di giro d&#8217;affari (+3.9%). All&#8217;opposto, sono il Sud e le Isole ad apparire più in affanno, con un tasso di incremento del fatturato più contenuto, che si assesta al 0.8%. Nel dettaglio, la Sardegna presenta un incremento del giro d&#8217;affari pari al 4.2%, il più elevato del bimestre, e in deciso miglioramento rispetto alla prima parte dell&#8217;anno. I reparti del LCC aumentano il valore delle vendite di quasi il 5% su base annua mentre gli altri reparti non alimentari subiscono un incremento dell&#8217;1.5%. L&#8217;aggregato regionale Basilicata e Calabria rappresenta invece l&#8217;unico caso di performance negativa nel bimestre, con un giro d&#8217;affari che si contrae del -3.6%. Infine, la Campania sembra stabilizzarsi intorno ai valori di fatturato dello scorso anno.<br />
Al Nord-ovest la Liguria si distingue per una variazione del fatturato pari al 3.7%, mentre una crescita inferiore si ha in Lombardia e nell&#8217;aggregato regionale Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, rispettivamente all&#8217;1.1% e 1.6% tendenziale. Infine, tra le regioni del Nord-est si passa dal 3.5% su base annua del Trentino Alto Adige, al 2.6% dell&#8217;Emilia Romagna, allo 0.2% del Veneto.</p>
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		<title>ISTAT: Il calo esiste, ma per la GDO è contenuto</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 21:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vendite al dettaglio nel mese di luglio sono calate dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto al luglio 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che anche per le vendite di prodotti alimentari e non alimentari si è registrato un calo congiunturale dello 0,4%. Il calo su base annua è il maggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1297" title="istat" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/istat.gif" alt="" width="300" height="113" /></a>Le vendite al dettaglio nel mese di luglio sono calate dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto al luglio 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che anche per le vendite di prodotti alimentari e non alimentari si è registrato un calo congiunturale dello 0,4%. Il calo su base annua è il maggiore da marzo (-4,5%). Su base tendenziale la flessione per gli alimentari è del 2,1% mentre per i non alimentari è del 2,8 per cento. Nella media degli ultimi tre mesi l&#8217;indice del valore totale delle vendite al dettaglio ha segnato una variazione negativa dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo, sia le vendite di alimentari<span id="more-1296"></span> che quelle di non alimentari hanno registrato una variazione congiunturale trimestrale negativa, rispettivamente dello 0,6% e dello 0,4%. Nei primi 7 mesi dell&#8217;anno le vendite sono scese del 2,1% tendenziale (alimentari -1,7%, non alimentari -2,3%). Le vendite nella grande distribuzione su base annua sono calate dello 0,8% mentre nelle imprese operanti su piccole superfici del 3,7%. «Il dato è particolarmente sfavorevole per la piccola distribuzione &#8211; sottolineano dall&#8217;Istat &#8211; ma anche per la grande distribuzione c&#8217;è un calo contenuto». Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato variazioni negative sia per i prodotti alimentari (-1,2%) sia per i non alimentari (-0,6%); anche nelle imprese operanti su piccole superfici entrambi le componenti sono in calo (-3,6% per gli alimentari e -3,7% per i non alimentari). Nei primi 7 mesi del 2009, le vendite nella grande distribuzione hanno registrato una variazione negativa dello 0,2% e quelle delle imprese operanti su piccole superfici del 3,3%. Nello stesso periodo, le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dell&#8217;1,7% e quelle di prodotti non alimentari del 2,3%.<br />
A luglio 2009, tutte le tipologie della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali negative, con l&#8217;eccezione degli esercizi specializzati (+1,9%). Le flessioni più significative hanno riguardato gli ipermercati (-2,1%) e i discount di alimentari (-1,3%). Le vendite hanno registrato flessioni del 4,3% nelle imprese fino a 5 addetti, del 3,1% nelle imprese da 6 a 49 addetti e dello 0,7% nelle imprese con almeno 50 addetti. Tra i non alimentari, a luglio tutti i gruppi di prodotti hanno registrato variazioni tendenziali negative. Le flessioni più grandi riguardano i farmaceutici (-4,4%), calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-4%) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,9%). La riduzione più contenuta é stata registrata dal gruppo foto-ottica e pellicole (-0,5%). Le imprese al dettaglio hanno dichiarato un numero medio di giorni di apertura pari a 27,2 giorni (28,3 giorni la grande distribuzione e 26,5 le imprese operanti su piccole superfici). Rispetto al luglio 2008 si é registrato un aumento di 0,1 giorni per entrambe le tipologie di impresa.</p>
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		<title>Calo vertiginoso del fatturato dell’industria italiana: GDO isola felice</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la GDO cresce di circa il 3%, per l&#8217;industria italiana si registra un calo davvero rilevante e preoccupante: ad aprile il fatturato dell&#8217;industria italiana è crollato del 22,2% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Lo annuncia l&#8217;Istat. Negativa anche la variazione degli ordinativi con un calo del 32,2%. Per quanto riguarda la variazione su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1059" title="industria" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/industria.jpg" alt="" width="200" height="200" />Mentre la GDO cresce di circa il 3%, per l&#8217;industria italiana si registra un calo davvero rilevante e preoccupante: ad aprile il fatturato dell&#8217;industria italiana è crollato del 22,2% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Lo annuncia l&#8217;Istat. Negativa anche la variazione degli ordinativi con un calo del 32,2%. Per quanto riguarda la variazione su marzo 2009, il fatturato ha registrato una variazione pari a zero, mentre gli ordini sono calati del 3,7% .<br />
Nel dettaglio l&#8217;indice del fatturato in un anno è diminuito in termini tendenziali del 33,6% per i beni intermedi, del 29,6% per l&#8217;energia, del 14,1% per i beni strumentali e del 10,4% per i beni di consumo (meno 16,5% per quelli durevoli e meno 9% per quelli non durevoli).<br />
L&#8217;industria dell&#8217;auto registra un crolla vertiginoso sul mercato estero con la domanda a -44,5%. Gli ordini registrano una variazione complessiva di -20,2%. Segno meno anche per il fatturato: -5,5% quello nazionale, -58,1% quello estero; -31,1% il fatturato complessivo.<br />
Pochi settori segnano un risultato positivo. Va bene l&#8217;estrazione di minerali da cave e minierie (+ 6%) e l&#8217;industria farmaceutica la cui produzione di medicinali è cresciuta dell&#8217;1,8%, ed appunto la Grande Distribuzione.</p>
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		<title>Dati ISTAT Novembre 2008: la GDO tiene</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 22:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commercio italiano ha vissuto il mese di Novembre in grande sofferenza, infatti si è registrato un crollo delle vendite al dettaglio: il calo, rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, è del 3%, una media tra il -1,3% dei consumi di beni alimentari e del -4% dei non alimentari. Su base mensile, cioè nel confronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commercio italiano ha vissuto il mese di Novembre in grande sofferenza, infatti si è registrato un crollo delle vendite al dettaglio: il calo, rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente, è del 3%, una media tra il -1,3% dei consumi di beni alimentari e del -4% dei non alimentari. Su base mensile, cioè nel confronto con ottobre 2008, il calo è stato dello 0,2%. Nei primi 11 mesi del 2008 le vendite sono calate complessivamente dello 0,5%.<br />
In sofferenza maggiore i piccoli negozi: su base annua le imprese che operano su piccole superfici arretrano infatti del 4,3%, mentre per le piccole imprese, cioè quelle con pochi addetti (fino a due), il calo è del 4,8%.<br />
A differenza degli altri mesi, però, arretra anche la grande distribuzione, sia pure in misura contenuta: -0,8% sul novembre 2008. Tutte le forme di grande distribuzione hanno registrato variazioni negative: l&#8217;unico risultato positivo riguarda le vendite dei prodotti alimentari negli ipermercati, cresciute dello 0,3%, mentre le vendite complessive degli ipermercati scendono dello 0,2%. In calo le vendite anche nei supermercati (-0,8%), negli hard discount (-1,4%), nei grandi magazzini (-2,5%).<br />
Riguardo ai prodotti, a novembre tutti i non alimentari hanno messo a segno flessioni. Anche sotto il profilo territoriale il calo è stato generalizzato, con le diminuzioni più forti nel Sud e Isole (-3,6%) e quella più contenuta al Nord Ovest (-1,9%).</p>
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		<title>Istat: settembre cresce dello 0,5% sul 2007, ma la GDO tiene bene</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 22:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un agosto di sofferenza acuta, a settembre si è registrata una lieve ripresa delle vendite al dettaglio. Gli acquisti dei beni di consumo sono cresciuti dello 0,5% rispetto al settembre 2007 e sono rimasti stabili rispetto al mese precedente. L&#8217;aumento è dovuto esclusivamente ai beni alimentari, le cui vendite al dettaglio sono cresciute dell&#8217;1,4%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un agosto di sofferenza acuta, a settembre si è registrata una lieve ripresa delle vendite al dettaglio. Gli acquisti dei beni di consumo sono cresciuti dello 0,5% rispetto al settembre 2007 e sono rimasti stabili rispetto al mese precedente. L&#8217;aumento è dovuto esclusivamente ai beni alimentari, le cui vendite al dettaglio sono cresciute dell&#8217;1,4%, mentre per i beni non alimentari l&#8217;Istat ha registrato un calo dello 0,1%. Inoltre l&#8217;incremento riguarda solo la grande distribuzione (+1,6%), mentre le imprese operanti su piccole superfici perdono su base annua lo 0,3%. Nell&#8217;ambito della grande distribuzione tutte le forme di vendita hanno registrato variazioni positive rispetto al settembre 2007: i supermercati e altri specializzati hanno segnato l&#8217;incremento del valore delle vendite più elevato (entrambi +1,9%), seguiti dagli hard discount (+1,8%). Gli ipermercati hanno registrato un +0,9%, frutto soprattutto di un aumento delle vendite nell&#8217;alimentare (+2,2%, contro la variazione nulla della componente non alimentare). Per quanto riguarda nello specifico le vendite dei prodotti non alimentari, le flessioni più marcate hanno interessato i gruppi supporti magnetici, strumenti musicali e dotazioni per l&#8217;informatica (rispettivamente -2,2% e -1,7%), mentre gli aumenti maggiori sono stati registrati dai gruppi prodotti farmaceutici e cartoleria, libri, giornali e riviste (rispettivamente +1,7% e +1,1%). A livello geografico, il valore totale delle vendite al dettaglio ha registrato a settembre variazioni tendenziali positive nel Nord-Est e Nord-Ovest (rispettivamente +1,7% e +0,4%), una flessione nel Centro (-0,2%) e una variazione nulla nel Sud e isole: in particolare, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate in tutte le ripartizioni geografiche, mentre quelle di non alimentari sono diminuite ovunque ad eccezione del Nord-est.</p>
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		<title>Il crollo delle vendite colpisce tutti: ultimi dati ISTAT</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 23:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[I media nazionali hanno dato nelle ultime ore ampio risalto alla notizia: nel mese di Giugno le vendite si sono fermate in modo deciso e preoccupante su tutti i format, compreso il Discount. Questo rappresenta un fatto grave e preoccupante, che non giustifica più la migrazione delle attitudini all&#8217;acquisto dei consumatori, ma mette a nudo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I media nazionali hanno dato nelle ultime ore ampio risalto alla notizia: nel mese di Giugno le vendite si sono fermate in modo deciso e preoccupante su tutti i format, compreso il Discount. Questo rappresenta un fatto grave e preoccupante, che non giustifica più la migrazione delle attitudini all&#8217;acquisto dei consumatori, ma mette a nudo una realtà desolante: le risorse da destinare alla spesa quotidiana sono diminuite. Vediamo alcuni dati: i consumi a Giugno 2008 son calati del 3,4%, la Grande Distribuzione è calata del 1,5% ed il dettaglio del 4,8%. Il decremento è temperato sull&#8217;alimentare, grave sul non alimentare, ovvero ad essere colpiti sono i beni di consumo ( -4,1%). Nel dettaglio la categoria profumeria e cura della persona cala del 6%, giocattoli e Sport del -5,3%, Elettrodomestici -5,1%, informatica e Telefonia -5%, Abbigliamento -4,3%, Farmaceutici -3,9%, Casalinghi -3,4% ed i mobili -3,2%. Anche il Discount fa le spese di questa situazione registrando una flessione del 2,3% su base mensile, contro il -1,5% del format Iper. L&#8217;inflazione, per contro, resta alta al 4% sul paniere generale, ma con incrementi spaventosi su alcune categorie, come la pasta aumentata del 25% su base annua, la carne bovina aumenta del 5%, ortaggi e frutta del 7,4%. Gli aumenti, a dire il vero, colpisco tutto, basti pensare che, sempre su base annua, abitazione, acqua, elettricità e combustibili sono aumentati del 8,2%,ed i Trasporti del 7,5.</p>
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		<title>Hard Discount: cresce il gradimento degli italiani nell’ultimo rapporto ISTAT</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 22:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli italiani scelgono gli Hard Discount per fare la spesa. Secondo un rapporto Istat sui consumi nel 2007, la percentuale delle famiglie che acquistano prodotti alimentari nei supermercati &#8216;low cost&#8217; è passata dall&#8217;8,6% del 2006 al 9,7% del 2007.
L&#8217;anno scorso, si legge nella ricerca, la spesa per i beni alimentari è rimasta ferma, nel 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani scelgono gli Hard Discount per fare la spesa. Secondo un rapporto Istat sui consumi nel 2007, la percentuale delle famiglie che acquistano prodotti alimentari nei supermercati &#8216;low cost&#8217; è passata dall&#8217;8,6% del 2006 al 9,7% del 2007.<br />
L&#8217;anno scorso, si legge nella ricerca, la spesa per i beni alimentari è rimasta ferma, nel 2007 una famiglia ha speso in media 466 euro mensili, simile ai 467 del 2006. Gli Italiani preferiscono i supermercati come luogo principale per gli acquisti (67,8%), specie nel Centro-Nord (73%), seguito dal negozio tradizionale (64,7%). Mentre il 20% delle famiglie del centro nord sceglie i mercati, rispetto al 31,4% del Mezzogiorno. Scendono anche i consumi riservati all&#8217;abbigliamento e calzature. Il 60% delle famiglie ha dichiarato di aver ridotto la spesa, o è passata a prodotti di qualità inferiore, nel 2006. Si spende di più per i medicinali, dentista, visite mediche, analisi cliniche e accertamenti diagnostici. Cresce il valore della spesa per le famiglie che vivono in abitazione di proprietà, usufrutto  e proprietarie di un&#8217;abitazione secondaria (fitto figurativo).<br />
La crisi, a quanto pare, non riguarda i fumatori, la spesa dei tabacchi è cresciuta rispetto all&#8217;anno scorso, nonostante sia sceso il numero di famiglie che li acquista.</p>
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