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	<title>GDO News &#187; Gossip</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Conad: acquisiti i supermercati di Lombardini? Probabilmente sì, ma nulla di ufficiale</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 21:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa Conad aveva proceduto all’acquisizione dei punti di vendita Pellicano nell’isola Sardegna attraverso il Conad del Tirreno. Operazione costosa ed importante, che ha portato 18 superstore ad aggiungersi ai 72 punti di vendita già appartenenti al Gruppo toscano, e portando la quota di mercato dell&#8217;insegna sull’isola a raggiungere il 27%. A questa doveva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4391" title="conadsstore" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/conadsstore.jpg" alt="" width="246" height="130" />Qualche mese fa Conad aveva proceduto all’acquisizione dei punti di vendita Pellicano nell’isola Sardegna attraverso il Conad del Tirreno. Operazione costosa ed importante, che ha portato 18 superstore ad aggiungersi ai 72 punti di vendita già appartenenti al Gruppo toscano, e portando la quota di mercato dell&#8217;insegna sull’isola a raggiungere il 27%. A questa doveva, immediatamente dopo, succedere l’acquisto dei supermercati Lombardini del nord Italia attraverso il Conad Centro Nord ma sorsero dei problemi: innanzitutto i quattro Ipermercati di Lombardini che non potevano essere gestiti dal Gruppo Reggiano per via della loro esclusiva vocazione a realizzare Supermercati e Superstore, ma non formati superiori, e poi probabilmente anche problematiche di tipo economico, di cifre. Nella trattativa sembrava essersi inserita successivamente anche Coop che per arginare la crescita del Gruppo di Via Michelino in termini di quota di mercato, che avrebbe cercato, secondo alcune fonti, di  entrare nella trattativa per uscirne vincente. Invece improvvisamente nel mondo dell’industria è cominciata a girare insistentemente una voce, confermata anche in altri ambienti: l’accordo si sarebbe già concluso con Conad Centro Nord qualche settimana fa, ma non come si pensava la passata estate, ovvero con la totale acquisizione del pacchetto dei supermercati ed Ipermercati.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/comprabene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4392" title="comprabene" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/comprabene.jpg" alt="" width="179" height="54" /></a>Pare siano stati acquisiti tutti i Comprabene, ovvero i formati medi e medio piccoli, quelli cioè a cui la cui vocazione di Centro Nord è rivolta da sempre e che da sempre bene interpreta. Ed i rimanenti? Non si sa nulla. Precisiamo che si tratta solo di voci, nulla di ufficiale ci è pervenuto, ma le voci sono davvero troppe per non scrivere qualche riga e raccontare le dinamiche. Tale acquisizione, unitamente a quella dei punti di vendita in Sardegna porterebbero la quota di mercato di Conad sopra al 12%, unitamente alla crescita intrinseca determinata dalla bontà delle vendite avutesi in quest’ultimo anno. Anche le voci intorni all’acquisizione di Billa non si fermano, ma qui davvero si tratta solo di voci lontane. Certo, se avvenisse davvero che un giorno anche questa operazione si avverasse, la quota di mercato del Gruppo bolognese sarebbe rilevante anche nella regione Lombardia, ed allora la sfida ad Esselunga sarebbe aperta. Vedremo..</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fine della Centrale Sicon? Billa comprata da Conad? Ed Interdis?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 23:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>

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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO DEL 28.10.2011 Si vorrebbe fare una precisazione a quanto scritto nell&#8217;articolo di cui sotto: nelle righe pubblicate non si è mai voluto esprimere opinioni negative su chi lavora operativamente all&#8217;interno della centrale Interdis ( commerciale, marketing, etc.). Credo sia chiaro a tutti che le considerazioni, scritte &#8220;ex post&#8221; rispetto agli eventi, quindi in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3937" title="sidis_200" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/sidis_200-e1319410939724.jpg" alt="" width="200" height="93" /></p>
<p>AGGIORNAMENTO DEL 28.10.2011<br />
Si vorrebbe fare una precisazione a quanto scritto nell&#8217;articolo di cui sotto: nelle righe pubblicate non si è mai voluto esprimere opinioni negative su chi lavora operativamente all&#8217;interno della centrale Interdis ( commerciale, marketing, etc.). Credo sia chiaro a tutti che le considerazioni, scritte &#8220;ex post&#8221; rispetto agli eventi, quindi in una posizione molto comoda per chi scrive, vogliono essere solo una riflessione superficiale relativa ai fatti che da determinati atti ne sono conseguiti, e non certo un giudizio negativo nei confronti di chi opera ed esegue con efficienza e competenza ordini, figli di strategie. Un&#8217;ultima cosa: guardando la foto del logo alla sinistra è venuta in mente una considerazione: Sidis il piacere di fare la spesa, a nostro parere uno dei claim più belli in circolazione..in assoluto.</p>
<p>Esattamente un anno fa il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese, con piglio deciso, dalle colonne di Gdoweek dichiarò che l’accordo Sicon era tutto da discutere in vista del rinnovo contrattuale previsto per la fine di quest’anno. Seguirono commenti , domande, smentite e fatti roboanti, come le dimissioni di Barberini da Presidente di Interdis. Oggi, si aspetta solo la mera ufficialità, ma è di dominio pubblico il fatto secondo cui Sicon ha finito il proprio percorso con due novità: i dubbi sull’esistenza di Interdis e soprattutto dei marchi ad essa legati e la quasi certa acquisizione di Billa ad opera di Conad. <span id="more-3936"></span></p>
<p>Andiamo con ordine: intorno ad Interdis, sono diversi gli interrogativi che sottoponiamo ai nostri lettori e che impegnano le nostre menti. Le cose certe sono che Vega, Multicedi e Tatò Paride entreranno in Sigma. Tatò, assieme ad Arena e qualche altro è anche titolare del marchio Sidis, per cui ci si domanda: che fine farà questo storico marchio della Distribuzione? E’ vero che ad oggi l’offerta Sidis, ed il successo della stessa era più dovuto alle capacità dei singoli Retailers locali piuttosto che ad una Centrale che non ha saputo dare alla Stessa i necessari supporti di prodotti ed assortimenti , cioè una compiuta marca commerciale. Interdis, ha sempre sostenuto che negli accordi con Conad c’era anche quello di sviluppare insieme la private label. A dire il vero anche noi di GDONews cinque anni fa ( 17 dicembre 2006) scrivevamo che “ l’ accordo avrà una durata di 5 anni e non si limiterà alla sola gestione comune dei contratti di acquisto. I dirigenti dei due gruppi, riuniti in questi giorni, stanno definendo come unificare i marchi commerciali e come integrare le strutture logistiche. Addirittura si parla della possibilità (ma è ancora un’ipotesi) di creare un’unica insegna per il formato iper. E’ sempre più evidente che l’alleanza Conad-Interdis porterà grosse novità nel panorama distributivo italiano.” E’ quindi probabile che nelle volontà iniziali ci fosse questa determinazione di lavorare insieme sul fronte del prodotto a marchio, ma era pur sempre il 2006. Perché nel 2008, cioè dopo due anni dall’accordo, non vedendo sviluppi da parte Sicon su quel fronte, non si è sviluppato un potente progetto di prodotto a marchio attorno al Brand Sidis? Probabilmente oggi questo progetto sarebbe realtà e chissà forse anche sufficiente collante per mantenere le aziende in seno alla Centrale. Le voci sulle sorti dei soci di Interdis che non entreranno in Sigma si moltiplicano, diversi nostri lettori hanno scritto, ed a loro si uniscono le voci di buona parte dell’industria, che saranno molte le aziende che entreranno in Despar. Con quali modalità non è dato a sapersi, infatti dalla parte Despar tutto tace, non ci sono ad oggi comunicazioni ufficiali che certifichino uscite dall’Interdis ed acquisizioni a favore di Despar.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/billa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3949" title="billa" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/billa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’altra azienda che faceva parte di Sicon, Billa, dopo aver fatto andare in soffitta l’insegna Standa, considerata inadeguata, pare che abbia venduto a Conad. Anche questa notizia la riceviamo dall’industria e non dalla distribuzione in forma ufficiale né ufficiosa, ma la cosa pare certa e per questo la raccontiamo, sebbene in formula dubitativa. Ci si domanda: l’acquisizione sarà nella totalità delle strutture di Billa? Pare di no. Sembra che i Punti di Vendita del Trentino potrebbero essere interessanti per Seven, mentre i 50 Pdv ad insegna Billa del Veneto non troverebbero l’interesse di Conad ( in effetti che centrale locale operante nel territorio in questione potrebbe essere interessata? La CIA di Forlì impossibile). Quindi chi comprerà queste strutture? Nel frattempo Conad in Lombardia e Piemonte, sempreché questa notizia sia certissima, avrà molto da lavorare nei prossimi mesi per dare a quelle strutture il taglio dell’offerta che appartiene all’insegna di Via Michelino.</p>
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		<title>I gossip dell’estate sotto l’ombrellone: Interdis, Conad, Lombardini, Acqua e Sapone</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fine ha fatto il Cav. Paolo Barberini ex Presidente del Gruppo Interdis ed ex Presidente di Federdistribuzione? Sino a soltanto sei mesi fa era uno degli uomini più importanti della GDO, ed in pochi mesi il suo nome è completamente scomparso dalle cronache, e la cosa più curiosa è che, come al solito, nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3301" title="ombrellone" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/ombrellone-300x274.gif" alt="" width="210" height="192" />Che fine ha fatto il Cav. Paolo Barberini ex Presidente del Gruppo Interdis ed ex Presidente di Federdistribuzione? Sino a soltanto sei mesi fa era uno degli uomini più importanti della GDO, ed in pochi mesi il suo nome è completamente scomparso dalle cronache, e la cosa più curiosa è che, come al solito, nessuno ne parla. Da Interdis fanno sapere di avere apprezzato l’operato del Cav. Barberini, lo ringraziano del lavoro svolto e del passaggio del testimone all’attuale Presidente Gianni Cavalieri, però dietro questi ringraziamenti non sembra ci sia nulla, o almeno noi non vediamo nulla, nessuna continuazione del lavoro nemmeno dentro l’azienda che lo ha sempre visto Amministratore Delegato, la Midal di Latina. Insomma sembra volatilizzato. Di fatto ci sono voci che raccontano di una Interdis in completo cambiamento, il presunto immobilismo del periodo Barberini avrebbe prodotto scontenti, il Gruppo Multicedi di Pastorano (CE) in conferenza stampa, per voce del suo<span id="more-3244"></span> Direttore Generale Barbano, ha detto che la scelta di Sigma come Gruppo a cui approdare nel 2012 è stata anche determinata per quella progettualità che non ha incontrato negli ultimi anni di Interdis. Oggi il gruppo di Via Lomellina è ad una svolta, ha cambiato il suo Presidente all’inizio dell’anno, si è ripresentato alla Stampa con vigore attraverso le parole del suo Direttore Generale Giorgio Santambrogio, che in una bella ed intensa intervista su questa testata ha richiamato nei ranghi le imprese associate che avevano intenzioni di allontanarsi alla ricerca di migliori contratti (supposti). Il Gruppo si è messo a lavorare alacremente allo sviluppo di una propria Private Label, anche se si sa ancora molto poco relativamente a questo progetto. Inoltre voci di corridoio parlano di dialoghi aperti, a livello &#8220;politico&#8221;, con diverse Supercentrali, ma di fatto nulla trapela. E&#8217; probabile che il nuovo Presidente ed il suo management stiano lavorando con l’anima e con il corpo per portare verso approdi migliori l’intera compagine, Interdis ha bisogno di un Presidente operativo ed interamente dedicato all&#8217;azienda per voltare pagina più rapidamente possibile con il passato, il mercato è curioso di sapere se il dott. Gianni Cavalieri sarà l&#8217;uomo giusto, Interdis ci crede molto. Nel frattempo esiste un vociare che racconta di alcune imprese associate fuoriuscire dal Gruppo, ma è possibile che siano sempre le solite voci, infatti non si sa quali e quante, ma senza ansia lasciamo correre l&#8217;estate, a Settembre probabilmente sapremo tutto. Di fatto in questi ultimi anni il mondo distributivo alimentare si è modificato inseguendo il cambio delle abitudini del consumatore, e chi è rimasto &#8220;al palo&#8221; deve oggi mettere tutte le energie risparmiate in passato sul tavolo per correre e recuperare. Anche il mondo Sisa, dopo la fuoriuscita del Consorzio Europa e dopo la triste vicenda della Calabria, mai compresa sino in fondo, è in movimento. Il suo Presidente, Sergio Cassingena, in carica ininterrottamente dal 1984, da quando aveva solo 33 anni, oggi Cavaliere del Lavoro, è stato recentemente nominato anche Vice Presidente della ADM, Associazione della Distribuzione Moderna,  che annovera 760 associati con 32.000 PdV totali. Sisa, come si diceva, è un altro gruppo che negli ultimi tempi sta vivendo momenti di luci ed ombre, la fuoriuscita del Consorzio Europa è stata traumatica, ma ancor più duro è stato il caso di Sisa Calabria, di recente in Sardegna ha perso alcune imprese ad essa legate che sono passate alla concorrenza indebolendo, di fatto, la forza del Gruppo nell&#8217;isola. Alcuni fornitori (importanti) parlano anche di ritardi nei pagamenti da parte del fortissimo Sisa centro Sud, ovviamente ciò non significa nulla, potrebbe essere solo una strategia finanziaria, cose normali sul mercato, però oggi le voci preoccupano tutti soprattutto in una regione come la Campania davvero attanagliata dalla crisi. E proprio malgrado la crisi, sembra che Conad continui a crescere, secondo alcune indiscrezioni pare infatti chiuso positivamente il capitolo relativo all&#8217;acquisizione Gruppo Lombardini canale Supermercati. Anche qui, mi raccomando lettori, sappiate che di scritto non c’è nulla, solo voci, però pare che questa volta siano più concrete. Si parlerebbe di uno start up a partire dal 2012 con in testa Conad del Tirreno in Sardegna ed in Lombardia con il Conad Centro Nord. Ed i quattro Ipermercati del Lombardini? Non si sa nulla, pare che proprio queste strutture fossero un problema centrale per la non volontà del Gruppo Centro Nord a gestirle. Le voci attorno alla espansione di Conad sono molte e diversificate, si parla anche di un interesse sul Gruppo Billa che se si concretizzasse porterebbe il Gruppo di Via Michelino ad una quota di mercato interessante sul Nord Ovest. Un’altra vicenda interessante, questa volta sul versante della Grande Distribuzione Specializzata, viene dalla catena Acqua e Sapone. Tempo fa il Gruppo era costituito da un insieme di imprese distribuite sul territorio, seppur territorialmente limitate con obblighi di rispetto delle zone assegnate, ed accomunate da un unico Brand e da una Centrale Acquisti (Sinergo). Da poco tempo le regole in seno alla Centrale sono cambiate, di fatto adesso non esistono più limiti territoriali. Cesar ha pensato bene di approfittare della situazione ed ha aperto un Punto di Vendita in Lombardia creando imbarazzo per la storia delle regole prima codificate, ma rispettando le attuali. Così si stanno aprendo nuovi scenari che potranno trovare spunti interessanti. Gottardo, il protagonista del Nord con insegna Acqua e Sapone, già da tempo sta sviluppando nuovi brand. Che voglia cambiare direzione?</p>
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		<title>Despar 1: Accordo tra il Gruppo Despar Ceda ed il Gruppo Realco Sigma</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 12:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Despar]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Realco]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato raggiunto un accordo tra il Gruppo cooperativo Sigma Realco ed il Gruppo Despar della famiglia Salati. “L’intesa – sostengono i dirigenti dei due Gruppi – è finalizzata a rafforzare il potere di acquisto delle due insegne portando benefici ai consumatori”, ma più che un accordo si tratta di affitto di ramo di azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-910" title="ceda-despar" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/ceda-despar-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />E’ stato raggiunto un accordo tra il Gruppo cooperativo Sigma Realco ed il Gruppo Despar della famiglia Salati. “L’intesa – sostengono i dirigenti dei due Gruppi – è finalizzata a rafforzare il potere di acquisto delle due insegne portando benefici ai consumatori”, ma più che un accordo si tratta di affitto di ramo di azienda della durata di un anno come riportato su un quotidiano locale di Reggio Emilia. Tale istituto civile, si ricorda, ha la caratteristica secondo cui “ ..salvo diverse pattuizioni, il concedente rimane titolare dei crediti aziendali esistenti al momento del conferimento, li amministra ed è l’unico legittimato alla loro riscossione; per quanto riguarda i debiti antecedenti l’affitto, invece, il concedente ne risponderà sempre esclusivamente, non essendo prevista la possibilità di diverso accordo tra le parti, se non per i debiti relativi al lavoro dipendente.” Ecco il punto: il concedente ( la Ceda) rimane titolare dei debiti. Probabilmente la reale motivazione dell’accordo è proprio questa, cioè non mettere in crisi i solidi bilanci del Gruppo Realco, che vanta favolosa reputazione sotto il profilo finanziario, ma allo stesso tempo quella di recuperare un Gruppo che ha una sua storia e che non merita di essere distrutta. Si parlava anche di un interessamento di Aspiag, il colosso Despar del Veneto, anzi pare che una serie di PdV che appartenevano alla Ceda nella zona di Ferrara e Rovigo siano passati proprio a questa catena. Invece, ritornando all’accordo con Realco, l’affitto del ramo di azienda, della durata di un anno, porterà ad un alleanza che vale circa 370 milioni di euro. La durata ha destato la preoccupazione dei Sindacati come sempre, ma si ritiene che la sorte dei dipendenti , sulla base dell’esperienza riguardo a queste vicende, sarà invece risolta positivamente nella maggior parte delle situazioni. L’accordo rappresenta una “forza contrattuale importante – ha dichiarato il Presidente del Gruppo Realco Stefano Bedogni – che ci consentirà di accrescere il nostro ruolo di servizio proprio in coincidenza con il 50° di fondazione della nostra cooperativa”.</p>
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		<title>Despar 2: Interessante intervista a Scuto di Aligrup Catania sul magazine  “S”</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 12:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Despar]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul magazine “S” è uscita un intervista al proprietario del Gruppo Aligrup di Catania accusato di associazione mafiosa ed altri reati gravi. Uno scoop straordinario che raccoglie lo sfogo dell’imprenditore catanese che spiega la sua storia. “Ho versato da uno a cinque milioni di lire agli estorsori. Anche i carabinieri sapevano, ma non mi hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-906" title="aligrup" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/aligrup-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sul magazine “S” è uscita un intervista al proprietario del Gruppo Aligrup di Catania accusato di associazione mafiosa ed altri reati gravi. Uno scoop straordinario che raccoglie lo sfogo dell’imprenditore catanese che spiega la sua storia. “Ho versato da uno a cinque milioni di lire agli estorsori. Anche i carabinieri sapevano, ma non mi hanno mai chiesto una denuncia”. Il “re” dei supermercati catanesi Nello Scuto, finito sotto processo con numerose accuse, fra le quali quelle di aver intrattenuto “rapporti costanti” col clan Laudani, di aver riciclato i capitali mafiosi nella sua attività commerciale e di aver avuto un ruolo nella morte di Salvatore Aiello, si confessa in un’intervista a tutto campo per raccontare la sua verità sui processi e sugli ultimi trent’anni di storia della grande distribuzione in Sicilia, dalle trattative con Maurizio Zamparini per rilevare i suoi ipermercati ai rapporti con Giuseppe Grigoli, l’altro uomo Despar sospettato di aver intrattenuto rapporti con la mafia. Scuto ammette di aver pagato il pizzo e sostiene di averlo raccontato anche agli investigatori: “Quando nel ‘97 i sostituti Caponcello, Fonzo e Santonocito me l’hanno chiesto – racconta l’imprenditore catanese – io ho detto a chi davo i soldi, da quanto tempo e come li versavo. I carabinieri di San Giovanni La Punta mi avevano detto: “È una cosa troppo grande per noi, lei deve andare al comando provinciale”. Avevo forniture da “Turi di l’ova”, ma soprattutto mi è stata imposta la carne dei Laudani, e lo sapevano tutti”. Per quel che riguarda invece la trattativa sul Centro Olimpo di Palermo, finita al centro di un altro processo, Scuto si giustifica: “Era la K&amp;K che apriva, non io. Se ne occupò Milazzo, l’amministratore di Sivad e Rinascente. A Palermo ci sono stato in tutto 3 volte”. Quanto a Giuseppe Micalizzi, nipote del boss Saro Riccobono che lavorava nel centro commerciale palermitano, Scuto è sicuro: “Io non l’ho mai assunto, lavorava per Center Gross. Una perizia di Genchi lo conferma: io non ho mai avuto contatti con nessuno”. Scuto confessa di avere una grave malattia, che oggi lo spinge a parlare. Per ripercorrere gli ultimi decenni: “I miei guai – dice – sono iniziati quando ho avviato la trattativa con Zamparini per acquistare i suoi ipermercati in Sicilia. Sei mesi dopo sono stato arrestato, e poi i centri commerciali furono rilevati da La Rinascente”. Con Grigoli, invece, Scuto dice di non aver avuto rapporti: “Tra di noi ci vedevamo solo in occasione degli auguri di Natale. L’avrò visto due o tre volte”.</p>
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		<title>Coop ed i Distretti: burrasca o solo cambiamenti?</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/03/coop-ed-i-distretti-burrasca-o-solo-cambiamenti.html</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[Anni or sono, quando sono nati i distretti che univano le cooperative territorialmente limitrofe, fu una vera rivoluzione. Il Distretto Adriatico si unì in un batter d’occhio ed iniziò subito a lavorare con organizzazione ed una certa organicità, d’altronde per anni avevano tenuto tutto bloccato per preparare bene quel progetto. Il Distretto Nord Ovest, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-779" title="coop-2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/coop-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Anni or sono, quando sono nati i distretti che univano le cooperative territorialmente limitrofe, fu una vera rivoluzione. Il Distretto Adriatico si unì in un batter d’occhio ed iniziò subito a lavorare con organizzazione ed una certa organicità, d’altronde per anni avevano tenuto tutto bloccato per preparare bene quel progetto. Il Distretto Nord Ovest, che nacque a ruota fu più problematico: le cooperative erano davvero eterogenee (molti si ricorderanno la forza della Coop Liguria nel suo territorio agli inizi degli anni 2000 rispetto ad una Coop Lombardia assediata dalla GD o da una Novacoop). Si dovettero fare gli uffici nuovi, insomma ci fu uno start up un pò più problematico. L’ultimo, e questo fu davvero un parto, fu quello Tirrenico. Dopo pochi anni dalla fine della realizzazione completa del progetto dei Distretti, pare inizi a scricchiolare laddove iniziò per primo. Infatti rumors intorno alla centrale Adriatica ce ne sono diversi; chiariamo subito che di rumors si tratta e nulla più. Di fatto la gestione del canale Super distinta dal canale Iper non esiste più. Oggi l’organizzazione è di tipo verticistico ad imbuto, un po’ come Carrefour, o ancor più Auchan. E fin qui nulla da eccepire, una evoluzione nella direzione della GD suddivisa per format. Ma di fatto gli altri distretti operano diversamente. Però segnali preoccupanti iniziano ad arrivare dalla Coop Estense; Cooperative di dimensioni ottimali, non immensa come Adriatica, ma molto dinamica e molto performante nel proprio field operativo, anche in Puglia si sta avendo una inversione di tendenza, dinamica ed ambiziosa, la Coop Estense la soffrendo la convivenza nel Distretto. Si parla di voci, i fornitori si confrontano, alcuni sono chiamati direttamente da Coop Estense per accordi “locali”. Qualcosa sembra stia succedendo. E’ come se la nuova organizzazione, rivolta nella direzione di una giusta evoluzione logica nell’ambito di un gruppo GD multi-format, sia necessaria per rinfrescare nel modo più opportuno un unione che altrimenti potrebbe scricchiolare di più. I lettori hanno sentori?</p>
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		<title>Aspiag: Il gigante distributivo Veneto vuole comprare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspiag]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un periodo davvero singolare. La crisi generalmente porta a grandi sofferenze, ma inevitabilmente anche a grandi affari. La storia ce lo insegna. La contrazione dei consumi sta mietendo alcune vittime perché se il sell out si arresta o rallenta, tutta la filiera ne risente. I pagamenti dei fornitori vengono ritardati più di quanto lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-774" title="despar" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/despar-150x141.gif" alt="" width="150" height="141" />E’ un periodo davvero singolare. La crisi generalmente porta a grandi sofferenze, ma inevitabilmente anche a grandi affari. La storia ce lo insegna. La contrazione dei consumi sta mietendo alcune vittime perché se il sell out si arresta o rallenta, tutta la filiera ne risente. I pagamenti dei fornitori vengono ritardati più di quanto lo sono normalmente, i fornitori a loro volta, che hanno le loro fatture scontate dalle banche non vengono più garantite e quindi bloccano le forniture per non creare metastasi nei conti già in precario equilibrio. In questi giorni ci sono diversi supermercati di catene importanti ( a Roma una catena storica ha incredibilmente quasi tutti gli scaffali vuoti) che sono davvero in difficoltà. Oggi la DO è ben suddivisa: da un lato c’è chi sfrutta benissimo il concetto di prossimità, lavora in termini di comunicazione molto più di quanto non facesse in passato, si abbassa lo scontrino medio ma aumenta la numerica, fa in modo che i margini resistano bene e quindi non risente dei cali tanto previsti, anzi cresce guadagnando fatturato e nuovi clienti. Dall’altro lato c’è quella DO che sempre ha avuto problemi di sopravvivenza ma di fatto sino ad oggi vivevano di un equilibrio precario, divenuto infine terribilmente precario al limite del fallimento. Nel mondo Sigma, nel mondo Despar e nel mondo Interdis ci sono situazioni critiche è inutile negarlo. La DO performante trova così terreno fertile per comprare a prezzo molto conveniente le strutture di quei competitor che sino a ieri erano o compagni di viaggio di insegna oppure fastidiosi concorrenti. Un esempio di ciò che si diceva poc’anzi è stato dato dalla recente vendita del gruppo Omniscom a vantaggio del Gruppo Seven e del Gruppo Aspiag. Proprio quest’ultimo è sulla bocca di molti in questi tempi perché sembrerebbe che avrebbe intenzione di incrementare le proprie quote di mercato attraverso importanti investimenti rivolti a rilevare storici gruppi della distribuzione Antitrust permettendo. Voci indicano Aspiag come interessata ad un gruppo Veneto molto conosciuto e non lontano. Sempre Aspiag viene indicato come interessato ad intervenire in maniera più decisa (perché in ogni caso già timidamente presente) nella regione Emilia Romagna.</p>
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		<title>Rivoluzione nel mondo Brico: Leroy Merlin compra Castorama</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 09:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancava il SI dell’antitrust, ed è puntualmente arrivato: il Gruppo Adeo, leader internazionale nel mondo del bricolage con diversi marchi tra cui Leroy Merlin e Bricocenter, ha rilevato dal gruppo inglese Kingfisher la filiale italiana di Castorama, che opera con una rete di 31 pdv. Da tempo il Gruppo Kingfisher, che opera con numerose insegne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/squadra-leroy-merlin1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-659" title="squadra-leroy-merlin1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/squadra-leroy-merlin1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Mancava il SI dell’antitrust, ed è puntualmente arrivato: il Gruppo Adeo, leader internazionale nel mondo del bricolage con diversi marchi tra cui Leroy Merlin e Bricocenter, ha rilevato dal gruppo inglese Kingfisher la filiale italiana di Castorama, che opera con una rete di 31 pdv. Da tempo il Gruppo Kingfisher, che opera con numerose insegne specializzate in bricolage (B&amp;Q, Screwfix, Hornbach e BricoDepot) non sta registrando performance brillanti, così l’ipotesi di cessione dei PdV ad insegna Castorama era diventata una realtà. Il contratto stipulato quest’estate prevedeva appunto la cessione dei 31 pdv di Castorama Italia al Gruppo Adeo, uno dei principali player a livello mondiale nel settore del bricolage e dell’habitat che in Italia opera con 144 pdv, tra cui 18 Leroy Merlin e 89 Bricocenter, a cui a breve si aggiungerà una nuova insegna (Bricoman) ed adesso pure Castorama. Quest&#8217;ultima, nell&#8217;arco dei prossimo 9-12 mesi, sarà sostituita dalle firme più note di Gruppo Adeo, che nel 2008 ha realizzato un giro d&#8217;affari complessivo di 1.497 milioni di euro. Per questo operazione di vendita, Kingfisher, secondo fonti finanziarie, dovrebbe ricevere 615 milioni di euro, cifra più alta rispetto a quella che era circolata quest&#8217;estate, quando si parlava di un esborso pari a 560 milioni di euro.</p>
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		<title>Gossip: possibile uscita dal gruppo Selex della catena Lucana GDA Group</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Esd]]></category>
		<category><![CDATA[GDA]]></category>
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		<category><![CDATA[Selex]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si inseguo voci insistenti circa la decisione, possibile, della catena GDA Group di abbandonare la centrale Selex. Nel corso dell&#8217;estate erano stati notati incontri tra la proprietà del gruppo Lucano con i dirigenti della Centrale ma non si capiva bene la motivazione. Sembra, sempre secondo fonti da ritenere attendibili, che la decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si inseguo voci insistenti circa la decisione, possibile, della catena GDA Group di abbandonare la centrale Selex. Nel corso dell&#8217;estate erano stati notati incontri tra la proprietà del gruppo Lucano con i dirigenti della Centrale ma non si capiva bene la motivazione. Sembra, sempre secondo fonti da ritenere attendibili, che la decisione sia stata presa dopo la defezione del gruppo Esselunga dalla centrale ESD, quindi successiva al tramonto del grande progetto di Supercentrale, le cui sorti sono ancora da determinarsi. Che farà GDA dopo la sua uscita dal Gruppo? Si parla, ma sono soltanto voci, di un possibile accordo con Carrefour per una importante affiliazione. Ricordiamo che GDA è presente nella bassa Campania, in Basilicata in maniera massiccia, in Calabria ed anche in Puglia. Se così fosse avvalorerebbe ancor di più la volontà di GS di rafforzare la propria leadership nel sud Italia con il Brand &#8220;GS&#8221; appunto, e non Carrefour.</p>
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		<title>Scoop su Coop Nord Est in Croazia: probabile vendita a Spar Austria</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 15:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che esista un accordo preliminare tra il colosso austriaco Spar ed il nostro leader di mercato Coop per la cessione dei 4 Ipermercati attualmente presenti in Croazia. Era prevedibile in epilogo di tal genere, se fosse confermato da un contratto definitivo. Coop Nord Est iniziò la sua avventura in terra croata rilevando il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che esista un accordo preliminare tra il colosso austriaco Spar ed il nostro leader di mercato Coop per la cessione dei 4 Ipermercati attualmente presenti in Croazia. Era prevedibile in epilogo di tal genere, se fosse confermato da un contratto definitivo. Coop Nord Est iniziò la sua avventura in terra croata rilevando il primo Ipermercato dal Gruppo Emmezeta alla periferia di Zagabria. Successivamente apri altri 3 Ipermercati, attualmente presenti, uno alle porte della città, un altro ad Est del Paese al confine con l&#8217;Ungheria e l&#8217;ultimo a Spalato. Non si può dire che l&#8217;esperienza Coop in Croazia sia stata positiva sino ad oggi, e probabilmente proprio per questo il Gruppo si è messo sul mercato in cerca di un acquirente. Spar, dalla sua parte, ha invero una presenza nel proprio Paese da Leader, ed una presenza in Ungheria piuttosto rilevante. Anche in Croazia era già presente, ma con queste 4 acquisizioni diventerebbe un vero protagonista della GDO Croata.</p>
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