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	<title>GDO News &#187; Interdis</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Sigma Prime, e forse anche Conad e Pam interessate all&#8217;acquisto di Midal</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovi scenari si rivelano nella vicenda legata alla crisi in cui versa il gruppo Midal Spa, un ex fiore all&#8217;occhiello del mondo Sidis. Sembra che il Gruppo Prime di Frosinone, legato all&#8217;insegna Sigma, sia interessato all&#8217;acquisizione dei PdV. Anche Conad con Pac 2000 e Pam mostrano interesse, secondo voci informate. Il fatto che vi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/midal2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3815" title="midal2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/midal2-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>Nuovi scenari si rivelano nella vicenda legata alla crisi in cui versa il gruppo Midal Spa, un ex fiore all&#8217;occhiello del mondo Sidis. Sembra che il Gruppo Prime di Frosinone, legato all&#8217;insegna Sigma, sia interessato all&#8217;acquisizione dei PdV. Anche Conad con Pac 2000 e Pam mostrano interesse, secondo voci informate. Il fatto che vi sia effettivo interesse da parte di quella DO che opera sulla zona significa che le locations delle strutture sono buone, come già si sapeva; questo rende ancora più oscura la ragione di questa debacle che sta affossando definitivamente il lavoro di più di 300 dipendenti, di un&#8217;insegna che mostra crepe su più fronti negli ultimi mesi e di una società storica come la Midal nel territorio. Sigma Prime è sin dall&#8217;inizio interessata ai PdV ma si è sempre detta preoccupata del &#8220;buco&#8221; che si è creato nei conti aziendali del gruppo Sidis, ma anche le strutture e le loro dimensioni sono in alcuni casi eccessive rispetto agli assortimenti che Sigma esprime nel territorio. <span id="more-3814"></span>Di sicuro, in caso di acquisizione, l&#8217;insegna Sigma troverebbe rinnovate ragioni di notorietà sul territorio. Come si è scritto anche Conad, con Pac 2000, e Pam sono molto interessate ai PdV del gruppo Midal. Tutte e due le insegne, in questo caso, sarebbero preparate, in termini di assortimento, a gestire tutti i format che esprimeva il gruppo di Latina. La videnda, in ogni caso, è ancora avvolta da troppi punti oscuri, pare che il cammino per la salvezza delle strutture si sia intrapreso ma che sia ancora abbastanza indietro per tranquillizzare i lavoratori. Ci si domanda: se sono tre le insegne coinvolte, perchè non &#8220;spezzettano&#8221; il pacchetto dei PdV e non se li dividono? e poi: che ruolo ha il fantomatico (a leggere i commenti dei lettori) Consorzio Alliance? Avvolti nel mistero, la cronaca ci racconta che in questi giorni si è compiuta la chiusura di &#8216;Gusto&#8217;, fiore all&#8217;occhiello della catena a Latina, e sugli altri punti vendita si offrono sconti sulla merce sino al 50% per poi procedere con assoluta certezza alla chiusura di tutte le strutture. Di sicuro quello che rimane oggi di una vicenda industriale tutta da capire sono i 355 operai in mobilità.</p>
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		<title>Sigma al 4% di quota nel 2012. E Interdis? Come si disegna la nuova mappa della GDO</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 22:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche Vega, importante società della Distribuzione Alimentare del nord est, entrerà in Sigma dal 2012. La notizia è stata data alla stampa la scorsa settimana. Adesso è il momento di fare alcune considerazioni. Versante Sigma: è il terzo Gruppo che entra nella compagine dopo Multicedi e Tatò. Tutti e tre provengono da Interdis e portano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/gdo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3678" title="gdo" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/gdo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anche Vega, importante società della Distribuzione Alimentare del nord est, entrerà in Sigma dal 2012. La notizia è stata data alla stampa la scorsa settimana. Adesso è il momento di fare alcune considerazioni.</p>
<p>Versante Sigma: è il terzo Gruppo che entra nella compagine dopo Multicedi e Tatò. Tutti e tre provengono da Interdis e portano in dote un fatturato che dovrebbe superare  il miliardo di euro. Ciò significa una cosa: il prossimo anno il Gruppo Sigma si dovrebbe attestare ad una quota di mercato che supera il 4% entrando, di fatto,  nella GDO più dinamica. A ben vedere il panorama distributivo attuale ci sono poche insegne che incrementano e<span id="more-3677"></span> diverse quelle che decrementano o tengono difficilmente il passo. Tempo fa, il Presidente di Selex, Francioni, spiegando i motivi del successo del suo Gruppo, arrivato al 10% di quota di mercato, aveva detto: “ il nostro successo è dovuto alla scelta delle imprese associate operata negli ultimi anni ed alla capacità degli imprenditori a fare sviluppo”. Sigma, che sta realizzando di fatto il primo obbiettivo, ha vissuto la sua crescita grazie a due motivi sostanziali, uno oggettivo ed un soggettivo: quello oggettivo è stato determinato dalla crisi in cui è caduto il Gruppo Interdis su cui bisogna fare una riflessione a parte. Quello soggettivo è invece rappresentato da un binomio di situazioni il cui merito è tutto del suo management: la prima situazione è storica e determinata dall’appartenenza alla Centrale Italiana, unica Supercentrale che oggi cerca di dare una progettualità più profonda alla mera unione degli acquisti sui contratti più importanti e che si vede premiata in termini contrattuali dall’industria. La seconda situazione è tecnica: il nuovo management di  Sigma sta lavorando sulla base di progetti chiari ed attuabili, sia con le Grandi Marche sia nello sviluppo della Private Label.</p>
<p>Versante Interdis: il Gruppo di Via Lomellina ha tanti meriti nella storia della GDO. Alla fine degli anni ’90 fu la prima a cambiare i metodi di lavoro con le singole imprese associate ed a creare assortimenti in comune. Per quei tempi era una grande novità obbligare tanti imprenditori a fare qualcosa in comune, allora si chiamavano “tronchi assortimentali in comune”. Ha svolto una profonda attività di CRM ed un processo di sviluppo di fidelizzazione moderno per quei tempi, tutto ciò sino all’alleanza con Conad in Sicon. Da quel momento, con la perdita di alcuni pezzi importanti ( Nuova Distribuzione ed AZ), e forse anche dopo la nomina del loro ex Presidente alla guida di Federdistribuzione è iniziata una fase di stallo sino alla fine dello scorso anno. GDONews, quella fase di &#8220;letargo&#8221;, l’aveva rilevata in diversi articoli ed argomentata. Il Direttore Generale, Giorgio Santambrogio, fu chiamato a gestire la rinascita del Gruppo. In una recente intervista ci aveva raccontato che c’era entusiasmo dietro alla figura del nuovo Presidente Gianni Cavalieri, c’era in un certo modo un ritorno alle origini attraverso “un intelligente percorso che mira in prima istanza a cementare la coesione infragruppo di tutte le nostre imprese, attraverso una mirabile valorizzazione dei talenti e dei carismi di tutti i nostri Imprenditori, una partecipazione attiva in primis dei Consiglieri e quindi di tutti gli Imprenditori alla vita del gruppo. Quindi una visione più Cliente-centrica: la volontà del nostro Presidente di condividere sempre di più all’interno del CdA concetti di “vendita”: format, private label, comunicazione, servizi di sell-out, magazine, progetti assortimentali, nuove logiche promozionali, in un certo senso soffermandosi sui temi in cui Interdis si è sempre contraddistinta per competenza.”. Insomma una volontà di riemergere in maniera orgogliosa, propria di chi ha dato molto alla GDO nazionale. Evidentemente negli ultimi anni qualcosa è successo dentro il Gruppo di Via Lomellina se alcuni pezzi, tra i più performanti, sono fuoriusciti. In ogni caso la strada intrapresa dal presidente Cavalieri e dal Dg Santambrogio, se ben percorsa, un domani forse prossimo tornerà a portare risultati, oggi la Distribuzione Alimentare ha bisogno di idee per vendere meglio e con più fidelizzazione, insomma è un buon momento per i progetti efficaci. Ma tali devono essere.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/grande-distribuzione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3679" title="grande-distribuzione" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/grande-distribuzione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova mappatura della GDO: alla luce di ciò, con questi cambi nella torta del Grafico della GDO, come si assesterà il mercato a partire dal 2012? All’interno di Centrale Italiana si sta assistendo al sorgere di nuovi equilibri, Sigma sta portando novità progettuali sia in seno al suo Gruppo sia in termini di proposta dentro la Centrale, Despar sta lavorando in grande silenzio, un silenzio quasi assordante, per arrivare a consolidare la propria quota di mercato e aggiornare la mappa della sua distribuzione, Coop Italia ed il Gigante partecipano compiaciute alla crescita dei due partner. E’ chiaro che la quota di mercato è destinata a crescere, probabilmente al punto di entrare nel mirino dell’antitrust ( e qui si aprirebbe un altro profondo quanto oscuro ragionamento), la leadership verrà consolidata al punto di non essere nemmeno più potenzialmente afferrabile da nessuna aggregazione di competitor, e tutto ciò grazie alle due insegne DO presenti nella Supercentrale. Senza contare gli straordinari investimenti che Coop Italia ha dichiarato che farà nei prossimi anni soprattutto nel sud ed alla qualità espressa dal Gigante. Sul fronte Sicon non ci sono ancora notizie ufficiali, ma l’unica cosa certa è che il contratto tra Billa, Conad e Interdis andrà rinnovato alla fine dell’anno. E siccome tra le prime due i rapporti potrebbero cambiare, chissà in quale maniera, che senso avrebbe la Supercentrale? Interdis, come detto, ha perso quote, ha perso pezzi importanti, e se sulla carta i propositi della Centrale saranno opportuni sarà possibile che l&#8217;emorragia si possa fermare, in ogni caso allo stato attuale che significato rinnovato potrebbe avere quel tipo di alleanza?</p>
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		<title>Sigma: dal 2012 entra Tatò Paride</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 21:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E due. Tatò Paride entrerà in Sigma nel 2012 così come ha deciso di fare Multicedi. In un comunicato ufficiale la cooperativa bolognese ha affermato che “per Sigma si tratta di un’operazione molto importante, visto il forte presidio di Puglia e Basilicata che il retailer barlettano ha saputo conquistare nella sua ultratrentennale attività. Un ulteriore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3577" title="logo_sigma" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/logo_sigma.gif" alt="" width="208" height="90" />E due. Tatò Paride entrerà in Sigma nel 2012 così come ha deciso di fare Multicedi. In un comunicato ufficiale la cooperativa bolognese ha affermato che “per Sigma si tratta di un’operazione molto importante, visto il forte presidio di Puglia e Basilicata che il retailer barlettano ha saputo conquistare nella sua ultratrentennale attività. Un ulteriore prezioso “tassello” della strategia di rafforzamento nelle più dinamiche aree dell’Italia meridionale, che va ad aggiungersi all’acquisizione di Multicedi, impresa campana che entrerà operativamente nel mondo Sigma a partire dal prossimo 1 gennaio 2012.” Interdis, che sino ad oggi aveva in Area 4 una posizione da leader, sta<span id="more-3576"></span> perdendo alcuni protagonisti della distribuzione meridionale. Le politiche degli scorsi anni, la difficile convivenza con Conad, le ombre con cui si è chiuso il capitolo dell’ex Presidente Paolo Barberini ( soprattutto oggi che si vede la crisi in cui versa la Midal ed il suo allontanamento dalla stessa), hanno provocato alcune insoddisfazioni interne, e questi sono stati i risultati. Proprio su GDONews qualche mese fa il direttore Generale del Gruppo di Via Lomellina, Giorgio Santambrogio, aveva tuonato contro le chimere dei numeri di supposti meglio remunerati contratti di Supercentrale, e le sue parole erano evidentemente dirette ai suoi soci. Oggi <img class="alignleft size-full wp-image-3578" title="TatoParide" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/TatoParide.jpg" alt="" width="160" height="60" />sappiamo anche a chi. Multicedi per voce del suo direttore Generale Barbano, in una conferenza stampa estiva, aveva dichiarato a GDONews che non erano solo i numeri del contratto di Centrale Italiana ad aver convinto l’azienda casertana a cambiare famiglia, anzi “ non è l’unico elemento , né il più importante su cui si è basata la nostra scelta” aveva detto. Al gruppo alimentare campano si è aggiunta anche l’azienda Tatò Paride Spa con una rete composta da 153 pdv a insegna Sidis, di cui 147 in  Puglia e 6 in Basilicata, per una superficie di oltre 81mila mq; 6 cash&amp;carry a insegna Pantamarket (21.400 mq di superficie complessiva) e 90 pdv Alter Discount (38.500 mq di superficie complessiva) . Nel 2010 ha sviluppato un fatturato di circa 500 milioni di euro, insomma si parla di una bella realtà in Puglia, con una quota di mercato dichiarata del 15%. Proprio per il fatto che dispone diversi formati di vendita, Tatò Paride risulta essere molto interessante per Sigma nazionale dati i progetti multi formato che sono attualmente in cantiere.</p>
<p>Interdis dal canto suo deve fare quadrato, rigenerarsi, dare spazio a nuovi progetti e nuovi sistemi organizzativi, il nuovo Presidente Gianni Cavalieri ha una importante responsabilità da condividere con il direttore generale Santambrogio, da loro deve ripartire il nuovo corso, la loro presenza sul territorio e quella delle loro insegne è ancora molto radicata ed abbastanza distribuita, dal nord ovest e nord est sino alla Sicilia, esiste ancora la possibilità per dare il colpo di reni capace di dare rinnovati stimoli alle imprese associate ed al mercato, l’importante è bloccare l’emorragia.</p>
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		<title>Caso MIDAL Spa (ultime notizie): possibili acquirenti in attesa di un concordato</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 22:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso Midal è molto seguito, e noi di GDONews abbiamo raccolto nuovi elementi relativi alla vicenda. In primo luogo si può affermare che i PdV del Gruppo, almeno la maggior parte, sono considerati delle belle strutture, con delle interessanti locations, gli acquirenti non mancherebbero ma il problema pare essere la situazione debitoria del Gruppo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/midal21.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3518" title="midal2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/midal21-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>Il caso Midal è molto seguito, e noi di GDONews abbiamo raccolto nuovi elementi relativi alla vicenda. In primo luogo si può affermare che i PdV del Gruppo, almeno la maggior parte, sono considerati delle belle strutture, con delle interessanti locations, gli acquirenti non mancherebbero ma il problema pare essere la situazione debitoria del Gruppo. Verso la fine di Agosto si era affacciato alla finestra dei possibili acquirenti l’Ad di una società vicina alla famiglia proprietaria del Gruppo, il sig. Francesco Favoccia. Lo Stesso si è preoccupato di diffondere alla stampa le sue <span id="more-3517"></span>intenzioni iniziali: “Da qualche anno collaboro di nuovo con Mario Izzi – ha scritto Favoccia alla stampa &#8211;  e gestisco la piattaforma distributiva dei prodotti freschi del gruppo. Un paio di mesi fa, i primi del mese di luglio, venni chiamato da un mio vecchio collega ed amico a recarmi presso la Midal di Latina per procedere ad una analisi della situazione complessiva che si poneva come obiettivo la ricerca di possibili ambiti di collaborazione. Ho cominciato quella che tecnicamente viene definita una &#8220;due diligence&#8221; sia della struttura centrale sia del mondo dei punti vendita. Ho parlato a lungo per diversi giorni con la signora Rosanna Izzi che ha assunto da pochi mesi l&#8217;onere della gestione del gruppo, precedentemente amministrato da manager di alto profilo, constatando che la signora Rosanna non aveva contezza della reale situazione di crisi che coinvolgeva la sua azienda. Ovviamente non posso e non voglio divulgare i risultati della mia analisi, ma posso solo dire che i numeri erano davvero impietosi. Rappresentavo quindi alla signora Izzi l&#8217;impossibilità di poter garantire un intervento efficace sulla struttura centrale ma, non di meno, vedevo nei punti vendita una buona opportunità di lavoro. La signora Izzi mi rappresentava la volontà di non disperdere il patrimonio della azienda frutto di mezzo secolo di sacrifici della sua famiglia e al contempo di salvaguardare con ogni mezzo le persone che per tanti anni hanno prestato servizio con dedizione ed onestà.” Nella sua lettera aperta il Favoccia accennò ad un manager di alto profilo ma non nominò nessuno in particolare; nei dieci giorni successivi a questa lettera, una volta resosi conto che il debito era troppo grande per farsene carico, Favoccia ha provveduto, secondo il suo stile, a ri pubblicare un’altra lettera aperta dove ha affermato: “Nella giornata di ieri ho avuto un incontro con gli amministratori delle società proprietarie dei punti vendita oggetto della mia proposta di affitto, che mi rappresentavano di aver ricevuto formali offerte, da parte di diversi soggetti imprenditoriali, per l’acquisizione di tutte le attività facenti capo al gruppo MIDAL. I piani industriali, che per pura cortesia istituzionale, mi sono stati esposti a grandi linee, prevedono interventi globali e approcci di profilo senz’altro esorbitanti rispetto alle possibilità di chi, come me, ama definirsi semplicemente &#8216;un umile contadino della vigna della distribuzione&#8217; ”. Il finale in stile ratzingeriano non lascia però dubbi, i debiti sono troppo grandi per le sue spalle. Ma le ultime notizie di cronaca parlano di un nuovo potenziale acquirente, si tratterebbe di una associata al Gruppo Sigma. I Sindacati hanno infatti dichiarato che Sigma Prime di Ceccano è interessata all’acquisizione di tutti i punti vendita. Non solo: ci sarebbero buone prospettive anche per i lavoratori della Logistica e amministrazione perché la stessa Sigma Prime ha intenzione di riassorbirli al loro interno, possedendo già la piattaforma. Ma non tutto potrebbe essere rose e fiori alla buona conclusione dell’accordo, infatti l’Ad del Gruppo Prime Gianni Moneti ha dichiarato che  “già alcuni mesi fa – afferma – avevamo fatto un’offerta alla Midal. La società si è presa qualche giorno di tempo ma poi ci ha risposto che non era interessata alla proposta. Ci siamo chiesti il perché, ma è nostro intento fare tutto alla luce del sole. Abbiamo firmato con i sindacati un verbale in cui attestiamo il nostro impegno per un’operazione in emergenza di affitto d’azienda, con proposta di acquisizione, ma dietro un concordato”. Il concordato si rende necessario perchè i debiti che la Midal ha accumulato nei confronti dei fornitori, ammonterebbero a più di 70 milioni di euro: “Noi siamo pronti a rilevare, ma facendo tuto a norma di legge”.  Quindi solo un concordato darebbe il via ad un possibile processo di acquisizione. Vedremo cosa succederà</p>
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		<title>Multicedi: Intervista al Direttore Generale Giovanni Domenico Barbano</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[A margine della Convention Nazionale Sigma GDONews ha incontrato Giovanni Domenico Barbano, Direttore Generale di Multicedi, un gruppo che negli ultimi anni ha dato risultati davvero lusinghieri in un territorio per niente facile. Con Barbano si sono voluti analizzare i dettagli del passaggio del gruppo da Interdis a Sigma a partire dal prossimo anno, delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2996" title="deco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/deco.gif" alt="" width="220" height="109" />A margine della Convention Nazionale Sigma GDONews ha incontrato Giovanni Domenico Barbano, Direttore Generale di Multicedi, un gruppo che negli ultimi anni ha dato risultati davvero lusinghieri in un territorio per niente facile. Con Barbano si sono voluti analizzare i dettagli del passaggio del gruppo da Interdis a Sigma a partire dal prossimo anno, delle prospettive di sviluppo e della situazione del mercato campano.</p>
<p>D: Che significato e che prospettive ha per voi il prossimo matrimonio con SIGMA?<br />
R: Questo matrimonio ha avuto una lunga gestazione. Innanzitutto ad oggi possiamo dire che è ancora un fidanzamento: il matrimonio è fissato per il 2 gennaio 2012. Infatti ad oggi siamo ancora parte del gruppo Interdis. I progetti in cantiere con Sigma sono tantissimi anche se limitati ad alcuni tipi di partnership in rispetto ai colleghi già presenti sul territorio campano, Sigma Campania in particolare. Al di fuori di tale area, dove i colleghi non operano, saremo<span id="more-3236"></span> più liberi di sviluppare in toto i progetti Sigma. Contemporaneamente vogliamo continuare a valorizzare la nostra insegna Decò sulla quale abbiamo creduto, investito e che è stata premiata dai consumatori, scelta condivisa sia da Sigma che dai colleghi di CEDI Sigma Campania fin dai primi incontri.</p>
<p>D: Quando dice al di fuori del territorio campano a quali aree si riferisce? Ed in generale quali sono i piani di sviluppo di Multicedi?<br />
R: Già da tempo abbiamo approcciato le provincie limitrofe alla nostra regione come Foggia, Campobasso, Isernia, Chieti, L’Aquila, Latina e Frosinone. In tutti questi casi si potrà gestire direttamente l’insegna Sigma o creare anche sovrapposizioni a seconda dei casi. Inoltre stiamo seguendo con molto interesse il dialogo tra Sviluppo Discount e Sigma per la partership sul canale Discount che non escludiamo di sviluppare sia su territorio campano che al di fuori.<br />
Abbiamo molte idee in comune sul canale Cash&amp;Carry che sicuramente svilupperemo insieme: questo è un ambito dove sosteniamo da sempre e ancora più oggi c’è ancora tanto da fare e tanto da raccogliere. Infatti l’industria tende sempre più ad alleggerire i canali distributivi e per arrivare al micro retail in cash può essere uno strumento di efficienza.</p>
<p>D: Quali miglioramenti vi aspettate dalla partenrship con Sigma in ambito di acquisti e vendite?<br />
R: La potenzialità la vediamo amplia. Il mondo della DO è in un momento di difficoltà a causa della crisi economica, con soci che entrano, altri che escono, altri ancora che vanno in difficoltà. Noi abbiamo intravisto in Sigma una delle strutture DO più dinamiche, non tanto per quello che è oggi quanto per il dinamismo, per la volontà, per la voglia di fare, per le idee accompagnate e rafforzate da un management giovane per il settore, quindi siamo molto fiduciosi su quello che potremo fare. Se questo loro dinamismo seguirà quello che da tempo è il nostro ritmo, sicuramente i risultati saranno importanti.<br />
Da più parti siamo stati criticati per una supposta incompatibilità con Sigma, e non le nascondo che siamo stati contattati anche da altre realtà, per qualità dei supermercati, qualità delle controprestazioni nei confronti dell’industria che ci vedevano riconosciuti ad un certo livello e più compatibili con realtà diverse. Però bisogna analizzare bene il proprio contesto e cercare di guardare oltre al di la di quello che sembra e cercare di intuire cosa sarà, e noi abbiamo creduto in Sigma.</p>
<p>D: Il Direttore Generale di Interdis dott. Santambrogio, proprio in una recente intervista alla nostra testata, metteva in guardia gli associati dal non farsi attrarre dalle chimere di contratti di Supercentrale con punti superiori quando poi il sacrificio pagato in termini di assortimento avrebbe potuto creare un danno al vostro consumatore. Lei ora sta dicendo che le vostre scelte non sono state guidate da miglioranti contrattuali?<br />
R: L’appello di Santrambrogio non era rivolto a noi che avevamo già formalizzato da qualche mese la nostra uscita da Interdis, ma ad altri soci in procinto di uscire. Sicuramente la qualità dei contratti di Centrale Italiana ha avuto un suo peso, specialmente in un momento di mercato cosi difficile, ma non è stato l’unico elemento, nè il più importante su cui si è basata la nostra scelta, come ho già spiegato.</p>
<p>D: Il consumatore campano oggi soffre molto la crisi economica e la sua capacità di spesa si è modificata molto negli ultimi tre anni, ed a conferma di questo le quote del discount sono in fortissima crescita. Come risponde a questa situazione il retailer con le grandi marche?<br />
R: la Campania è in questo momento forse la piazza che soffre di più la crisi in Italia per una serie di fattori: la debolezza cronica ed economica dell’imprenditoria, un grosso peso della disoccupazione giovanile che sta ulteriormente aumentando e favorisce la fuga dei giovani verso altre arre del Paese, e l’invecchiamento della popolazione che non viene, come altrove, compensata dall’immigrazione che va dove c’è lavoro.<br />
Le risposte sono state: innovazione di processo, innovazione di progetto, e la valorizzazione sempre più spinta dell’identità territoriale, sposando lo slogan “alimentiamo la tradizione” e spogliandoci del vestito del gruppo nazionale: abbiamo rivisto l’immagine dei nostri punti vendita caratterizzandoli con colori vivaci, lavorato sull’efficienza, qualità, contatto col consumatore, comunicazione, ci siamo sforzati in ogni direzione.</p>
<p>D: Nello specifico quali saranno gli ambiti di partnership che svilupperete da subito?<br />
R: Gli ambiti saranno diversi, dai progetti su Discount e Cash&amp;Carry, al prodotto a marchio Sigma che perde il nome Sigma e mantiene il logo dell’”omino” diventando compatibile anche con chi, come noi, ha deciso di mantenere la propria insegna. Pur mantenendo il nostro prodotto a marchio che è sicuramente di successo, ci sono delle aree dove la massa critica è fondamentale: pensiamo per esempio alla linea salutistica “Con e Senza”, al primo prezzo, le linee benessere, e a tutte quelle aree di nicchia dove noi, come realtà periferica, fino ad oggi abbiamo preferito non entrare. Con Sigma potremo attingere a quello che hanno fatto e contribuire a dare massa critica. Saremo comunque parte attiva nello sviluppo di questi ed altri progetti.</p>
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		<title>I gossip dell’estate sotto l’ombrellone: Interdis, Conad, Lombardini, Acqua e Sapone</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fine ha fatto il Cav. Paolo Barberini ex Presidente del Gruppo Interdis ed ex Presidente di Federdistribuzione? Sino a soltanto sei mesi fa era uno degli uomini più importanti della GDO, ed in pochi mesi il suo nome è completamente scomparso dalle cronache, e la cosa più curiosa è che, come al solito, nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3301" title="ombrellone" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/ombrellone-300x274.gif" alt="" width="210" height="192" />Che fine ha fatto il Cav. Paolo Barberini ex Presidente del Gruppo Interdis ed ex Presidente di Federdistribuzione? Sino a soltanto sei mesi fa era uno degli uomini più importanti della GDO, ed in pochi mesi il suo nome è completamente scomparso dalle cronache, e la cosa più curiosa è che, come al solito, nessuno ne parla. Da Interdis fanno sapere di avere apprezzato l’operato del Cav. Barberini, lo ringraziano del lavoro svolto e del passaggio del testimone all’attuale Presidente Gianni Cavalieri, però dietro questi ringraziamenti non sembra ci sia nulla, o almeno noi non vediamo nulla, nessuna continuazione del lavoro nemmeno dentro l’azienda che lo ha sempre visto Amministratore Delegato, la Midal di Latina. Insomma sembra volatilizzato. Di fatto ci sono voci che raccontano di una Interdis in completo cambiamento, il presunto immobilismo del periodo Barberini avrebbe prodotto scontenti, il Gruppo Multicedi di Pastorano (CE) in conferenza stampa, per voce del suo<span id="more-3244"></span> Direttore Generale Barbano, ha detto che la scelta di Sigma come Gruppo a cui approdare nel 2012 è stata anche determinata per quella progettualità che non ha incontrato negli ultimi anni di Interdis. Oggi il gruppo di Via Lomellina è ad una svolta, ha cambiato il suo Presidente all’inizio dell’anno, si è ripresentato alla Stampa con vigore attraverso le parole del suo Direttore Generale Giorgio Santambrogio, che in una bella ed intensa intervista su questa testata ha richiamato nei ranghi le imprese associate che avevano intenzioni di allontanarsi alla ricerca di migliori contratti (supposti). Il Gruppo si è messo a lavorare alacremente allo sviluppo di una propria Private Label, anche se si sa ancora molto poco relativamente a questo progetto. Inoltre voci di corridoio parlano di dialoghi aperti, a livello &#8220;politico&#8221;, con diverse Supercentrali, ma di fatto nulla trapela. E&#8217; probabile che il nuovo Presidente ed il suo management stiano lavorando con l’anima e con il corpo per portare verso approdi migliori l’intera compagine, Interdis ha bisogno di un Presidente operativo ed interamente dedicato all&#8217;azienda per voltare pagina più rapidamente possibile con il passato, il mercato è curioso di sapere se il dott. Gianni Cavalieri sarà l&#8217;uomo giusto, Interdis ci crede molto. Nel frattempo esiste un vociare che racconta di alcune imprese associate fuoriuscire dal Gruppo, ma è possibile che siano sempre le solite voci, infatti non si sa quali e quante, ma senza ansia lasciamo correre l&#8217;estate, a Settembre probabilmente sapremo tutto. Di fatto in questi ultimi anni il mondo distributivo alimentare si è modificato inseguendo il cambio delle abitudini del consumatore, e chi è rimasto &#8220;al palo&#8221; deve oggi mettere tutte le energie risparmiate in passato sul tavolo per correre e recuperare. Anche il mondo Sisa, dopo la fuoriuscita del Consorzio Europa e dopo la triste vicenda della Calabria, mai compresa sino in fondo, è in movimento. Il suo Presidente, Sergio Cassingena, in carica ininterrottamente dal 1984, da quando aveva solo 33 anni, oggi Cavaliere del Lavoro, è stato recentemente nominato anche Vice Presidente della ADM, Associazione della Distribuzione Moderna,  che annovera 760 associati con 32.000 PdV totali. Sisa, come si diceva, è un altro gruppo che negli ultimi tempi sta vivendo momenti di luci ed ombre, la fuoriuscita del Consorzio Europa è stata traumatica, ma ancor più duro è stato il caso di Sisa Calabria, di recente in Sardegna ha perso alcune imprese ad essa legate che sono passate alla concorrenza indebolendo, di fatto, la forza del Gruppo nell&#8217;isola. Alcuni fornitori (importanti) parlano anche di ritardi nei pagamenti da parte del fortissimo Sisa centro Sud, ovviamente ciò non significa nulla, potrebbe essere solo una strategia finanziaria, cose normali sul mercato, però oggi le voci preoccupano tutti soprattutto in una regione come la Campania davvero attanagliata dalla crisi. E proprio malgrado la crisi, sembra che Conad continui a crescere, secondo alcune indiscrezioni pare infatti chiuso positivamente il capitolo relativo all&#8217;acquisizione Gruppo Lombardini canale Supermercati. Anche qui, mi raccomando lettori, sappiate che di scritto non c’è nulla, solo voci, però pare che questa volta siano più concrete. Si parlerebbe di uno start up a partire dal 2012 con in testa Conad del Tirreno in Sardegna ed in Lombardia con il Conad Centro Nord. Ed i quattro Ipermercati del Lombardini? Non si sa nulla, pare che proprio queste strutture fossero un problema centrale per la non volontà del Gruppo Centro Nord a gestirle. Le voci attorno alla espansione di Conad sono molte e diversificate, si parla anche di un interesse sul Gruppo Billa che se si concretizzasse porterebbe il Gruppo di Via Michelino ad una quota di mercato interessante sul Nord Ovest. Un’altra vicenda interessante, questa volta sul versante della Grande Distribuzione Specializzata, viene dalla catena Acqua e Sapone. Tempo fa il Gruppo era costituito da un insieme di imprese distribuite sul territorio, seppur territorialmente limitate con obblighi di rispetto delle zone assegnate, ed accomunate da un unico Brand e da una Centrale Acquisti (Sinergo). Da poco tempo le regole in seno alla Centrale sono cambiate, di fatto adesso non esistono più limiti territoriali. Cesar ha pensato bene di approfittare della situazione ed ha aperto un Punto di Vendita in Lombardia creando imbarazzo per la storia delle regole prima codificate, ma rispettando le attuali. Così si stanno aprendo nuovi scenari che potranno trovare spunti interessanti. Gottardo, il protagonista del Nord con insegna Acqua e Sapone, già da tempo sta sviluppando nuovi brand. Che voglia cambiare direzione?</p>
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		<title>GDONews intervista il dott. Giorgio Santambrogio, Direttore Generale di Interdis</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interdis]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[GDONews incontra il dott. Giorgio Santambrogio, simbolo del Gruppo Interdis e suo Direttore Generale, dopo le vicende legate alle vicissitudini degli ultimi mesi dello scorso anno intorno alla permanenza all’interno di Sicon e dopo il cambio di Presidenza alla guida del Gruppo. Uomo di grande esperienza e grande conoscenza del mercato, ne approfittiamo per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2020" title="santambrogio" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/santambrogio.jpg" alt="" width="141" height="150" />GDONews incontra il dott. Giorgio Santambrogio, simbolo del Gruppo Interdis e suo Direttore Generale, dopo le vicende legate alle vicissitudini degli ultimi mesi dello scorso anno intorno alla permanenza all’interno di Sicon e dopo il cambio di Presidenza alla guida del Gruppo. Uomo di grande esperienza e grande conoscenza del mercato, ne approfittiamo per fare delle domande anche di carattere generale.</p>
<p><strong>Dott. Santambrogio, com’è, secondo Lei, lo stato di salute della Grande Distribuzione Organizzata, in Italia?</strong></p>
<p>I dati parlano di un mercato fermo anche se in leggero recupero a valore, determinato però in larga parte da fattori di natura inflattiva; il mercato dei contratti è, invero, in decisa ascesa.</p>
<p><strong>Cosa intende Dottore?</strong></p>
<p>Purtroppo il mestiere della distribuzione, che dovrebbe essere il risultato di una riuscita alchimia<span id="more-2826"></span> tra competenza, esperienza, intuito e capacità di innovare, un sorta di formidabile mix che si traduce in un’offerta equilibrata e performante, viene sempre più depauperato a livello ideologico. Oggigiorno contano sempre meno i valori di insegna, di brand equity, di letture intelligenti del territorio, ma contano quasi esclusivamente dei piccoli numerini, a volte difficilmente interpretabili.</p>
<p><strong>Dott. Santambrogio, fa riferimento ai contratti delle  Supercentrali?</strong></p>
<p>Certamente, oggi si assiste ad un’esasperazione selvaggia del mercato dei contratti, che non mette più a fuoco i vantaggi e gli eventuali svantaggi dell’arte di saper fare retail. Esiste un buffo mercato al ribasso (o meglio al rialzo) dei contratti che porta ad uno svilimento dei concetti che rendono nobile questo mestiere, quelli che sono riferibili alle esigenze del consumatore ed alla loro piena risoluzione. E’ una sorta di guerra dei poveri, all’interno della quale un sano protagonista della Distribuzione, oggi può perdere imprese socie per riguadagnarle un domani, sempre in virtù di meri numeri che troppe volte sono delle chimere. Ma Lei immagina cosa significa per una impresa di un qualsiasi territorio del nostro Paese cambiare insegna, assortimento, politica promozionale e finanche Private Label? E’ un trauma i cui esiti sono sconosciuti a tutti, eppure le chimere dei numeri teorici riescono a far perdere di vista anche concetti fondamentali in termini di marketing come questo. Beninteso, non intendo certo demonizzare fughe emotive se queste, sebbene in un breve periodo, portano vantaggi al conto economico di un’impresa, ma tali cambi sono spesso determinati da “supposti” numeri, che non sempre diventano “reali”.</p>
<p><strong>Mi permetta Dottore, Lei mi sta dicendo che i contratti di Supercentrale sono importanti ma vanno gestiti con una ponderatezza che va oltre i numeri ed arriva all’offerta?</strong></p>
<p>Certamente, e non solo. Rimanendo nel mercato dei contratti, quindi mantenendomi per paradosso nel  regno di chi intende in ultima istanza depauperare il concetto di distribuzione, è doveroso fare più di un riferimento alle poste contrattuali. Lei sa benissimo che gli accordi negoziali tra imprese distributive e l’industria di marca hanno, in re ipsa, una moltitudine di poste contrattuali, spesso deliberatamente ed artatamente complesse. E solo una certosina, attenta, competente ed onesta lettura di tali poste, essendo di una rilevanza mostruosa nella loro “summa”, può permettere di fare e far fare scelte corrette. A volte, come dicevo poc’anzi, si inseguono chimere, si abbracciano visioni oniriche che, nei fatti della vita vera, si traducono in aspettative meno realizzabili. Al contrario Interdis, non solo appartiene ad una Supercentrale di alto livello assieme a partner vincenti, ma si occupa e preoccupa di sviluppare progetti reali, veri, dimostrati e misurati. Ad esempio nella sempre più battagliata leva della politica promozionale, noi abbiamo creato un connubio vincente per tutti gli attori: per l’impresa socia locale, che non solo beneficia di un formidabile volano per l’incremento di fatturato, ma che introita nel contempo un meritocratico compenso di sell-out, che diventa un’importante ulteriore contribuzione, legata correttamente ad una prestazione. Quindi per l’industria, che viene continuamente premiata con congrui periodi promozionali con sane promozioni di brand ed infine, last but not least, per il consumatore che all’interno delle nostre insegne trova un costante e marcato vantaggio all’acquisto.</p>
<p><strong>Dottor Santambrogio, GDONews scrisse qualche tempo fa che c’era soddisfazione, di fronte alla comunicazione di una nuova iniziativa di marketing di Interdis, nel veder tornare a comunicare un gruppo che sino a metà del primo decennio del 2000 aveva comunicato molto per poi divenire lentamente silenzioso.</strong></p>
<p>Negli anni, come li ha nominati, del silenzio comunicativo, abbiamo provveduto a realizzare tutto ciò che si era dichiarato negli anni precedenti, abbiamo portato a definitiva maturazione idee e progetti che ci hanno contraddistinto come pionieri nella Moderna Distribuzione Organizzata, dizione che a noi piace peraltro molto, all’avanguardia negli anni che Lei ha citato e che ci hanno portato ad una quota di mercato, che ancora oggi, è di assoluto interesse nel panorama nazionale. Abbiamo portato a definitiva realizzazione una serie incredibile di progetti decisamente innovativi. Esempio il progetto della Radio In Store su tutte le nostre strutture: un network che è in grado di comunicare on site le offerte del momento e che siamo in grado di determinare in qualsiasi momento sulle strutture da noi scelte. Lei sa che negli Stati Uniti tali progetti sono una realtà costante tra i Big della loro Distribuzione, cavalcando l’acquisto d’impulso… nell’ultimo secondo di scelta. Interdis o meglio le insegne di Interdis applicano con profitto tale strumento e lo mettono a disposizione dell’industria che partecipa interessata al progetto. Oppure altre iniziative come il Magazine postalizzato a casa dei Clienti “gold” con sofisticate logiche di profilazione, sino ad arrivare all’istituzionalizzazione delle attività nazionali di CRM, best practice in un certo senso “inventata” in Italia appunto 11 anni fa da Interdis. Per finire con l’ultimo progetto nato, ossia l’attività del “Money Transfer” all’interno dei PdV, oppure l’offerta di pacchetti assicurativi: insomma, il lavoro della Sede, su precisi input del Consiglio di Amministrazione è incessantemente rivolto alla massimizzazione dei servizi verso le imprese, verso i punti vendita e quindi in ultima istanza a favore diretto del Cliente, nostro vero “dominus “.</p>
<p><strong>Mi scusi Dottore, però sia il Money Transfer, sia le assicurazioni sono quei servizi, che vengono denominati “utilities”, che solitamente appartengono a format differenti, ovvero agli Ipermercati.</strong></p>
<p>E’ vero, ma è altrettanto vero che l’obiettivo di Interdis è sempre stato quello di portare il format Supermercati ad essere identificato come un vero e proprio centro di attrazione. Non solo, oggi che il format Ipermercato è ufficialmente in crisi, se il Supermercato di vicinato può mutuare qualche servizio per dimostrare che sotto casa hai un’offerta paritetica rispetto all’Ipermercato, Interdis non vuole perdere questa occasione. Infine è doverosa una precisazione: noi abbiano una rete di vendita la cui dimensione media è nell’intorno dei 900 mq e siamo ubicati prevalentemente nel Centro-Sud Italia. L’errore più grave in cui si può incorrere è quello di ragionare meccanisticamente sulla metratura: lei invece sa benissimo che spesso in molte zone d’Italia, da Pachino a Guspini, dalle valli bergamasche ai rioni campani, un punto vendita di 900 mq gioca efficacemente un ruolo che altrove pertiene a superfici molto più ampie quindi l’offerta può mutuare, saggiamente “ça va sans dire” le logiche dei grandi, e quindi anche le cosiddette utilities funzionano alla grande.</p>
<p><strong>Dottor Santambrogio, da Gennaio di quest’anno Interdis ha un nuovo Presidente, il dott. Gianni Cavalieri. Cosa è cambiato all’interno della compagine con il suo arrivo?</strong></p>
<p>E’ cambiato molto! Nessuna logica da tabula rasa, ma un intelligente percorso che mira in prima istanza a cementare la coesione infragruppo di tutte le nostre imprese, attraverso una mirabile valorizzazione dei talenti e dei carismi di tutti i nostri Imprenditori, una partecipazione attiva in primis dei Consiglieri e quindi di tutti gli Imprenditori alla vita del gruppo. Quindi una visione più Cliente-centrica: la volontà del nostro Presidente di condividere sempre di più all’interno del CdA concetti di “vendita”: format, private label, comunicazione, servizi di sell-out, magazine, progetti assortimentali, nuove logiche promozionali, in un certo senso soffermandosi sui temi in cui Interdis si è sempre contraddistinta per competenza. Basta dare esaustiva preminenza alla negoziazione, ai contratti, agli sconti o a singoli punti percentuali. Non solo, ma come modus operandi, la parola d’ordine è: condivisione!! Abbiamo poi costituito un Gruppo di Lavoro con i giovani imprenditori delle imprese associate, sono 8 componenti, coordinati da un giovane Consigliere d’amministrazione. Le garantisco che è un’esperienza di estremo interesse e di valida utilità, serve a compattare, stempera le distanze determinate anche dalle diverse culture imprenditoriali, si ottiene un approccio sereno, tipico di chi vuole crescere condividendo esperienze di formazione.</p>
<p><strong>Dott. Santambrogio, l’industria ed il mercato in generale è rimasto molto colpito dalla vicenda Alvi. Che soluzioni ha trovato Interdis per rispondere in maniera moderna a problemi sempre più attuali come le difficoltà finanziarie di una certa distribuzione?</strong></p>
<p>Il ruolo della Sede, in questi casi, deve essere delicatamente deciso. Potrebbe risultare una sorta di ossimoro, ma in effetti è un dovere da parte di una Sede centrale vigilare in un certo senso sulla salute delle proprie imprese. Ci rendiamo chiaramente conto che il default di Alvi ha messo in difficoltà molte imprese industriali, soprattutto le medie-piccole sebbene non si può non disconoscere il ruolo di ciascun attore e le modalità di valutazione del credito. Detto questo, come dicevo, una Sede ha effettivamente il dovere di vigilare ed il CdA ha stabilito sia regole chiare sia efficaci strumenti di monitoraggio interno. Monitoraggio continuo nel tempo in tutte le aree d’azione di un’impresa: rapporti con i fornitori, con le istituzioni creditizie, con i clienti, etc. In più si effettua, tramite un tool di controllo chiamato Tableau de Bord, un continuo monitoraggio delle vendite settimanali per singolo format, per singola impresa, con interventi subitanei in caso di reiterate anomalie.</p>
<p><strong>Però così sfugge una parte importante, quella relativa alla patrimonialità?</strong></p>
<p>Assolutamente no: su input del Consiglio, Interdis svolge monitoraggi su più livelli anche in ambiti patrimoniali. Dati sensibili trattati con la più assoluta riservatezza, sotto l’egida presidenziale. Dati che diventano informazioni ad alto valore aggiunto per interventi ad personam. Guardi, per dirla con il nostro Presidente: “Le imprese malate sono, obtorto collo, morte: oggi abbiamo solo imprese “in forma”, numericamente meno rispetto ad anni fa, ma decisamente più sane”. Infine, come di norma accade, la “malattia”  ci ha reso più attenti e nel contempo sensibili.</p>
<p><strong>Dott. Santambrogio veniamo ad una domanda che è sulla bocca di tutti: Sicon. Che cosa succederà?</strong></p>
<p>Mi creda, le dinamiche all’interno della supercentrale sono state e sono tuttora positive, portando valore aggiunto ai partner. Certo, come la storia della GDO italiana racconta, la diversa cultura delle diverse insegne, a volte induce ad interpretazioni non perfettamente coincidenti che inducono taluni misunderstanding. E’ l’annosa ed atavica tribolazione delle supercentrali.</p>
<p><strong>Rimarrete in Sicon?</strong></p>
<p>Il processo di affinamento e di convergenza verso una più unitaria gestione dei rapporti negoziali ci fa ben sperare rispetto al rinnovo dell’accordo. Ciò detto, l’apertura dialettica verso l’intero mondo del retail, senza arroccamenti in solinghe torri d’avorio è una prerogativa della nuova moderna gestione della Presidenza Cavalieri.</p>
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		<title>Santambrogio, Direttore Generale Marketing di Interdis, risponde a GDONews sulle prospettive del Gruppo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella scorsa pubblicazione GDONews aveva scritto di tensioni riguardanti una supercentrale importante nel panorama distributivo: SICON. In particolare ci eravamo soffermati sulle forti dichiarazioni rese dal direttore generale del Gruppo Conad Francesco Pugliese, che in poche parole metteva sul “chi va là” la prosecuzione del rapporto di collaborazione tra Interdis e Conad, recriminando soprattutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2020" title="santambrogio" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/santambrogio.jpg" alt="" width="141" height="150" />Nella scorsa pubblicazione GDONews aveva scritto di tensioni riguardanti una supercentrale importante nel panorama distributivo: SICON. In particolare ci eravamo soffermati sulle forti dichiarazioni rese dal direttore generale del Gruppo Conad Francesco Pugliese, che in poche parole metteva sul “chi va là” la prosecuzione del rapporto di collaborazione tra Interdis e Conad, recriminando soprattutto il fatto secondo cui l’alleanza tra le due centrali non andava oltre una mera opportunità sugli acquisti e non di condivisione di strategie ed obbiettivi come si voleva al principio. La risposta del dott. Santambrogio non si è fatta attendere. All’indomani della nostra pubblicazione ci è giunta in redazione<span id="more-2499"></span> una lettera scritta e firmata dal direttore generale e marketing del Gruppo milanese che qui sotto riportiamo nella interezza.</p>
<blockquote><p>Egregio dr. Meneghini,</p>
<p>sono Giorgio Santambrogio e ho ragionevole certezza che eravate in attesa di un mio intervento relativo all’ipotesi improbabile riguardante una possibile correlazione tra le osservazioni rilasciate a mezzo stampa da Francesco Pugliese e “probabili” migrazioni di soci Interdis.</p>
<p>Entro subito nel cuore del problema, sottolineando che mi è difficile ipotizzare una qualsivoglia correlazione tra i due eventi, quando questi sono decisamente improbabili o imprecisi.</p>
<p>Per chiarezza: affaire Sicon.  Interdis e Conad stanno valutando le modalità di prosecuzione dell’accordo sottoscritto nel 2007, che li vede partner in Sicon e che terminerà a fine 2011. Interdis sta infatti valutando le diverse possibili opzioni di collaborazione, purché finalizzate al conseguimento di un vantaggio reciproco e di un’effettiva crescita. Non solo, ma il Consiglio di Amministrazione di Interdis ha deciso di aprire un tavolo di confronto paritario per individuare la strategia di sviluppo più efficace, portando idee e discutendo delle proposte evolutive di Conad.  Interdis è ovviamente d’accordo che il sodalizio con finalità negoziali è una condizione necessaria, ma di per sé non sufficiente e quindi il confronto verterà su temi strategici come format, assortimenti, logistica e centri decisionali. Tutto ciò nel rispetto delle specificità di ogni singola realtà territoriale ed imprenditoriale.  La modalità per scrivere il futuro dipenderà dal grado di condivisione dei rispettivi orientamenti strategici. La volontà di Interdis è quella di valorizzare, anche attraverso una soluzione condivisa, i propri punti di forza e le specificità che, da sempre, la contraddistinguono: la presenza sulla pressoché totalità del territorio nazionale, la vocazione alla prossimità e la capacità di creare valore attraverso le carte fedeltà e il servizio al cliente finale.</p>
<p>Evento “migrazioni”. Catone diceva “Exigua his tribuenda fides, qui multa loquuntur”. In effetti bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto, magari andando in giro per centrali d’acquisto a raccontare sogni. Ma, ringraziandoVi per lo spazio concessomi, mi permetto di chiudere, citando anche l’Ecclesiaste che dice “Omnia tempus habent”.   Avremo quindi tempo di verificare se le migrazioni (naturali nella D.O.) saranno centrifughe o, come ipotizzo, decisamente centripete!!</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Giorgio Santambrogio</p>
<p>Direttore Generale Marketing Interdis</p></blockquote>
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		<title>Sicon (Interdis – Conad Leclerc) al capolinea? Che cosa succede in Interdis?</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/11/sicon-interdis-%e2%80%93-conad-leclerc-al-capolinea-che-cosa-sucede-in-interdis.html</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa è uscita su GDOWEEK un’intervista al direttore generale di Conad Leclerc Francesco Pugliese che in certo modo potrebbe dichiarare la fine del rapporto con Interdis all&#8217;interno di Sicon. Certo non ha detto espressamente questo, ma lo ha fatto capire a chiare lettere: ha detto che “Quello tra Conad e Interdis è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2487" title="Pugliese" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/11/Pugliese-Francesco-CONAD.jpg" alt="" width="140" height="188" />Pochi giorni fa è uscita su GDOWEEK un’intervista al direttore generale di Conad Leclerc Francesco Pugliese che in certo modo potrebbe dichiarare la fine del rapporto con Interdis all&#8217;interno di Sicon. Certo non ha detto espressamente questo, ma lo ha fatto capire a chiare lettere: ha detto che “Quello tra Conad e Interdis è stato il primo accordo tra distributori della durata di 5 anni, l&#8217;obiettivo era di creare un percorso che comprendesse la logistica, la gestione dei freschi, un accordo che, al di là dei contratti, costruisse qualcosa in grado di aggregare ulteriormente l&#8217;imprenditoria. Morale: non abbiamo fatto niente in 4 anni.”<br />
Una dichiarazione forte e chiara: le cose cosi come stanno non vanno bene, quindi o si cambia radicalmente oppure alla fine dell’anno, ovvero alla scadenza naturale del contratto, ognuno va per la sua strada. Il fatto più preoccupante è però lo stato del Gruppo Interdis. Delle difficoltà <span id="more-2461"></span>delle aziende romane, storica spina dorsale del gruppo, è già stato scritto, del passaggio di Cediz Izzi a Sigma anche. Oggi le tensioni all’interno del Gruppo milanese ci sono, ne parlano in molti, forse in troppi per evitare di scrivere qualcosa. Si parla anche di probabili migrazioni di alcune aziende importanti verso altre centrali di acquisto. Se fosse per questo che il direttore generale di Conad si è espresso in maniera cosi decisa?</p>
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		<title>Interdis premiata per la sua innovazione di marketing nel ramo assicurativo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 22:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interdis]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Interdis continua nelle sue attività di marketing e viene premiata dalla Confcommecio. Si chiama Rem la divisione di Italiana Assicurazioni del Gruppo Reale Mutua che prosegue la partnership con il Gruppo milanese e crea due nuove polizze assicurative che saranno vendute attraverso i suoi supermercati. Si tratta, spiega una nota, di polizze assicurative per l&#8217;abitazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2186" title="interdis" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/07/interdis.jpg" alt="" width="218" height="136" />Interdis continua nelle sue attività di marketing e viene premiata dalla Confcommecio. Si chiama Rem la divisione di Italiana Assicurazioni del Gruppo Reale Mutua che prosegue la partnership con il Gruppo milanese e crea due nuove polizze assicurative che saranno vendute attraverso i suoi supermercati. Si tratta, spiega una nota, di polizze assicurative per l&#8217;abitazione e la persona: A-Sicura Casa e A-Sicura Famiglia. I destinatari sono i clienti dei supermercati del Gruppo Interdis, presente in Italia con 2.723 punti vendita. La compagnia punta ad offrire ai consumatori un prodotto assicurativo chiaro, trasparente, dal buon rapporto qualita&#8217;/prezzo con lo scopo di raggiungere anche quei consumatori che non si sono cautelati contro le eventualita&#8217; della vita quotidiana e che, avendo esigenze semplici, possono soddisfarle anche con prodotti standardizzati. A-Sicura Famiglia e A-Sicura Casa sono disponibili da oggi in 16 punti vendita-pilota con le insegne Dimeglio, Sidis e Iper Le Dune su tutto il territorio nazionale. Come detto in apertura Interdis ha ricevuto una Menzione di Merito per l’Innovazione<span id="more-2185"></span> per il progetto Sicurezza e fiducia per tutte le famiglie italiane, iniziativa prevede l’offerta di pacchetti assicurativi. In particolare, il premio è stato motivato “Per avere per aver progettato l&#8217;offerta nei supermercati di pacchetti assicurativi innovativi, veicolati con il logo d&#8217;insegna del punto di vendita, semplici e immediatamente intelligibili, che accrescono la gamma di servizi al cliente”. Si tratta della proposta, in 16 store a insegna Dimeglio, Sidis e IperLeDune,di polizze assicurative denominate A-Sicura Famiglia e A-Sicura Casa. &#8220;Il progetto premiato -afferma Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis- riguarda due polizze denominate, facilmente comprensibili nei contenuti e caratterizzate da criteri di tariffazione estremamente semplici. I pacchetti sono differenti, in termini di copertura offerta rispetto ad analoghi prodotti presenti in commercio&#8221;. I prodotti assicurativi sono proposti, realizzati e garantiti da Italiana Assicurazioni -divisione Rem del Gruppo Reale Mutua e firmati con l&#8217;insegna del supermercato, facilmente identificabili grazie alla realizzazione di veri e propri pack fisici contenenti tutti i dettagli necessari (documentazione contrattuale, in ottemperanza alla normativa ISVAP, e ulteriori materiali esplicativi) in modo da rendre anche questi servizi assimilabili, per semplicità d&#8217;acquisto, ad un qualsiasi altro prodotto del supermercato. L&#8217;iniziativa rientra in un più ampio progetto di Interdis volto a proporre nuovi e ulteriori vantaggi nei propri punti di vendita e a rafforzare l&#8217;empatia tra cliente e insegna.</p>
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